Quali sono le responsabilità in capo al direttore dei lavori di un appalto pubblico


La recente sentenza in argomento, di cui è opportuno sottolineare l’importanza, contribuisce a chiarire con pregevole rigore quali siano nello specifico i compiti, i doveri e le responsabilità che il Direttore dei Lavori dell’amministrazione si deve assumere, ribadendo in termini generali il principio secondo cui tale figura professionale è tenuta a garantire che l’opera realizzata sia pienamente conforme al progetto appaltato e che i lavori siano stati correttamente eseguiti dai soggetti che hanno assunto il contratto d’appalto. Più in particolare, nella sentenza in commento viene affermato che nel momento in cui il Direttore dei Lavori si trovi a rilevare che l’opera in fase di realizzazione potrebbe essere affetta da vizi o difetti causati da una cattiva esecuzione dei lavori da parte dell’appaltatore, o anche da carenze attinenti agli elaborati progettuali, è tenuto a sospenderne immediatamente l’esecuzione al fine di consentire all’amministrazione di sanare i vizi che sono stati rilevati. Si qui nulla di nuovo sotto il profilo giurisprudenziale.

L’importanza della sentenza in parola tuttavia non fa riferimento semplicemente al quelle che sono le responsabilità generiche dell’appaltatore ma, soprattutto, alla qualifica del soggetto incaricato di svolgere il compito di direttore dei lavori che, nel caso di specie, era un geometra che, in quanto tale, non era competente per l’esecuzione dei calcoli del cemento armato, e non aveva, in corso d’opera, rilevato gravi difetti strutturali richiedenti, appunto, una specifica competenza su tali opere. La sentenza quindi va ad incidere sulle qualifiche professionali che necessariamente devono essere nella disponibilità dei soggetti chiamati ad assumere ruoli di responsabilità nel ciclo produttivo afferente il contratto d’appalto. L’omesso accertamento da parte del Direttore dei Lavori ha determinato la prosecuzione e il completamento dei lavori risultati poi difettosi al punto da determinare un pericolo di crollo e un conseguente ordine di sgombero da parte delle Autorità preposte. Il Direttore dei Lavori, chiamato in causa, ha sostenuto l’assenza di una sua responsabilità proprio perché, in quanto in possesso esclusivamente del titolo professionale di geometra, non aveva né dal punto di vista formale né da quello sostanziale, la necessaria competenza per rilevare l’erroneità dei calcoli relativi alle strutture in cemento armato e, perciò, non era i grado di rilevare i difetti strutturali all’opera da realizzare. La Corte di Cassazione ha però ritenuto di dovere respingere tale profilo difensivo in base ad un duplice ordine di considerazioni:

  • in primo luogo, perché il Direttore dei Lavori, nel momento in cui si trova ad accettare l’incarico, deve essere in grado di garantire al proprio committente di disporre di una generale capacità di supervisione e di controllo anche in riferimento alla corretta esecuzione delle strutture portanti )ovvero, nel caso di specie, di essere in grado di verificare la correttezza dei calcoli relativi alle strutture in cemento armato); in altri termini, deve poter valutare di essere nella condizione di controllare, quanto meno nella sua impostazione generale, ma anche sostanziale, la corretta esecuzione dell’opera, comprese le strutture portanti della stessa;

  • in secondo luogo, perché sulla base dei principi di prudenza, correttezza e diligenza professionale, nel caso in cui, alla luce delle circostanze oggettive del caso, il Direttore dei Lavori non sia in possesso delle capacità e delle conoscenze adatte e sufficienti per esercitare il suddetto controllo, deve necessariamente astenersi dall’accettare l’assunzione dell’incarico. In altri termini, accettando un incarico che non si è in grado di espletare compiutamente, il professionista incorre in una responsabilità per avere assunto una obbligazione non commisurata alle sue capacità professionali e perciò eccedente le sue competenze.

La Corte di Cassazione tempera la responsabilità del Direttore dei Lavori nel caso di specie affermando che, per essere esonerato da responsabilità,il professionista è tenuto a fornire la prova che i vizi verificatisi (nella fattispecie alla base della sentenza in commento si trattava del pericolo di crollo della struttura in via di realizzazione) non potevano essere obiettivamente rilevati se non nel momento in cui la costruzione fosse stata ultimata, e perciò non avrebbero potuto essere rilevati in corso d’opera neppure da un soggetto, quale l’ingegnere, dotato di specifica competenza nella progettazione e realizzazione di opere strutturali. Ad un attento esame della pronuncia in discussione si può rilevare che il suo rigore è ampiamente supportato da argomenti logico-giuridici, visto che, in ordine alla posizione del Direttore dei Lavori, essa pone l’accento non soltanto sul suo obbligo di supervisionare e perciò sospendere i lavori nel caso in cui si trovi a rilevare situazioni oggettive di imminente pericolo, ma anche sul suo dovere di valutare, ex ante, la propria idoneità a sorvegliare sulla corretta esecuzione e sulla validità dell’elaborato progettuale, col conseguente obbligo in caso di assenza o anche di seri dubbi circa tale idoneità, di non accettare l’incarico di Direttore dei Lavori che gli viene offerto.

È poi da aggiungere che in casi, qual è quello in argomento, in cui il Direttore dei Lavori non abbia da parte sua rilevato possibili vizi relativi all’opera, qualora l’appaltatore abbia rilevato invece tale situazione (per esempio per vizi afferenti il progetto), ha il dovere giuridico di comunicare tempestivamente la circostanza all’amministrazione per iscritto. Qualora poi l’amministrazione perseveri ritenendo il progetto da parete sua corretto, l’appaltatore è esonerato da responsabilità sul piano civile, degradando la sua posizione da quella di esecutore qualificato a quella di nudus minister che si adegua alla preponderante e cogente volontà della stazione appaltante. Qualora, invece, dal rilevato vizio progettuale possano derivare danni a persone o cose, e perciò responsabilità che arrivano ad assumere carattere penale, l’appaltatore è comunque tenuto a rifiutare l’esecuzione dell’opera, anche in presenza di un reiterato ordine da parte dell’amministrazione, e adire la competente autorità giurisdizionale per l’accertamento della responsabilità della stessa.

23 novembre 2015

Massimo Pipino


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