Diario quotidiano del 30 novembre 2015: i farmaci omeopatici sono detraibili anche senza prescrizione medica, basta lo scontrino

Pubblicato il 30 novembre 2015



studi di settore 2015, disponibile il software per giustificare le anomalie; principi contabili internazionali: pubblicato regolamento nella Gazzetta Ufficiale; l'esclusione da Irpef vale anche per chi paga l'IMIS; agricoli: Regime di esonero Iva anche per il 2016; dichiarazioni tardive: il ravvedimento per l'intermediario; farmaci omeopatici detraibili; spese di giustizia “contabile”: istituiti i codici per l’ufficio nel Modello F24; assunzione di detenuti: ecco le modalità e termini di fruizione del credito d’imposta; precisazioni dall'Inps sul calcolo della durata dell’indennità NASpI; mobilità in deroga: precisazioni sui periodi di concessione di proroga di mobilità in deroga
 
Indice:

1) Studi di settore 2015, disponibile il software per giustificare le anomalie

2) Principi contabili internazionali: Pubblicato regolamento nella Gazzetta Ufficiale

3) L'esclusione da Irpef vale anche per chi paga l'IMIS

4) Agricoli: Regime di esonero Iva anche per il 2016

5) Dichiarazioni tardive: il ravvedimento per l'intermediario

6) Farmaci omeopatici detraibili

7) Spese di giustizia ・contabile・: istituiti i codici per l'ufficio nel Modello F24

8) Assunzione di detenuti: ecco le modalità e termini di fruizione del credito d’imposta

9) Precisazioni dall'Inps sul calcolo della durata dell'indennità NASpI

10) Mobilità in deroga: precisazioni sui periodi di concessione di proroga di mobilità in deroga

 

1) Studi di settore 2015, disponibile il software per giustificare le anomalie

Può usarlo chi vuole comunicare informazioni o elementi giustificativi su situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza

L’Agenzia delle entrate, il 27 novembre 2015, ha reso disponibile sul proprio sito l’applicazione web per la compilazione e l’invio delle segnalazioni relative agli studi di settore 2015.

Il software è destinato ai contribuenti che vogliono comunicare all’Amministrazione finanziaria informazioni o elementi giustificativi relativi a situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza risultanti dall’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2014. Grazie all’applicativo, è inoltre possibile comunicare le cause di inapplicabilità o di esclusione dagli studi per la stessa annualità.

Nell'apposita pagina l’Amministrazione finanziaria ha pubblicato un’apposita guida per le segnalazioni, ricordando prima di tutto che, per accedere al servizio, si deve entrare nell’area riservata Entratel – Fisconline (

https://telematici.agenziaentrate.gov.it). Nel caso in cui si svolgano le funzioni di Gestore Incaricati o di Incaricato, potrebbe essere richiesto di scegliere l’utenza di lavoro (per ulteriori dettagli si può consultare il sito di assistenza http://assistenza.agenziaentrate.gov.it/). Il servizio è raggiungibile dal menu "Servizi per" – "Comunicare" – "Segnalazioni Studi di Settore/Unico 2015".

Dopo aver inserito il codice PIN e aver raggiunto la pagina iniziale del servizio, per inserire una nuova segnalazione si deve utilizzare la voce Nuova presente nella pagina iniziale. Dovranno essere indicati il "Protocollo dichiarazione" e il "Progressivo protocollo" relativi al modello UNICO 2015, periodo d’imposta 2014, già trasmesso (informazioni rilevabili dalla ricevuta telematica del modello UNICO) e il codice attività ATECO relativo allo studio di settore oggetto di segnalazione. Inoltre, solo nel caso di segnalazione effettuata dall’intermediario, si dovrà indicare il codice fiscale del contribuente cui si riferisce la stessa.

2) Principi contabili internazionali: Pubblicato regolamento nella Gazzetta Ufficiale

Principi contabili internazionali: controllo congiunto, cambia l’IFRS 11.

E' stato, infatti, pubblicato, il regolamento n. 2172 del 24 novembre 2015, nella Gazzetta Ufficiale della UE, serie L n. 307 del 25 novembre 2015.

La Commissione Europea ha omologato le modifiche al principio contabile internazionale IFRS - 11. L’IFRS 11 riguarda gli accordi a controllo congiunto ed è stato modificato dallo IASB - International Accounting Standard Board il 6 maggio 2014. Le modifiche contengono riferimenti all'IFRS 9 in tema di classificazione e valutazione di tutte le attività finanziarie che al momento non possono essere applicati poiché l’IFRS 9 non è stato adottato dall'Unione. Pertanto la Commissione precisa che qualsiasi riferimento all'IFRS 9 presente nel regolamento deve essere letto come riferimento al "corrispondente" principio contabile internazionale (International Accounting Standard) IAS 39 - Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione.

Il 6 maggio 2014 l'International Accounting Standards Board ha pubblicato modifiche all'IFRS - International Financial Reporting Standard 11 - Accordi a controllo congiunto, intitolate "Contabilizzazione delle acquisizioni di interessenze in attività a controllo congiunto".

Le modifiche prevedono nuovi orientamenti sulla contabilizzazione delle acquisizioni di interessenze in attività a controllo congiunto che costituiscono una attività aziendale.

Il principio IFRS 11 – Accordi a controllo congiunto riguarda i criteri di rilevazione contabile degli accordi di controllo congiunto.

Il principio contabile prevede che il il partecipante all’accordo debba evidenziare con chiarezza i diritti e le obbligazioni relative agli accordi stessi, piuttosto che la forma legale dell’accordo posto in essere; ovvero, la struttura legale dell’accordo non è determinante ai fini delle rilevazioni contabili dell’operazione.

L’IFRS 11 classifica due tipologie di accordo: attività a controllo congiunto (joint operation) e joint venture.

Nelle attività a controllo congiunto entrambe le parti (o gestori congiunti) esercitano diritti sulle attività e sulle obbligazioni relative all’accordo.

Nell’accordo di joint venture alle parti sono riconosciuti diritti sulle attività nette dell’accordo.

L’accordo di joint venture presuppone la costituzione di un soggetto giuridico autonomo per il controllo delle attività e delle passività, nonché per la sottoscrizione dei contratti.

Con le modifiche apportate nel maggio del 2014, l’IASB - International Accounting Standard Board ha ulteriormente specificato come il gestore congiunto debba contabilizzare nel proprio bilancio l’acquisizione in una joint operation - attività a controllo congiunto, a seconda che questa costituisca oppure no un "business" così come definito dal principio contabile IFRS 3 - Aggregazioni aziendali.

Le modifiche all'IFRS 11 contengono riferimenti all'IFRS 9 che al momento non possono essere applicati poiché l'IFRS 9 non è stato adottato dall'Unione.

Pertanto è necessario che qualsiasi riferimento all'IFRS 9 presente nel regolamento sia letto come riferimento al Principio contabile internazionale (International Accounting Standard) IAS 39 - Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione; in particolare, è ulteriormente specificato in nota alle modifiche regolamentari che qualora un’impresa applichi le modifiche ma non applichi ancora l'IFRS 9, il riferimento all'IFRS 9 dovrà essere interpretato come un riferimento allo IAS 39 - Strumenti finanziari: Rilevazione e valutazione.

Le modifiche all'IFRS 11, pubblicato a maggio 2014, sono applicabili prospetticamente a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio dall’1 gennaio 2016 o da data successiva.

È consentita un'applicazione anticipata.

Le modifiche applicate in relazione a un esercizio precedente devono essere opportunamente evidenziate.

Il regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

3) L’esclusione da Irpef vale anche per chi paga l’IMIS

Come é noto nelle Province autonome di Trento e Bolzano - che hanno istituito, rispettivamente, l’IMI e l’IMIS, in sostituzione dell’IMU - si applica, a decorrere già dal 2014.

Ora il disegno di legge di Stabilità 2016 (art. 1, comma 10), così come approvato dal Senato, ne dispone l’esclusione (retroattiva), per la componente immobiliare, dell’IRPEF e relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati. Si ristabilisce, in tal modo, la parità di trattamento e si riempie un vuoto normativo.

Il disegno di legge di Stabilità 2016 (art. 1, comma 10), così come approvato dal Senato, dispone che:

All’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, è aggiunto il seguente periodo: ‘‘Le disposizioni di cui al presente comma si applicano, dal periodo d’imposta 2014, anche all’imposta municipale immobiliare della provincia autonoma di Bolzano […] ed all’imposta immobiliare semplice della provincia autonoma di Trento […]".

Il base al comma 1, dell’art. 8, D.Lgs. n. 23/2011 (ante modifica), "l’imposta municipale propria è istituita, e sostituisce, per la componente immobiliare, l’imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, e l’imposta comunale sugli immobili, fatto salvo quanto disposto nel successivo articolo 9, comma 9, terzo periodo".

La norma, infine, dispone che "fermo restando quanto previsto dai periodi precedenti, il reddito degli immobili ad uso abitativo non locati situati nello stesso comune nel quale si trova l’immobile adibito ad abitazione principale, assoggettati all’imposta municipale propria, concorre alla formazione della base imponibile dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali nella misura del cinquanta per cento".

4) Agricoli: Regime di esonero Iva anche per il 2016

Regime IVA per gli agricoli: tutto come prima. Agricoltori, salvo il regime IVA sotto i 7.000 euro. Respiro di sollievo per gli agricoltori. Dal testo della Stabilit

à approvato in Senato venerdì scorso è sparita la disposizione che abroga il regime ex art. 34, c. 6, D.P.R. n. 633/1972. Si tratta del regime che esonera i soggetti con un volume d’affari non superiore a 7.000 euro da tutti gli obblighi documentali e contabili in materia di IVA, compresi la dichiarazione annuale ed il versamento, comportando la necessità per i cessionari dei prodotti agricoli, all’atto degli acquisti, di operare un’autofatturazione con aliquote corrispondenti alle percentuali di compensazione spettanti ai loro cedenti. Il regime, dunque, è salvo.

Ma questa nonè l’unica disposizione contenuta nel "vecchio" art. 47 del Disegno di legge (ora art. 1, comma 515) ad essere stata stralciata con il passaggio in Senato: a saltare è anche la norma che riporta l’IVA sul pellet al 10% che, pertanto, continuerà a scontare l’attuale aliquota al 22%.

Per il resto, tuttoè confermato. Scatterà l’esenzione ai fini IMU e TASI per i terreni, verrà eliminata l’IRAP agricola, sarà abbattuta dal 12% al 15% l’imposta di registro per gli atti traslativi della proprietà e di godimento di terreni agricoli a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali. A restare invariato è anche l’innalzamento dal 7% al 30% del coefficiente di rivalutazione dei redditi agrari e dominicali e le nuove disposizioni in materia di regime forfettario per la produzione di energia elettrica.

5) Dichiarazioni tardive: il ravvedimento per l'intermediario

Possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso anche per l'invio tardivo da parte dell'intermediario.

Dichiarazione tardiva

L'intermediario, che ha inviato la dichiarazione oltre i termini di presentazione, pur avendo assunto l'impegno entro tali termini oppure ha inviato la dichiarazione oltre un mese dalla data di assunzione dell'impegno, ove questo sia stato assunto oltre i termini di presentazione, può comunque ravvedersi, e pagare così una minore sanzione se:

- presenta la dichiarazione entro 90 giorni dal termine di presentazione;

- versa spontaneamente l'importo di

€ 51,00 (la sanzione ordinaria varia da € 516,00 a € 5.164,00) a titolo di sanzione (codice tributo 8924), per ciascuna dichiarazione tardiva.

A differenza di quello che avviene per il contribuente, la sanzione di € 51,00 è unica per ciascuna dichiarazione, indipendentemente da quante sono le dichiarazioni che confluiscono in essa (se ad esempio nel Modello Unico PF 2015 è compresa anche il modulo Iva 2015, mentre il contribuente dovrà versare due volte la sanzione di € 25,00 quindi in tutto € 50,00, l'intermediario dovrà versare la sanzione una sola volta).

Controllo della  data di assunzione dell'impegno

Occhio, quindi, alla data di assunzione dell'impegno, indicata sul frontespizio del modello dichiarativo. Se la richiesta di invio delle dichiarazioni da parte del contribuente arriva dopo il termine di presentazione della dichiarazione, l'intermediario ha tempo un mese per trasmetterla. Passato questo termine è sanzionabile per tardiva trasmissione della dichiarazione.

6) Farmaci omeopatici detraibili

Sono detraibili le spese sostenute per l・acquisto di prodotti omeopatici. Basta esibire lo scontrino. Non serve, quindi, la prescrizione medica.

Lo precisa l'Agenzia delle entrate all'interno del proprio notiziario fiscale del 27 novembre 2015.

In particolare, l'Agenzia precisa che le spese sostenute per prestazioni rese da un medico generico, comprese quelle per visite e cure di medicina omeopatica, fruiscono della detrazione del 19%, sia se sostenute nell・interesse proprio o in quello dei figli o familiari a carico (articolo 15, comma 1, lettera c, del Tuir). Per i prodotti omeopatici, ai fini della detrazione, è necessario che sullo scontrino fiscale sia indicato la dicitura "omeopatico". Non è invece necessario conservare la prescrizione medica poiché la natura e la qualità del prodotto si evincono dalla dicitura e dalla denominazione dello stesso (risoluzione 10/E del 2010).

7) Spese di giustizia ・contabile・: istituiti i codici per l・ufficio nel Modello F23/F24

L'Agenzia istituisce nuovi codici riservati al modello 23 e al modello F24. Si moltiplicano, dunque, i canali per far confluire le somme direttamente nelle casse che le attendono.Il codice ente VAE e i sub-codici vanno da 01 a 52, quante sono le strutture centrali e periferiche della Corte dei conti. Sono gli identificativi istituiti dall'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 100/E del 27 novembre 2015, da riportare nel modello F23 per consentire agli uffici della magistratura contabile, che svolgono attività giurisdizionale, di monitorare le somme versate per coprire le spese di giustizia e agli agenti della riscossione una corretta e puntuale rendicontazione degli importi riscossi.

IVAE・Eviaggia sempre in tandem, infatti, deve essere riportato nel campo 6 del modello di pagamento F23 insieme al sub-codice che individua lo specifico ufficio giurisdizionale della Corte dei conti; inoltre, nel campo 7, va indicato il codice catastale del comune che lo ospita.

Si chiama EGB1・E invece, la causale che incanala nelle casse dell'ente generale bilaterale gli importi pagati a titolo di contributi all'0rganismo. Istituita con la risoluzione n. 99/E del 27 novembre 2015, andrà  posizionata nel modello F24 nella sezione Inps・E nel campo causale contributo・Ein corrispondenza degli ・importi a debito versati・E All'interno della stessa sezione, negli appositi campi, vanno riportati, inoltre, il codice della sede Inps competente, la matricola Inps dell'azienda e il periodo di riferimento.

8) Assunzione di detenuti: ecco le modalità e termini di fruizione del credito d’imposta

Termini di utilizzo del bonus fiscale per l・impresa che assume detenuti:

Si può fruire in compensazione, presentando il modello F24 esclusivamente con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

È stato firmato, dal direttore delle Entrate, il provvedimento 27 novembre 2015, con il quale sono forniti i modi e i termini per la fruizione del credito d・imposta a favore delle imprese che assumono detenuti o internati, anche quelli ammessi al lavoro esterno, ovvero detenuti in semilibertà provenienti dal carcere, e alle imprese che svolgono effettivamente attività di formazione nei confronti degli stessi soggetti, come disposto dal decreto 148/2014 del ministro della Giustizia, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze e del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha dato attuazione alle disposizioni della legge 193/2000.

Infatti, l・articolo 3 di detta legge, prevede un riconoscimento fiscale per chi assume ・ per un periodo di tempo non inferiore a trenta giorni ・ o ・forma・ lavoratori carcerati o internati o in semilibert

à provenienti dalla detenzione e anche quelli ammessi al lavoro esterno di cui all’articolo 21 della legge 354/1975, per facilitarne il reinserimento nella società civile.

Modalità

Il credito d'imposta è fruibile, in compensazione tramite la presentazione del modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici Entratel e Fisconline messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, nei limiti dell’importo complessivamente concesso dal ministero della Giustizia. Le disposizioni contenute nel provvedimento, decorrono dal 1° gennaio 2016. A partire da tale data, è soppresso il codice tributo 6741. Con una risoluzione, l’Agenzia istituirà il nuovo codice tributo, da indicare nella delega di pagamento. Entro il 31 dicembre di ogni anno, il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia trasmetterà all’Agenzia delle Entrate via web l’elenco delle imprese beneficiarie del credito per l’anno successivo, con l’importo concesso a ciascuna di esse.

Sempre in modalità telematica l’Amministrazione penitenziaria renderà note all’Agenzia delle Entrate le variazioni agli elenchi trasmessi, nonché le revoche dei crediti già concessi, entro 15 giorni da quando avrà conoscenza dell’evento che ha determinato la variazione o la revoca.

In questi casi, il modello F24 potrà essere presentato telematicamente all’Agenzia delle Entrate a partire dal terzo giorno lavorativo successivo a quello di comunicazione delle variazioni e delle revoche da parte del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria all’Agenzia delle Entrate.

Il regime transitorio prevede che, nel frattempo, i crediti d・imposta maturati fino al 31 dicembre 2015, non ancora interamente utilizzati in compensazione, possono essere fruiti dalle imprese, a decorrere dal 1° gennaio 2016, secondo le nuove disposizioni, nei limiti dell’importo residuo risultante dalla differenza tra i crediti comunicati all’Agenzia dall’Amministrazione penitenziaria e l’ammontare dei crediti fruiti in compensazione utilizzando il "vecchio" codice tributo 6741 rilevati dalle Entrate attraverso i modelli F24 presentati successivamente alle comunicazioni del citato dipartimento del ministero della Giustizia. Verifiche

Sulla base dei dati comunicati, l・Amministrazione finanziaria effettuerà dei controlli automatizzati.

Inoltre, il provvedimento stabilisce che l・Agenzia delle Entrate verifichi che, per ciascun modello F24 ricevuto, l・importo del credito d'imposta utilizzato non risulti superiore all・ammontare del beneficio complessivamente concesso all・impresa, al netto dell・agevolazione fruita attraverso gli F24 già presentati.

Nel caso in cui l'importo del credito d・imposta già fruito risulti superiore all’ammontare residuo, ovvero nel caso in cui l’impresa non rientri nell’elenco dei soggetti ammessi al beneficio, il relativo F24 è scartato e i relativi pagamenti sono considerano come "non effettuati".

Tale scarto sarà comunicato al chi ha trasmesso la delega di pagamento, tramite apposita ricevuta consultabile attraverso i servizi telematici dell'Amministrazione finanziaria.

9) Precisazioni dall'Inps sul calcolo della durata dell'indennità NASpI

L'Inps, con la circolare n. 194 del 27 novembre 2015, fornisce alcune precisazioni in merito al calcolo della durata dell'indennità NASpI.

In particolare, è stato precisato ed armonizzato il procedimento di calcolo e presentate alcune precisazioni sul requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro con riferimento ai lavoratori domestici, lavoratori agricoli, lavoratori a domicilio, ai lavoratori in somministrazione, ai lavoratori intermittenti e a lavoratori con contribuzione in Paesi UE o Paesi in Convenzione.

Infine sono state presentate le prime indicazioni della nuova condizionalità in materia di politiche attive.

10) Mobilità in deroga: precisazioni sui periodi di concessione di proroga di mobilità in deroga

Come già indicato nella circolare INPS n. 107 del 27 maggio 2015 i decreti regionali di concessione di mobilità in deroga non possono prevedere concessioni di trattamenti di mobilità in deroga per periodi non continuativi rispetto all’evento del licenziamento o rispetto a trattamenti già conclusi.

Quanto sopra vale anche per i lavoratori in mobilità in deroga che interrompono la fruizione del trattamento per iniziare un’attività di lavoro a tempo determinato.

Pertanto, nei casi sopra descritti, non si potrà dar corso alla decretazione regionale e, nel contempo, le Sedi territorialmente competenti, dovranno informare, per il tramite delle Sedi Regionali di riferimento, la Regione o Provincia autonoma interessata, sull’impossibilità per l’Istituto di dare esecuzione al provvedimento concessorio.

(Inps, messaggio n. 7189 del 27 novembre 2015)

Vincenzo D'Andò