Diario quotidiano del 15 dicembre 2015: in arrivo una pioggia di emendamenti sulla Legge di stabilità 2016

Pubblicato il 15 dicembre 2015



consulta: estesa la responsabilità degli amministratori di Snc; trattamento fiscale dei rimborsi spese ai dipendenti: la guida della Fondazione di ragioneria; governo: ratificati gli atti in materia fiscale con Andorra, Barbados e Filippine; ridotto il bonus fiscale per taxi e noleggio con conducente; pioggia di emendamenti sulla Legge di stabilità 2016; fondo patrimoniale scudo contro l’ipoteca; plusvalenze sulla cessione di terreni edificabili sempre tassabili; ritardi a causa della Soprintendenza, il beneficio prima casa non è revocabile; TFR: coefficiente di rivalutazione - novembre 2015; delibera di determinazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2015 da inviare al MEF entro il 20 dicembre; tassa di circolazione e diritto fisso in materia di autotrasporto internazionale di passeggeri e merci; INPS: voucher baby sitting – esaurimento stanziamento anno 2015; la responsabilità civile del commercialista: documento della Fondazione Commercialisti; CNDCEC: approvato il nuovo regolamento formazione professionale continua degli iscritti negli Albi dei Commercialisti
 
Indice: 1) Consulta: estesa la responsabilità degli amministratori di Snc 2) Trattamento fiscale dei rimborsi spese ai dipendenti: la guida della Fondazione di ragioneria 3) Governo: ratificati gli atti in materia fiscale con Andorra, Barbados e Filippine 4) Ridotto il bonus fiscale per taxi e noleggio con conducente 5) Pioggia di emendamenti sulla Legge di stabilità 2016 6) Fondo patrimoniale scudo contro l’ipoteca 7) Plusvalenze sulla cessione di terreni edificabili sempre tassabili 8) Ritardi a causa della Soprintendenza, il beneficio prima casa non è revocabile 9) TFR: coefficiente di rivalutazione - novembre 2015 10) Delibera di determinazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2015 da inviare al MEF entro il 20 dicembre 11) Tassa di circolazione e diritto fisso in materia di autotrasporto internazionale di passeggeri e merci 12) INPS: voucher baby sitting – esaurimento stanziamento anno 2015 13) La responsabilità civile del commercialista: documento della Fondazione Commercialisti 14) CNDCEC: approvato il nuovo regolamento formazione professionale continua degli iscritti negli Albi dei Commercialisti  
  1) Consulta: estesa la responsabilità degli amministratori di Snc L’articolo 2941, n. 7), del Codice Civile è incostituzionale nella parte in cui non prevede la sospensione della prescrizione tra Snc e amministratori per le azioni sociali di responsabilità proposte nei loro confronti, fintanto che sono in carica. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 262 del 11 dicembre 2015. Sospensione del termine di prescrizione fino alla cessazione dell’incarico anche alle azioni di responsabilità contro gli amministratori di Snc. È, dunque, costituzionalmente illegittimo, per contrasto con l’art. 3 Cost., l’art. 2941 n. 7 c.c. nella parte in cui non prevede che la prescrizione quinquennale sia sospesa tra la Snc ed i suoi amministratori, finché sono in carica, per le azioni di responsabilità contro di essi. Ai sensi dell’art. 2941 n. 7 c.c., la prescrizione (quinquennale) rimane sospesa tra le persone giuridiche ed i loro amministratori, finché sono in carica, per le azioni di responsabilità contro di essi. La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità di tale previsione, nella parte in cui non prevede che la prescrizione rimanga sospesa tra la “Sas” ed i suoi amministratori, finché sono in carica, per le azioni di responsabilità contro di essi. È irragionevole, secondo la Corte Costituzionale, che per le azioni di responsabilità, intraprese dalle società in nome collettivo contro gli amministratori, non operi la sospensione della prescrizione sancita per le persone giuridiche e per le società in accomandita semplice. Durante la permanenza in carica degli amministratori, hanno evidenziato i giudici della Consulta, è più difficile per la società acquisire compiuta conoscenza degli illeciti che essi hanno commesso e determinarsi a promuovere le azioni di responsabilità. Leasing: Reato di bancarotta La sottrazione dei beni in leasing integra il reato di bancarotta. Si determina un pregiudizio per i creditori derivante dall’inadempimento delle obbligazioni verso il concedente. Le questioni attinenti i rapporti tra bancarotta e leasing sono piuttosto frequenti nella pratica e nella giurisprudenza. Così la Corte di Cassazione, con sentenza n. 49115 del 11 dicembre 2015, si è pronunciata sul caso di bancarotta fraudolenta patrimoniale (art. 216 del RD 267/1942) in cui il patrimonio sottratto ai creditori riguardava dei beni acquistati in leasing. Trasferimento di quote di Spa per successione al valore di bilancio Secondo la Corte di Cassazione, sentenza n. 25007 del 12 dicembre 2015, non rilevano le distribuzioni di utili successive all’approvazione del bilancio. La Corte ha esaminato alcune questioni concernenti l’applicazione dell’imposta di successione, scaturite in sede di successione, che comprendeva, in particolare, una partecipazione pari al 50% nella società per azioni portante il nome di un noto stilista. Accertamenti e sottoscrizione: La delega “impersonale” annulla l’atto In tema di sottoscrizione dell’avviso di accertamento tributario, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25017 del 11 dicembre 2015, ha stabilito che sono nulli gli atti firmati in forza di una delega che reca la sola qualifica professionale del destinatario, senza alcun riferimento alle sue generalità. Per rendere legittima la delega non è sufficiente, ad esempio, l’indicazione come delegato del “capo team”.

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2) Trattamento fiscale dei rimborsi spese ai dipendenti: la guida della Fondazione di ragioneria La Fondazione, “Accademia Romana di Ragioneria”, diretta dal Prof. Moretti (ex dirigente della Fondazione Luca Pacioli), con la nota operativa n. 15 del 10 dicembre 2015, si è soffermata sulle tre tipologie di rimborsi e sui loro risvolti fiscali. L’impresa è solita riconoscere dei rimborsi spese ai dipendenti in trasferta, che quindi, svolgono la propria mansione al di fuori della sede di lavoro. Come è noto, le spese che i dipendenti sostengono durante le trasferte aziendali possono essere così catalogate: - spese di viaggio, - spese di vitto, spese di alloggio, altre spese. Il T.U.I.R., (artt. 51 e 95) statuisce quali siano gli effetti fiscali dei rimborsi, distinguendo questi ultimi in tre sistemi diversi adottabili secondo una scelta facoltativa stabilita mediante accordi contrattuali tra società e dipendente: Rimborsi analitici, o a piè di lista: il dipendente è tenuto a consegnare tutti i documenti provanti i pagamenti effettuati ed allegarli alla nota spese, nella quale dovranno essere indicati analiticamente le spese sostenute. Queste ultime dovranno essere inerenti all’attività aziendale. L’art. 93 TUIR sancisce dei limiti alla deducibilità specifici per l’impresa. Per le trasferte al di fuori del territorio comunale, le spese di vitto e alloggio sono deducibili nel limite di 180,76 euro per le trasferte in Italia, e di 258,23 euro per quelle all’estero. Le trasferte nel territorio comunale, invece, sono deducibili nel limite del 75%. Le spese di viaggio sono interamente deducibili. Per il lavoratore dipendente tutti i rimborsi spese erogati per trasferte nel territorio comunale costituiscono reddito tassabile ai fini IRPEF, tassando anche le indennità chilometriche. Le spese di trasporto documentate sono deducibili anche per le trasferte nello stesso Comune.Per le spese al di fuori del Comune vige il regime di non imponibilità, per vitto, alloggio e viaggio. Per le indennità chilometriche per trasferte al di fuori del comune sono da considerarsi non imponibili solo per la parte relativa al tragitto tra la sede di lavoro e il luogo di trasferta. Rimborsi spesa forfetari: definiti come indennità di trasferta, sono una sorta di aggiunta allo stipendio ordinario. L’impresa dovrà evidenziare in busta paga l'importo erogato e la somma sarà interamente deducibile dal reddito d'impresa. Per il dipendente invece sarà non imponibile esclusivamente l’indennità giornaliera non eccedente il limite di 46,48 euro per le trasferte sul territorio italiano e 51,65 euro per quelle all’estero. Rimborsi spesa misti: il dipendente in questo caso riceve sia una somma prestabilita, per la quale l'impresa seguirà il metodo del rimborso forfetario, sia un importo pari alle spese affettivamente sostenute, per il quale si applicherà il metodo analitico, la variabile fiscale deriva da quest’ultima. Per il dipendente si applicherà l’art. 51 c.3. Le tipologie di rimborso impattano diversamente sul reddito d’impresa e su quello del lavoratore, bisognerà, pertanto, prestare attenzione ai metodi utilizzati per non cadere in errore. Rimborsi chilometrici: niente esenzione per il maggiore tragitto Rimborsi chilometrici, chi sceglie la strada più lunga perde l’esenzione sul surplus. Il lavoratore dipendente che parte da casa per raggiungere il luogo di missione, percorrendo, così, più chilometri rispetto a quelli che dividono tale luogo dalla sede di lavoro, dovrà pagare le imposte sulla differenza. La parte di rimborso chilometrico che copre il percorso in più non gode, infatti, dell’esenzione ex comma 5, art. 51 T.U.I.R., ed è considerata reddito imponibile ai sensi del precedente comma 1. Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 92/E del 30 ottobre, a fronte dell’interpello posto da una compagnia di assicurazione. Come già precisato da ultimo nella risoluzione 53/E/2009, per il Fisco non ci sono dubbi sul regime fiscale da applicare alle somme corrisposte al dipendente nell’ipotesi in cui sia incaricato di svolgere l’attività lavorativa in un Comune diverso da quello della normale sede di lavoro (c.d. trasferte o missioni): - se la distanza percorsa per raggiungere, dalla propria residenza, la località di missione è inferiore rispetto a quella calcolata dalla sede di servizio, l’intero rimborso chilometrico è da considerare non imponibile ai sensi dell’art. 51, co. 5, secondo periodo, del T.U.I.R.; - se la distanza percorsa per raggiungere, dalla propria residenza, la località di missione è maggiore rispetto a quella calcolata dalla sede di servizio, la differenza è da considerarsi reddito imponibile ai sensi dell'art. 51, co. 1, del T.U.I.R. Come è noto, l’esenzione spetta a condizione che i rimborsi liquidati siano stati calcolati in base alle tabelle ACI, avuto riguardo alla percorrenza, al tipo di automezzo usato dal dipendente e al costo chilometrico ricostruito secondo il tipo di autovettura. Elementi che dovranno risultare dalla documentazione interna conservata dal datore di lavoro.

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3) Governo: ratificati gli atti in materia fiscale con Andorra, Barbados e Filippine Via libera del Consiglio dei Ministri a tre disegni di legge di ratifica ed esecuzione di Atti internazionali. Si tratta dell’accordo tra Italia e Andorra sullo scambio di informazioni fiscali, della Convenzione per evitare le doppie imposizioni con l’isola di Barbados e del protocollo di modifica alla Convenzione già in vigore con le Filippine. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, l’11 dicembre 2015, ha, infatti, approvato tre disegni di legge di ratifica ed esecuzione di atti internazionali in materia fiscale. Il primo schema legislativo concerne l’Accordo con il Principato di Andorra sullo scambio di informazioni, fatto a Madrid il 22 settembre 2015. L’accordo è basato sui più aggiornati standard OCSE in quanto conforme al Modello di Tax Information Exchange Agreement (TIEA), e prevede una serie di disposizioni atte a favorire la cooperazione tra le amministrazioni fiscali delle Parti con uno scambio di informazioni in materia fiscale che garantisca un adeguato livello di trasparenza. Le informazioni oggetto dello scambio sono quelle rilevanti per la determinazione, l’accertamento, l’applicazione e la riscossione di IRPEF, IRES, IRAP, IVA, imposta sulle successioni, imposta sulle donazioni e imposte sostitutive. Si prevede, inoltre, il superamento del segreto bancario con l’obiettivo prioritario della lotta all’evasione. Il secondo disegno di legge riguarda la ratifica ed esecuzione della Convenzione tra Italia e Barbados per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e prevenire le evasioni fiscali, firmata il 24 agosto 2015. Nello specifico la Convenzione disciplina gli aspetti fiscali inerenti alle relazioni economiche poste in essere tra i residenti dei due Paesi fornendo uno strumento giuridico utile alle imprese italiane al fine di operare in Barbados in condizioni concorrenziali rispetto agli operatori economici su scala internazionale. Infine, il terzo disegno di legge dispone la ratifica ed esecuzione di un protocollo di modifica alla Convenzione contro le doppie imposizioni in vigore con le Filippine. In particolare il protocollo: include l’IRAP nell’elenco delle imposte considerate per l’Italia; sopprime il cosiddetto “matching credit” che riconosceva il credito d’imposta anche per le imposte non effettivamente pagate su dividendi, interessi e canoni; modifica le regole in materia di scambio di informazioni, ampliando la cooperazione fra le amministrazioni e prevedendo, tra l’altro, il superamento del “domestic tax interest” e del segreto bancario.  

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4) Ridotto il bonus fiscale per taxi e noleggio con conducente Sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 11 dicembre 2015, è stato pubblicato il Decreto 29 settembre 2015 che mette in pratica quanto introdotto dalla Legge di stabilità 2015. Dunque, tale DPCM dà attuazione alla sforbiciata dei crediti d’imposta prevista dalla citata Legge di stabilità 2015. In particolare, si prevede la riduzione del 49,41% del credito d’imposta sulle accise relative alle autovetture da noleggio da piazza adibite al servizio pubblico (taxi e NCC) e del 5,07% del bonus per l’acquisto di gasolio e GPL impiegati per il riscaldamento in aree climaticamente svantaggiate. Nuovi tagli in vista per i bonus fiscali sui carburanti consumati per l’azionamento delle autovetture pubbliche da piazza. Come è noto, l’art. 1 comma 242 della Legge n. 190/2014 ha demandato alla competenza di un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare proposta del MEF, il compito di definire per ciascuno dei crediti d’imposta indicati all’elenco 2 della medesima legge, le relative quote percentuali di fruizione, in maniera da assicurare effetti positivi sui saldi di finanza pubblica non inferiori a 16,33 milioni di euro per il 2015 e a 23,69 milioni a decorrere dal 2016. Nello specifico il decreto prevede una rideterminazione del credito d’imposta sulle accise spettante con riferimento alle autovetture da noleggio da piazza adibite al servizio pubblico, di cui al punto 12 della tabella A allegata al D.Lgs. n. 504/1995. L’agevolazione in questione viene ridotta dal decreto nella misura del 49,41% per il 2015 e del 56,87% a partire dal 2016. Più modesto, invece, il taglio relativo al credito d’imposta sull’acquisto di gasolio e GPL impiegati per riscaldamento in aree geograficamente o climaticamente svantaggiate. L’agevolazione stabilita dal combinato disposto dell'art. 8, comma 10, lettera c), della Legge n. 448/1998 e dell’art. 2, comma 12, della Legge n. 203/2008 viene infatti ridotta del 5,07%.  

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5) Pioggia di emendamenti sulla Legge di stabilità 2016 Sono stati approvati, dalla V commissione, numerosi emendamenti al DDL di Legge di stabilità 2016 in discussione al parlamento che nella seduta del 10 dicembre 2015 è stata del tutto riformulata. Obbligo di comunicare alle Entrate notizia di un fatto illecito E’ stato approvato l’emendamento che introduce l’obbligo per il PM di comunicare all’Agenzia delle entrate la notizia di un fatto illecito dal quale potrebbe derivare un provento o vantaggio illecito affinché svolga gli opportuni accertamenti. Aumenta la tassazione sulle slot machine Innalzata la tassazione sulle slot machine dal 15 al 17,5%. Si interviene sulla pubblicità dei giochi: il divieto, secondo quanto prevede l’emendamento, riguarda le trasmissioni radiofoniche e televisive generaliste, nel rispetto dei principi sanciti in sede europea, dalle 7 alle 22 di ogni giorno. Cancellata, poi, la tassa da 500 milioni, dunque eliminato il comma della legge di Stabilità 2015 che prevedeva la riduzione degli aggi per la filiera degli apparecchi e che avrebbe dovuto portare un introito annuo nel triennio 2015-2017 pari a mezzo miliardo di euro. Confermato il rialzo di mezzo punto del Preu sulle Vlt, che passa così dal 5 al 5,5%. Il Governo ha poi deciso di introdurre una novità nel settore delle scommesse: a partire dal 2017, la tassazione sulle puntate sarà calcolata sui ricavi lordi (incassi meno vincite) e non sulla raccolta. L’aliquota del 18% sarà applicata sui bookmaker che gestiscono punti vendita, mentre salirà al 22% per il betting online. Anche altri prodotti di gioco via internet come poker e Bingo saranno assoggettati – ma stavolta dal 1 gennaio 2016 – alla riforma fiscale, con un’aliquota del 20%. Previsto poi il passaggio dalle attuali slot alle cosiddette “awp 3”, che sarà regolato da un decreto del Mef. Dal 1° gennaio 2017 sarà bloccato il rilascio di nulla-osta per nuovi apparecchi, a meno che non si tratti di una mera sostituzione delle macchinette in esercizio e saranno rilasciati solo nulla osta per i nuovi apparecchi “da remoto”, prevedendo la riduzione proporzionale, in misura non inferiore al 30%, del numero di nullaosta delle macchinette attive al 31 luglio 2015, riferibili a ciascun concessionario. Il parco macchine attuale dovrà essere dismesso entro il 31 dicembre 2019. Provincie in salvo Anche per il 2016, come già accaduto quest’anno, le province e le città metropolitane potranno redigere un bilancio di previsione annuale e non triennale. L’obiettivo è garantire gli equilibri di bilancio degli enti di area vasta che, a tal fine, potranno contabilizzare nei preventivi l’avanzo libero e destinato. Viene estesa a tutto il 2016 la possibilità per province e città metropolitane di rinegoziare le rate di ammortamento in scadenza dei mutui che non siano stati trasferiti al Ministero dell’Economia. Un “aiutino” da 900 milioni a favore della Sicilia. È quanto prevede un emendamento al disegno di legge di stabilità approvato l’11 dicembre 2015 alla camera su proposta dei relatori. Il correttivo concede anche 600 milioni in più alle regioni ordinarie ed un rimborso da 50 milioni alla Valle d'Aosta. Nessun tetto al turnover per le assunzioni nelle unioni di comuni e nei nuovi municipi nati, dal 2011, per effetto di fusioni. In questi enti, e solo in questi, per ogni dipendente cessato nell'anno precedente se ne potrà assumere uno nuovo a tempo indeterminato con il solo limite di non spendere di più. L’emendamento alla Legge di Stabilità 2016, approvato in commissione bilancio della camera, completa il pacchetto di misure di favore per l’associazionismo, già finanziato con il raddoppio dei fondi (dal 20 al 40% dei trasferimenti erariali attribuiti nel 2010) destinati alle fusioni e con la stabilizzazione dei contributi a valere sul Fondo di solidarietà. Proroga Tari Le novità approvate vanno ad aggiungersi alle altre correzioni inserite nei giorni scorsi, tra cui, in materia di enti locali, spicca la proroga per il 2016 e il 2017 delle modalità di calcolo della Tari (Tassa rifiuti) sulla base del criterio medio-ordinario di rifiuti prodotti e non sull’effettiva quantità (c.d. metodo normalizzato nel rispetto del principio “chi inquina paga”). Imposte indirette Tra le altre modifiche di rilievo si segnala una norma interpretativa che dispone l’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa e l’esenzione dalle imposte ipotecarie e catastali per gli atti di trasferimento delle aree rientranti negli interventi di edilizia convenzionata. Credito d’imposta per imprese agricole Anche le imprese agricole potranno beneficiare del credito d’imposta per investimenti nelle aree del Mezzogiorno. Il chiarimento emerge dalla lettura della sintesi degli emendamenti al disegno di legge Stabilità 2016 approvati dalla V Commissione Bilancio alla Camera. Il dispositivo precisa che anche le imprese attive nella produzione primaria, della pesca e dell’acquacoltura, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura, purché rispettino i limiti e le condizioni imposte dai regolamenti comunitari in materia di aiuti ai settori specifici. Il contratto di leasing deve prevedere l’obbligo di riscatto La norma prevede che per i beni acquisiti in leasing l’agevolazione permane anche nel caso in cui non viene esercitato il riscatto finale. Ciò non toglie, però, che nel rispetto del regolamento comunitario in materia di aiuti di stato il contratto di leasing finanziario debba prevedere l'obbligo per il beneficiario degli aiuti di acquisire l’attivo alla sua scadenza. Rimane comunque da verificare il fatto che la norma prevede che il credito d’imposta sia ridotto se i beni sono dismessi o destinati ad altre strutture produttive prima di cinque anni dal loro acquisto. Difatti, il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno è subordinato al rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato. Condominio: cedibile la detrazione energia Detrazione fiscale per la riqualificazione energetica delle parti comuni degli edifici cedibile ai prestatori e/o fornitori, da parte di pensionati, dipendenti e/o lavoratori autonomi. Questo l’interessante emendamento approvato dalla quinta commissione bilancio della Camera al disegno di legge di stabilità 2016 (AC 3444). I commi da 344 a 349, dell’art. 1, Legge 296/2006 (Finanziaria 2007) hanno introdotto una detrazione d’imposta, in misura pari al 55% delle spese documentate, sostenute entro il 31/12/2007, in relazione a talune tipologie di interventi volti alla riqualificazione energetica degli edifici esistenti; poi sono state introdotte proroghe e modifiche alla originaria disposizione normativa per fissare, in relazione alle spese sostenute dal 6/6/2013 al 31/12/2015, la detrazione nella misura del 65% (Stabilità 2015). Il DDL stabilità 2016 prevede l’ulteriore proroga al 31/12/2016 ma, con i recenti emendamenti approvati, è stata introdotta la possibilità, per i potenziali beneficiari della detrazione che si collocano all'interno della cosiddetta “no tax area” (pensionati, dipendenti e autonomi) ovvero per i contribuenti che non scontano alcun debito per Irpef e che non potrebbero recuperare il bonus, di cedere l’ammontare di quest’ultimo ai propri fornitori, limitatamente, però, a quello riferibile agli interventi di riqualificazione energetica delle parti in comune degli edifici condominiali. Si tratta degli interventi relativi a parti comuni, di cui agli artt. 1117 e 1117-bis c.c. e degli interventi che coinvolgono tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio; con riferimento a quest’ultimo punto, l’Agenzia delle entrate (circolare n. 29/E/2013) ha precisato che si tratta degli interventi finalizzati all'integrità del condominio, che devono riguardare tutte le unità immobiliari, di cui si compone il condominio stesso. In attesa del provvedimento di attuazione delle Entrate, la novità è interessante perché permette di far beneficiare la detrazione anche a coloro che non presentano un debito Irpef, stante la possibilità di pagare il fornitore che ha eseguito il lavoro con tale bonus e, in secondo luogo, incentiva il comparto edile e scongiura possibili sacche di evasione, giacché la detrazione figura come un mero credito verso l'erario cedibile che il prestatore-cessionario potrà utilizzare a scomputo del pagamento delle proprie tasse e dei contributi, anche in compensazione.  

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6) Fondo patrimoniale scudo contro l’ipoteca Il fondo patrimoniale ferma l’ipoteca: La protezione del fondo patrimoniale agisce anche in relazione all’iscrizione d’ipoteca esattoriale disciplinata dall’articolo 77 del DPR 602/73. Difatti, per la Corte di Cassazione, sentenza n. 23876/2015, non rileva che l’ipoteca possa configurarsi quale mero strumento di garanzia, e non di espropriazione, poiché l’articolo 170 del codice civile, nel disciplinare le condizioni di ammissibilità dell’esecuzione sui beni costituiti nel fondo, detta una regola applicabile anche all’iscrizione di ipoteca non volontaria, ivi compresa quella di cui all’articolo 77 citato. Gli ermellini cassano una sentenza della Ctr Lombardia, che aveva ritenuto legittima l’iscrizione ipotecaria ex art. 77, in virtù dell’asserita natura di garanzia della misura. Il giudice meneghino, infatti, aveva rilevato che l’iscrizione d’ipoteca non è atto di esecuzione, avendo funzione conservativa e di garanzia; pertanto, nessuna inibizione alla stessa poteva derivare dall’esistenza del fondo patrimoniale. Il collegio di Piazza Cavour ha cassato la sentenza, smentendo categoricamente tale assunto. La possibilità di iscrivere ipoteca, tuttavia, non è esclusa a priori dal fondo patrimoniale. La discriminante, spiega la Cassazione, va ricercata nella relazione esistente tra il fatto generatore dell’obbligazione per cui si procede (tributaria, nella specie) e i bisogni della famiglia. Spetta, dunque, al giudice di merito, accertare se nel caso concreto il debito tributario sia riconducibile, o meno, al soddisfacimento dei bisogni della famiglia. Se è vero, infatti, che tale finalità non si può dire sussistente per il solo fatto che il debito sia sorto nell’esercizio dell’impresa, è altresì vero che tale circostanza non è neppure idonea a escludere, in via di principio, che il debito possa dirsi contratto per soddisfare tali bisogni. Facendo applicazione di detti principi, la Cassazione ha rinviato la causa ad altra sezione della Ctr Lombardia, cui è demandato l’accertamento di merito sulla relazione tra debito tributario e bisogni della famiglia. Relazione che, si precisa, va accertata caso per caso, non potendosi dire, in generale, se l’obbligazione tributaria sia o meno tesa al soddisfacimento dei bisogni familiari.  

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7) Plusvalenze sulla cessione di terreni edificabili sempre tassabili La Corte di Cassazione, sentenza n. 24954 del 10 dicembre 2015, non ammette eccezioni: Sono sempre tassabili le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione. Nel caso di specie, la CTR aveva respinto l’appello di una contribuente contro la sentenza della CTP con la quale veniva parzialmente accolto il ricorso avverso il recupero a tassazione una plusvalenza derivante dalla cessione di un terreno edificabile; tale terreno era situato in una zona destinata a futuri insediamenti produttivi, come da piano regolatore. Secondo la Commissione tributaria, che ha osservato come tale terreno fosse destinato in parte a verde pubblico ed in parte a parcheggi, ciò che davvero rilevava era la “vocazione edificatoria” che giustificava la sussistenza della plusvalenza, con la relativa sottoposizione a tassazione. Il ricorso della contribuente verteva sul fatto che l’area in questione era destinata, sì, ad una utilizzazione edificatoria; ma ciò sarebbe avvenuto soltanto in futuro, relegando dunque nell’incertezza la concreta attuazione del progetto di urbanizzazione. La Cassazione ha affermato che le plusvalenze realizzate a seguito della cessione di terreni suscettibili di usi edificatori sono sempre tassabili. Esiste inoltre una linea, dettata dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 25505/2006, che afferma: “l’inizio del procedimento di trasformazione urbanistica è sufficiente a far lievitare il valore venale dell’immobile, senza che assumano alcun rilievo eventuali vicende successive incidenti sulla sua edificabilità, quali la mancata approvazione o la modificazione dello strumento urbanistico, in quanto la valutazione del bene dev’essere compiuta in riferimento al momento del suo trasferimento, che costituisce il fatto imponibile, avente carattere istantaneo”. In tal senso, l’impossibilità di distinguere tra zone già urbanizzate e zone la cui edificabilità è condizionata dall’adozione dei piani particolareggiati o di lottizzazione, “non impedisce di tener conto, nella determinazione del valore venale dell’immobile, della maggiore o minore attualità delle sue potenzialità edificatorie, nonché della possibile incidenza degli ulteriori oneri di urbanizzazione”.  

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8) Ritardi a causa della Soprintendenza, il beneficio prima casa non è revocabile Anche i ritardi derivanti dalla burocrazia possono essere favorevoli per i contribuenti. E può capitare che vadano ad impattare anche sulla richiesta di agevolazioni, come quella per la prima casa. Così, se il ritardo è dovuto alla Soprintendenza, il beneficio non può essere revocato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 24963 del 10 dicembre 2015. La CTR aveva respinto l’appello di un contribuente, che aveva impugnato la revoca del beneficio delle agevolazioni prima casa in quanto risultava che l’immobile in questione non fosse stato fisicamente riunito e catastalmente fuso ad un altro già di proprietà del contribuente; per la CTR, non risultava che in tale immobile fosse stata posta la residenza del contribuente, né che fosse usato come prima casa. Alle pretese cause di forza maggiore addotte dal ricorrente, la CTR aveva ribattuto che, essendo l’immobile in un centro storico, era da immaginare un prevedibile imprevisto legato a ritardi o complicanze, ben note a chi opera nel campo della ristrutturazione degli immobili. Effettivamente, la Soprintendenza ci aveva messo lo zampino, in quanto nella fase di ristrutturazione erano sopraggiunti alcuni impedimenti che avevano fatto slittare il termine dei lavori. E gli Ermellini non hanno potuto che accogliere le rimostranze del contribuente: “Il giudicante – si legge in ordinanza – ha riferito alla parte ricorrente un dovere di qualificata consapevolezza [circa i ritardi, ndr] senza che sia noto se la medesima parte sia effettivamente un “operatore” del settore delle ristrutturazioni di immobili vincolati”. La Commissione Regionale, in sostanza, avrebbe fatto un uso distorto del concetto di “forza maggiore”; ed è pur vero che il trasferimento della residenza, conditio sine qua non per godere dell’agevolazione, è un obbligo del contribuente verso il fisco, ma è anche vero che bisogna tenere in conto di eventuali ostacoli nell’adempimento di tale obbligazione, “caratterizzati dalla non imputabilità alla parte obbligata e dall’inevitabilità ed imprevedibilità dell’evento”. Ciò detto, gli Ermellini hanno concluso che il mancato stabilimento nei termini di legge della residenza “non comporta la decadenza dall’agevolazione, qualora tale evento sia dovuto a cause di forza maggiore sopravvenuta rispetto alla stipula dell’acquisto”.  

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9) TFR: coefficiente di rivalutazione - novembre 2015 L’indice Istat relativo al mese di novembre 2015 è pari a 107,0 %. Il coefficiente per rivalutare le quote di trattamento di fine rapporto è 1,375 %. TFR: il coefficiente di rivalutazione dal 2015
anno mese TFR maturato fino al periodo compreso tra coefficiente di rivalutazione (%)
2015 novembre 15 nov - 14 dic 1,3750
2015 ottobre 15 ott - 14 nov 1,3901
2015 settembre 15 set - 14 ott 1,1250
2015 agosto 15 ago - 14 set 1,2803
2015 luglio 15 lug - 14 ago 1,015187
2015 giugno 15 giu - 14 lug 0,960280
2015 maggio 15 mag - 14 giu 0,765187
2015 aprile 15 apr - 14 mag 0,570093
2015 marzo 15 mar - 14 apr 0,375000
2015 febbraio 15 feb - 14 mar 0,25000
2015 gennaio 15 gen - 14 feb 0,1250
L’indennità di rischio è assoggettabile ad imposta La Corte di Cassazione con la sentenza n. 25080 del 11 dicembre 2015 è intervenuta in merito all’assoggettabilità ad imponibile fiscale dell’indennità di rischio radiologico. Nello specifico la Suprema Corte ha riconosciuto come assoggettabile ad imposta l’indennità di rischio in esame, in quanto dovuta ai sensi del CCNL applicato e quindi riconducibile direttamente alla prestazione di lavoro: per escludere l’assoggettabilità fiscale, continua la Corte, non doveva sussistere un legame di causa tra indennità erogata e mansione svolta.  

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10) Delibera di determinazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2015 da inviare al MEF entro il 20 dicembre 10) Delibera di determinazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2015 da inviare al MEF entro il 20 dicembre. Lo ha reso noto il Ministero dell’Economia e finanze con il comunicato stampa del 14 dicembre 2015. Comunicato del 14 dicembre 2015 In considerazione dell’approssimarsi del termine del 20 dicembre, di cui all’art. 14, comma 8, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, si invitano i Comuni che abbiano adottato una delibera di determinazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2015 a voler procedere alla trasmissione della stessa, mediante inserimento nel Portale del federalismo fiscale (www.portalefederalismofiscale.gov.it), in tempo utile per consentirne la pubblicazione - da parte del Dipartimento delle finanze - sul sito www.finanze.it entro il termine del 20 dicembre 2015. Si rammenta che la pubblicazione entro tale data è necessaria affinché le delibere in questione abbiano effetto a decorrere dal 1° gennaio 2015.  

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11) Tassa di circolazione e diritto fisso in materia di autotrasporto internazionale di passeggeri e merci A seguito delle indicazioni contenute nella nota prot. n. 117274/RU del 20.10.2014, l’Agenzia delle Dogane ha pubblicato una tabella riepilogativa dell’importo della tassa di circolazione e del diritto fisso dovuto in relazione alla nazionalità del mezzo di trasporto con indicazione della normativa di riferimento. (Agenzia delle Dogane, comunicato del 14 dicembre 2015)  

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12) INPS: voucher baby sitting – esaurimento stanziamento anno 2015 L’Inps, con il messaggio n. 7402 del 14 dicembre 2015, comunica l’esaurimento, per l’anno 2015, del budget di 20 milioni di euro previsto dall’art. 7 del decreto ministeriale 28 ottobre 2014 e stanziato per il finanziamento del beneficio dei voucher baby sitting e, pertanto, l’Istituto, in attesa delle eventuali rideterminazioni da parte del Ministero vigilante, non prenderà in considerazione ulteriori domande. (INPS, messaggio n. 7402 del 14 dicembre 2015)  

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13) La responsabilità civile del commercialista: documento della Fondazione Commercialisti La Fondazione Nazionale Commercialisti ha pubblicato il 14 dicembre 2015 due documenti di argomento rilevante per i professionisti contabili, si tratta della responsabilità civile del commercialista e della problematica del contraddittorio procedimentale. La ricognizione della disciplina giuridica concernente la responsabilità professionale del commercialista costituisce uno strumento rilevante per delineare le complesse esigenze di tutela del professionista intellettuale, in relazione alle obbligazioni e agli oneri che caratterizzano il delicato rapporto con il cliente dal momento del conferimento dell'incarico. I confini della responsabilità civile, infatti, non risultano oggi certi, né tantomeno stabili, in quanto si tratta di un settore in costante evoluzione. In particolare, nel suddetto studio, l'interesse si concentra sulla responsabilità nell'espletamento delle attività di consulenza, assistenza e rappresentanza in materia tributaria. Tramonto o eclisse del contraddittorio procedimentale ? La recentissima sentenza n. 24823 del 9/12/2015 emessa dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, ha stabilito che in base al diritto italiano l’avviso di accertamento, in assenza di specifica precisione, non deve essere preceduto da una fase di contraddittorio. Viceversa, in tema di tributi “armonizzati”, avendo luogo la diretta applicazione del diritto dell’Unione, la violazione dell’obbligo del contraddittorio endoprocedimentale, da parte dell’Amministrazione, comporta in ogni caso, anche in campo tributario, l’invalidità dell’atto, purchè il contribuente assolva l’onere di enunciare in concreto, e non in modo puramente pretestuoso, le ragioni che avrebbe potuto far valere, qualora il contraddittorio fosse stato tempestivamente attivato. La FNC fornisce un’esegesi della sentenza affrontandone le criticità di sistema e le conseguenze concrete per la redazione dei ricorsi tributari da parte dei professionisti. (FNC, documenti del 14 dicembre 2015)  

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14) CNDCEC: approvato il nuovo regolamento formazione professionale continua degli iscritti negli Albi dei Commercialisti Con la nota informativa n. 99 del 14 dicembre 2015, il CNDCEC pubblica il nuovo “Regolamento per la formazione professionale continua degli iscritti negli Albi tenuti dagli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ex art. 7, D.P.R. 137/2012”. Il Regolamento per la formazione professionale continua degli iscritti negli Albi tenuti dagli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (Regolamento FPC) è stato approvato dal Consiglio Nazionale nella seduta del 3 dicembre 2015. Peraltro, la versione del testo del Regolamento FPC approvato da questo Consiglio nella seduta del 18 marzo 2015 è stata trasmessa al Ministro della Giustizia per l’acquisizione del parere vincolante richiesto dall’articolo 7, comma 3, D.P.R. 7 agosto 2012, n. 137. Nel lavoro di rivisitazione della materia della formazione professionale continua, il Consiglio ha recepito le novità introdotte in tema di formazione dall'art. 7 del citato decreto, tenendo altresì adeguatamente conto delle esigenze e delle esperienze degli Ordini territoriali, in particolare: - come previsto dal DPR 137/2012, è stata riconosciuta anche alle "Associazioni di iscritti agli albi e di altri soggetti", la possibilità di erogare eventi di formazione professionale continua. Agli Ordini territoriali è comunque riservato un ruolo centrale nella definizione dell'offerta formativa per gli iscritti; essi infatti cureranno l'istruttoria della richiesta di accreditamento degli eventi organizzati dai soggetti autorizzati e la riscossione del contributo a questi richiesto "per ciascuna giornata dell'evento, pari a 5,00 euro per ogni partecipante iscritto negli Albi dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, con un minimo di 250,00 euro per ciascun evento formativo a pagamento approvato; - tra le materie così dette "obbligatorie" sono state inserite la normativa antiriciclaggio e le tecniche di mediazione; - le voci delle attività formative particolari sono state integrate e rivisitate; - sono state introdotte le modalità di svolgimento da parte dell'Ordine delle verifiche annuali e triennali dell'assolvimento dell'obbligo formativo da parte degli iscritti; - la previsione dell'esenzione per maternità è stata estesa ai padri ed ai genitori adottivi o affidatari; - è stata introdotta l'ipotesi di esonero dall'obbligo formativo per gli iscritti i cui coniugi, parenti, affini o altri componenti il nucleo familiare abbiano malattie gravi. Il testo approvato in Consiglio nel mese di marzo e presentato al Ministro per l'acquisizione del parere vincolante prevedeva anche l'ipotesi di esonero per coloro che compiono i sessantacinque anni di età nel triennio, per coloro che non esercitano l'attività professionale e per gli iscritti nell'elenco speciale. Il Ministro della Giustizia, nel parere reso il 23 ottobre 2015, ha tuttavia ritenuto di esprimere parere favorevole all'adozione del regolamento presentato a condizione che fossero eliminate le previsioni di esonero per anzianità, per mancato esercizio della professione e per l'iscrizione nell'elenco speciale, prevedendo, eventualmente una riduzione dell'obbligo formativo per tali ipotesi. Il Consiglio Nazionale pur avendo rappresentato al Ministro alcune perplessità in merito all'estensione dell'obbligo formativo a quanti non esercitano l'attività professionale e formulato una richiesta di incontro, ha approvato il Regolamento per la formazione professionale continua, ai sensi dell'art. 7 del DPR 137/2012, al fine di prevederne l'entrata in vigore dal 1° gennaio 2016. Il testo approvato alla luce delle osservazioni espresse dal Ministro della Giustizia contiene la previsione dell'obbligo formativo di 10 CFP annuali per gli iscritti che compiano il 65° anno di età nel triennio, per coloro che non esercitano l'attività professionale e per gli iscritti nell'elenco speciale.   Vincenzo D’Andò