Diario quotidiano del 22 dicembre 2015: i servizi dell’Agenzia delle Entrate ora viaggiano anche via smartphone

Pubblicato il 22 dicembre 2015



i servizi dell’Agenzia delle entrate ora sul telefonino; In rete il nuovo numero dei Quaderni dell’Osservatorio, l’approfondimento tematico delle Entrate sul mercato immobiliare; Dichiarazioni con errori o presentate in ritardo: rimane tempo fino al 29 dicembre 2015 per sfruttare il nuovo ravvedimento operoso; Variazione del Contributo Consortile a decorrere dal 1° gennaio 2016; SIIQ: il modello per l’opzione si adegua per far fronte alle novità; applicazione dello “split payment” nelle operazioni effettuate nei confronti degli enti pubblici; INAIL: comunicazione on-line delle basi di calcolo dell’autoliquidazione; INAIL: riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali – anno 2016; Imprese di dimensioni minori: dal CNDCEC le Linee guida all’applicazione degli Isa Italia; Reddito di lavoro dipendente: rimborso spese di accesso corrisposto ai medici specialistici ambulatoriali
 
Indice: 1) I servizi dell’Agenzia delle entrate ora sul telefonino 2) In rete il nuovo numero dei Quaderni dell’Osservatorio, l’approfondimento tematico delle Entrate sul mercato immobiliare 3) Dichiarazioni con errori o presentate in ritardo: rimane tempo fino al 29 dicembre 2015 per sfruttare il nuovo ravvedimento operoso 4) Variazione del Contributo Consortile a decorrere dal 1° gennaio 2016 5) SIIQ: il modello per l’opzione si adegua per far fronte alle novità 6) Applicazione dello “split payment” nelle operazioni effettuate nei confronti degli enti pubblici 7) INAIL: comunicazione on-line delle basi di calcolo dell’autoliquidazione 8) INAIL: riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali – anno 2016 9) Imprese di dimensioni minori: dal CNDCEC le Linee guida all’applicazione degli Isa Italia 10) Reddito di lavoro dipendente: rimborso spese di accesso corrisposto ai medici specialistici ambulatoriali  
  1) I servizi dell’Agenzia delle entrate ora sul telefonino Dalle Entrate la prima app fiscale per smartphone e tablet. Arriva l’app del Fisco per dispositivi mobili. Dal 21 dicembre 2015, scaricando l’applicazione delle Entrate, tutti i cittadini potranno accedere a una serie di servizi ad hoc direttamente sul proprio smartphone o tablet. In questo modo, i contribuenti potranno andare in ufficio evitando di fare la coda con il web-ticket dell’Agenzia, vedere i tempi di attesa del proprio turno e chiedere l’abilitazione e il Pin per Fisconline ed Entratel, i servizi telematici delle Entrate. Per gli utenti già registrati, invece, sarà possibile consultare le informazioni contenute nel proprio cassetto fiscale, come ad esempio i versamenti effettuati tramite modello F24 e le dichiarazioni fiscali presentate, e accedere a una serie di funzioni utili come il cambio password e il recupero password iniziale. Per permettere a tutti di prendere confidenza col nuovo strumento, sul canale YouTube dell’Agenzia, www.youtube.com/Entrateinvideo, è inoltre pubblicato un video tutorial che spiega in modo semplice e veloce come funziona in pratica la nuova app. Il front office a portata di touch Chi possiede un dispositivo dotato di uno qualunque dei sistemi operativi sviluppati da Apple (IOS), Google (Android) e Microsoft (Windows Phone) potrà scaricare l’app del Fisco ed entrare così nel nuovo ufficio mobile dell’Agenzia delle Entrate: aperto 24 ore su 24 e sempre disponibile, nella tua tasca, nel tuo zaino o nella tua borsa. Grazie alla nuova applicazione, un primo panel dei servizi disponibili sul sito delle Entrate approda su piattaforma mobile con l’obiettivo di cambiare radicalmente il rapporto con i cittadini. In occasione del lancio della app del Fisco, inoltre, l’Agenzia ha realizzato una nuova funzionalità che permette di conoscere in tempo reale lo stato della coda dell’ufficio di interesse. Doppia fruibilità: servizi per tutti e servizi per gli utenti registrati La nuova applicazione fornisce sia servizi ad accesso libero che servizi per gli utenti registrati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline ed Entratel). Ecco alcune delle funzionalità attive già da ora: - Richiesta web-ticket per i servizi forniti agli sportelli degli uffici territoriali - Visualizzazione dello stato della coda dell’ufficio di interesse - Richiesta del codice Pin per Fisconline (il canale rivolto alle persone fisiche) e richiesta di Preiscrizione per Entratel (il canale riservato a intermediari, pubbliche amministrazioni e persone giuridiche) - Consultazione del Cassetto fiscale, in cui sono presenti molte informazioni tra cui le dichiarazioni fiscali - Ricerca delle ricevute - Scelta dell’utenza di lavoro - Cambio password - Recupero password iniziale Sapere quando recarsi in ufficio senza dover fare la coda ora è facilissimo Grazie al servizio “Visualizzazione stato della coda”, i cittadini potranno comportarsi esattamente come se fossero di fronte al display di sala dei front office dell’Agenzia delle Entrate. Non solo: con una semplice occhiata allo schermo del proprio dispositivo, i cittadini potranno scegliere quando arrivare o tornare in ufficio, verificando l’approssimarsi del proprio turno e senza rischiare inutili attese. Con la recente applicazione, infatti, al servizio per prenotare un biglietto “elimina code”, già disponibile sul sito internet dell’Agenzia in modalità web, si aggiunge la nuovissima funzionalità che permetterà di conoscere lo stato della coda in tempo reale. Dove scaricare la nuova applicazione per dispositivi mobili (smartphone e tablet) - E’ possibile effettuare il download del nuovo front-office mobile dell’Agenzia su Google Play (lo store per i sistemi operativi android), App Store (utilizzabile per Iphone e Ipad) e Windows Phone Store (Microsoft mobile). Dopo la prima fase di lancio, l’app verrà gradualmente arricchita di nuove funzionalità e contenuti, in modo da offrire ai cittadini sempre maggiori possibilità di ricevere servizi efficienti, online e in tempo reale. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 197 del 21 dicembre 2015)   ******   2) In rete il nuovo numero dei Quaderni dell’Osservatorio, l’approfondimento tematico delle Entrate sul mercato immobiliare È disponibile online il nuovo numero dei Quaderni dell’Osservatorio, la pubblicazione annuale con cui l’Osservatorio del mercato immobiliare racconta l’andamento del settore attraverso studi e analisi statistiche. Dalla definizione delle superfici catastali al mercato fondiario Nel nuovo numero si affronta il tema della determinazione delle superfici catastali, con particolare attenzione ai margini di errore derivanti dalle elaborazioni informatiche. Spazio anche all’analisi del rapporto tra il valore di mercato e il valore catastale degli immobili, attraverso un’indagine statistica e oggettiva relativa alle differenze esistenti tra i territori italiani. Tra gli argomenti trattati anche un’analisi del mercato fondiario, resa possibile grazie ad un nuovo flusso di informazioni proveniente dagli archivi della Pubblicità immobiliare e del Catasto, che potrebbero dare vita, in futuro, ad un monitoraggio sistematico dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dedicato alla compravendita dei terreni. Infine, i Quaderni riportano una relazione sull’andamento del mercato immobiliare dell’ultimo quindicennio, presentata dal Direttore Centrale Omi Gianni Guerrieri ad un seminario della Società Italiana di Estimo e Valutazione. Chiudono questo numero due riflessioni sui tassi di capitalizzazione nelle decisioni di investimento nelle attività di valutazione immobiliare, e sul ciclo immobiliare e il ruolo del credito nel settore residenziale. I Quaderni sono consultabili nella sezione del sito internet dell’Agenzia delle Entrate dedicata alle pubblicazioni dell’Osservatorio del mercato immobiliare. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 198 del 21 dicembre 2015)   ******   3) Dichiarazioni con errori o presentate in ritardo: rimane tempo fino al 29 dicembre 2015 per sfruttare il nuovo ravvedimento operoso Dichiarazioni infedeli e tardive: ravvedimento entro il 29 dicembre 2015. Scade il 29 dicembre 2015 l’ultima possibilità per i contribuenti di regolarizzare le dichiarazioni infedeli o tardive relative al periodo d’imposta 2014 beneficiando delle sanzioni più favorevoli previste dal nuovo ravvedimento operoso. La legge di stabilità per il 2015 ha infatti profondamente innovato la disciplina prevedendo una riduzione della sanzione ad un nono del minimo qualora la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avvenga entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione. A ricordarlo l’Agenzia delle entrate con il comunicato del 18 dicembre 2015. I contribuenti hanno tempo fino al 29 dicembre 2015 per mettersi in regola e usufruire delle sanzioni più favorevoli previste dal nuovo ravvedimento operoso per i casi di errori commessi in dichiarazione o di ritardo nella presentazione. L’Agenzia delle Entrate, in un comunicato, ha infatti ricordato che la nuova disciplina prevista dall’art. 13 del DLgs 472/1997 ha distinto nettamente le ipotesi di dichiarazione integrativa (che presuppone una modifica al contenuto di una dichiarazione già presentata) e di dichiarazione tardiva, nei casi di omessa presentazione, distinguendole anche sotto il profilo delle agevolazioni in termini di sanzioni. Ravvedimento della dichiarazione infedele In particolare, le violazioni relative ad errori od omissioni commessi in una dichiarazione già presentata risentono dei nuovi principi introdotti nell’ordinamento con la riformulazione dell’istituto del ravvedimento operoso ad opera della legge di stabilità 2015 (Legge n. 190/2014) e, in particolare, della lettera a)-bis. Come chiarito con la circolare 23/E del 2015, con questa previsione il Legislatore ha voluto introdurre un’ipotesi specifica di regolarizzazione per le violazioni commesse mediante la dichiarazione, applicabile entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione. Sotto il profilo sanzionatorio, ciò manifesta la volontà di attribuire specifico rilievo all’errore inerente al contenuto della dichiarazione originaria, corretta dal contribuente entro i novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione, piuttosto che all’errore inerente il ritardo nella sua presentazione. Prima delle modifiche all’istituto del ravvedimento operoso, infatti, nel presupposto che la dichiarazione integrativa presentata nei 90 giorni sostituiva quella originaria, derivava che la dichiarazione rettificativa, pur essendo valida a tutti gli effetti, doveva essere considerata tardiva, con conseguente applicazione della sanzione amministrativa prevista per la tardiva presentazione del modello Unico. È evidente che l’introduzione della specifica ipotesi di regolarizzazione di cui alla lettera a-bis) sarebbe priva di contenuto se la presentazione della dichiarazione integrativa nei novanta giorni continuasse a integrare un’ipotesi di dichiarazione tardiva e non dovesse, oggi, essere ricondotta tra le violazioni relative al contenuto della dichiarazione. Ne consegue, pertanto, che la presentazione di una dichiarazione integrativa entro i 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione integra la violazione di cui all’articolo 8 del DLgs n. 471/1997. Va da sé che, in applicazione del principio di specialità, qualora l’integrazione abbia ad oggetto elementi sanzionati specificatamente, la sanzione applicabile sarà quella espressamente prevista per questa tipologia di violazione. Le modalità di regolarizzazione Ciò premesso, laddove il contribuente intenda regolarizzare errori od omissioni commessi nella dichiarazione presentata e che rilevano sulla determinazione e sul pagamento del tributo, entro novanta giorni dal termine di presentazione della dichiarazione, avvalendosi del ravvedimento operoso, dovrà: - presentare una dichiarazione corretta (c.d. integrativa) entro il termine di novanta giorni, versando la corrispondente sanzione pari a 28 euro, ossia la sanzione in misura fissa di 258 euro prevista per l’ipotesi di irregolare dichiarazione, ridotta a un nono, ai sensi della lettera a)-bis), salvo che per la violazione sia prevista una più specifica misura sanzionatoria; - se risulta un versamento del tributo in misura inferiore al dovuto, o l’utilizzo di un credito in misura superiore, il contribuente deve versare anche la relativa differenza e gli interessi, calcolati al tasso legale, con maturazione giorno per giorno, dalla scadenza del versamento originario. L’Agenzia ricorda che in questo caso è inoltre dovuta la relativa sanzione per omesso versamento (pari al 30%), ridotta secondo le misure previste dall’articolo 13 del DLgs n. 472/1997, in ragione del momento in cui interviene il versamento. Ravvedimento della dichiarazione omessa Nel caso in cui, invece, il contribuente, per errore, non abbia presentato la dichiarazione e intenda provvedere, può farlo entro i successivi novanta giorni dalla scadenza del termine ordinario (oltre il quale la dichiarazione si considera omessa), avvalendosi del ravvedimento operoso. A tale fine, dovrà: - presentare la dichiarazione, versando la corrispondente sanzione per la tardività, pari a 25 euro, ossia la sanzione in misura fissa di 258 euro, ridotta a un decimo, ai sensi della lettera c); - se risulta anche un tardivo od omesso versamento del tributo, procedere al pagamento del tributo e degli interessi, calcolati al tasso legale, con maturazione giorno per giorno, dalla scadenza del versamento originario. Anche in questo caso risulta dovuta la relativa sanzione per omesso versamento (pari al 30%), ridotta secondo le misure dell’articolo 13 del DLgs n. 472/1997, in ragione del momento in cui interviene il versamento. Il comunicato delle Entrate ricorda infine che i chiarimenti in questione valgono esclusivamente in presenza del ravvedimento effettuabile ai sensi della lettera a-bis) dell’articolo 13 del DLgs 472/1997. Nelle differenti ipotesi disciplinate dalle lettere b), b-bis), b-ter), bquater), in presenza di dichiarazioni infedeli presentate, il ravvedimento dovrà, invece, effettuarsi commisurando l’ammontare della sanzione all’infedeltà dichiarativa. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 196 del 18 dicembre 2015)   ******   4) Variazione del Contributo Consortile a decorrere dal 1° gennaio 2016 L’Agenzia delle Dogane, con la nota RU/139505 del 21 dicembre 2015, comunica che il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, tenutosi il 12 novembre 2015, ha approvato e deliberato il nuovo valore del contributo sugli oli lubrificanti, dovuto ai sensi dell’art. 11 comma 4 del D.L.vo 95/1992, da corrispondere a detto Consorzio, nella misura di: 120,00 € per tonnellata a partire dal giorno 1° gennaio 2016 Tale valore, che dovrà essere corrisposto su tutte le immissioni in consumo e/o importazioni che avverranno a partire dal 1° gennaio 2016, sarà versato presso Intesa San Paolo Codice IBAN IT64T0306903201100000506465 intestato al CONSORZIO OBBLIGATORIO DEGLI OLI USATI .   ******   5) SIIQ: il modello per l’opzione si adegua per far fronte alle novità Le modifiche alla disciplina previste dallo “Sblocca Italia” hanno portato nuove regole e, quindi, la necessità di rivedere la comunicazione allo speciale regime. Aggiornato il modello “Comunicazioni per il regime di tassazione delle Siiq e delle Siinq”. Il via libera al turn over arriva con il provvedimento del 18 dicembre 2015 dell’Agenzia delle Entrate. L’adeguamento è la naturale conseguenza delle modifiche apportate, dal decreto “Sblocca Italia”, allo speciale regime opzionale civilistico e fiscale riguardante le Società di investimento immobiliare quotate (Siiq), introdotto dalla Finanziaria 2007. La norma prevede l'esclusione dall'Ires e dall’Irap del reddito derivante dall'attività di locazione immobiliare e l’applicazione di una ritenuta del 20% sugli utili distribuiti ai partecipanti. In particolare, gli aggiornamenti derivano dall’articolo 20 del Dl 133/2014 (lo “Sblocca Italia” appunto) convertito, con modificazioni, dalla legge 164/2014, che ha ritoccato alcuni requisiti di accesso prevedendo: una maggiore percentuale massima di controllo, arrivata dal 51% al 60% la possibilità di sospendere il regime fino al ripristino del requisito partecipativo una minore percentuale di flottante detenuta dai soci, scesa dal 35 al 25% un più vasto raggio di investimento la riduzione dell’obbligo di distribuzione dell’utile netto ai soci sceso dall’85% al 70%. Ricordiamo che l’opzione va esercitata entro la fine del periodo d’imposta precedente a quello dal quale la società intende avvalersi del regime agevolato. Un’altra novità riguarda proprio la presentazione della comunicazione, ora anche telematica grazie al software predisposto dall’Agenzia delle entrate. L’opzione è irrevocabile e implica, per la società, l’assunzione della qualifica di “Società di investimento immobiliare quotata” (Siiq), che va indicata nella denominazione sociale e in tutti i documenti della società.   ******   6) Applicazione dello “split payment” nelle operazioni effettuate nei confronti degli enti pubblici Assonime ha pubblicato la circolare n. 34 del 21 dicembre 2015: Con la legge n. 190 del 2014 è stato introdotto un particolare sistema di liquidazione dell’IVA denominato “split payment”, in base al quale, nelle operazioni effettuate nei confronti di alcuni enti pubblici, il versamento dell’IVA deve essere effettuato dagli enti e non, come di regola accade, dai soggetti IVA che forniscono loro beni e servizi. Tali enti pagano, quindi, ai fornitori solo i corrispettivi dei beni e dei servizi acquistati, provvedendo a versare l’IVA all’Erario. L’applicazione del nuovo sistema di liquidazione è stata autorizzata dal Consiglio dell’Unione Europea il 14 luglio 2015 ma solo per il triennio compreso fra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. Lo “split payment” ha avuto e continua ad avere rilevanti riflessi sulla concreta operatività delle imprese fornitrici degli enti pubblici, fra cui l’insorgenza per tali soggetti di rilevanti crediti d’imposta. Di seguito si illustrano gli aspetti più significativi delle disposizioni che regolano il nuovo sistema di liquidazione dell’IVA, anche alla luce delle interpretazioni e dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate Consultazioni 16-2015 - Osservazioni al documento di consultazione della Consob sulle modifiche al Regolamento Emittenti in materia di assetti proprietari per il recepimento della direttiva 2013/50/UE 21/12/2015 Assonime, nella nota del 21 dicembre 2015, comunica di avere risposto al documento di consultazione della Consob sulle modifiche al Regolamento Emittenti in materia di assetti proprietari per il recepimento della direttiva “direttiva Transparency”. Il processo di trasposizione della direttiva è ancora in corso: lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 13 novembre 2015 è attualmente all’esame delle Commissioni parlamentari competenti per il parere. Il documento di consultazione pone domande con riferimento a tre profili: la disciplina delle esenzioni; le soglie per gli obblighi di comunicazione; la tempistica per la comunicazione.   ******   7) INAIL: comunicazione on-line delle basi di calcolo dell’autoliquidazione L’Inail ha pubblicato la circolare n. 88 del 17 dicembre 2015, con la quale ha fornito le modalità telematiche di fruizione del servizio basi di calcolo dell’autoliquidazione, in seguito alle modifiche apportate dal Decreto Legislativo n. 151/2015, art.21, in materia di adempimenti formali concernenti gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e al DPR n. 1124/1965. Servizio “Comunicazione basi di calcolo” e modalità di fruizione Nella comunicazione delle basi di calcolo dei premi sono indicati gli elementi necessari per il conteggio del premio dovuto a titolo di rata anticipata e di regolazione per l’anno precedente, con eventuali oscillazioni del tasso ai sensi degli articoli 20 e 24 delle modalità di applicazione delle tariffe3, la riduzione prevista dalla legge 147/2013 ove spettante, l’addizionale Fondo amianto4 se dovuta, alcune agevolazioni previste dalla vigente normativa nonché l’importo delle retribuzioni presunte da utilizzare per determinare il premio anticipato e per gli artigiani, quelle convenzionali unitamente all’importo del premio speciale unitario. Nel testo introduttivo sono riportati i riferimenti normativi, le istruzioni per la lettura delle basi di calcolo, il riepilogo delle scadenze per la presentazione delle dichiarazioni delle retribuzioni e per il pagamento del premio nonché eventuali contributi associativi, le istruzioni per la compilazione dei modelli F24 e F24 EP. A decorrere dall’autoliquidazione 2015/2016 la comunicazione delle basi di calcolo del premio di autoliquidazione avviene esclusivamente tramite pubblicazione nella sezione “Fascicolo aziende” appositamente realizzata in www.inail.it – servizi online che permette di visualizzare ed acquisire la comunicazione in formato pdf delle basi di calcolo. I datori di lavoro e gli altri soggetti assicuranti tenuti all’autoliquidazione annuale prendono visione della comunicazione, esclusivamente ad essi riservata, collegandosi al sito istituzionale dell’Inail con le credenziali di accesso previste per i servizi telematici riguardanti il rapporto assicurativo5. Il servizio è accessibile anche agli intermediari per i codici ditta in delega. Nel servizio online per ogni comunicazione sono indicate la data di emissione, quella di pubblicazione sul sito e, dopo la prima visualizzazione, la presa visione da parte dell’utente. La data di emissione consente una consultazione cronologica delle comunicazioni. Ciò consente all’utente di individuare sempre la comunicazione più aggiornata anche qualora – successivamente alla pubblicazione sul sito della comunicazione delle basi di calcolo del premio – la stessa subisca delle variazioni. In tal caso, infatti, la nuova comunicazione delle basi di calcolo dell’autoliquidazione del premio che rettifica la precedente sarà pubblicata sul sito e riporterà una data di emissione cronologicamente successiva a quella della comunicazione rettificata. Le comunicazioni delle basi di calcolo resteranno online a disposizione degli utenti nel fascicolo aziende per 5 anni. Autoliquidazione 2015/2016 A partire dal 21 dicembre 2015 sono disponibili, nella sezione “Fascicolo aziende” in www.inail.it – servizi online, le comunicazioni delle basi di calcolo del premio relativo alla prossima autoliquidazione in scadenza al 16 febbraio 2016 selezionando la tipologia di comunicazione “Basi di calcolo dell’autoliquidazione 2015/2016”. Il servizio si aggiunge ai servizi “Visualizza basi di calcolo” e “Richiesta basi di calcolo”, che permettono rispettivamente di visualizzare le basi di calcolo di un determinato codice ditta e di richiedere le basi di calcolo del premio in formato elettronico anche per più codici ditta contemporaneamente, per la sola autoliquidazione in corso. Si anticipa che nel fascicolo aziende saranno gradualmente rese disponibili anche altre comunicazioni. In fase transitoria e solo per l’autoliquidazione 2015/2016, agli utenti che non risultano aver mai utilizzato i servizi telematici, la comunicazione delle basi di calcolo, oltre ad essere disponibile nel nuovo servizio online, sarà trasmessa per posta elettronica certificata oppure, ove mancante o non attiva la casella PEC, tramite posta ordinaria. Ciò al fine di favorire i suddetti utenti ad un graduale passaggio alla nuova modalità di fruizione del servizio e nel contempo continuare a consentire il corretto calcolo del premio assicurativo e il suo tempestivo pagamento. Assistenza agli utenti e rilascio del servizio Tutte le informazioni di carattere generale saranno erogate agli utenti esterni dal Contact Center Multicanale attraverso il numero verde gratuito da rete fissa 803.164 o attraverso il numero a pagamento 06/164.164 da rete mobile. Si ricorda, altresì, che per richiedere informazioni sull’utilizzo dei servizi online e approfondimenti normativi e procedurali è a disposizione dell’utenza esterna il servizio “Inail risponde” (disponibile nell’area Contatti del portale www.inail.it). Sul sito istituzionale è disponibile il manuale utente del nuovo servizio online.   ******   8) INAIL: riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali – anno 2016 L’Inail ha pubblicato la circolare n. 87 del 17 dicembre 2015, con la quale comunica la misura della riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per il 2016 (ai sensi dell’art. 1, comma 128, legge 147/2013). Riduzione percentuale per il 2016 e criteri di applicazione La riduzione dei premi e dei contributi per l’anno 2016 è stata fissata nella misura pari al 16,61% con il decreto direttoriale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, del 30 settembre 2015, che ha approvato la determina Inail n. 283 del 27 luglio 2015. I destinatari della riduzione sono individuati secondo criteri differenziati a seconda che le lavorazioni siano iniziate da oltre un biennio, oppure da non oltre un biennio. Per l’anno 2016 rientrano nella prima fattispecie le lavorazioni con data inizio precedente al 3 gennaio 2014 e nella seconda quelle con data inizio uguale o successiva al 3 gennaio 2014. La percentuale di riduzione si applica ai premi/contributi di competenza del 2016. Per i premi di autoliquidazione la percentuale di riduzione stabilita per detto anno si applica quindi alla rata anticipata dovuta per 2016 e alla regolazione o conguaglio dovuto per il medesimo anno, da versare con l’autoliquidazione nel 2017. Con riferimento alle lavorazioni iniziate da non oltre un biennio, per i soggetti che hanno già presentato ed è stata accettata nel corso del biennio di riferimento, l’istanza ex art. 20 delle M.A.T., la riduzione sarà automaticamente applicata per l’anno 2016 nella misura del 16,61%, senza presentazione di una nuova istanza. Per quanto riguarda i criteri di applicazione e le modalità di calcolo della riduzione si fa integrale rinvio alle circolari n. 25 del 7 maggio 2014 e n. 32 del 1° luglio 2014 relativamente ai contributi agricoli.   ******   9) Imprese di dimensioni minori: dal CNDCEC le Linee guida all’applicazione degli Isa Italia Il documento del Consiglio nazionale dei commercialisti pubblicato il 21 dicembre 2015, sul proprio sito internet (www.cndcec.it) tiene conto dell’entrata in vigore dei principi internazionali nel gennaio 2015. “L’applicazione dei principi di revisione internazionali (ISA Italia) alle imprese di dimensioni minori” è il titolo del nuovo documento del Consiglio nazionale dei commercialisti dedicato all’universo della revisione legale. Il documento, predisposto con la collaborazione della “Commissione per i principi di revisione”, presieduta dal prof. Raffaele D’Alessio, fa seguito all’entrata in vigore degli ISA Italia a partire dal 1 gennaio 2015 e si propone, aggiornando un precedente documento del 2012, di offrire un quadro completo, armonico ed esemplificativo del processo di revisione secondo quel corpus di principi. Il documento presenta il processo di revisione secondo i principi internazionali di revisione, approfondendone ogni aspetto e passaggio presentando, per ognuno di questi, tra gli allegati, modelli di carte di lavoro, check-list, documenti di supporto. In particolare, sono proposti supporti per documentare l’esecuzione della fase cruciale del processo di revisione, in cui il revisore deve valutare il rischio di errori significativi, a livello di bilancio e di asserzioni, per le classi di operazioni, i saldi di bilancio e l’informativa, alla luce della comprensione dell’impresa e del contesto in cui opera, incluso il controllo interno, e deve definire procedure di revisione in risposta ai rischi identificati e valutati. Fra gli allegati, è proposto anche un repertorio delle possibili procedure di validità da svolgere per ogni saldo di bilancio, con l’indicazione delle asserzioni coperte da ciascuna procedura proposta. “La qualità della revisione legale dei conti – afferma il presidente nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi - sta molto a cuore al nostro Consiglio Nazionale. L’emissione da parte del MEF, alla fine del 2014, del nuovo corpo di principi di revisione della serie ISA Italia, da applicare nelle revisioni dei bilanci a partire dal 2015, ha costituito un’eccellente opportunità per un vero salto di qualità nella pratica della revisione contabile nel nostro Paese. Questo documento applicativo si rivolge a ogni revisore, ma, soprattutto, ai revisori individuali, alle piccole società di revisione e ai collegi sindacali o agli organi di controllo, anche monocratici, delle S.r.l., quando essi sono incaricati anche della revisione legale dei conti”. “Poiché nel nostro Paese, nella maggior parte dei casi – spiega il consigliere nazionale delegato alla materia, Raffaele Marcello - la revisione legale è affidata al collegio sindacale (o al sindaco unico delle società a responsabilità limitata), un’importante novità di questo aggiornamento è stato l’inserimento, quando pertinente, di specifici paragrafi dedicati alle peculiarità dei sindaci-revisori e l’inserimento di specifici allegati, quali un modello di proposta di incarico riferita a entrambe le funzioni dei sindaci revisori o un modello di relazione finale unitaria, facendo tesoro della dottrina e della pratica professionale specifica sviluppata negli ultimi anni”. (CNDCEC, comunicato del 21 dicembre 2015)   ******   10) Reddito di lavoro dipendente: rimborso spese di accesso corrisposto ai medici specialistici ambulatoriali Per il medico non si considera trasferta lo spostamento dall’abitazione alla sede di servizio, cioè da un luogo scelto dallo stesso dipendente, che avviene al di fuori dell’orario lavorativo rimborsi spese di accesso, corrisposti ai medici specialisti ambulatoriali, per svolgere l’incarico presso ambulatori ubicati in un comune diverso da quello di residenza, non sono assimilabili a quelli erogati dai datori di lavoro ai dipendenti in trasferta. Sono, quindi, da assoggettare a tassazione. Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 106/E del 21 dicembre 2015. Con tale documento, l’Agenzia è tornata a occuparsi della trasferta del lavoratore, ribadendo che, con tale istituto, è disciplinato, in ambito fiscale, lo spostamento del dipendente dalla propria sede di lavoro al luogo di missione/trasferta, cui è tenuto a recarsi su incarico e per esclusivo interesse del datore di lavoro. Pertanto, solo per tali ipotesi è possibile applicare il regime fiscale di favore previsto dall’articolo 51, comma 5, del Tuir, in ragione del quale non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente i rimborsi delle spese di viaggio e di trasporto corrisposti dal datore di lavoro al proprio dipendente, per ristorarlo dei costi sostenuti per recarsi al luogo di missione, ubicato al di fuori del territorio comunale in cui si trova la sede di lavoro. Conseguentemente, non è da considerarsi trasferta lo spostamento del dipendente dalla propria residenza alla sede di lavoro che avviene al di fuori dell’orario lavorativo e, comunque, a partire da un luogo, qual è l’abitazione, scelto dal dipendente. Ad ulteriore conforto di tale assunto, l’Agenzia ricorda che, per il tragitto casa-lavoro, il legislatore ha previsto, con la lettera d) del comma 2 del citato articolo 51, la non imponibilità delle prestazioni di servizi di trasporto collettivo, organizzate dal datore di lavoro e rivolto alla generalità o a categorie di dipendenti (ad esempio, servizio di navetta aziendale). Pertanto, laddove il dipendente dovesse considerarsi in trasferta anche in riferimento a tale ultimo spostamento, la lettera d) citata sarebbe inutiliter data. In ragione di tali considerazioni, sono da considerare imponibili i “rimborsi spese di accesso”, corrisposti ai medici specialisti ambulatoriali allorquando svolgano i loro compiti in un comune diverso da quello in cui risiedono. Per tali ipotesi, infatti, l’articolo 46 dell’Accordo collettivo nazionale del 29 luglio 2009 prevede, tra l’altro, che “1. Per incarichi svolti in Comune diverso da quello di residenza, purché entrambi siano compresi nello stesso àmbito zonale, viene corrisposto, per ogni accesso, un rimborso spese nella misura di L. 533 per chilometro a decorrere dal 1° gennaio 2000… 3. Il rimborso non compete nell’ipotesi che lo specialista abbia un recapito professionale nel Comune sede del presidio presso il quale svolge l'incarico …”. L’occasione che ha portato l’Agenzia delle Entrate a confermare il proprio orientamento interpretativo, peraltro già espresso con la risoluzione 171/2000, è stata l’ordinanza della Corte di cassazione 6793/2015, che ha attribuito natura risarcitoria, con conseguente non imponibilità, ai rimborsi spese erogati ai medici ambulatoriali de quo per compensare il disagio economico sopportato per lo svolgimento della propria attività lavorativa in un comune diverso da quello di residenza. Invero, la Cassazione, con la citata ordinanza, ha nuovamente messo in discussione uno dei principi cardine del reddito di lavoro dipendente, qual è il principio di onnicomprensività, che governa la determinazione di tale tipologia reddituale. In applicazione di tale principio, infatti, tutte le somme e i valori che sono percepiti in ragione dello status di lavoratore dipendente costituiscono reddito imponibile per il percipiente. Ciò comporta che sono da ricondurre nell’alveo dei redditi di lavoro dipendente anche quegli emolumenti, in denaro o in natura, provenienti da un terzo soggetto estraneo al rapporto di lavoro, nonché quelli erogati sotto forma di erogazioni liberali.   Vincenzo D’Andò