Diario quotidiano del 2 dicembre 2015: Hong Kong esce dalle black-list costi e “CFC”

Pubblicato il 2 dicembre 2015



Hong Kong esce dalle black-list costi e “CFC”; nuove e più sicure credenziali di accesso per i servizi INAIL; sanzioni per omessa contribuzione abituale: da escludere la tenuità anche per importi modesti; richiesta detrazioni d’imposta: nuova procedura per i residenti nei paesi membri dell’Unione Europea; acquisizione dei redditi incidenti sulle prestazioni in godimento: nuovo RED semplificato; principi contabili nazionali: dal Consiglio nazionale dei commercialisti una guida all’OIC 23; patent box: ecco le prime istruzioni e i chiarimenti dalle Entrate; mercato immobiliare, nel III trimestre si consolida la ripresa (+8,8%); al via il processo tributario telematico; anche nel Modello F24 EP compare la colonna per la compensazione
 
 Indice: 1) Hong Kong esce dalle black-list costi e “CFC” 2) Nuove e più sicure credenziali di accesso per i servizi INAIL 3) Sanzioni per omessa contribuzione abituale: da escludere la tenuità anche per importi modesti 4) Richiesta detrazioni d’imposta: nuova procedura per i residenti nei paesi membri dell’Unione Europea 5) Acquisizione dei redditi incidenti sulle prestazioni in godimento: nuovo RED semplificato  6) Principi contabili nazionali: dal Consiglio nazionale dei commercialisti una guida all’OIC 23  7) Patent box: ecco le prime istruzioni e i chiarimenti dalle Entrate 8) Mercato immobiliare, nel III trimestre si consolida la ripresa (+8,8%)  9) Al via il processo tributario telematico  10) Anche nel Modello F24 EP compare la colonna per la compensazione  

1) Hong Kong ece fuori dalle black-list costi e “CFC”

Hong Kong esce fuori e in maniera definitiva dalle black list disciplinate dai decreti ministeriali 21 novembre 2001 e 23 gennaio 2002 relative all’individuazione degli Stati o territori a regime fiscale privilegiato e a quelli con riferimento ai quali trova applicazione il regime di indeducibilità dei costi derivanti dalle operazioni intercorse con operatori ivi residenti.

Ciò a seguito dell’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 279 del 30 novembre 2015, dei due decreti dell’Economia, datati entrambi 18 novembre 2015, con il quale la Regione asiatica viene espunta dalle black list italiane.

Dunque, il Ministero dell’Economia dispone la cancellazione di Hong Kong dalle black-list fiscali italiane.

In particolare, con il primo decreto la regione asiatica viene espunta dall’elenco di cui al DM 21 novembre 2001 (pubblicato nella G.U. 23 novembre 2001, n. 273) che individua gli Stati o territori a regime fiscale agevolato per la residenza delle persone fisiche.

In attuazione dell’art. 1 comma 680 della L. 190/2014, si ricorda, il DM 30 marzo 2015 aveva già eliminato Hong Kong dalla black list CFC dal 2015 in ragione del livello congruo di imposizione, con evidenti benefici anche per la tassazione dei dividendi percepiti e delle plusvalenze realizzate dai soggetti italiani.

Hong Kong fuori dalla “black-list” costi

Con il secondo decreto, invece, Hong Kong viene cancellata dalla black-list di cui al DM 23 gennaio 2002 con la quale sono individuati gli Stati o territori con riferimento ai quali trova applicazione il regime di indeducibilità dei costi derivanti dalle operazioni intercorse con operatori ivi residenti.

L’aggiornamento delle black-list fa seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 7 luglio scorso della Legge n. 96 del 18 giugno 2015, mediante la quale l’Italia ha formalmente ratificato la Convenzione contro le doppie imposizioni con la regione asiatica, firmata il 14 gennaio 2013.

2) Nuove e più sicure credenziali di accesso per i servizi INAIL

Servizi on line INAIL: nuovi accessi al sicuro. L’Istituto sugli infortuni lavoro ha, infatti, illustrato le nuove modalità di rilascio delle credenziali di accesso, adeguate a un maggior livello di sicurezza informatica.

L’INAIL, con la circolare n. 81 del 30 novembre 2015, ha fornito le istruzioni per l’accesso a diverse procedure on line dopo l’adeguamento a più elevati livelli di sicurezza delle operazioni di identificazione e di autenticazione informatica.

Le modifiche riguardano sia le procedure per il rilascio delle credenziali di accesso ad alcuni servizi, sia le modalità di registrazione per gli utenti. Inoltre, viene segnalata la creazione di tre nuovi profili utenti, ossia: “Legale rappresentante ditta”, “Amministratore delle utenze digitali” e “Datore di lavoro”.

La prima procedura illustrata nella circolare n. 81/2015 riguarda le credenziali di accesso dispositive, le quali sostituiscono quelle previste per gli utenti profilati come “azienda” (i quali accedevano ai servizi on line tramite codice ditta e password) e per i soggetti registrati come “subdelegato azienda”. Questi utenti, quindi, potranno accedere ai servizi on line dell’INAIL esclusivamente tramite le credenziali di accesso dispositive rilasciate dallo stesso Istituto o dall’INPS, oppure tramite la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o le credenziali fornite dal Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale (SPID).

Per ottenere tali credenziali, l’utente potrà utilizzare un’apposita procedura sul sito www.inail.it, seguendo il percorso “Richiedi credenziali dispositive”, “Richiedi credenziali dispositive/Invio modulo online” e compilando un apposito format e allegando il modulo di abilitazione “Utenti con credenziali dispositive” (reperibile nella sezione “Modulistica”) e copia di un documento di identità in formato pdf. Una volta processate le richieste, l’INAIL trasmetterà all’utente le credenziali di accesso dispositive tramite sms (prima parte), mail o PEC (seconda parte). Resta comunque ferma la possibilità di recarsi presso una qualsiasi sede INAIL e presentare direttamente la domanda.

Pertanto, con riferimento a tutti quei servizi ai quali si accedeva tramite codice ditta e password (es. autoliquidazione, DURC On line, denunce di variazione, ecc.), è ora possibile accedervi solo tramite le nuove credenziali dispositive, basate sul codice fiscale del legale rappresentante o di un soggetto da lui delegato. Con particolare riferimento a quest’ultima figura, l’INAIL chiarisce che, per il rilascio della delega, il legale rappresentante deve utilizzare la funzione “Gestione utente/Gestione Utenti e profili” e autorizzare il soggetto prescelto, già in possesso di credenziali dispositive e quindi presente nel sistema, attribuendogli il ruolo di “Delegato ai servizi”. Inoltre, con la medesima funzione “Gestione utente/Gestione Utenti e profili”, il legale rappresentante può delegare uno o più Amministratori delle utenze digitali, incaricati a loro volta di abilitare altri dipendenti, già in possesso di credenziali di accesso dispositive ai ruoli di “Delegato ai servizi” già descritto e “Datore di lavoro”.

E proprio con riferimento a quest’ultimo ruolo, l’INAIL ricorda che tale profilo consente di accedere ai servizi on line: denuncia/comunicazione di infortunio; denuncia di malattia professionale; denuncia di silicosi asbestosi; dichiarazione unità produttive; dichiarazione dei responsabili dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Sul punto, si precisa che ciascun utente in possesso delle credenziali dispositive di “Datore di lavoro” potrà effettuare gli adempimenti in prima persona ovvero abilitare uno o più delegati/incaricati del cui operato, comunque, risponde direttamente. Con l’attivazione dei nuovi ruoli “Delegato ai servizi” e “Datore di lavoro” vengono quindi meno, mediante abolizione, i profili “Subdelegato azienda” e “Subdelegato alla denuncia di infortunio”, con la conseguente disattivazione delle relative utenze mentre, per quanto concerne le utenze “Codice ditta”, è previsto un periodo transitorio, fino al prossimo 30 aprile 2016, nel quale esse potranno coesistere con le nuove utenze “legale rappresentante ditta”. Decorso tale termine, le si potrà utilizzare ancora solo per accedere al servizio on line “Variazione legale rappresentante”, mentre dal successivo 1° settembre avverrà la definitiva disattivazione.

Ancora, per gli utenti in possesso di credenziali dispositive, di PIN INPS oppure di CNS, vi è la possibilità di fruire anche dei servizi “Denuncia di iscrizione ditta” e “Variazione del Legale rappresentante”. In particolare, si precisa che qualora non vi sia l’obbligo di presentare la Comunicazione Unica al Registro delle imprese, il nuovo sistema consente ai soggetti tenuti all’obbligo assicurativo INAIL di presentare direttamente la denuncia di iscrizione on line da www.inail.it, tramite il legale rappresentante in possesso di credenziali dispositive. Infine, si ricorda che eventuali informazioni circa l’operatività di tali procedure on line potranno essere richieste sia al Contact Center Multicanale (numero verde gratuito da rete fissa 803.164 o numero a pagamento 06.164.164 da rete mobile), oppure tramite il servizio “Inail risponde”, disponibile nell’area Contatti del portale www.inail.it.

3) Sanzioni per omessa contribuzione abituale: da escludere la tenuità anche per importi modesti

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47256 del 30 novembre 2015, ha escluso l’applicabilità della non punibilità per particolare tenuità del fatto nei confronti di contribuente, processato per omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, a cui erano state contestate più condotte di omissione, in continuazione tra loro.

L’imputato, inoltre, era già stato condannato per altre condotte reiterate concernenti l’omesso versamento delle ritenute.

Anche se l’entità delle somme evase era piuttosto modesta (1.100 euro circa) la stessa non è stata considerata di per sé sufficiente da consentire l’applicazione dell’istituto di cui all’articolo 131 bis c.p..

Particolare tenuità e non abitualità

Ed infatti – precisa la Suprema corte - accanto all’indice-criterio della scarsa importanza dell’offesa, da valutare ai fini della concessione del beneficio di non punibilità, occorre anche considerare la non abitualità del comportamento, che non può sussistere quando, come nella specie, il mancato versamento delle ritenute sia stato posto in essere nell’ambito di più condotte omissive in continuazione fra loro.

Sono, dunque, espressamente escluse dal novero dei fatti di particolare tenuità tutte le fattispecie nelle quali la condotta si caratterizzi per essere plurima, abituale o reiterata.

Per l’applicazione del beneficio è necessario che il richiedente abbia le “carte in regola” su due fronti: l’offesa arrecata deve essere particolarmente “limitata” e il comportamento non abituale.

Dei due requisiti, che devono essere congiunti e non alternativi, il secondo manca.La contestazione mossa al ricorrente si riferiva, infatti, a più condotte di omissione dei versamenti delle ritenute previdenziali e assistenziali. A carico dell’imputato c’era poi anche una condanna, passata in giudicato, per evasione fiscale. E non è stato di aiuto neppure l’intervenuto condono che, sottolinea la Suprema Corte, è rilevante solo ai fini dell’estinzione della pena.Per la Cassazione si tratta di reati della stessa indole. Ad essere accomunati, precisano i giudici, non sono solo i reati che violano una medesima disposizione di legge, ma anche quelli che, pur essendo previsti da testi normativi diversi, presentano nei casi concreti, per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li hanno determinati, caratteri fondamentali comuni.

4) Richiesta detrazioni d’imposta: nuova procedura per i residenti nei paesi membri dell’Unione Europea o aderenti allo Spazio Economico Europeo

I pensionati residenti in uno dei paesi membri dell’Unione Europea (UE) o in uno stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE), che producono almeno il 75 per cento del reddito complessivo imponibile in Italia, possono continuare a fruire delle detrazioni d’imposta previste dalla legislazione fiscale italiana attestando all’Inps, in qualità di sostituto d’imposta, i requisiti previsti dal decreto del Ministero dell’Economia e Finanze del 21/09/15.

Il percorso di accesso alla nuova procedura di richiesta, disponibile sul sito istituzionale per i pensionati muniti di Pin, è il seguente: Servizi Online>Accedi ai servizi>Servizi per il cittadino>Fascicolo previdenziale cittadino>Decreto 21/09/2015.

(INPS, comunicato del 1 dicembre 2015)

5) Acquisizione dei redditi incidenti sulle prestazioni in godimento (Campagna ordinaria RED ITA 2015) - Nuovo RED semplificato: Modalità di dichiarazione per il cittadino e termine di chiusura della Campagna

L’INPS ha pubblicato la circolare n. 195 del novembre 2015 sull’acquisizione dei redditi incidenti sulle prestazioni in godimento (Campagna ordinaria RED ITA 2015) - Nuovo RED semplificato: Modalità di dichiarazione per il cittadino e termine di chiusura della Campagna.

L’articolo 13, comma 6, lettera c), del D.L. n. 78 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge 122/2010, ha modificato l’art. 35 del D.L. n. 207 del 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 14 del 2009, introducendo il comma 10 bis, che così dispone:

“Ai fini della razionalizzazione degli adempimenti di cui all'articolo 13 della legge 30 dicembre 1991, n. 412, i titolari di prestazioni collegate al reddito, di cui al precedente comma 8, che non comunicano integralmente all'Amministrazione finanziaria la situazione reddituale incidente sulle prestazioni in godimento, sono tenuti ad effettuare la comunicazione dei dati reddituali agli Enti previdenziali che erogano la prestazione. In caso di mancata comunicazione nei tempi e nelle modalità stabilite dagli Enti stessi, si procede alla sospensione delle prestazioni collegate al reddito nel corso dell'anno successivo a quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa. Qualora entro 60 giorni dalla sospensione non sia pervenuta la suddetta comunicazione, si procede alla revoca in via definitiva delle prestazioni collegate al reddito ed al recupero di tutte le somme erogate a tale titolo nel corso dell'anno in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa. Nel caso in cui la comunicazione dei redditi sia presentata entro il suddetto termine di 60 giorni, gli Enti procedono al ripristino della prestazione sospesa dal mese successivo alla comunicazione, previo accertamento del relativo diritto anche per l'anno in corso”.

Tale norma ha apportato una modifica sostanziale rispetto a quanto previsto dall’art. 13 della citata legge n. 412 del 1991. Viene posto espressamente in capo al titolare della prestazione collegata al reddito l’obbligo di dichiarare all’Istituto la propria situazione reddituale incidente sul diritto o sulla misura della prestazione medesima. Tale obbligo viene rispettato attraverso o la dichiarazione dei redditi (modello 730 o UNICO) all’Amministrazione finanziaria, ovvero mediante la dichiarazione diretta all’Istituto con il modello RED.

L’Istituto non è, quindi, più tenuto ad inviare il modello RED ai pensionati interessati alle verifiche volte a determinare il diritto e la misura delle prestazioni in esame, richiedendo l’adempimento dell’onere di dichiarazione, come previsto dall’articolo 13, comma 2, della legge n. 412 del 1991.

Pertanto, a partire dalla campagna ordinaria RED 2015, per l’acquisizione dei redditi relativi all’anno 2014, non saranno più inviate le comunicazioni cartacee ai cittadini per richiedere dichiarazioni reddituali.

Questo passaggio si rende possibile, in quanto un’elevata percentuale di soggetti assolve all’onere di dichiarare integralmente i dati relativi alla propria situazione reddituale attraverso il modello 730 o UNICO, senza essere, quindi, tenuta ad ulteriori adempimenti.

A questi si aggiungono numerosi pensionati che da molti anni dichiarano l’assenza di redditi oltre quelli da pensione (cioè le prestazioni conosciute dall’Istituto in quanto presenti nel Casellario Centrale dei pensionati), ovvero confermano il dato reddituale dell’anno precedente.

Nella presente circolare vengono illustrate le nuove modalità di effettuazione della campagna RED ITA, a partire da quella relativa al 2015 (redditi anno 2014). Al riguardo, le istruzioni fornite con il messaggio n. 3667 del 28 maggio 2015, recante disposizioni di: ”avvio della Campagna ordinaria RED ITA e RED EST 2015. Raccolta delle dichiarazioni di responsabilità per le prestazioni assistenziali”, relativamente alle pensioni della gestione privata, restano in vigore per quanto non diversamente regolato dalla presente circolare.

Si precisa, in particolare, che nulla è variato per le modalità di svolgimento sia della Campagna 2015 per le verifiche reddituali dei pensionati residenti all’estero (RED EST), che di quella relativa alle Dichiarazioni di Responsabilità (ICRIC, ICLAV, ACC.AS/PS).

Soggetti obbligati alla dichiarazione reddituale

L’ordinamento previdenziale italiano prevede la concessione sia di prestazioni di carattere assistenziale sia di benefici economici sui trattamenti pensionistici il cui riconoscimento è subordinato all’importo dei redditi del titolare della prestazione e, in taluni casi, del coniuge e dei familiari componenti il nucleo reddituale rilevante.

I pensionati titolari delle prestazioni elencate nella tabella 1 (esposta nella neo circolare) sono obbligati a far conoscere la propria situazione reddituale all’Istituto, nonché quella del coniuge o dei familiari, laddove i loro redditi incidano sul diritto o sulla misura di tali prestazioni.

Tale obbligo deve essere assolto da coloro che hanno altri redditi oltre a quello da pensione, ovvero da coloro la cui situazione reddituale è mutata rispetto a quella dichiarata l’anno precedente, ancorché non possiedano più altri redditi oltre quelli da pensione (cioè tutte le prestazioni conosciute dall’Istituto in quanto presenti nel Casellario Centrale dei pensionati).

Per una elencazione esaustiva delle tipologie di reddito che influiscono su ciascuna prestazione, sulla base di quanto previsto da ciascuna norma istitutiva, si rimanda alla lettura della tabella contenuta nell’allegato 1 alla suddetta neo circolare.

Si ricorda che la titolarità di una o più prestazioni collegate al reddito è indicata nel prospetto riepilogativo della pensione contenuto nel modello OBIS, messo a disposizione on line dall’Istituto nei Servizi al Cittadino all’inizio di ciascun anno.

Si sottolinea che ciascun pensionato è tenuto a dichiarare le sole tipologie reddituali incidenti sulle prestazioni in godimento (c.d. redditi obbligatori).

Modalità di dichiarazione all’Istituto dei dati reddituali - modello 730 o UNICO. Redditi che hanno peculiari modalità di rappresentazione ai fini previdenziali

L’onere di dichiarazione all’Istituto della situazione reddituale rilevante sulla prestazione collegata si assolve, in primo luogo, attraverso la presentazione del modello 730 o del modello UNICO all’Amministrazione finanziaria.

Nel caso in cui il beneficiario delle prestazioni in esame abbia dichiarato all’Amministrazione finanziaria tutti i redditi propri e dei familiari - laddove rilevanti - incidenti sulle prestazioni collegate al reddito, non è tenuto a rendere un’ulteriore dichiarazione all’Istituto.

Vi sono, peraltro, alcune tipologie reddituali la cui rappresentazione ai fini previdenziali è diversa rispetto a quanto previsto dalla normativa fiscale. In tale ultima ipotesi, i percettori delle prestazioni in esame sono tenuti, comunque, ad effettuare la comunicazione delle suddette tipologie reddituali all’Istituto, secondo le modalità e nei termini indicati nei paragrafi successivi.

Fra i redditi che hanno modalità peculiari di rappresentazione dal punto di vista previdenziale rispetto al Fisco e che devono, quindi, essere dichiarati all’Istituto, anche laddove già presenti nei modelli 730 o UNICO, vi sono:

- Reddito da collaborazione coordinata e continuativa o assimilato. Tale reddito ai fini fiscali rileva come lavoro dipendente, mentre ai fini previdenziali assume natura di lavoro autonomo.

A tal proposito, si rammenta che, a far data dal 1° gennaio 2016, in base all’art. 52 del D.lgs. n. 81/2015, si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.

- Reddito derivante da indennità di funzione o gettoni di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni, di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 82 del D.lgs. 267/2000; si ricorda che, ai soli fini dell'applicazione delle norme relative al divieto di cumulo tra pensione e redditi, tali tipologienon sono assimilabili ai redditi da lavoro di qualsiasi natura (comma 3, art. 82, del D.lgs. 267/2000).

- Pensioni estere dirette, pensioni estere ai superstiti, pensioni estere da infortunio sul lavoro e relativi arretrati per ciascuna delle fattispecie descritte, rendite estere costituite a titolo oneroso. In tali casi, nelle dichiarazioni all’Amministrazione finanziaria non è presente l’indicazione della nazionalità dell’ente erogante, ne è specificata la distinzione tra pensioni dirette e ai superstiti, mentre ai fini previdenziali occorre avere tale dettaglio di informazione.

- Reddito da lavoro autonomo, anche occasionale. Tale tipologia di reddito, ai fini previdenziali, deve essere dichiarata al netto dei contributi e al lordo delle ritenute fiscali. In tale ambito si precisa, inoltre, che, come richiamato nel messaggio n. 24587 del 01/10/2010, l’Amministrazione finanziaria, in assenza di costituzione di impresa familiare (art. 230 bis c.c.), non acquisisce il dato relativo alla ripartizione del reddito agrario tra i componenti del nucleo familiare.

Pertanto, in caso di mancata costituzione dell’impresa familiare, ai sensi dell’articolo 230 bis c.c., il titolare dell’azienda e i componenti del nucleo familiare che siano titolari di prestazioni collegate al reddito, devono presentare distinti modelli reddituali al fine di dichiarare il reddito da lavoro come risultante dalla dichiarazione di responsabilità di ripartizione del reddito agrario resa da parte del titolare dell'azienda.

Infine, si ricorda che il reddito d’impresa deve essere dichiarato al netto delle eventuali perdite deducibili imputabili all'anno di riferimento del reddito.

Nel caso di risultato negativo deve essere dichiarato il valore “zero”. Sono da ritenersi compresi nei redditi da lavoro autonomo tutti i redditi comunque ricollegabili ad attività di lavoro svolte senza vincolo di subordinazione, prodotti sia in Italia che all'estero.

Modalità di dichiarazione all’Istituto dei dati reddituali – Modello RED

Sono tenuti ad effettuare la comunicazione dei dati reddituali all’Istituto i titolari di prestazioni collegate al reddito che non comunicano integralmente all'Amministrazione finanziaria la situazione reddituale incidente sulle prestazioni in godimento perché hanno redditi influenti sulle prestazioni non inclusi tra quelli che devono essere comunicati all’Amministrazione finanziaria in sede di dichiarazione dei redditi (esempio redditi assoggettati ad imposta sostitutiva), ovvero, come specificato nel paragrafo precedente, devono dichiarare redditi in modo difforme da quanto effettuato ai fini fiscali.

La comunicazione dei dati reddituali attraverso il modello RED deve essere effettuata anche da coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, che possiedono redditi ulteriori a quelli da pensione, ancorché abbiano rilevanza fiscale.

Rientrano, a titolo di esempio, in questa categoria coloro che sono titolari di un reddito da pensione e da abitazione principale.

Tali soggetti sono tenuti a dichiarare all’Istituto il reddito della casa di abitazione, se rilevante sulla prestazione di cui sono titolari, qualora non abbiano presentato la dichiarazione dei redditi in quanto esonerati dall’obbligo ai fini fiscali.

Tra i redditi che, in base alle rilevanze, devono essere comunicati all’Istituto, in quanto non dichiarati nei modelli 730 o UNICO, vi sono:

- Reddito di lavoro dipendente prestato all’estero. L’obbligo sussiste quando tale reddito in toto (es.: le retribuzioni corrisposte da Enti e Organismi Internazionali, Rappresentanze diplomatiche e consolari, Missioni, Santa Sede, Enti gestiti direttamente da essa ed Enti Centrali della Chiesa Cattolica) o in parte (es. i redditi di lavoro dipendente prestato, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto, all’estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi,per l’anno 2014 sono imponibili, ai fini IRPEF, per la parte eccedente 6.700 euro) non deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi ( nei modelli 730 o UNICO).

- Oltre all’importo prodotto deve essere indicato anche il periodo di produzione del reddito.

- Redditi da interessi bancari, postali, dei BOT, dei CCT e altri titoli di Stato, proventi di quote di investimento, soggetti a ritenuta d’acconto alla fonte a titolo d’imposta o sostitutiva dell’IRPEF. Tale tipologia di redditi da capitale, assolvendo una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, non è presente nelle informazioni contenute nei modelli 730 o UNICO.

- Prestazioni assistenziali in denaro erogate dallo Stato o altri Enti Pubblici o Stati esteri (escluse le indennità di accompagnamento per invalidi civili di comunicazione per i sordomuti e quelle previste per i ciechi parziali ed altre prestazioni presenti nel Casellario). Tali prestazioni non sono indicate nella dichiarazione dei redditi (modelli 730 o UNICO) se non erogate da uno degli Enti obbligati alla comunicazione al Casellario Centrale dei Pensionati.

- Altri redditi non assoggettabili a IRPEF, quali ad esempio: quota esente, fino ad un massimo di 7.500 euro, dei redditi percepiti per attività sportive dilettantistiche complessivamente percepiti nel periodo d’imposta, ex art. 37 della Legge n. 342 del 21 novembre 2000 e s.m.e i. (concorrono a tale importo indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa, premi e compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto); quota esente entro il limite dei 3.098,74 euro, ex art. 52, comma 1, lett. d-bis), del TUIR dei compensi per i lavori socialmente utili percepiti da soggetti che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia e che hanno un reddito complessivo (al netto della deduzione prevista per l’abitazione principale e relative pertinenze) non superiore a 9.296,22 euro; importi percepiti per prestazioni occasionali di tipo accessorio (es. buoni lavoro denominati “voucher”), etc.

- Redditi derivanti da quote di pensione trattenute dal datore di lavoro.

- Arretrati di lavoro dipendente prestato in Italia e all’estero.

- Arretrati di integrazione salariale.

- Trattamenti di fine rapporto comunque denominati e relative anticipazioni.

Come già anticipato nel paragrafo 2 sono, inoltre, tenuti a dichiarare la propria situazione reddituale attraverso il modello RED anche coloro la cui situazione reddituale è mutata rispetto a quanto dichiarato all’Istituto l’anno precedente, ancorché il reddito posseduto nel 2014 sia uguale a zero, perché il reddito precedentemente dichiarato non è più percepito.

Nuove modalità di acquisizione delle dichiarazioni reddituali per i residenti in Italia - Il nuovo RED semplificato

I cittadini che, secondo quanto precisato nei precedenti paragrafi, sono tenuti a rendere le dichiarazioni reddituali all’Istituto, potranno comunicare i redditi rilevanti per le prestazioni collegate in godimento, secondo una delle seguenti modalità:

a) direttamente, accedendo ai Servizi on line del Cittadino con il PIN dispositivo;

b) tramite il Contact Center;

c) tramite le Strutture territoriali INPS;

d) avvalendosi dell’intermediazione dei CAF o degli altri soggetti abilitati convenzionati, di cui al D.lgs. 241/97.

Benché i canali siano i medesimi delle precedenti campagne RED, le modalità di acquisizione delle informazioni relative ai redditi 2014 sono profondamente innovate e semplificate, tranne che nei casi di intermediazione da parte dei CAF e degli altri soggetti abilitati convenzionati. In tali casi l’acquisizione delle dichiarazioni sarà effettuata secondo le modalità disciplinate dalla Convenzione stipulata con l’Istituto (vedi Circolare n. 91/2015, recante lo schema convenzionale approvato con determinazione del Presidente n. 12 del 2 aprile 2015).

Qui, di seguito, si illustrano le nuove modalità di dichiarazione dei redditi all’Inps (RED semplificato).

Il cittadino, attraverso il PIN dispositivo, potrà effettuare la dichiarazione accedendo al sito www.inps.it seguendo il percorso:

Home > Servizi Online > Servizi per il cittadino >Dichiarazione Reddituale > Anno Campagna > Tipo Campagna.

Una volta eseguito l’accesso on line, l’utente interagirà con l’Istituto attraverso una serie di maschere, la prima delle quali identificherà dal punto di vista previdenziale il soggetto, profilandolo e rappresentandogli sia la/le prestazioni collegata/e al reddito in godimento sia i redditi incidenti propri e/o dei soggetti del nucleo rilevante.

In base a questa prima rappresentazione il cittadino sarà guidato a rendere la dichiarazione, in base alla precipua condizione in cui viene a ritrovarsi. La procedura quindi, a differenza di quanto accadeva in passato, riconoscerà l’utente e, tenuto conto delle sue rilevanze, renderà più semplice la dichiarazione sia mettendo a disposizione una più ampia gamma di opzioni rapide di attestazione della situazione reddituale incidente sulla prestazione sia riducendo il numero delle informazioni da inserire nel pannello di acquisizione.

Conferma situazione reddituale invariata rispetto all’anno precedente

Come novità, si segnala che con la nuova procedura semplificata di acquisizione on line, con una semplice dichiarazione di conferma, sarà possibile per il titolare della prestazione collegata al reddito attestare il caso di situazione reddituale invariata rispetto all’anno precedente.

In particolare, si precisa che sarà possibile rendere tale tipologia di dichiarazione semplificata solo in presenza di situazione reddituale invariata rispetto all’intero nucleo rilevante, qualora almeno uno dei suoi componenti abbia una tipologia di reddito non presente, per sua natura intrinseca, nei modelli 730 o UNICO ovvero una peculiare modalità di rappresentazione dal punto di vista previdenziale.

Conferma di integrale dichiarazione dei redditi al Fisco

Analogamente a quanto rappresentato al paragrafo precedente, anche in caso di integrale dichiarazione al Fisco, il cittadino come novità potrà confermare all’Istituto tale fattispecie, tramite una semplice dichiarazione, accedendo con il PIN dispositivo ai Servizi on line del cittadino, selezionando la campagna RED di riferimento e scegliendo l’apposita opzione di dichiarazione breve.

Ciò consentirà all’Istituto, previo accertamento sulla base dei dati messi a disposizione da parte in primis dall’Amministrazione finanziaria, di elaborare tali posizioni in via anticipata.

Assenza di redditi ulteriori oltre alle pensioni

Inoltre, nel caso in cui, ai fini della comunicazione all’Istituto della situazione reddituale rilevante ai fini della determinazione del diritto e misura della prestazione collegata, non vi siano redditi incidenti ulteriori rispetto alla/e pensione/i erogate dall’Istituto e, più in generale, rispetto alle prestazioni presenti nel Casellario Centrale dei Pensionati e conosciute dall’INPS, il titolare non è tenuto ad effettuare nessuna dichiarazione reddituale all’Istituto. Il cittadino può, comunque, confermare direttamente tale situazione tramite una semplice dichiarazione, accedendo con il PIN dispositivo ai Servizi on line del cittadino, selezionando la campagna RED di riferimento e scegliendo l’apposita opzione di dichiarazione breve.

Laddove il pensionato si rendesse conto di aver omesso dei dati influenti che, invece, rendevano necessaria una diversa tipologia di dichiarazione, gli sarà consentita la possibilità di effettuare la relativa variazione, purché la trasmissione avvenga entro il termine di chiusura della Campagna, di cui al paragrafo finale della presente Circolare.

Altre tipologie di dichiarazione breve

Con riferimento alle dichiarazioni non contenenti dati reddituali, definite per questo motivo brevi, permane per il titolare la possibilità di dichiarare direttamente, accedendo ai Servizi on line del Cittadino la rinuncia alla prestazione collegata al reddito, oppure la comunicazione di espatrio, rilevante anche ai fini del controllo dell’applicazione del principio di non esportabilità delle prestazioni non contributive, di cui ad es. ai regolamenti CE n. 1.247/92 e n. 883/2004.

Dichiarazione semplificata reddituale

Qualora il cittadino non avesse integralmente dichiarato all’Amministrazione Finanziaria la situazione reddituale rilevante, propria e dei componenti del nucleo se influenti, e per la sua posizione non risultasse confacente una delle opzioni precedentemente descritte, con la nuova procedura semplificata on line sarà possibile rendere la dichiarazione con modalità facilitata.

In quest’ultimo caso, in modo profilato rispetto alle prestazioni in godimento, il pensionato potrà visualizzare l’elenco dei redditi ulteriori rispetto a quelli contenuti nei modelli 730 o UNICO o che hanno peculiari modalità di rappresentazione dal punto di vista previdenziale, rilevanti per le suddette prestazioni, e potrà effettuare la dichiarazione reddituale all’Inps indicandone il relativo importo.

Per favorire la completezza della dichiarazione l’utente sarà avvisato che dovrà effettuare una dichiarazione per sé e per il suo coniuge e/o per ogni componente del nucleo reddituale se ne ricorre la necessità, in base alla/e prestazione/i in godimento.

Per finalità di protezione dei dati personali l’utente che gode di una prestazione per la quale rilevano anche i redditi del coniuge e/o di familiari del nucleo reddituale sarà invitato a rendere la seguente dichiarazione (analogamente a quanto avviene per la DSU nella procedura ISEE):

“Ai sensi del Codice per la protezione dei dati personali dichiaro di aver acquisito il consenso del mio coniuge/ dei familiari che compongono il mio nucleo reddituale a rendere la seguente dichiarazione all’Istituto”.

Le nuove modalità di acquisizione on line relative al RED semplificato saranno rese disponibili anche al Contact Center e alle Strutture territoriali dell’Istituto.

Le Strutture territoriali potranno acquisire le dichiarazioni reddituali in ambiente Intranet, accedendo alla apposita funzionalità tramite il seguente percorso: Home > Assicurato Pensionato > Box Gestione Reddituale e Servizi fiscali > Campagna RED, selezionando Anno e Tipologia di Campagna.

Termine della campagna RED 2015

La Campagna RED ordinaria 2015, è stata avviata con il rilascio delle stringhe ai CAF e soggetti abilitati convenzionati e con la messa a disposizione delle procedure di acquisizione, come peraltro evidenziato nel messaggio n. 3.667 del 28 maggio 2015, citato in premessa.

Le nuove modalità delle procedure di acquisizione on line relative al RED semplificato precedentemente descritte saranno rese disponibili entro il 11/01/2016.

Pertanto, in questa fase transitoria, i cittadini che, secondo quanto precisato nei precedenti paragrafi, sono tenuti a rendere le dichiarazioni reddituali all’Istituto, potranno comunicare i redditi rilevanti per le prestazioni collegate in godimento, secondo una delle modalità di acquisizione ordinarie già in uso (CAF e soggetti abilitati, cittadino on line, Contact Center, Strutture territoriali).

Con la presente circolare si precisa che il termine ultimo stabilito dall’Istituto per la presentazione da parte dei cittadini delle dichiarazioni reddituali della Campagna RED ordinaria 2015, per la presentazione della dichiarazione reddituale dell’anno 2014, è il 31 marzo 2016.

In caso di mancata comunicazione entro detto termine, nelle modalità stabilite nei paragrafi che precedono, l’Istituto, darà applicazione a quanto previsto dal comma 10-bis dell’art. 35, del D.L. 207/2008, introdotto dall’art. 13, comma 6) lettera c) del D.L. 78/2010, convertito con modificazioni nella Legge 122/2010, menzionato in premessa.

Per tutti gli aspetti conseguenti si rinvia ad una circolare di prossima pubblicazione che riguarderà le attività dell’Istituto successive al termine di conclusione della Campagna RED ordinaria 2015, relative alla gestione dei casi di inadempienza all’obbligo di comunicazione della situazione reddituale rilevante all’Istituto da parte dei soggetti in capo a cui l’onere permane.

Si rammenta, infine, che per quanto riguarda la messa a disposizione delle nuove procedure di acquisizione semplificate, con riferimento ai solleciti della Campagna RED 2013 e 2014 ( vedi messaggio n. 6622 del 29/10/2015), saranno rese disponibili al cittadino tutte le nuove opzioni sopra descritte, eccetto quella relativa alla “Conferma di integrale dichiarazione dei redditi al Fisco”.

(INPS, circolare n. 195 del 30 novembre 2015)

6) Principi contabili nazionali: dal Consiglio nazionale dei commercialisti una guida all’OIC 23

Dopo quelli su OIC 16 e 24, è ora la volta di un focus sull’OIC 23, dedicato a “Lavori in corso su ordinazione”.

Prosegue il lavoro del Consiglio nazionale dei commercialisti di illustrazione delle nuove disposizioni tecniche contenute nei Principi contabili nazionali, pubblicati dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) nel periodo 2014/2015. Dopo aver pubblicato – grazie all’attività della Commissione per lo studio dei principi contabili nazionali presieduta dal prof. Capodoglio - due documenti, rispettivamente, sulle immobilizzazioni materiali (OIC 16) e sulle immobilizzazioni immateriali (OIC 24), il Consiglio ha adesso licenziato un lavoro sull’applicazione dell’OIC 23, Lavori in corso su ordinazione.

I contributi esplicativi dei commercialisti ambiscono anche a richiamare l’attenzione degli operatori su taluni aspetti che possono avere un impatto sull’adozione delle norme tecniche. Nei documenti sono quindi espresse considerazioni in merito a specifici aspetti inerenti: criteri di valutazione; rilevazione dei costi e ricavi di commessa; metodologie per la determinazione dello stato di avanzamento; segmentazione (e unione) di commesse; perdite presunte su commesse; costi post-chiusura; commesse in valuta estera; proventi e oneri finanziari; e, incentivi.

Per il presidente nazionale della categoria, Gerardo Longobardi, "in periodi congiunturalmente delicati come quello attuale, la funzione del bilancio risulta estremamente delicata. La nostra categoria vuole fornire un supporto utile per una coerente applicazione pratica dei principi contabili dell'OIC". “La prospettiva del Consiglio nazionale”, spiega ancora Longobardi, “quella di fornire una chiave operativa e professionale sull’adozione dei principi contabili, evidenziando anche eventuali connessioni con i relativi profili giuridici e fiscali. A tale scopo, il documento sull’OIC 23 contiene anche alcune riflessioni finali sull’applicazione del principio ai fini della determinazione delle imposte sul reddito”.

“Con questo documento – afferma Raffaele Marcello, consigliere nazionale delegato ai principi contabili – prosegue l’articolato progetto con cui il Consiglio punta a fornire strumenti interpretativi dei nuovi principi nazionali. Un lavoro dal quale possono scaturire anche riflessioni importanti in vista della revisione che alcuni principi contabili dovranno avere, alla luce dell’implementazione della direttiva 2013/34/2013”. La Commissione per lo studio dei principi contabili nazionali – conclude Marcello - sta già lavorando alla predisposizione di altri documenti che, muovendo dalle medesime prospettive, saranno focalizzati su tematiche di interesse diffuso e su aree delicate per la redazione del bilancio”.

(CNDCEC, comunicato del 1 dicembre 2015)

7) Patent box: ecco le prime istruzioni e i chiarimenti dalle Entrate

Parte il Patent box, l’agevolazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali come opere d’ingegno, brevetti industriali, marchi ecc. introdotta dalla legge di stabilità 2015 (L. 190/2004). L’Agenzia delle entrate, infatti, ha pubblicato il 1 dicembre 2015 un provvedimento, che indica le modalità e i termini di presentazione delle istanze di accesso alla procedura finalizzata alla stipula di accordi di ruling, e una circolare (n. 36/E), che fornisce i primi chiarimenti sulle modalità e sugli effetti derivanti dall’esercizio dell’opzione, sulla disciplina delle operazioni straordinarie nell’ambito dell’agevolazione stessa e sulle modalità di accesso alla procedura di ruling.

Che cos’è e come funziona il Patent box

Il Patent box è un’agevolazione fiscale che prevede l’esclusione dalla tassazione di una quota del reddito derivante dall’utilizzo di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi d’impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. Sono escluse dalla formazione del reddito anche le plusvalenze derivanti dalla cessione degli stessi beni a condizione che almeno il 90% del corrispettivo derivante dalla loro cessione sia reinvestito, prima della chiusura del secondo periodo di imposta successivo a quello nel quale si è verificata la cessione, nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali.

I redditi agevolabili sono quelli derivanti dall’utilizzo di software protetto da copyright, brevetti industriali, marchi di impresa, disegni e modelli giuridicamente tutelabili, informazioni aziendali ed esperienze tecnico industriali, comprese quelle commerciali o scientifiche proteggibili come informazioni segrete giuridicamente tutelabili.

Il ruling

Per avviare la procedura di ruling, i soggetti titolari di reddito di impresa devono inviare alle Entrate apposita istanza in carta libera, tramite raccomandata con avviso di ricevimento o direttamente all’ufficio, contenente alcune informazioni di carattere elementare relative al contribuente, alla tipologia di bene ed alla tipologia di attività di ricerca e sviluppo svolta. Una copia dell’istanza e della relativa documentazione dovrà essere prodotta anche su supporto elettronico. La documentazione relativa all’istanza potrà essere presentata o integrata entro 120 giorni dalla presentazione dell’istanza, insieme ad eventuali memorie integrative, sempre tramite raccomandata con avviso di ricevimento o direttamente all’ufficio, che rilascerà un’attestazione di avvenuta ricezione.

Gli uffici dell’Agenzia delle Entrate inviteranno in seguito l’impresa a comparire per mezzo del suo legale rappresentante per verificare la completezza delle informazioni fornite, formulare eventuale richiesta di ulteriore documentazione ritenuta necessaria e definire i termini di svolgimento del procedimento in contraddittorio. La procedura sarà, infine, perfezionata tramite la sottoscrizione di un accordo da parte del responsabile dell’ufficio competente dell’Agenzia e di un responsabile dell’impresa.

L’Agevolazione non “scade” se ci sono perdite

Se, specie nei primi anni, lo sfruttamento economico del bene immateriale genera una perdita, l’impresa che aderisce al Patent box rinvierà gli effetti positivi dell’opzione agli esercizi in cui lo stesso bene sarà produttivo di reddito. Nel caso in cui le modalità di determinazione dell’agevolazione portino ad un risultato negativo derivante dell’eccesso di costi sostenuti per il bene immateriale rispetto ai ricavi ad esso attribuibili, tali perdite concorreranno alla formazione del reddito d’impresa di periodo: saranno computate poi in seguito per la riduzione del reddito lordo agevolabile fino al loro completo esaurimento.

(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 154278 del 1 dicembre 2015, circolare n. 36/E del 1 dicembre 2015)

8) Mercato immobiliare, nel III trimestre si consolida la ripresa (+8,8%). Bene le compravendite di abitazioni (+10,8%): +21,2% a Napoli, +18,2% a Milano e +15,7% a Torino.

Continua anche nel terzo trimestre 2015 il trend positivo del mercato immobiliare italiano che, con 225.257 compravendite, fa registrare un +8,8% rispetto allo stesso periodo del 2014. I rialzi riguardano tutti i settori, con una crescita a doppia cifra per il mercato residenziale, che guadagna un +10,8%, e un buon andamento anche per il commerciale (+7,4%) e per le pertinenze (+9%). In crescita, tra le grandi città, le compravendite di abitazioni a Napoli (+21,2%), Milano (+18,2%), Torino (+15,7%) e Firenze (+14,1%).

Sono alcuni dei dati contenuti nella Nota trimestrale redatta dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e pubblicata il 1 dicembre 2015.

Il trend del mercato residenziale

Nel periodo luglio-settembre 2015, il mercato delle abitazioni registra 105.104 compravendite (+10,8% rispetto allo stesso periodo del 2014), con picchi al nord del 13% e una crescita più moderata al sud (+7%), mentre il centro si mantiene in linea con il dato nazionale (+10,7%).

Analizzando l’andamento delle compravendite tra i Comuni capoluogo e non, ancora una volta le grandi città ottengono i migliori risultati di crescita (+12,2%, contro il +10% dei Comuni minori), a differenza delle regioni centrali dove lo scarto è a favore dei centri più piccoli.

Tra le metropoli registrano una buona performance Napoli (+21,2%), Milano (+18,2%), Torino (15,7%) e Firenze (+14,1%); seguono Palermo (+9,2%), Bologna (+6,1%), Genova (+5,5%) e Roma (+4,6%).

Il mercato non residenziale

Nel terzo trimestre del 2015 i settori non residenziali hanno tutti incrementato il numero di compravendite rispetto allo stesso trimestre del 2014. Il risultato migliore viene registrato nel settore commerciale (+7,4%), mentre sono più modesti i rialzi che hanno segnato il comparto produttivo (+2,2%) e quello del terziario (+0,9%), che arrivano comunque dopo mesi caratterizzati da perdite non irrilevanti. In particolare, il mercato degli uffici e istituti di credito fa registrare il miglior risultato dal terzo trimestre 2011, mentre il settore produttivo torna in campo positivo dopo due trimestri consecutivi di perdite.

Per saperne di più

È possibile consultare la Nota trimestrale Omi relativa al terzo trimestre 2015 sul s i t o i n t e r n et d el l ’Ag en z i a delle Entrate, www.agenziaentrate.it, seguendo questo percorso: Documentazione > Osservatorio del mercato immobiliare > Pubblicazioni > Note trimestrali.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 186 del 1 dicembre 2015)

9) Al via il processo tributario telematico

E’ partito ieri (01.12.2015) il processo tributario telematico, importante innovazione che si inserisce nel processo volto alla semplificazione dei rapporti tra fisco e contribuenti che il governo persegue con determinazione. Sarà possibile, attraverso il portale dedicato "www.giustiziatributaria.gov.it" accedere al sistema informativo della Giustizia Tributaria (S.I.Gi.T.) per il deposito telematico degli atti e documenti processuali. Inoltre, i giudici tributari, i contribuenti, i professionisti e gli enti impositori, previamente registrati, potranno consultare da casa o dai propri uffici il fascicolo processuale contenente tutti gli atti e documenti del contenzioso a cui sono interessati.

L'innovazione è stata illustrata ieri (01.12.2015), nel corso di una conferenza al Ministero dell'Economia e delle Finanze, dal Direttore Generale delle Finanze Fabrizia Lapecorella, dal Presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria, Mario Cavallaro, dal Direttore della Direzione della Giustizia tributaria, Fiorenzo Sirianni.

Sono intervenuti il Vice Ministro all'Economia e alle Finanze, Luigi Casero, e il sottosegretario Enrico Zanetti. Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha inviato un video messaggio. Il processo tributario telematico prende il via nelle Regioni pilota di Toscana e Umbria ed è prevista nel giro di due anni la sua estensione graduale in tutte le altre Regioni d'Italia.

Vantaggi notevoli si avranno in termini di semplificazione e minor tempo per gli adempimenti.

Con il processo tributario telematico il cittadino avrà la possibilità di gestire il ricorso a distanza, con effetti positivi anche per quanto riguarda la durata del processo.

Nel video messaggio il ministro Padoan ha ricordato come l'Italia negli ultimi due decenni abbia accumulato ostacoli alla crescita che il governo, fin dall'inizio della sua attività, “sta cercando di rimuovere attraverso importanti riforme. In questo contesto l'innovazione digitale è una leva formidabile per amplificare i benefici delle riforme. Noi stiamo utilizzando questa leva anche per tutte le fasi di gestione dei tributi e da oggi l'innovazione riguarda anche la gestione del contenzioso. Il processo tributario telematico porterà benefici a tutti gli attori coinvolti: giudici, commissioni, contribuenti, professionisti enti impositori, agenti, società di riscossione. La gestione del contenzioso sarà più semplice, meno costosa e più veloce con vantaggi per cittadini e imprese”.

(MEF, comunicato del 1 dicembre 2015)

10) Anche nel Modello F24 EP compare la colonna per la compensazione

Viene aggiunta la colonna “importi a credito compensati” al modello F24 EP, in modo da consentire il recupero in compensazione delle somme rimborsate ai percipienti a seguito di assistenza fiscale, nonché delle eccedenze di versamento di ritenute e imposte sostitutive.

La compensazione trova spazio anche nell’F24 Enti pubblici: L’innovazione sarà operativa dal prossimo 7 gennaio, ma le attuali specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei versamenti saranno ancora utilizzabili fino al 30 giugno 2016.

Introdotto, nella sezione “dettaglio versamento” del l’F24 Ep, il campo “importi a credito compensati” per consentire anche ai sostituti d’imposta del settore pubblico – che utilizzano quel modello per il pagamento di ritenute, imposte e contributi - il recupero in compensazione (così come previsto dall’articolo 15 del Dlgs 175/2014) delle somme rimborsate ai percipienti a seguito di assistenza fiscale e delle eccedenze di versamento di ritenute e imposte sostitutive.

Ad approvare il “restaurato” modello F24 Ep e le rinnovate specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei versamenti all’Agenzia delle entrate, il provvedimento n. 154279 del 1 dicembre 2015.

Con una prossima risoluzione, l’Amministrazione fiscale renderà note le istruzioni per la compilazione del nuovo modello. Come di consueto, la versione aggiornata del software di compilazione e controllo sarà disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Due le date da appuntare: l’operatività del modello aggiornato scatterà il 7 gennaio 2016, mentre fino al 30 giugno 2016 sarà, comunque, ancora possibile utilizzare le precedenti specifiche tecniche.

Grazie a tale innovazione, in futuro anche gli altri crediti d’imposta maturati dagli enti pubblici potranno essere sfruttati in compensazione nell’F24 Ep.

Vincenzo D’Andò