Il futuro delle collaborazioni coordinate e continuative: dal 1' gennaio 2016 cambia molto! E' prevista anche una sanatoria...

Il D.Lgs. n. 81/2015 ha ridisciplinato i contratti di lavoro e revisionato la normativa delle mansioni, introducendo, inoltre, significativi cambiamenti in materia di collaborazioni coordinate e continuative.

A partire dall’1 gennaio 2016 si applicherà la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative, e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi ed ai luoghi di lavoro.

Una volta rilevata la sussistenza di questi elementi, si applicherà automaticamente la disciplina della subordinazione, pertanto viene meno qualsiasi presunzione relativa, facendo decadere la possibilità di “giocarsela” attraverso disquisizioni di natura giuridica e ad interpretazioni audaci.

Detto ciò, è anche possibile prevedere quale sarà l’atteggiamento degli organi di vigilanza nei confronti di queste tipologie di contratto.

Si ricorda, inoltre, che quando le modalità di esecuzione sono organizzate dal committente, anche per quel che riguarda le tempistiche e il luogo di lavoro, si manifesta eterodirezione, da sempre identificata quale elemento fondante della subordinazione. Pertanto, interpretando in maniera letterale la norma, ne deriva che qualora vi sia un’organizzazione del lavoro, anche minima, secondo le tempistiche dettate dal committente, si applicherà la normativa sul rapporto di lavoro subordinato.

  • COSA HA VOLUTO OTTENERE IL LEGISLATORE CON QUESTA RIFORMA?

Sicuramente il legislatore delegato, con la nuova disciplina, ha inteso ricondurre nell’alveo della subordinazione tutte quelle collaborazioni fortemente connotate da eterodirezione ed organizzazione da parte del committente.

  • SUPERAMENTO DEL CONTRATTO A PROGETTO

L’articolo 52 del D.Lgs. n. 81/2015 ha abrogato gli articoli da 61 a 69-bis del D.Lgs. n. 276/2003, facendo salvo quanto disposto dall’art. 409 c.p.c.

Ne deriva che i contratti a progetto, non possono più essere instaurati, così come non possono più essere stipulati quei contratti che, per la loro tenuità, brevità o particolarità potevano essere sottoscritti senza la redazione di un progetto; stiamo parlando delle co.co.co. fino a 30 giorni con un importo fino a 5.000 euro, o quelle rese nell’ambito dei servizi di cura e assistenza alla persona, per un massimo di 240 ore annue o le collaborazioni con i pensionati di vecchiaia.

  • SARA’ QUINDI POSSIBILE STIPULARE ANCORA DELLE COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE?

Per l’instaurazione delle future collaborazioni coordinate e continuative, dal punto di vista formale, all’atto della redazione del contratto, si dovrà necessariamente porre l’accento sul fatto che sarà il prestatore a fissare i tempi ed i momenti organizzativi anche sul luogo di lavoro.

La sostanza dovrà poi rispecchiare la forma.

Si precisa che sono comunque fatte salve le collaborazioni coordinate e continuative di cui all’art. 2 c. 2 del D.Lgs. n. 81/2015, che sono:

  • quelle per le quali gli accordi collettivi stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedano discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo, in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del settore;

  • quelle prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali si rende necessaria l’iscrizione in albi professionali;

  • quelle prestate dai componenti degli organi di amministrazione e di controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni;

  • quelle rese, a fini istituzionali, in favore delle società sportive dilettantistiche e delle associazioni affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal CONI, come individuati e disciplinati ex art. 90 della legge n….

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