Diario quotidiano del 10 dicembre 2015: nuovo ravvedimento decisamente più conveniente anche per il passato

Indice:
1) Consulenza tecnica d’ufficio: guida del CNDCEC sui relativi adempimenti dei professionisti
2) Sostituti d’imposta: nuovo calendario fiscale nel 2016
3) Benefici fiscali per le associazioni sportive dilettantistiche: i verbali dei soci non possono essere contestati
4) Quando la tassa sui rifiuti non deve essere pagata
5) Dogane: quando può essere recuperato il tributo anche dopo il termine di tre anni
6) Tributo successorio e procedura di voluntary disclosure
7) Domande di integrazione salariale: messaggio INPS
8) Caso in cui si manifesta la bancarotta preferenziale
9) Start up: nel personale qualificato sono compresi i co.co.co.
10) Nuovo ravvedimento decisamente più conveniente anche per il passato
11) Voluntary disclosure: 3,8 miliardi di gettito e oltre 129mila istanze
12) Modello F24 EP: ecco i codici tributo per la compensazione

1) Consulenza tecnica d’ufficio: guida del CNDCEC sui relativi adempimenti dei professionisti
Come è noto, il CNDCEC ha pubblicato (si veda nel Diario quotidiano del 3 dicembre 2015) una sorta di vademecum sulle operazioni peritali in materia di lavoro e previdenza che approfondisce gli aspetti fondamentali della funzione del consulente tecnico d’ufficio (CTU) nell’ambito del processo del lavoro.
Si tratta di una guida schematica che sintetizza gli orientamenti giurisprudenziali in materia, con allegato il relativo formulario.
Una sezione della citata guida è dedicata agli adempimenti del CTU alla luce di quanto previsto dal DM 21 febbraio 2011 n. 44 in tema di processo telematico (PCT), secondo cui anche il professionista contabile impegnato nella consulenza tecnica d’ufficio è tenuto a dotarsi di strumenti telematici finalizzati alla corretta comunicazione con gli uffici giudiziari.
Dal momento della nomina a quello del deposito della relazione tecnica, il documento del CNDCEC chiarisce molti aspetti relativi all’incarico, favorendo allo stesso tempo l’individuazione di un percorso quanto più omogeneo possibile nello svolgimento dell’attività di supporto al giudice.
Il vademecum indica i principali adempimenti di carattere procedurale a carico del CTU conseguenti all’accettazione dell’incarico, tra cui la comunicazione in cancelleria del proprio codice fiscale e la visione dei fascicoli anche al fine di valutare eventuali situazioni di incompatibilità nell’assolvimento della funzione.
Nell’udienza di accettazione dell’incarico il CTU, dopo aver prestato giuramento di rito e analizzato i quesiti posti, fissa generalmente la data, il luogo e l’ora di inizio delle operazioni peritali, indicando al giudice l’arco temporale necessario per il deposito della relazione finale.
A tale proposito il documento precisa che, per il deposito dell’elaborato peritale, non è contemplata la c.d. “sospensione feriale” dei termini processuali, anche se è possibile per il CTU chiedere una proroga del termine di deposito originariamente fissato, ma solo nel caso in cui l’istanza di proroga sia formulata prima della scadenza.
Sullo svolgimento delle operazioni peritali, il Vademecum rimarca la delicatezza della funzione, che può esporre il professionista non solo a responsabilità di carattere civile e disciplinare: nel caso di colpa grave nell’esecuzione degli atti che gli sono richiesti, allo stesso CTU può essere comminata la sanzione dell’arresto fino a un anno o dell’ammenda fino a 10.329 euro, salvo l’obbligo di risarcimento del danno.
Durante le operazioni peritali, il CTU deve a valutare i c.d. “atti di causa”, cioè la documentazione ritualmente depositata dalle parti, non essendo possibile l’acquisizione consulenziale di ulteriori atti nel processo che, di conseguenza, risulterebbero inutilizzabili. Il consulente tecnico, inoltre, può esperire il tentativo di conciliazione ove esistano le condizioni necessarie. La relazione finale deve contenere invece una sintesi chiara delle operazioni …

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