Diario quotidiano del 4 dicembre 2015: i correttivi anticrisi 2015 per gli studi di settore

Pubblicato il 4 dicembre 2015



Studi di settore 2015: approvati correttivi anticrisi e modifiche della territorialità; accertamento fiscale nullo se la firma del dirigente è viziata; trattamenti di integrazione salariale ordinaria; al via anche il pagamento elettronico per il registro dei revisori legali; sono soggette ad Irap le plusvalenze derivanti dalla cessione dei calciatori; accordo tra Equitalia e vertici Avvocati per la riscossione coattiva dei contributi; se manca il dolo, il contribuente è giustificato per la perdita delle scritture contabili; va sospeso il processo sull’accertamento fiscale per trasparenza al socio di Srl; fisco & scuola per €cono-mix: lezioni di legalità fiscale presso l’Agenzia delle entrate; provvedimenti attuativi e primi chiarimenti dell’Agenzia delle entrate in tema di esercizio di opzione per la patent box; il rent to buy e altri modi per comprare casa: pronta la nuova guida realizzata dal CNN; processo tributario telematico: avvio graduale
 
Studi di settore 2015: approvati correttivi anticrisi e modifiche della territorialità; accertamento fiscale nullo se la firma del dirigente è viziata; trattamenti di integrazione salariale ordinaria; al via anche il pagamento elettronico per il registro dei revisori legali; sono soggette ad Irap le plusvalenze derivanti dalla cessione dei calciatori; accordo tra Equitalia e vertici Avvocati per la riscossione coattiva dei contributi; se manca il dolo, il contribuente è giustificato per la perdita delle scritture contabili; va sospeso il processo sull’accertamento fiscale per trasparenza al socio di Srl; fisco & scuola per € cono-mix: lezioni di legalità fiscale presso l’Agenzia delle entrate; provvedimenti attuativi e primi chiarimenti dell’Agenzia delle entrate in tema di esercizio di opzione per la patent box; il rent to buy e altri modi per comprare casa: pronta la nuova guida realizzata dal CNN; processo tributario telematico: avvio graduale

1) Studi di settore 2015: approvati correttivi anticrisi e modifiche della territorialità

Studi di settore 2015: ok degli esperti alle evoluzioni degli studi per il 2015, ai correttivi anticrisi ed alle modifiche della territorialità.

La Commissione degli esperti durante la riunione di oggi ha espresso il proprio parere su una serie di interventi relativi alla applicazione degli studi di settore per il periodo di imposta 2015. In particolare, all’ordine del giorno erano previsti i seguenti interventi:

Correttivi anticrisi

Gli esperti hanno valutato positivamente la metodologia di elaborazione degli interventi finalizzati a cogliere la particolare congiuntura economica in corso.

I correttivi 2015 hanno lo scopo di adeguare gli studi di settore alla situazione economica attuale e propongono i medesimi piani di interventi già previsti per il periodo di imposta 2014, ovvero:

- interventi relativi all’analisi di normalità economica;

- correttivi congiunturali di settore;

- correttivi congiunturali territoriali;

- correttivi congiunturali individuali.

Evoluzioni 2015 e Territorialità

Oggetto di parere anche le evoluzioni previste per il periodo di imposta 2015.

In particolare, complessivamente la Commissione ha dato il via libera su:

- 12 studi del comparto manifatturiero;

- 12 studi relativi alle attività dei professionisti;

- 20 studi del commercio;

- 26 studi afferenti i servizi.

Infine gli esperti hanno dato l’ok agli aggiornamenti delle diverse territorialità utilizzate nei 70 nuovi studi di settore e ai 67 studi che dovrebbero andare in evoluzione nel 2016.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 187 del 02 dicembre 2015)

2) Accertamento fiscale nullo se la firma del dirigente è viziata

Accertamento fiscale nullo se la firma del dirigente è viziata. La Cassazione ritorna sui possibili ricorsi dei contribuenti.

L’accertamento fiscale è nullo se l’Amministrazione finanziaria non riesce a provare di avere validamente delegato il funzionario che ha firmato l’atto.

Riaprendo l’annosa questione sui falsi dirigenti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24492 del 2 dicembre 2015, ha accolto il ricorso di un contribuente che lamentava di aver ricevuto un accertamento sottoscritto da un funzionario invalidamente delegato. Insomma, la sezione tributaria riapre la possibilità di ricorso a tutti i cittadini che ricevono atti impositivi non sottoscritti dal capo dell’Ufficio. I Supremi giudici spiegano che “nella individuazione del soggetto legittimato a sottoscrivere l’avviso di accertamento, in forza del DPR n. 600 del 1973, art. 42, incombe all’Agenzia delle entrate l’onere di dimostrare il corretto esercizio del potere e la presenza di eventuale delega”.

Il Collegio di legittimità, inoltre, ribadisce che in tema di imposte sui redditi, deve ritenersi, in base al D.P.R. 600/73, art. 42, commi 1 e 3, che gli accertamenti in rettifica e gli accertamenti d’ufficio sono nulli tutte le volte che gli avvisi nei quali si concretizzano non risultino sottoscritti dal capo dell’ufficio emittente o da un impiegato della carriera direttiva (addetto a detto ufficio) validamente delegato dal reggente di questo. Ne consegue che la sottoscrizione dell’avviso di accertamento - atto della p.a. a rilevanza esterna - da parte di funzionario diverso da quello istituzionalmente competente a sottoscriverlo, ovvero da parte di un soggetto da detto funzionario non validamente ed efficacemente delegato, non soddisfa il requisito di sottoscrizione. La Cassazione ha dunque annullato la decisione con la quale la Ctr di Milano aveva ritenuto legittimo l’atto impositivo. Ora i giudici di merito dovranno riconsiderare il caso.

3) Trattamenti di integrazione salariale ordinaria

L’Inps, con la circolare n. 197 del 2 dicembre 2015, fornisce le prime indicazioni per l’applicazione delle novità introdotte dal Titolo I del Decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 che riordina, in ossequio alle finalità enunciate dalla legge delega, la normativa in materia di cassa integrazione guadagni quale strumento di tutela in costanza di rapporto di lavoro.

Le disposizioni generali (titolo I, capo I), valide per la CIGO e la CIGS, prevedono tra le novità più importanti:

- l’estensione della tutela per l’apprendistato professionalizzante;

- la revisione dei requisiti soggettivi e dei limiti massimi di durata;

- l’aumento del contributo addizionale in ragione di un crescente utilizzo dei trattamenti di integrazione ed anche in caso di utilizzo dei contratti di solidarietà;

- il termine di decadenza di 6 mesi entro il quale è ammesso il conguaglio.

Per le integrazioni salariali ordinarie (titolo I, capo II), la nuova disciplina integra anche le norme speciali relative ai settori dell’industria e dell’edilizia e lapidei ma non le norme per il settore agricolo che rimangono in vigore in quanto compatibili con il decreto legislativo.

Il decreto legislativo è in vigore dal 24 settembre 2015. Ai soli fini della presentazione delle domande di CIGO, il periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore del decreto e la data di pubblicazione della circolare è neutralizzato.

Jobs Act, cassa integrazione guadagni

L’Inps ha, dunque, diramato le prime istruzioni operative su cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria per l’applicazione delle novità introdotte dal decreto legislativo n. 148 del 2015, attuativo del Jobs Act. Rinviate, invece, ad una successiva circolare le indicazioni in merito all’obbligo contributivo per i lavoratori con contratto di apprendistato professionalizzante e sul nuovo regime di calcolo del contributo addizionale.

In particolare oggetto di istruzioni è il Titolo I che riordina la normativa in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria.

L’Inps rinvia ad apposita circolare da emanare per i chiarimenti sulla disciplina attuativa dell’estensione dell’obbligo contributivo CIGO/CIGS ai lavoratori con contratto di apprendistato professionalizzante e del regime contributivo addizionale, con le modalità di conguaglio della contribuzione dovuta nei mesi decorsi dal 24 settembre 2015 (data di entrata in vigore del d.lgs. n. 148/2015) e gli adeguamenti alle dichiarazioni contributive.

Disposizioni generali

Le novità di maggior rilievo evidenziate dall’INPS sono:

Estensione della CIG agli apprendisti

La riforma ricomprende tra i beneficiari della CIG anche i lavoratori con contratto di apprendistato professionalizzante con le seguenti specificità:

- gli apprendisti alle dipendenze di imprese che possono accedere alle integrazioni salariali ordinarie, sono destinatari esclusivamente dei trattamenti di integrazione salariale ordinaria;

- gli apprendisti alle dipendenze di imprese che possono accedere alle soleintegrazioni salariali straordinarie, saranno destinatari di tale trattamento ma limitatamente al caso in cui l’intervento sia stato richiesto per la causale di crisi aziendale (art. 21, co. 1, lett. B);

- gli apprendisti alle dipendenze di imprese che possono accedere alle integrazioni salariali sia ordinarie che straordinarie, sono destinatari esclusivamente dei trattamenti di integrazione salariale ordinaria.

Anzianità di effettivo lavoro

Altra importante novità riguarda il requisito soggettivo dell’anzianità di effettivo lavoro previsto dall’art. 1 comma 2, cioè l’anzianità di almeno novanta giorni alla data di presentazione della domanda presso l’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento.

L’anzianità richiesta, infatti, è di “effettivo lavoro”: si tratta quindi delle giornate di effettiva presenza al lavoro a prescindere dalla loro durata oraria.

Per quanto riguarda il campo di applicazione, per il carattere generale del principio di anzianità di effettivo lavoro, questo requisito si applicherà per la prima volta anche alle integrazioni salariali ordinarie.

Limite massimo complessivo

Ed, infine, l’Inps sottolinea la previsione di limite massimo complessivo: per ciascuna unità produttiva, la somma dei trattamenti ordinari e straordinari di integrazione salariale autorizzati non può superare la durata massima complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile.

Per le imprese del settore edilizia e le imprese che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, la durata massima complessiva della cassa ordinaria e straordinaria è stabilita in 30 mesi per ciascuna unità produttiva.

Integrazioni salariali ordinarie

Il Capo II del Titolo I del decreto legislativo riordina la normativa relativa alle integrazioni salariali ordinarie unificando in un’unica disciplina le abrogate disposizioni relative ai settori dell’industria e dell’edilizia e lapidei, per i quali, comunque, vengono mantenute le relative specificità. Per il settore agricolo, restano in vigore le disposizioni di cui agli articoli 8 e seguenti della legge 8 agosto 1972, n. 457 per quanto compatibili con il decreto 148/2015.

Tra le novità, in materia di contribuzione ordinaria, viene stabilita una riduzione e rimodulazione degli oneri contributivi ordinari finalizzati al finanziamento dell’istituto e una distinzione degli stessi tra i diversi settori in funzione dell’effettivo utilizzo, alla luce del criterio contenuto nella legge delega.

Nel dettaglio le aliquote di contribuzione ordinaria CGO applicabili a partire dal mese di settembre 2015 sono:

a) 1,70 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per i dipendenti delle imprese industriali che occupano fino a 50 dipendenti;

b) 2,00 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per i dipendenti delle imprese industriali che occupano oltre 50 dipendenti;

c) 4,70 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per gli operai delle imprese dell’industria e artigianato edile;

d) 3,30 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per gli operai delle imprese dell’industria e artigianato lapidei;

e) 1,70 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per gli impiegati e quadri delle imprese dell’industria e artigianato edile e lapidei che occupano fino a 50 dipendenti;

f) 2,00 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per gli impiegati e quadri delle imprese dell’industria e artigianato edile e lapidei che occupano oltre 50 dipendenti.

Integrazioni salariali straordinarie

Il Capo III del Titolo I è dedicato al trattamento straordinario di integrazione salariale. I trattamenti straordinari di integrazione salariale afferiscono alla Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali istituita presso l’INPS, ex art. 37 della legge n. 88/89.

Confermata l’attuale aliquota di contribuzione ordinaria pari allo 0,90% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali dei lavoratori per i quali trova applicazione la disciplina delle integrazioni salariali straordinarie, di cui 0,60 per cento a carico dell’impresa o del partito politico e 0,30% a carico del lavoratore.

Inoltre, a carico delle imprese o dei partiti politici autorizzati alle integrazioni salariali straordinarie è stabilito il contributo addizionale di cui all’articolo 5 del D.lgs. n. 148/2015 sul quale l’INPS emanerà apposita circolare.

Infine l’INPS fa presente che il citato decreto legislativo è in vigore dal 24 settembre 2015. Ai soli fini della presentazione delle domande di CIGO, il periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore del decreto e la data di pubblicazione della presente circolare è neutralizzato.

4) Al via anche il pagamento elettronico per il registro dei revisori legali

Dal 19 novembre 2015 tutti i pagamenti relativi ai contributi di iscrizione al Registro dei revisori legali e al Registro del Tirocinio possono essere effettuati anche in modalità elettronica, attraverso il Nodo dei Pagamenti-SPC (denominato “PagoPA”).

Tale piattaforma tecnologica assicura l’interoperabilità tra Pubbliche Amministrazioni e Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP), in adempimento a quanto previsto dall’articolo 5 del CAD e dall’articolo 15, comma 5-bis, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, che ha introdotto la possibilità per le Pubbliche Amministrazioni di accettare i pagamenti, a qualsiasi titolo dovuti, anche con l’uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Il contributo di iscrizione potrà dunque essere assolto - direttamente ed in tempo reale - in fase di compilazione della domanda di iscrizione al Registro dei revisori o al Registro del tirocinio, tramite gli strumenti di pagamento resi disponibili dalla suddetta piattaforma.

La notizia compare dalla breve nota che è stata pubblicato sul sito della revisione legale, come è noto, ormai, gestito dal MEF (Ministero dell’Economia).

In particolare, l’art. 15 del DL 179/2012, prevede che le Amministrazioni Pubbliche, ai fini di razionalizzazione e di contenimento della spesa, debbano avvalersi per le attività di incasso e pagamento della piattaforma tecnologica ex art. 81, comma 2-bis del CAD.

Dunque, il contributo di iscrizione potrà dunque essere assolto – direttamente ed in tempo reale – in fase di compilazione della domanda di iscrizione al Registro dei revisori o al Registro del tirocinio, tramite gli strumenti di pagamento resi disponibili dalla suddetta piattaforma.

Il Nodo dei Pagamenti-SPC denominato “PagoPA” potrà anche essere usato anche per pagare il contributo annuale 2016.

Possibilità di pagare con il Nodo SPC anche il contributo annuale

La nuova modalità è stata indicata dal decreto del 2 ottobre 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 novembre 2015, che ha mantenuto invariato, anche per il prossimo anno, il contributo annuale dovuto dagli iscritti nel Registro dei revisori legali, compresi quelli della sezione dei revisori inattivi, di € 26,00.

Si ricorda che sono tenuti al pagamento del contributo annuale i revisori legali e le società di revisione legale che risultano iscritti nel Registro alla data del 1° gennaio di ogni anno.

Invece, i revisori e le società di revisione che in corso d’anno sono iscritti per la prima volta nel Registro dei revisori legali sono tenuti al pagamento del contributo annuale a partire dall’anno successivo a quello di iscrizione, come specificato anche dalle risposte alle FAQ pubblicate sul sito della revisione legale.

5) Sono soggette ad Irap le plusvalenze derivanti dalla cessione dei calciatori

Sono soggette ad Irap le plusvalenze derivanti dalla cessione del contratto di prestazione sportiva dei calciatori. E’ tuttavia, esclusa l’applicazione di sanzioni per le cessioni intervenute fino al parere del Consiglio di Stato n. 5285/2012.

Le plusvalenze derivanti dalla cessione del contratto di prestazione sportiva dei calciatori concorrono a determinare la base imponibile IRAP, dal momento che, attraverso la cessione del contratto, viene trasferito il diritto all’utilizzo esclusivo della prestazione dell’atleta. Tale diritto rappresenta un bene immateriale strumentale, appartenente alla gestione ordinaria dell’impresa e, come tale, rilevante ai fini IRAP.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24588 del 2 dicembre 2015, che ha accolto le tesi proposta dall’Agenzia delle entrate, e, al contrario, ha respinto le linee difensive avanzate dalla FIGC.

Il Consiglio di Stato, con il suddetto parere n. 5285/2012, si è espresso in senso conforme all’Amministrazione finanziaria, rilevando che, con la cessione del contratto, viene trasferito il diritto all’utilizzo esclusivo della prestazione dell’atleta verso corrispettivo, diritto integrante un bene immateriale strumentale all’esercizio dell’impresa, sia sul piano tributario, poiché ammortizzabile, sia su quello civilistico, in quanto necessario per il conseguimento dell’oggetto sociale.

Vengono, quindi, riconosciute le condizioni di obiettiva incertezza normativa: Nel caso di specie, infatti, proprio a fronte dei citati contrasti giurisprudenziali, la Cassazione ritiene sussistente l’esimente dell’obiettiva incertezza normativa, consistente in una “condizione di inevitabile incertezza sul contenuto, sull’oggetto e sui destinatari della norma tributaria, ovverosia l’insicurezza ed equivocità del risultato conseguito attraverso il procedimento d’interpretazione normativa, riferibile non già ad un generico contribuente, o a quei contribuenti che per la loro perizia professionale siano capaci di interpretazione normativa qualificata (...), e tanto meno all’Ufficio finanziario, ma al giudice, unico soggetto dell’ordinamento cui è attribuito il potere-dovere di accertare la ragionevolezza di una determinata interpretazione”.

6) Accordo tra Equitalia e vertici Avvocati per la riscossione coattiva dei contributi

Rafforzata la collaborazione Equitalia e Cassa Forense: Al via un protocollo d’intesa tra Equitalia e la Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense. L’accordo è teso a garantire una maggiore efficacia nel recupero dei contributi previdenziali e a semplificare gli adempimenti a carico degli avvocati. In particolare, la Cassa forense potrà verificare in tempo reale la situazione dei ruoli affidati al concessionario e la rendicontazione delle attività di recupero svolte.

Incrementare il livello di efficacia nel recupero dei contributi previdenziali e semplificare gli adempimenti a carico degli avvocati. Sono questi i principali obiettivi del protocollo d’intesa firmato il 2 dicembre 2015 tra Equitalia e la Cassa nazionale di previdenzaforense.

In particolare, la convenzione prevede la riscossione mediante ruolo e l’uso di una piattaforma specifica di servizi web, disponibile sul sito www.gruppoequitalia.it nell’area “Enti creditori”, attraverso cui la Cassa Forense potrà verificare in tempo reale la situazione dei ruoli affidati a Equitalia e la rendicontazione delle attività di recupero svolte. L’aggiornamento dello stato delle attività favorirà il miglioramento del rapporto con i contribuenti poiché consentirà alla Cassa di visualizzare la situazione del singolo iscritto per fornirgli informazioni e assistenza in modo più semplice e veloce, in particolare sulle importanti novità in tema di rateizzazione dei contributi dovuti a Cassa Forense e sugli strumenti più incisivi per la lotta ai “grandi evasori”.

“Equitalia sta puntando con decisione sui servizi web per migliorare la riscossione – ha dichiarato l’amministratore delegato di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini – . Il dialogo e l’assistenza online consentono di svolgere le attività di recupero con maggiore velocità e trasparenza. L’utilizzo dei servizi presenti sul nostro sito internet rappresenta la soluzione ottimale non solo per efficientare i rapporti con gli Enti creditori, ma anche per rendere più semplice, sicura e tempestiva la relazione con i contribuenti che preferiscono svolgere le loro pratiche senza andare allo sportello”.

7) Se manca il dolo, il contribuente è giustificato per la perdita delle scritture contabili

Se il contribuente, a causa di un evento eccezionale, non è in grado di potere esibire le scritture contabili, mancando il dolo, è sostanzialmente giustificato nei successivi rapporti scaturenti dal contenzioso fiscale.

E’ quanto si ricava dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 24503 del 2 dicembre 2015.

La Suprema Corte, con la suddetta sentenza, conferma, che il rifiuto di esibizione, per potere cagionare l’effetto preclusivo, deve essere connotato da dolo.Si tratta di una interpretazione che era già stata fatta propria dalle Sezioni Unite nella sentenza n. 45/2000, ma che, a mal scapito dei contribuenti, è stata sconfessata in diversi pronunciamenti successivi.

Difatti, dalle varie decisioni precedenti la Cassazione sembrava avere sostenuto che, ai fini dell’inutilizzabilità del documento, è sufficiente che la mancata esibizione derivi da semplice colpa, quindi da carenze organizzative.

Adesso, la nuova sentenza stabilisce, quindi, che occorre la presenza dell’elemento del dolo (volontà del contribuente di volere distruggere oppure occultare le scritture contabili).

Dunque, la Cassazione conferma la tesi secondo cui, per poter asserire che un documento non può essere vagliato dal giudice, è necessario dimostrare che, nella pregressa fase amministrativa, la mancata esibizione è stata volontariamente causata.

8) Va sospeso il processo sull’accertamento fiscale per trasparenza al socio di Srl

Il processo sull’accertamento fiscale, per trasparenza al socio di Srl, deve essere sospeso fino a quando non diventi definitiva la decisione nei confronti della società.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24572 del 2 dicembre 2015, conferma l’applicazione al processo tributario delle regole sulla sospensione del procedimento prevista dal cpc.

Nel caso di specie, una contribuente riceveva un avviso di accertamento con cui l’Ufficio riprendeva a tassazione dei dividendi, sul presupposto che avesse percepito i maggiori redditi accertati in capo alla società di cui era socia, attesa la ristretta base sociale.

Avverso l’atto impositivo veniva proposto ricorso che, per entrambi i gradi di merito veniva accolto.

L’accertamento tributario nei confronti di una società di capitali a base ristretta, nella specie riferito ad utili extracontabili, costituisce un indispensabile antecedente logico-giuridico dell’accertamento nei confronti dei soci, in virtù dell’unico atto amministrativo da cui entrambe le rettifiche promanano, con la conseguenza che, non ricorrendo, com’è per le società di persone, un’ipotesi di litisconsorzio necessario, in ordine ai rapporti tra i rispettivi processi, quello relativo al maggior reddito accertato in capo al socio deve essere sospeso.

La Suprema Corte è intervenuta dopo che la sentenza della CTR di Napoli, respingendo il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate, ha annullato l’avviso di accertamento di maggiori redditi da partecipazione in società di capitali emanato nei confronti di una contribuente, la quale risultava essere stata socia al 10%, accertamento adottato sulla premessa che fosse da presumersi la distribuzione alla predetta contribuente dei maggiori redditi accertati in capo alla società, attesa la ristretta base sociale di cui quest’ultima si componeva.

A parere della CTR ha evidenziato che “in presenza di una sentenza di II grado che annulla la pretesa erariale a carico della società partecipata B. Srl, è venuto meno ogni presupposto che possa giustificare la pretesa di maggior reddito nei confronti della contribuente, atteso che l’azione impositiva nei confronti dei soci è subordinata alla definitività dell’accertato reddito di impresa”.

Contro tale decisione ha proposto ricorso per Cassazione l’Agenzia delle Entrate, assumendo che la semplice circostanza dell’esistenza di una sentenza (non definitiva) concernente la validità del provvedimento presupposto di accertamento nei confronti della società partecipata non può costituire ragione sufficiente per l’adozione della pronuncia nei confronti della socia partecipante, sicché il giudicante avrebbe dovuto sospendere la pronuncia sulla questione pregiudicata, in attesa che fosse passata in giudicato la pronuncia relativa alla questione pregiudicante.

9) Fisco & Scuola per €cono-mix: lezioni di legalità fiscale presso l’Agenzia delle entrate

Porte aperte all’Agenzia delle entrate per gli studenti delle scuole primarie del Lazio. Si è tenuta questa mattina presso la sede centrale di via Cristoforo Colombo la prima lezione di legalità fiscale organizzata nell’ambito di “€cono-mix, le Giornate dell’Educazione Finanziaria”. All’evento hanno preso parte il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, e i vicedirettori, Gabriella Alemanno e Eduardo Ursilli.

Fisco & Scuola - L’incontro rientra nel ricco calendario di lezioni su economia, denaro, legalità, fiscalità, sostenibilità, imprenditorialità e previdenza, promosso dalla Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Gli studenti sono stati i protagonisti di una lezione interattiva curata dalla direzione regionale delle Entrate del Lazio. I funzionari del Fisco, attraverso momenti ludici e didattici, hanno illustrato l’importanza del rispetto delle regole fiscali e del contributo di tutti per il funzionamento della società.

“La strada da seguire per incrementare la cultura della legalità passa attraverso l’educazione – ha affermato il Direttore Rossella Orlandi – abbiamo il dovere di fornire alle nuove generazioni gli strumenti morali e culturali per comprendere la centralità del loro ruolo quali futuri contribuenti e diventare cittadini onesti e consapevoli. Dal 2004 abbiamo organizzato oltre 15mila incontri nell’ambito del progetto Fisco & Scuola per educare le giovani generazioni alla legalità fiscale e al senso di responsabilità civile e sociale, spiegando loro che pagando le tasse si partecipa alla realizzazione del bene comune”.

L’anima dell’Agenzia – Durante l’evento è stato presentato in anteprima nazionale il video “L’anima dell’Agenzia”, realizzato dalla direzione regionale dell’Emilia Romagna. Protagonisti i dipendenti delle Entrate che si raccontano davanti alla macchina da presa, parlando della loro vita lavorativa e privata. Il corto rappresenta un modo nuovo e diverso di descrivere l’Amministrazione finanziaria e ha stimolato l’interesse e la curiosità dei giovani studenti in sala. Il video è disponibile sul sito e sul canale YouTube dell’Agenzia delle Entrate Emilia-Romagna - http://goo.gl/PBex5Z .

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 188 del 3 dicembre 2015)

10) Provvedimenti attuativi e primi chiarimenti dell’Agenzia delle entrate in tema di esercizio di opzione per la patent box

Progressivamente prende forma la disciplina di parziale detassazione prevista per i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, brevetti industriali, marchi, disegni e modelli, nonché processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili (c.d. patent box), introdotta dall’art. 1, commi da 37 a 45, della legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190; per approfondimenti).

Dopo l’emanazione del decreto interministeriale del 30 luglio 2015 (cfr. G.U. n. 244 del 20 ottobre 2015, ove è stato dato avviso di pubblicazione del decreto sul sito internet del Ministero dello Sviluppo Economico) contenente le disposizioni attuative della disciplina agevolativa, con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del successivo 10 novembre (Prot. n. 144042) è stato approvato il modello di comunicazione da utilizzare per l’esercizio dell’opzione (cd. Modello “Opzione per il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali”) contenente prevalentemente informazioni di natura anagrafica ed è stato specificato che l’opzione “è esercitata, per i primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014, entro il periodo d’imposta in cui ha inizio il regime di tassazione e riguarda il predetto periodo d’imposta e i successivi quattro”.

Con il successivo Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 1 dicembre 2015 (prot. n. 2015/154278) e la coeva Circolare n. 36/E, l’Amministrazione finanziaria, rispettivamente, ha disciplinato gli aspetti tecnici della procedura di ruling appositamente prevista nell’ambito di tale regime e ha fornito importanti chiarimenti interpretativi sulle conseguenze dell’esercizio dell’opzione da parte del contribuente, fugando così vari dubbi in ordine alla vantaggiosità del regime fiscale di patent box ed ai potenziali benefici che derivano al contribuente dal tempestivo esercizio dell’opzione.

In particolare, la Circolare, da un lato, precisa che “gli elementi utili alla quantificazione del beneficio ritraibile dal regime in argomento, per l’anno d’imposta 2015, potranno essere individuati dalle imprese anche successivamente all’esercizio dell’opzione” e ciò in quanto l’effetto dell’esercizio dell’opzione è “di censire le imprese che svolgono attività di ricerca e sviluppo e che potrebbero beneficiare del regime di vantaggio derivante dall’applicazione della disciplina in commento a far data dal 2015” mentre, “se a seguito dell’esercizio dell’opzione non dovesse poi risultare possibile o conveniente operare alcuna variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi ai fini della fruizione dell’agevolazione, il contribuente non avrà conseguenze” (par. 1).

Dall’altro, è chiarito che “nel caso in cui le modalità di determinazione dell’agevolazione portino ad un risultato negativo (perdita), derivante dell’eccesso di costi sostenuti per il bene immateriale rispetto ai ricavi ad esso attribuibili, tali perdite concorreranno alla formazione del reddito d’impresa di periodo”. È però previsto un meccanismo di “recapture” di tali perdite che dovranno essere successivamente recuperate “nell’ambito del medesimo regime di Patent Box, nel momento in cui il bene immateriale comincerà a produrre redditi. Tali perdite saranno, quindi, computate a riduzione del reddito lordo agevolabile (pari all’eccedenza dei ricavi rispetto ai costi riferibili al singolo bene immateriale), fino al loro completo esaurimento” (par. 2).

Per quanto concerne il Provvedimento del 1 dicembre 2015, in relazione alla procedura di ruling è previsto che il contenuto dell’istanza sia limitato a pochi elementi essenziali: in sostanza, oltre alle informazioni di carattere anagrafico, si richiede al contribuente di fornire “informazioni volte ad identificare genericamente, per tipologia, i beni immateriali dai quali scaturisce il reddito da agevolare, l’eventuale vincolo di complementarietà esistente e la ricerca e sviluppo effettuata”. L’istanza carente dei suddetti elementi è rigettata entro 30 giorni dal suo ricevimento, salva la possibilità di desumere i predetti elementi “mediante ulteriore attività istruttoria”. È comunque previsto che, “relativamente alle istanze presentate entro il 30 giugno 2016 il termine per il rigetto è di 180 giorni, nel corso dei quali sarà effettuata la predetta ulteriore attività istruttoria finalizzata ad acquisire gli elementi eventualmente carenti” (cfr. punto 2.3. e 7 del Provvedimento nonché par. 4 della Circolare).

Entro 120 giorni dalla presentazione dell’istanza, il contribuente può presentare sia documentazione integrativa che “memorie integrative atte a illustrare e integrare l’istanza” (cfr. punto 6.1 del Provvedimento). La procedura si può concludere con l’eventuale mancato raggiungimento dell’accordo che “è fatto constare mediante processo verbale” (punto 8.6.) mentre l’accordo – che si perfeziona con la sottoscrizione ed è efficace per il periodo di imposta in cui è presentata l’istanza e per i quattro periodi di imposta successivi – può essere successivamente oggetto di modifica “quando si verifichino circostanze non previste né altrimenti prevedibili ovvero sostanziali mutamenti di quelle iniziali, parimenti non previsti né altrimenti prevedibili, suscettibili di incidere significativamente sulla validità delle conclusioni raggiunte in sede di accordo” (punto 11.2.) ovvero di rinnovo, alla sua naturale scadenza (nei termini e secondo le modalità precisate al punto 12).

Infine, merita segnalare che l’Amministrazione finanziaria, correttamente, ha riconosciuto la non abusività di eventuali operazioni infragruppo di fusione, scissione o conferimento di azienda, a seguito delle quali venga meno l’obbligo di presentazione dell’istanza di ruling (cfr. par. 3 della Circolare).

(Assonime, nota del 02 dicembre 2015)

11) Il rent to buy e altri modi per comprare casa: pronta la nuova guida realizzata dal CNN

Con un incontro aperto al pubblico il 2 dicembre 2015 è stata presentata la nuova Guida per il Cittadino realizzata dal CNN e 12 tra le principali Associazioni dei Consumatori.

E' stata presentata il 2 dicembre 2015, con un incontro aperto al pubblico, la dodicesima Guida per il Cittadino "Il rent to buy e altri modi per comprare casa", realizzata dal Consiglio Nazionale del Notariato e 12 tra le principali Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori).

Lo scopo è quello di spiegare, con un linguaggio chiaro e semplice, il nuovo strumento del rent to buy, introdotto dal Decreto Sblocca Italia 2014 che, soprattutto in un momento di crisi economica, può essere un’opportunità per chi desidera comprare casa, ma non dispone subito della liquidità necessaria. Inoltre, la Guida fornisce una panoramica anche sulle altre forme contrattuali alternative di compravendita, focalizzando per tutte i vantaggi e gli svantaggi.

Il vademecum spiega tutto quello che c’è da sapere sul contratto di rent to buy: quali sono gli obblighi del venditore e del futuro acquirente, quali regimi fiscali si applicano e chi paga le imposte legate all’immobile; a chi spettano i diritti e gli oneri condominiali; come si gestiscono le spese legate all’ordinaria manutenzione e alle riparazioni straordinarie. Inoltre, cosa succede se il conduttore decide di non comprare l’immobile e in caso di fallimento del venditore o del futuro acquirente. È importante sapere, inoltre, che il contratto di rent to buy può essere ceduto dal conduttore a terzi prima della sua scadenza e si può applicare anche agli immobili in costruzione.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di offrire ai cittadini un’informativa semplice e completa su questa formula – disciplinata con il decreto Sblocca Italia (art. 23 del D.L. 133/2014) - per consentire ai cittadini di comprare casa in un momento di difficoltà di accesso al credito, e ai costruttori di smaltire l’invenduto. La guida, inoltre, offre un approfondimento anche sulle modalità di acquisto alternative alla classica compravendita: come la locazione con patto di futura vendita; la vendita con riserva della proprietà; la vendita a prezzo rateizzato con iscrizione dell’ipoteca legale; il preliminare ad effetti anticipati specificando vantaggi e svantaggi per entrambe le parti. In ogni caso è sempre importante rivolgersi per tempo ad un professionista, come il notaio, che con la sua esperienza e preparazione in materia può consigliare le scelte più adatte alle esigenze specifiche.

Cosa è il rent to buy: si tratta di un’operazione attraverso la quale viene assicurato a chi ha intenzione di acquistare un immobile, la possibilità di usufruirne subito, con pagamento di un canone periodico e di rinviare ad un momento successivo l’acquisto vero e proprio e il pagamento del relativo prezzo, dal quale verranno scomputati, in tutto o in parte, i canoni pagati in precedenza. Il rent to buy può avere ad oggetto qualsiasi immobile: appartamenti, autorimesse, cantine, negozi, uffici, capannoni e negozi. Persino terreni e immobili in costruzione.

L’importanza della trascrizione: il decreto Sblocca Italia introduce la possibilità di trascrivere - attraverso l’intervento del notaio - il contratto nei Registri Immobiliari fino a un massimo di 10 anni. La trascrizione è fondamentale perché vale come vera e propria prenotazione dell’acquisto dell’immobile. Di conseguenza, quest’ultimo non potrà essere venduto a qualcun altro, né potrà essere concessa un’ipoteca su di esso, né costituita una servitù passiva o qualsiasi altro diritto pregiudizievole. Il vincolo vale anche nei confronti degli eventuali creditori del venditore, i quali non potranno iscrivere ipoteche sull’immobile promesso in vendita, né pignorarlo. Con la trascrizione del rent to buy, infatti, l’immobile è “riservato” al futuro acquirente, e qualsiasi trascrizione o iscrizione non avrebbe effetto nei suoi confronti.

Anche questa Guida per il Cittadino, come le altre della collana, è scaricabile gratuitamente dal sito web del Notariato (www.notariato.it) e delle associazioni dei consumatori che hanno collaborato alla sua realizzazione.

(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato del 3 dicembre 2015)

12) Processo tributario telematico: avvio graduale

Dal 1° dicembre 2015, è attivo presso le Commissioni tributarie regionali e provinciali di Toscana e Umbria, il processo tributario telematico (PTT) che sarà successivamente esteso gradualmente a tutte le Commissioni.

Il c.d. teleprocesso richiede l’utilizzo della PEC, della firma digitale o elettronica qualificata, la registrazione nonché l’accesso al sistema informativo della giustizia tributaria (SIGIT) e con­sente la notifica ed il deposito degli atti del processo in via telematica nonché l’accesso al fascicolo informatico del processo.

Al momento, l’utilizzo del canale telematico non è obbligatorio ma il ricorrente che intro­duce il giudizio in via telematica deve poi utilizzare tale sistema per tutta la durata del pro­cesso ed anche in appello, salvo il caso di sostituzione del difensore.

Il portale del SIGIT è, in parte, accessibile a chiunque e consente di visionare tutte le infor­mazioni attinenti ad un determinato processo mentre, nella parte riservata agli iscritti, con­sente di accedere al fascicolo informatico.

In pratica, per accedere al PTT, il difensore o la parte che sta in giudizio personalmente deve:

- dotarsi di computer (con accesso ad internet, software di videoscrittura, antivirus, antispam e firewall), scanner e dispositivo di firma digitale;

- attivare un indirizzo PEC;

- iscriversi ed avere accesso al SIGIT.

Con questi strumenti è possibile notificare gli atti (informatici) mediante PEC e depositarli presso la Commissione tributaria sempre in via telematica, mediante il SIGIT. E’ inoltre pos­sibile prelevare dal fascicolo informatico copia degli atti delle controparti

Vincenzo D’Andò