Diario quotidiano del 18 dicembre 2015: continua il balletto sull’IMU della casa data in uso ai familiari

Pubblicato il 18 dicembre 2015



case date in comodato ai familiari: si paga l’IMU al 50%; F24 unificato dell’accisa entro il 18 dicembre 2015; reati contabili: quando è colpevole il sindaco insieme all’amministratore della società; collaborazioni coordinate e continuative: chiarimenti del Welfare pero i rapporti dal 2016; semplificazioni e novità in materia di gestione del rapporto di lavoro; assemblea degli Ordini dei Commercialisti: appello all’unità; raccolta ragionata delle sentenze delle Commissioni Tributarie provinciali e regionali; credito d’imposta Irap per le imprese senza dipendenti: istituito il codice tributo nel Modello F24; dichiarazione bollo virtuale: pronta la nuova versione del modello; modello 730/2016: dopo il modello, adesso sono disponibili le istruzioni
 
Indice: 1) novità sulla legge di Stabilità in discussione in Parlamento 2) F24 unificato dell’accisa entro il 18 dicembre 2015 3) Reati contabili: quando è colpevole il sindaco insieme all’amministratore della società 4) Collaborazioni coordinate e continuative: chiarimenti del Welfare pero i rapporti dal 2016 5) Semplificazioni e novità in materia di gestione del rapporto di lavoro 6) Assemblea degli Ordini dei Commercialisti: appello all’unità 7) Raccolta ragionata delle sentenze delle Commissioni Tributarie provinciali e regionali 8) Credito d’imposta Irap per le imprese senza dipendenti: istituito il codice tributo nel Modello F24 9) Dichiarazione bollo virtuale: pronta la nuova versione del modello 10) Modello 730/2016: Dopo il modello, adesso sono disponibili le istruzioni  
    1) novità sulla legge di Stabilità in discussione in Parlamento: Case date in comodato ai familiari: si paga l’IMU al 50% Dietro front del governo: Sulle case in comodato d'uso a figli o genitori non ci sarà la totale esenzione IMU ma una riduzione del 50% della base imponibile. È questo il cambio di rotta introdotto alla disciplina sulle esenzioni IMU da un emendamento approvato in commissione bilancio alla Camera sulla legge di stabilità che da oggi sarà all'esame dell’aula. Sul fronte fiscale le ultime correzioni approvate riguardano una detrazione dall’Irpef (ripartita in 10 anni) del 50% dell'importo corrisposto per il pagamento dell'Iva sull'acquisto, nel 2016, di immobili di classe A o B cedute dal costruttore. In tema di Iva si rende strutturale la compartecipazione all'imposta attribuita alle regioni confinanti con la Svizzera per evitare la concorrenza «sleale» su benzina e gasolio. Nel capitolo delle deduzioni Irap lo sconto nel limite del 70% è esteso ai lavoratori stagionali impiegati per almeno 120 giorni. Mentre è assimilato ai redditi di lavoro dipendente il reddito dei soci delle cooperative artigiane. Imposte ipotecarie e catastali in misura fissa per le assegnazioni e le cessioni dei beni ai soci. Rimborsi Iva ai cittadini extra Ue effettuabili anche dagli intermediari iscritti agli istituti di pagamento secondo, però percentuali di rimborso da definire con decreto del ministero dell'economia. La stabilità fissa, infine, l’addio alla tassa di diporto per gli yacht. Per i Caf basta la fideiussione bancaria Titoli di stati e fideiussioni bancarie in luogo della polizza assicurativa dei Caf. I requisiti previsti per lo svolgimento delle attività di questi ultimi si applicheranno con riferimento alle dichiarazioni trasmesse negli anni 2015-2017, in luogo degli anni 2016-2018. Sono queste alcune delle novità introdotte dagli emendamenti alla legge di Stabilità e rivolte ai Centri di assistenza fiscale. Tra le nuove misure, la possibilità per tutti i soggetti non residenti nel territorio italiano di fruire delle modalità di determinazione dell’Irpef applicabili ai soggetti residenti, ai sensi delle disposizioni Tuir, articoli da 1 a 23. Resta fermo che il reddito prodotto nel territorio italiano dovrà essere almeno pari al 75% del reddito complessivo, salvo che il soggetto già non goda di analoghe agevolazioni nello stato di residenza. Infine, le predette disposizioni restano valide a patto che il paese estero assicuri un adeguato scambio di informazioni. La modifica che l’emendamento concede ai Caf consente quindi che in luogo della polizza assicurativa, richiesta per l’ordinario svolgimento dell’attività, possano essere prestate idonee garanzie sotto forma di titoli di stato, titoli garantiti o fideiussioni bancarie o assicurative. Ulteriori modalità d’adempimento potranno essere individuate tramite decreto del Ministero dell’economia. L’emendamento prevede infine che venga ristabilita la responsabilità solidale tra Caf e Raf (responsabile assistenza fiscale) in caso di errori sanzionabili. Alberghi possono richiedere la tax credit Gli alberghi possono richiedere la tax credit anche per ampliamento degli spazi e nasce una riserva di fondi per le imprese del Sud per utilizzare i principali strumenti nazionali. Queste alcune delle novità in tema di incentivi alle imprese presenti negli ultimi emendamenti approvati alla camera ddl Stabilità 2016. Viene anche finanziato un nuovo programma di rilancio delle periferie. Sarà più facile accedere ai fondi stanziati a favore delle reti di impresa per l'artigianato digitale, visto che uno specifico emendamento ha ridotto da 15 a 5 il numero minimo di imprese aggregate richieste dai bandi per assegnare le risorse. Alberghi ampliabili con il credito d'imposta. Una delle modifiche più rilevanti riguarda l'applicazione del credito d'imposta per la riqualificazione degli alberghi, introdotto dall'articolo 10 del decreto-legge n. 83 del 2014 e disciplinato dal dm 7 maggio 2015 «Disposizioni applicative per l'attribuzione del credito d'imposta alle strutture ricettive turistico-alberghiere». La legge di Stabilità 2016 si propone di estendere il credito d'imposta per la riqualificazione degli alberghi anche nel caso in cui la ristrutturazione edilizia comporti un aumento della cubatura complessiva, qualora sia effettuata nel rispetto della normativa vigente prevista dal c.d. «Piano casa». Secondo lo strumento attualmente vigente, i beneficiari dell'agevolazione sono le imprese alberghiere esistenti alla data del 1° gennaio 2012; non possono quindi beneficiare di alcun aiuto le strutture di più recente avvio. Sono finanziabili gli investimenti in ristrutturazioni edilizie, interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, interventi di incremento dell'efficienza energetica e acquisto di arredi, da realizzare nei periodi di imposta 2015 e 2016. È riconosciuto un credito d'imposta nella misura del 30% delle spese sostenute fino ad un massimo di 200 mila euro. Sarà necessario verificare da quanto sarà effettivamente operativa la disposizione di modifica, che ammette anche gli aumenti di volumetria. L'emendamento rimanda l'attuazione della disposizione ad un apposito decreto ministeriale da emanare. Intanto, le strutture ricettive interessate sono in attesa del 1° gennaio 2016, quando è prevista l'apertura della nuova finestra di prenotazione dei fondi in relazione agli investimenti effettuati nel corso del 2015. È abbastanza facile prevedere che quando il bando si aprirà non sarà ancora possibile per le imprese sapere se inserire anche le spese relative a eventuali ampliamenti realizzati Fondi riservati per le imprese del Sud. La Legge di Stabilità per il 2016 introdurrà uno spazio protetto per le imprese del Sud, nell'ambito dei maggiori incentivi nazionali. Nello specifico, l'emendamento approvato riguarda gli interventi e programmi localizzati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, i quali avranno accesso ad una riserva non inferiore al 20% delle risorse assegnate a valere su diversi strumenti agevolativi. La riserva di fondi sarà introdotta nelle norme relative ai finanziamenti di cui all'articolo 2 del dl n. 69/2013 (c.d. nuova Sabatini) per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti ed attrezzature da parte delle pmi, nonché nelle disposizione attuative del Fondo di garanzia per le pmi costituito presso il Mediocredito centrale S.p.A, di cui all'art. 2, comma 100, lett. a) della legge n. 662/1996. Questa forma di protezione per le imprese del sud riguarderà anche le misure per le start-up innovative e alcune misure per l'internazionalizzazione delle imprese. Carte di credito: minipagamenti estesi anche ai professionisti Minipagamenti con le carte di credito, obbligo esteso anche ai professionisti. Il limite all'accettazione del pagamento con carta di credito o di debito per commercianti e professionisti è l'oggettiva impossibilità tecnica. Con un decreto ministeriale sarà fissata la commissione interbancaria. Inoltre i decreti fisseranno anche le fattispecie costituenti illecito e le sanzioni amministrative pecuniarie. Sono queste alcune novità dell'emendamento in materia di pagamenti elettronici approvato in commissione bilancio della camera alla legge di Stabilità 2016. Sempre in tema di pagamenti elettronici, un'altra correzione mantiene fermo per le pubbliche amministrazioni l'obbligo di procedere al pagamento degli emolumenti, a qualsiasi titolo erogati, superiori a mille euro esclusivamente mediante l'utilizzo di strumenti telematici. Le correzioni intervengono anche sulla legge pinto sulla ragionevole durata del processo. La soluzione individuata subordina il diritto a percepire l'indennizzo da irragionevole durata del processo all'esperimento di rimedi preventivi. Il rimedio preventivo consiste nel proporre, sei mesi prima dello spirare del termine di ragionevole durata, l'istanza di decisione a seguito della trattazione orale. Novità anche in materia di spese di giustizia con la possibilità dei consigli circondariali dell'ordine forense di stipulare una convenzione con i capi degli uffici giudiziari per accelerare l'automazione delle attività amministrative per il pagamento delle spese di giustizia. Arriva, poi, una proroga fino al 31 maggio 2016 dell'esercizio delle funzioni dei giudici onorari e dei giudici di pace il cui mandato scade a fine 2015. È introdotto inoltre nel nostro ordinamento un percorso tutela vittime di violenza. Si tratta di gruppi multidisciplinari che opereranno all'interno delle strutture ospedaliere con la presa in carico da parte dei servizi di assistenza della vittima che intenda sporgere denuncia. Presso il ministero del lavoro è istituito un fondo con dotazione di 90 milioni di euro a decorrere dal 2016, che sarà destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi recanti misure per il sostegno di persone con disabilità grave prive di legami familiari. I commissariamenti dei patronati, infine, diventeranno operativi a partire dall'anno 2016 e non con riferimento al 2014. Accertamenti con adesione: riammessi i contribuenti I contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione di somme dovute a seguito di accertamenti con adesione potranno essere riammessi alla dilazione. È quanto prevede un emendamento del governo alla legge di Stabilità approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Il beneficio, precisa la norma, spetta ai contribuenti decaduti nei 36 mesi antecedenti al 15 ottobre 2015 ed è limitato al solo versamento delle imposte dirette ed è condizionato alla ripresa, entro il 31 maggio 2016, del versamento della prima rata scaduta. Si stabilisce poi che il mancato pagamento di due rate anche non consecutive comporta decadenza dal beneficio. È esclusa ogni ulteriore proroga. Una volta trasmessa la quietanza, è fatto divieto di avvio di nuove azioni esecutive. Rc auto con l'autovelox Disco verde a un altro emendamento in base al quale basterà l'autovelox o comunque dispositivi di rilevamento come letture laser per castigare chi non è in regola con l'assicurazione o con la revisione della propria auto, oltre chi caricherà il proprio veicolo superando la massa complessiva indicata sulla carta di circolazione. «È una misura a favore degli automobilisti onesti che, attraverso l'utilizzo dell'innovazione tecnologica, eviterà che i furbi la facciano franca sperando di non essere fermati quando ad esempio non hanno pagato l'assicurazione obbligatoria. Adesso», spiega il firmatario dell'emendamento Sergio Boccadutri, «bisognerà attuare questa norma e coinvolgere tutti gli attori in campo. Non servirà più la contestazione immediata anche per queste tre nuove violazioni» e dalle immagini si potrà risalire alle infrazioni grazie alla «banca dati delle assicurazioni». Lampedusa Arriva la proroga al 15 dicembre 2016 del termine della sospensione degli adempimenti e dei versamenti dei tributi nell'isola di Lampedusa. Tassa ancoraggio Taglio alla tassa di ancoraggio, in via sperimentale per gli anni dal 2016 al 2018, per le navi porta container in servizio regolare di linea internazionale. È rimesso alle autorità portuali di deliberare annualmente l'applicazione e il limite della misura ed è a esse riconosciuto un contributo nel limite della metà dell'onere residuale a loro carico. Si prevede inoltre negli stessi porti la riduzione delle accise sui prodotti energetici per le navi che fanno esclusivamente movimentazione all'interno del porto, nel limite di spesa di 1,8 milioni euro annui. Voucher baby-sitting ampliato Voucher baby-sitting alle imprenditrici. Dal prossimo anno verrà estesa alle madri lavoratrici autonome il beneficio, già fruito dalle lavoratrici dipendente e parasubordinate, di richiedere, in sostituzione (anche parziale) del congedo parentale, un contributo economico da spendere per servizi di baby-sitting e per l’infanzia erogati da soggetti pubblici o privati accreditati. A stabilirlo un emendamento al ddl di Stabilità 2016. Tra le altre novità, previsto il cumulo del riscatto del periodo di studio con quello dei periodi di maternità fuori dal rapporto di lavoro, l’estensione retroattiva, agli anni dal 2012 al 2014 (ma con effetto sulle rate di pensioni di gennaio 2016), della depenalizzazione per chi sia andato in pensione prima dei 62 anni e la possibilità di versare i contributi per la pensione relativamente ai periodi non lavorati in caso di contratti di solidarietà espansivi. Voucher baby-sitting Introdotto dalla legge n. 92/2012 (riforma lavoro Fornero) il voucher è una misura finalizzata a sostenere le spese di acquisto di servizi all’infanzia, di cui possono beneficiare oggi solo le lavoratrici madri dipendenti da p.a. o da datori di lavoro privati, oppure quelle autonome iscritte alla gestione separata Inps (parasubordinate). Il voucher è frutto di uno «scambio»: lo si può ottenere, infatti, in cambio della rinuncia a tutto o una parte del congedo parentale (ex astensione facoltativa). Il voucher può essere usato alternativamente o per acquistare servizi di baby-sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati. Vale 600 euro al mese per massimo sei mesi (3.600 euro totali). Per le lavoratrici parasubordinate la durata massima si ferma invece a tre mesi (quindi 1.800 euro in tutto) e così sarà anche per le neo beneficiarie: lavoratrici autonome o imprenditrici. Uno specifico decreto (entro un mese) disciplinerà la fruizione. Costo dell’operazione per il solo anno 2016: 2 milioni di euro.

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2) F24 unificato dell’accisa entro il 18 dicembre 2015 Entro il 18 dicembre 2015 il pagamento con F24 unificato dell’accisa su alcool e prodotti energetici. Il Ministero delle Finanze, con il comunicato del 16 dicembre 2015, ha reso noto che è stato firmato ed è in via di pubblicazione il decreto che fissa i termini per i pagamenti dell’accisa sull’alcool etilico, sulle bevande alcoliche e sui prodotti energetici diversi da gas naturale, carbone, lignite e coke, di cui all’art. 3, comma 4 del DLgs. 504/95 (Testo unico delle accise) e con riferimento alle immissioni in consumo effettuate nel periodo dal 1° al 15 dicembre 2015. In particolare, il 18 dicembre scade il termine per i pagamenti eseguiti con l’utilizzo del modello unificato F24 di cui all’art. 17 del DLgs. 241/97, esclusa la compensazione di eventuali crediti, e il 27 dicembre il termine per i pagamenti eseguiti direttamente in tesoreria o tramite conto corrente postale.

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3) Reati contabili: quando è colpevole il sindaco insieme all’amministratore della società L’inerzia del sindaco durante la fase dei controlli di contabilità amplifica i propositi criminosi dell’amministratore. Proprio a tal fine, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 49628 del 16 dicembre 2015, afferma che concorre in bancarotta per distrazione il sindaco che, in presenza di gravi scorrettezze di gestione, rinuncia consapevolmente alle proprie prerogative. La Suprema Corte si é soffermata sui tratti essenziali del concorso del sindaco nel reato di bancarotta fraudolenta per distrazione dell’amministratore (o del liquidatore). Le regole ed i principi utilizzabili nell’ambito della responsabilità contrattuale, qual è quella del sindaco verso la società (peraltro, nella specie, secondo i connotati disegnati dal legislatore anteriore alla riforma del diritto societario), non possano essere automaticamente trasferiti nel campo della responsabilità penale. In tale ultimo contesto, in particolare, occorre che il sindaco abbia dato un contributo giuridicamente rilevante, sotto l’aspetto causale, alla verificazione dell’evento e che abbia avuto la coscienza e la volontà di quel contributo, anche se solo a livello di dolo eventuale (a parte i casi in cui è richiesto l’elemento soggettivo del dolo specifico). Assolto il commercialista per la registrazione delle fatture false Non commette reato il commercialista che registra in contabilità fatture false. Va dimostrata nella motivazione l’avvenuto inserimento delle stesse nelle varie dichiarazioni fiscali presentate Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 49570 del 16 dicembre 2015, secondo cui affinchè si configuri il reato di dichiarazione fraudolenta (ex art. 2 del D.Lgs. 74/2000) è indispensabile la presentazione della dichiarazione fiscale nella quale vi sia stato l’effettivo inserimento di elementi passivi fittizi, mentre le condotte prodromiche di acquisizione e registrazione nelle scritture contabili di fatture o altri documenti falsi restano del tutto irrilevanti, sul piano penale, non potendo essere punite neppure a titolo di tentativo. Deve pertanto essere mandato assolto, “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato”, il commercialista che ha registrato le fatture false per conto dei clienti se non è dimostrato l’inserimento delle stesse nelle varie dichiarazioni fiscali presentate. E’ nullo L’accertamento fiscale se è stato firmato da un funzionario non qualificato La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25280 del 16 dicembre 2015, ritorna sul tema: L’accertamento fiscale è nullo se l’Ufficio non prova che è stato firmato da un funzionario della carriera direttiva, ancorché non necessariamente un dirigente.

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4) Collaborazioni coordinate e continuative: chiarimenti del Welfare pero i rapporti dal 2016 Collaborazioni coordinate e continuative, chiarimenti sull’art. 2 del D.Lgs. n. 81/2015. In tema di collaborazioni coordinate e continuative, il Ministero del lavoro, con l’interpello n. 27 del 15 dicembre 2015 , precisa che, l’esclusione di cui all’art. 2, co. 2, D.Lgs. n. 81/2015 opera in relazione alle sole collaborazioni che trovano puntuale disciplina in accordi sottoscritti da associazioni sindacali in possesso del maggior grado di rappresentatività. L’eventuale applicazione di un diverso contratto collettivo non impedirà l’applicazione dell’art. 2 citato cosicché, a partire dal 2016, ai rapporti di collaborazione “che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro” – sebbene disciplinati da un contratto collettivo (evidentemente privo dei requisiti in questione) – si applicherà la disciplina del rapporto di lavoro subordinato. Esclusa la riconduzione al lavoro subordinato in presenza di accordi con associazioni sindacali Per espressa previsione legislativa, la previsione in esame non si applica con riferimento alle collaborazioni, per le quali gli accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo, in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore. Sul punto, il Ministero chiarisce che l’esclusione in parola opera in relazione alle sole collaborazioni che trovano puntuale disciplina in accordi sottoscritti da associazioni sindacali in possesso del maggior grado di rappresentatività da rilevarsi in funzione dei seguenti indici: - numero complessivo dei lavoratori occupati; - numero complessivo delle imprese associate; - diffusione territoriale (numero di sedi presenti sul territorio e ambiti settoriali); - numero dei contratti collettivi nazionali sottoscritti. Responsabilità solidale in appalto: contributi esigibili nel limite di due anni Il Ministero del Lavoro, con la risposta all’interpello n. 29 del 15 dicembre 2015, interviene in merito alla responsabilità solidale negli appalti, in riferimento agli obblighi previdenziali. Nello specifico il Welfare ha affermato come “ai fini della applicabilità della responsabilità solidale in questione, occorra tenere altresì conto della specifica limitazione temporale dei due anni dalla cessazione dell’appalto”. Il Ministero del Lavoro ha risposto ad un quesito di Confindustria, l’Associazione Nazionale Cooperative di Produzione e Lavoro e l’Alleanza delle cooperative, in merito al regime di responsabilità solidale in materia contributiva, con particolare riferimento all’applicazione del termine di decadenziale di due anni ex art. 29, comma 2, del D.L.vo n. 276/2003. In particolare, l’istante chiede chiarimenti circa l’individuazione del periodo entro il quale sia possibile agire per il recupero dei contributi a titolo di responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore, ai sensi del combinato disposto dagli artt. 35, comma 28, D.L. n. 223/2006 (conv. da L. n. 248/2006) e 29, comma 2, sopra citato. La risposta in sintesi del Ministero “…Dall’analisi delle norme indicate si evince che nel periodo di contemporanea vigenza delle citate disposizioni di cui all’art. 29, comma 2, D.L.vo n. 276/2003 e all’art. 35, comma 28, del D.L. n. 223/2006 (conv. da L. n. 248/2006) – cioè sino al 27 aprile 2012 – la prima, in quanto di carattere speciale, debba considerarsi prevalente in materia contributiva rispetto a quella di cui all’art. 35, comma 28. Ne consegue che, ai fini della applicabilità della responsabilità solidale in questione, occorra tenere altresì conto della specifica limitazione temporale dei due anni dalla cessazione dell’appalto.”. Esonero contributivo triennale anche per i gruppi parlamentari Come precisato dalla circolare Inps n. 17/2015, l’esonero contributivo ex art. 1, co. 118, Legge n. 190/2014, è riconosciuto altresì ai datori di lavoro che non svolgono attività imprenditoriale ai sensi dell’art. 2082 c.c. quali, ad esempio, associazioni culturali, politiche o sindacali, associazioni di volontariato, studi professionali ecc. Pertanto, ferme restando le altre condizioni di legge, non sussistono ostacoli al riconoscimento dell’esonero suddetto anche in relazione alle assunzioni a tempo indeterminato da parte dei Gruppi parlamentari Lo chiarisce il Ministero del lavoro, con l’interpello n. 30 del 16 dicembre 2015). Procedura di licenziamento collettivo ai sensi dell'art. 3, co. 3, L. n. 223/1991 Il Ministero del lavoro, con l’interpello n. 28 del 15 dicembre 2015, afferma che laddove le procedure di licenziamento collettivo conseguenti all'ammissione alle procedure concorsuali siano state attivate entro il 31 dicembre 2015, e dunque antecedentemente all'abrogazione della disposizione di cui all’art. 3, L. n. 223/1991 (concernente l’intervento straordinario di integrazione salariale nell’ambito di procedure concorsuali), le stesse possono concludersi anche successivamente al 1° gennaio 2016, consentendo in tal modo agli organi delle predette procedure di continuare a fruire dell’esonero in argomento. Non è ammissibile l’attivazione di licenziamenti collettivi successivamente al 1° gennaio 2016, laddove quest’ultimi si inseriscano nell’ambito delle procedure di cui all’art. 3, co. 3, in considerazione dell’ abrogazione del medesimo disposto

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5) Semplificazioni e novità in materia di gestione del rapporto di lavoro Le semplificazioni in materia di gestione del rapporto di lavoro introdotte dal D.lgs. 151/2015 prima di poter essere effettivamente definite tali devono attraversare un periodo di rodaggio che, si sa, dovrà iniziare con una serie di Decreti ministeriali attuativi a cui seguirà un mare magnum di prassi. Il deposito telematico dei contratti collettivi aziendali o territoriali cui sono connessi benefici contributivi o fiscali o altre agevolazioni, non rappresenta una vera e propria semplificazione per il datore di lavoro, ma non sembrerebbe neppure nascondere particolari insidie applicative. Totalmente diverso, invece, il discorso legato alla tenuta telematica del LUL, a decorrere dal 1° gennaio 2017. Come ciò potrà essere reso possibile e operativamente praticabile è un mistero e tale rimarrà fino, almeno, al 24 marzo 2016, data entro la quale il Ministero del lavoro dovrebbe emanare il decreto contenente le modalità tecniche ed organizzative per l’interoperabilità, la tenuta, l’aggiornamento e la conservazione dei dati. Il fatto che la novità entrerà a regime dal 1° gennaio 2017 non fa ben sperare riguardo alla tempestività dell’emanazione del fondamentale decreto, ma staremo a vedere. Semplificazione, ancora una volta telematica, quella che riguarda le comunicazioni in materia di rapporti di lavoro, collocamento mirato, tutela delle condizioni di lavoro, incentivi, politiche attive e formazione professionale, ivi compreso il nulla osta al lavoro subordinato per cittadini extracomunitari nel settore dello spettacolo. Anche in questo caso, però, l’operatività della modifica è sospesa nell’attesa del decreto ministeriale che dovrebbe essere emanato entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del D.lgs., ossia entro il 24 dicembre 2015. In questo caso è la data di scadenza che non fa ben sperare. Vera semplificazione, sembra senza intoppi, è invece quella dell’abrogazione dell’autorizzazione preventiva per il lavoro all’estero in paesi extracomunitari. L’abrogazione, di fatto, liberalizza la circolazione di manodopera anche al di fuori dei confini dell’Unione Europea, dove la libertà di circolazione era già garantita. Un accenno, infine all’introduzione dell’obbligo, a pena di decadenza di effettuare in modalità esclusivamente telematica le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Anche in questo caso l’operatività effettiva dipende, da un lato dai moduli che il Ministero del lavoro dovrà rendere disponibili sul proprio sito, e dall’altro dall’emanazione del decreto ministeriale attuativo, anch’esso atteso entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del D.lgs., che ci portano sempre al 24 dicembre 2015. Riguardo a quest’ultima previsione emergono seri dubbi sul fatto che si tratti di una semplificazione, anche in considerazione del fatto che se la ratio era quella di contrastare le cd. dimissioni in bianco forse il Legislatore non aveva reale contezza della diffusione effettiva del fenomeno. (Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 17 dicembre 2015)

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6) Assemblea degli Ordini dei Commercialisti: appello all’unità Lo ha fatto Longobardi nel corso dell'Assise che ha approvato il bilancio preventivo 2016. Un appello all’unità della categoria, continuando a lavorare fino alla normale scadenza del mandato del Consiglio nazionale, prevista per il prossimo ottobre, lontani da una campagna elettorale permanente. Lo ha fatto oggi il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi, durante l’Assemblea degli Ordini territoriali svoltasi a Roma, presso l’Acquario Romano. All’incontro, dedicato all’approvazione del bilancio preventivo 2016 e alla nomina del nuovo collegio dei revisori del Consiglio nazionale per il periodo 2016-2020, hanno partecipato presidenti e vicepresidenti in rappresentanza di 115 Ordini territoriali. Durante il discorso di apertura, il presidente Gerardo Longobardi ha illustrato le attività e le iniziative del Consiglio nazionale nel secondo semestre dell’anno: posizioni assunte, richieste fatte, soluzioni elaborate ed offerte al governo e alle istituzioni. Un lavoro che è stato apprezzato dalla platea che lo ha applaudito diverse volte durante l’intervento. «Abbiamo cercato – ha affermato Longobardi – di non far mai mancare il nostro apporto al complesso procedimento di elaborazione delle norme e per questo abbiamo partecipato a numerose audizioni parlamentari. Il messaggio che arriva forte dagli Ordini, dagli iscritti e dagli Ordini stranieri, nostri omologhi, è che abbiamo recuperato la dignità nello svolgimento della professione e l’autorevolezza del nostro contributo». Longobardi, che ha sollecitato i presenti a seguire passo passo sul sito del Consiglio nazionale il Piano degli obiettivi di mandato 2014-2016 sulla realizzazione degli impegni assunti, è poi passato ad illustrare i temi più caldi per gli Ordini tra cui la normativa su trasparenza e anticorruzione e la nuova geografia giudiziaria. Per quanto riguarda la normativa su trasparenza e anticorruzione, applicabile secondo l’Anac anche agli Ordini professionali, il presidente dei commercialisti ha affermato di aver incontrato lo scorso 11 dicembre il ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, resasi disponibile a recepire le richieste dei commercialisti. «Il ministro – ha dichiarato Longobardi – ha preso buona nota delle nostre indicazioni, affermando che nei prossimi giorni verrà emanato un decreto volto a semplificare gli adempimenti attualmente prescritti per gli Ordini professionali. Nel corso dell’incontro abbiamo presentato delle proposte centrate sugli Ordini territoriali dei commercialisti che sono in linea con la Legge delega». I commercialisti avevano già chiesto all’Anac di tener conto della specialità degli Ordini, la maggior parte dei quali ha dimensioni minimali incompatibili con la norma, e di sospendere i procedimenti amministrativi iniziati in attesa di un intervento normativo. Longobardi ha poi lamentato la latitanza del ministero della Giustizia circa l’impatto della nuova geografia giudiziaria sugli Ordini professionali. «Nel corso di questi mesi – ha continuato Longobardi – abbiamo più volte sollecitato l’intervento del Ministero, rappresentando le problematiche degli Ordini. Dopo numerose interlocuzioni, abbiamo formalizzato allo stesso ministero una richiesta di intervento che, analogamente a quanto fatto per gli avvocati, facesse chiarezza sulle vicende dei nostri Ordini privi di Tribunale e sulla sorte dei loro iscritti. Il protrarsi del silenzio del ministero ci ha spinti ad adottare una delibera che prevede di esperire ogni via sia amministrativa, sia legislativa volta a trovare una soluzione alla vicenda». Il Consiglio nazionale, inoltre, ha chiesto un incontro urgente direttamente al ministro per rappresentare il disagio per la situazione di impasse determinatasi e sottoporgli i numerosi quesiti sui trasferimenti degli iscritti e sulla sorte degli Ordini privi di tribunale. Il presidente dei commercialisti ha poi parlato del Regolamento sulla formazione professionale continua e del Codice delle sanzioni. Il Regolamento FPC, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2016, prevede importanti novità tra cui il mantenimento in capo agli Ordini territoriali di un fondamentale ruolo nella definizione dell’offerta formativa per gli iscritti; la previsione di un contributo, per ciascuna giornata dell’evento, pari a 5 euro per ogni partecipante iscritto, con un minimo di 250 euro per ciascun evento formativo a pagamento approvato; l’ampliamento all’antiriciclaggio e alle tecniche di mediazione delle materie obbligatorie; il maggior peso delle attività di formazione per cui si prevede una valutazione complessiva dell’attività formativa (contenuti, relatori, ecc..) che può superare il criterio secondo cui un’ora equivale ad un credito. Il testo iniziale approvato dal Consiglio nazionale e sottoposto all’approvazione del ministero della Giustizia, però, prevedeva l’esonero dall’obbligo formativo per gli iscritti che avessero compiuto il 65° anno di età, che non esercitassero l’attività professionale e per gli iscritti nell’elenco speciale. Esoneri che non sono stati approvati dal ministero che ha richiesto di eliminarli dal testo del Regolamento, sostituendoli con riduzioni del numero di crediti. «Il Consiglio nazionale – ha spiegato Longobardi – ha espresso in merito perplessità, precisando che le finalità di tutela dell’interesse pubblico, sottese all’introduzione dell’obbligo formativo, non possano che riguardare i professionisti che svolgono concretamente l’attività. In attesa di incontrare il ministro, abbiamo approvato comunque il Regolamento con riduzioni del numero dei crediti per consentirne la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale del ministero della Giustizia per l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2016». In materia di disciplina, infine, i commercialisti hanno affrontato il tema della correttezza dei comportamenti degli iscritti, anche attraverso l’esercizio della funzione giurisdizionale che la legge riconosce al Consiglio Nazionale. «Ovviamente – ha detto il presidente Longobardi – si è deciso su casi accumulatisi soprattutto durante il commissariamento, ponendo fine a situazioni soggettive di negata giustizia». Connesso alla funzione disciplinare è il tema estremamente sensibile delle sanzioni. «A breve potrete – ha concluso Longobardi – potrete avere a disposizione il Codice delle sanzioni per colmare le incongruenze tra i vari territori e non avere eccessive disparità di trattamento nell’applicazione delle sanzioni, soprattutto per la formazione professionale continua, unitamente al Commentario del regolamento per l’esercizio delle funzioni disciplinari». È stata poi la volta del tesoriere del Consiglio nazionale, Roberto Cunsolo, che ha illustrato il bilancio di previsione 2016 approvato all’unanimità. Sono seguiti gli interventi dei presidenti e dei vicepresidenti degli Ordini, dei presidenti delle casse di previdenza e dei rappresentanti di alcune sigle sindacali che hanno manifestato apprezzamenti, ma anche critiche pacate e costruttive che hanno contribuito alla qualità del dibattito. Tra i temi affrontati la normativa su trasparenza e antiriciclaggio, le Saf, l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione. Nel pomeriggio, invece, si è tenuta l’elezione del Collegio dei revisori del Consiglio nazionale per il periodo 2016-2020. Sono stati eletti come membri effettivi Domenico Abbo (Imperia), Mara Rinaldi (Forlì) e Chiara Mazzalveri (Pesaro e Urbino). Membri supplenti, invece, saranno Vito Montanaro (Taranto) e Nicola Moscon (Bolzano). (CNDCEC, comunicato del 17 dicembre 2015)

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7) Raccolta ragionata delle sentenze delle Commissioni Tributarie provinciali e regionali La Nota informativa del CNDCEC n. 103 del 17 dicembre 2015, comunica l’inizio della collaborazione con il consiglio di presidenza della giustizia tributaria al fine di rendere disponibile la raccolta ragionata delle sentenze delle Commissioni Tributarie provinciali e regionali.

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8) Credito d’imposta Irap per le imprese senza dipendenti: istituito il codice tributo nel Modello F24 E’ arrivato il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta Irap per chi non si avvale di personale dipendente. Con la risoluzione Difatti, l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 105/E del 17 dicembre 2015, ha istituito il codice per permettere a imprese e professionisti di godere dell’agevolazione introdotta dalla legge n. 190/2014 (legge di stabilità 2015). Il nuovo codice tributo, da utilizzare a partire dal 1° gennaio 2016, è il seguente: - 3883 (IRAP – utilizzo in compensazione del credito d’imposta di cui all’articolo 1, comma 21, della legge 23 dicembre 2014, n. 190). L’agevolazione, prevista per le imprese e i professionisti che non hanno personale dipendente di alcun tipo, è pari al 10% dell’imposta lorda relativa all’anno precedente e va usata esclusivamente in compensazione. Per utilizzare il credito Irap in sede di compilazione del modello F24, occorre inserire il codice nella sezione “Regioni”, unitamente al codice regione, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento del credito, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l'anno d’imposta cui si riferisce il credito, nel formato “AAAA”.

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9) Dichiarazione bollo virtuale: pronta la nuova versione del modello L’ultimo esemplare consente di scomputare l’acconto effettivamente versato. Gli utenti che hanno ottenuto la necessaria autorizzazione per assolvere l’imposta di bollo in modalità virtuale sugli atti emessi nell’anno solare hanno a disposizione, dal 17 dicembre 2015, il nuovo modello di dichiarazione da inviare, esclusivamente on line, all’Agenzia, approvato con provvedimento del 17 dicembre 2015. Il nuovo modello, che è accompagnato dalle relative istruzioni, dalle specifiche tecniche e anche da un allegato contenente le caratteristiche tecniche per la stampa, è frutto di una disposizione contenuta nel comma 597 della legge di stabilità per il 2014, che integrando l’articolo 15, comma 5 del Dpr 642/1972, ha stabilito l’obbligo di indicare, oltre agli atti “distinti per voce di tariffa”, anche “gli altri elementi utili per la liquidazione dell’imposta” e aggiunto un nuovo periodo, secondo il quale “la dichiarazione è redatta, a pena di nullità, su modello conforme a quello approvato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate”. Poiché dal 1° gennaio 2015 gli utenti interessati (Poste italiane, banche, imprese di assicurazioni e altre società ed enti finanziari) e autorizzati ad assolvere il bollo in modo virtuale (mediante un meccanismo fatto di acconti basati su conteggi provvisori e saldi su liquidazioni definitive ricevute dagli uffici finanziari) sono obbligati a presentare la dichiarazione contenente l’indicazione del numero degli atti e dei documenti emessi nell’anno precedente, l’Amministrazione finanziaria ha approvato, con provvedimento del 14 novembre 2014, la prima versione del modello. Ora, si è reso necessario un restyling dello stesso per offrire “la possibilità di scomputare l’acconto effettivamente versato nell’anno di riferimento della dichiarazione sulle rate bimestrali e/o sull’acconto dovuto per l’anno successivo (circolare n. 16 del 14 aprile 2015)” . Il modello, che consente l’immediata lettura degli elementi utili per la liquidazione definitiva dell’imposta e vale anche per le rinunce all’autorizzazione, va trasmesso unicamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline), direttamente dagli interessati o tramite gli intermediari incaricati dell’invio delle dichiarazioni. A questo proposito, ricordiamo che l’adempimento ha come termine di scadenza la fine di gennaio di ciascun anno successivo al periodo d’imposta di riferimento.

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10) Modello 730/2016: Dopo il modello, adesso sono disponibili le istruzioni Tra le novità, compare nel quadro G lo "school bonus", il credito d'imposta del 65% spettante per le erogazioni liberali in denaro effettuate a favore degli istituti scolastici. Completato, con la pubblicazione delle istruzioni sul sito dell'Agenzia delle Entrate, il "pacchetto" in bozza del modello 730/2016. Evidenziate, per facilitare il lettore, le modifiche rispetto alla dichiarazione dei redditi dello scorso anno. In primo piano, il bonus Irpef di 80 euro riservato ai lavoratori dipendenti e ad alcune categorie assimilate con reddito fino a 26mila euro. Il beneficio ha perso il suo carattere di provvisorietà ed è entrato a regime con la Stabilità 2015, trovando collocazione nell'articolo 13, comma 1-bis, del Tuir. Di conseguenza, le istruzioni alla sezione V del "quadro C" si adeguano e indicano la somma di 960 euro quale credito massimo erogabile per l'anno d'imposta 2015. È una questione di semplice calcolo aritmetico; l'agevolazione, infatti, nello scorso anno, aveva preso il via da maggio e, quindi, riguardava non dodici, ma otto mesi. Precisato, inoltre, che la quota di reddito esente dei ricercatori e docenti universitari e dei lavoratori rientrati in Italia concorrono alla formazione del reddito complessivo ai fini del bonus, mentre rimane fuori il Tfr erogato a titolo di parte integrativa della retribuzione, soggetta a Irpef (si tratta dell'anticipazione del trattamento di fine rapporto che, secondo quanto previsto dalla legge di stabilità 2015, i lavoratori dipendenti del settore privato, impiegati da almeno sei mesi, possono scegliere di riscuotere mensilmente in busta paga). Una delle novità più rilevanti è la semplificazione pensata ad hoc per gli amministratori di condominio non professionisti: il 730/2016 ha loro dedicato il nuovo "quadro K", dove gli interessati potranno indicare i beni e i servizi acquistati nell'anno dal condominio, i dati identificativi dei fornitori e i dati catastali degli immobili condominiali oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia. Abolita, quindi, la procedura secondo la quale questa categoria di contribuenti doveva presentare, per inviare tali informazioni, il quadro AC e il frontespizio del modello Unico. Trasferendo l'attenzione sui redditi dei fabbricati (quadro B), si apre la possibilità, specificano le istruzioni, di indicare nel modello il codice identificativo anziché gli estremi di registrazione del contratto di locazione. Rimanendo in tema di immobili, spazio, poi, alle proroghe delle detrazioni "maggiorate" riguardanti i lavori di recupero edilizio, gli interventi finalizzati al risparmio energetico, le misure antisismiche. Confermato anche il bonus per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici. A proposito di oneri detraibili, aumenta fino a 30mila euro l'importo massimo agevolabile delle erogazioni liberali devolute alle Onlus ed è di 400 euro il tetto massimo della detrazione del 19% riconosciuta per le spese relative alla frequenza delle scuole d'infanzia e della scuola di primo e secondo grado (codice 12). Quest'ultima agevolazione, però, non è cumulabile con lo school bonus (codice 31), ossia il credito d'imposta, pari al 65% della somma versata, previsto per le erogazioni liberali in denaro a favore degli istituti del sistema nazionale di istruzione, con lo scopo di promuovere investimenti, realizzare nuove strutture scolastiche, procedere con la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e a sostegno di interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti (articolo 1, comma 145, della legge 107/2015). Si tratta di una nuova opportunità che trova posto nel quadro G del 730. Indicazione a parte, poi, per le somme residue delle deduzioni spettanti in caso di somme restituite al datore di lavoro, derivanti dalle certificazioni o dalle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti. Per terminare la carrellata delle principali novità da tenere sott’occhio nella compilazione della prossima dichiarazione dei redditi, si segnala il nuovo limite per l’esenzione dei lavoratori dipendenti frontalieri, salita da 6.500 a 7.500 euro, e l’esenzione di 6.700 euro per i lavoratori e pensionati residenti a Campione d'Italia.   Vincenzo D’Andò