Diario quotidiano del 18 novembre 2015: le chance di rateizzare con Equitalia sono ancora aperte

Pubblicato il 18 novembre 2015



Equitalia: chance di rateizzazione fino al 23 per i decaduti nell’ultimo biennio; segreto bancario svizzero: è arrivato il momento della fine?; IMU ridotta per le locazioni a canone concordato?; aliquota agevolata prima casa: se c’è la piscina non si applica; è possibile il sequestro del conto della società schermo; la fattura deve recare la corretta descrizione delle operazioni; ABI: sofferenze oltre 200 miliardi, tassi ai minimi; canone RAI in bolletta in 10 rate – le novità dalla Legge di Stabilità

1) Equitalia: chance di rateizzazione fino al 23 per i decaduti nell’ultimo biennio

2) Segreto bancario svizzero: è arrivato il momento della fine?

3) IMU ridotta per le locazioni a canone concordato?

4) Aliquota agevolata prima casa: se c’è la piscina non si applica

5) E' possibile il sequestro del conto della società schermo

6) La fattura deve recare la corretta descrizione delle operazioni

7) ABI: sofferenze oltre 200 miliardi, tassi ai minimi

8) Recesso del socio: attenzione all’avviamento

9) Digitalizzazione alle Dogane

10) INPS: Nuove modalità di Gestione Deleghe

11) Attuata la cd. nuova Transparency (obblighi di trasparenza delle società quotate)

12) ANAC: pubblicato l'aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione

 

1) Equitalia: chance di rateizzazione fino al 23 per i decaduti nell’ultimo biennio

Il Fisco ricorda che per i debitori decaduti da precedenti piani di rateazione sono ancora aperti fino a lunedì 23 novembre i termini per nuovi piani di rateazione.

Scadenza festiva, scadenza prorogata al primo, successivo, giorno feriale. La regola vale anche per i contribuenti decaduti da un piano di pagamento rateale tra il 22 ottobre 2013 e il 21 ottobre 2015, che intendono concordare con Equitalia una nuova dilazione delle somme non versate a suo tempo, fino a un massimo di 72 rate. Il termine per inoltrare la richiesta alla società di riscossione nazionale è spostato da sabato 21 a lunedì 23 novembre.

La possibilità di essere riammessi a un programma di pagamento frazionato è stata offerta dal decreto legislativo 159/2015 (“Misure per la semplificazione e la razionalizzazione delle norme in materia di riscossione”), che ha aperto la nuova finestra in favore di chi è debitore nei confronti di Equitalia. In questo caso, però, il piano concesso non è prorogabile e si verifica decadenza se non si pagano due rate anche non consecutive.

Per aderire al beneficio, bisogna presentare una specifica domanda, utilizzando i modelli disponibili presso gli sportelli di Equitalia e sul sito del gruppo Equitalia, nella sezione Rateizzazione – Modulistica, presente nell’Area cittadini e nell’Area imprese.

La richiesta può essere inviata anche tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

 

2) Segreto bancario svizzero: è arrivato il momento della fine?

Le agenzie fiscali europee sono in attese delle decisioni sulle rogatorie massive di dati bancari svizzeri richieste dall'autorità olandesi. In caso di parere positivo a tale tipo di rogatoria sui dati bancari dei contribuenti europei, il segreto bancario svizzero avrebbe di fatto fine assoluta.

Inoltre dal 2016 dovrebbero essere operative le misure di blocco dei depositi non fiscalizzati nel paese di residenza del contribuente. Ricordiamo che le banche svizzere sono sottoposte all'obbligo previsto dal diritto prudenziale, imposto severamente da parte della autorità di vigilanza svizzera (Finma), di evitare di esporsi a qualsiasi rischio legale e reputazionale.

 

3) IMU ridotta per le locazioni a canone concordato?

Fra le ipotesi allo studio per ridurre il peso della tassazione sugli immobili e per venire incontro alle esigenze del mercato delgi affitti, è nata l'ipotesi di tagliare del 25% l'IMU dovuta su unità immobiliari locate con contratti cosiddetti a canone concordato.

 

4) Aliquota agevolata prima casa: se c’è la piscina non si applica

Ai fini della fruizione dell’agevolazione “prima casa”, l’immobile sito in un complesso residenziale con piscina a servizio esclusivo dell’abitazione, anche se quest’ultima è di superficie inferiore a 240 metri quadri, deve considerarsi “di lusso”; quindi, l’Amministrazione finanziaria è legittimata a recuperare la differenza fra l’imposta calcolata in base all’aliquota applicabile in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione dei benefici richiesti (aliquota agevolata) e provvisoriamente concessi in sede di rogito notarile.

Non si può, inoltre, sostenere che il cedente (impresa costruttrice) sia responsabile dell’Iva non riscossa, in quanto l’applicazione dell’aliquota inferiore da parte del venditore dell’immobile è derivata da una dichiarazione mendace dell’acquirente.

Questi i principi espressi dalla Corte di cassazione nell’ordinanza n. 21908 del 27 ottobre 2015.

 

5) E' possibile il sequestro del conto della società schermo

In caso di concorso di più persone in uno dei reati compresi nella previsione dell’articolo 322-ter del Codice penale con il coinvolgimento di società, il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente può incidere contemporaneamente e indifferentemente sui beni dell’ente che dal medesimo reato ha tratto vantaggio e su quelli della persona fisica che l’ha commesso. Il vincolo cautelare non può eccedere, però, il valore complessivo del profitto del reato.

È quanto emerge dalla sentenza n. 45520/15 della Seconda Sezione Penale della Cassazione.

In un procedimento a carico di alcuni soggetti accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti di appropriazione indebita e truffa aggrava, nonché del reato di riciclaggio, gli ermellini si sono espressi a favore del sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, del denaro depositato sul contro corrente intestato a una Srl legalmente rappresentata da uno degli indagati e ritenuta dal Tribunale una “società schermo”.

 

6) La fattura deve recare la corretta descrizione delle operazioni

Capita spesso di imbattersi in contestazioni dell’Agenzia delle entrate in merito alla descrizione inserita nelle fatture.

Dalla censura derivano, solitamente, due conseguenze:

la prima, relativa al comparto dell’Iva, in merito alla violazione delle prescrizioni dell’articolo 21 D.P.R. 633/1972;

la seconda, ben più pesante, relativa al disconoscimento del costo in capo al soggetto acquirente del bene o, più frequentemente, fruitore del servizio.

La Corte di Cassazione si è interessata di recente della vicenda (sentenza n. 21980/2015), pur se in relazione al solo comparto Iva; proviamo allora a trarre dalla pronuncia resa dai supremi giudici qualche spunto di ragionamento.

A seguito di un controllo, l’Agenzia delle entrate notificava ad una Srl tre distinti atti di contestazione, a mezzo dei quali irrogava le sanzioni previste dall’articolo 9 D.Lgs. 471/1997 per l'irregolare compilazione delle fatture da essa emesse nei confronti di altra SpA, stante la generica indicazione del loro oggetto descritto con la locuzione “servizi professionali, magazzinaggio, trasporto, tenuta contabile, marketing e promozione vendite".

 

7) ABI: sofferenze oltre 200 miliardi, tassi ai minimi

I prestiti delle banche italiane all'economia, secondo i recenti dati Abi aggiornati a ottobre, sono cresciuti dello 0,2% annuo, mentre le sofferenze lorde hanno superato i 200 miliardi e i tassi sui mutui sono ai minimi storici.

Nei primi nove mesi del 2015 i nuovi finanziamenti alle imprese sono saliti del 16,2%, mentre i nuovi mutui per l'acquisto di immobili sono cresciuti del 92,1%, con surroghe(cambio di mutuo per avere migliori condizioni) pari a circa il 30% del totale.

Anche se il dato di crescita annua dei crediti all'economia (che include crediti alla pubblica amministrazione e a società finanziarie, oltre a quelli a famiglie e imprese) è leggermente positivo (+0,2%), resta con un marginale segno negativo quello dei crediti concessi al segmento famiglie e imprese. A ottobre è stato pari al -0,3% che è comunque il miglior dato da aprile 2012.

A ottobre i tassi medi alla clientela per i prestiti sono al minimo storico di 3,33% e i tassi medi sui nuovi mutui casa è al 2,61%, minimo da luglio 2010.

Le sofferenze lorde in settembre sono salite a 200,4 miliardi (10,5% degli impieghi), quelle nette sono a 87,1 miliardi (4,84% degli impieghi).

La raccolta complessiva a settembre è cresciuta dello 0,2%.

 

8) Canone RAI in bolletta in 10 rate – le novità dalla Legge di Stabilità

Uno dei provvedimenti di massa più sentiti previsti dal disegno di legge di stabilità è il pagamento del canone RAI insieme alla bolletta della luce.  Il canone si pagherà "in 10 rate mensili", addebitate sulle bollette elettriche con scadenza immediatamente successiva alla scadenza delle rate. In via transitoria, le prime rate saranno addebitate nella fattura successiva al primo luglio.

 

9) Recesso del socio: attenzione all’avviamento

Nel calcolo della quota da pagare al socio che recede, si deve tenere conto anche dell’avviamento. Ma l'atto costitutivo può regolarne il valore

Lo rileva la Fondazione Nazionale Commercialisti all’interno del documento del 16 novembre 2015, dal titolo «la valutazione delle quote nelle società personali in ipotesi di recesso ed esclusione» a firma Raffaele Marcello

Dunque, il valore della quota del socio receduto o escluso deve tenere conto dell’avviamento della società. Tuttavia, l’atto costitutivo può precisare e parzialmente derogare i valori dello stesso. Nel liquidare le quote a valore superiore al patrimonio netto sarà ammissibile considerare la differenza un diritto di credito della società nei confronti dei soci superstiti senza imputarlo a conto economico.

Il criterio di liquidazione della quota. Ai sensi dell’art. 2289, co. 2, c.c. si fa riferimento alla situazione patrimoniale della società nel giorno di scioglimento del vincolo sociale, con la redazione di un bilancio ad-hoc. A riguardo si precisa come nella liquidazione della quota si debba tener conto anche degli utili e delle perdite delle operazioni in corso (art. 2289, co. 3) e dell’avviamento (positivo o negativo) al fine di evitare l’ingiusto arricchimento dei soci superstiti che continuano a gestire l’impresa. Come spiega la FNC, per “operazioni in corso” si intende “l’insieme degli affari già iniziati mentre il socio era partecipe alla società che, non essendosi ancora integralmente tradotti in variazioni patrimoniali, continuano a produrre effetti giuridici ed economici anche dopo l’uscita del socio”. Quale esempio di operazioni in corso vengono citate: la nascita di un contenzioso tributario dopo il recesso del socio a seguito di controlli attinenti al periodo ante exit (situazione negativa), ma anche l’accoglimento di una richiesta di contributi sottoposta a condizione sospensiva (circostanza positiva). Il calcolo della liquidazione viene suddiviso in due parti, la prima relativa all’individuazione della somma di denaro rappresentante la quota e la seconda attinente alla valutazione degli utili o delle perdite che derivano dagli affari già avviati ma non condotti a termine. Nella valutazione deve tenersi conto anche dell’eventuale avviamento, traducibile nella probabilità, fondata su elementi presenti o passati ma proiettata soprattutto al futuro, di maggiori profitti per i soci superstiti derivanti dall’apporto conferito dal socio recedente e consolidatosi come componente del patrimonio sociale.

La FNC poi evidenzia che seppur non sia ammissibile “escludere tout court il valore dell’avviamento dal corrispettivo da liquidare... si possono prevedere, anche con patti sociali, determinati criteri anche più vantaggiosi per i soci superstiti” ad esempio, ipotizzando una decurtazione della percentuale in relazione al contributo attivo dei soci superstiti nella gestione della società, o altri metodi.

Riguardo l’ipotesi del patrimonio netto inferiore al capitale economico, mentre il valore da liquidare fino a concorrenza del valore della corrispondente frazione del patrimonio netto non presenta particolari problemi (è sufficiente ridurre il capitale sociale e distribuire una parte delle eventuali riserve), le difficoltà più rilevanti emergono per il trattamento contabile della parte residua, previa individuazione della sua natura economica. Nonostante la differenza tra la frazione di quota liquidata al socio sia considerato un costo da addebitare a conto economico o da iscrivere come costo sospeso da addebitare in più esercizi, la FNC propone una diversa soluzione. Considerando, per i soci superstiti, la liquidazione della quota al socio receduto un’operazione analoga all'acquisto di quote, la società di persone, assumendo l’onere della liquidazione, svolge sostanzialmente il ruolo di mandataria dei soci superstiti per conto dei quali l’operazione è effettuata. Sarà legittimo, per la società, vantare nei loro confronti un diritto di credito per la parte della somma liquidata che eccede il capitale annullato e delle riserve distribuite.

 

10) Digitalizzazione alle Dogane

La nota n. 125907 del 17 novembre 2015  dell’Agenzia delle dogane è relativa alla digitalizzazione del colloquio tra l’ufficio di destinazione ed il destinatario autorizzato.

In particolare, la risoluzione fornisce precisazioni in merito a:

- Scritturazione del “Registro aziendale delle merci pervenute”

- Disponibilità delle merci pervenute senza intervento dell’ufficio di destinazione.

 

11) INPS: Nuove modalità di Gestione Deleghe

Il messaggio dell’INPS n. 6995 del 17 novembre 2015 è relativo alle nuove modalità di Gestione Deleghe.

Al fine di migliorare la comunicazione con gli Intermediari delle Aziende è in corso di rilascio una nuova versione internet del sistema di Gestione Deleghe, integrata con il sistema di Anagrafica Unica del Contribuente.

La nuova modalità permetterà, in fase di acquisizione di una o più deleghe, la visualizzazione di tutte le posizioni contributive legate al Codice Fiscale del Soggetto Contribuente indicato. Le posizioni contributive elencate saranno caratterizzate oltre che dal codice della posizione contributiva anche  dalla gestione di appartenenza e dal codice unico della posizione registrato nell’anagrafica unica del contribuente.

Questo primo rilascio permette l’acquisizione di deleghe esclusivamente su posizioni contributive afferenti all’area delle aziende con dipendenti. Seguiranno successive attivazioni che permetteranno anche l’acquisizione di deleghe per le altre gestioni.

Il cambio di modalità di gestione è completamente trasparente e saranno automaticamente registrate tutte le deleghe attualmente in essere su aziende con dipendenti per cui non sarà necessario alcun intervento da parte dell’utenza esterna.

L’applicazione Gestione Deleghe è richiamabile dalla sezione Servizi per le Aziende e Consulenti nel sito Internet aziendale al seguente indirizzo (http://www.inps.it).

Per gli operatori in sede è stata inoltre rilasciata una nuova versione nel portale intranet dell’applicazione di Gestione Deleghe integrata con la nuova piattaforma che permetterà la consultazione dello stato di attivazione delle deleghe anche a livello di Codice Fiscale del Soggetto Contribuente.

Anche in questo caso, le posizioni contributive elencate saranno caratterizzate oltre che dal codice della posizione contributiva anche  dalla gestione di appartenenza e dal codice unico della posizione registrato nell’anagrafica unica del contribuente.

L’applicazione Gestione Deleghe Intranet è richiamabile dalla sezione Servizi per le Aziende e Consulenti nel portale Intranet aziendale al seguente indirizzo (http://intranet.inps.it).

 

12) Attuata la cd. nuova Transparency (obblighi di trasparenza delle società quotate)

Il 13 novembre 2015, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva 2013/50/UE sugli obblighi di trasparenza delle società quotate (cd. nuova Transparency). Sull’attuazione della direttiva, il MEF ha svolto una consultazione pubblica dal 12 al 27 ottobre (su cui si veda nostra news del  14 ottobre e la nostra risposta  in news del 30 ottobre 2015). Lo schema di decreto è stato presentato in Parlamento, per il parere delle Commissioni competenti.

Si indicano di seguito le modifiche al Tuf contenute nello schema di decreto legislativo, evidenziando le differenze rispetto al testo posto in consultazione dal MEF: 

definizione di emittenti quotati - rispetto a quella prevista nel documento di consultazione del MEF, è stato eliminato il riferimento alle associazioni di imprese registrate;

definizione di PMI quotate – rispetto a l testo in consultazione, si prevede che la Consob deve pubblicare l’elenco delle PMI tramite il proprio sito internet, sulla base delle informazioni fornite dagli emittenti;

disciplina dei mercati - sono state introdotte alcune modifiche volte a distinguere l’ammissione a quotazione degli strumenti finanziari dall’ammissione alla negoziazione degli stessi, ai fini degli artt. 62 e 64 Tuf;

scelta dello SM di origine - il testo è rimasto sostanzialmente invariato rispetto a quello posto in consultazione, ma è stato modificato il regime transitorio: si prevede infatti che, per gli emittenti che non hanno effettuato la comunicazione dello SM di origine prima del 27 novembre 2015, il periodo di 3 mesi per effettuare la scelta decorre dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione, anziché dalla data  in cui per la prima volta  i valori mobiliari sono stati ammessi a  negoziazione;

informazioni regolamentate -  è stata confermata l’eliminazione dell’obbligo di pubblicazione sui giornali delle informazioni regolamentate e, rispetto al testo posto in consultazione, è stato chiarito che tale eliminazione riguarda anche l’avviso di convocazione dell’assemblea (art. 125-bis); inoltre, le relazioni sul governo societario e sulla remunerazione sono state escluse dall’ambito delle informazioni regolamentate; 

partecipazioni rilevanti - è confermato l’innalzamento dal 2% al 3% della soglia di partecipazione al capitale per gli obblighi di comunicazione; la soglia per le PMI rimane al 5%;

relazione semestrale - è confermata l’estensione a 3 mesi del termine per la pubblicazione della relazione semestrale; è stata però modificata la formulazione della previsione per riprendere quello della direttiva, che fa riferimento alla pubblicazione "quanto prima possibile" in luogo di "non appena possibile" originariamente proposto;

resoconto intermedio di gestione - è confermata l’eliminazione dell’obbligo di pubblicazione del resoconto intermedio di gestione, rimettendo alla Consob la facoltà di richiedere con regolamento l'obbligo di pubblicazione di informazioni periodiche aggiuntive; rispetto al testo posto in consultazione, è stato chiarito che il potere della Consob non può estendersi oltre quanto ora richiesto dal comma 5 dell’art. 154-ter; inoltre, prima dell’eventuale introduzione degli obblighi, la Consob deve pubblicare un’analisi di impatto che esamini la sussistenza, anche in chiave comparatistica, la sussistenza delle condizioni richieste dal decreto;

trasparenza dei pagamenti ai governi - sono state confermate le disposizioni in materia di pubblicazione della relazione sui pagamenti ai governi;

 regime sanzionatorio - rispetto al testo posto in consultazione, si chiarisce che l’applicazione delle sanzioni al “personale” della società sussiste qualora la loro condotta abbia contribuito a determinare la violazione della norma o l’omissione della comunicazione da parte della persona giuridica.

(Assonime, nota del 17 novembre 2015)

 

13) ANAC: pubblicato l'aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione

L'Autorità nazionale anticorruzione, con la determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015, ha approvato l'aggiornamento del Piano nazionale Anticorruzione (PNA), in vigore dal 2 novembre 2015.

L'aggiornamento si è reso necessario a seguito degli interventi normativi che hanno fortemente inciso sul sistema di prevenzione della corruzione a livello istituzionale. Particolarmente significativa è stata la disciplina introdotta con il decreto legge n. 90/2014 che ha trasferito interamente le competenze sulla prevenzione della corruzione e sulla trasparenza dal Dipartimento della Funzione Pubblica all'ANAC.

Le indicazioni contenute nell'aggiornamento del PNA si pongono in continuità con quanto previsto dal PNA approvato con delibera n. 72 dell' 11 settembre 2013. In attesa dell'adozione del PNA per il triennio 2016-2018, il documento di aggiornamento ha l'obiettivo di fornire un supporto operativo ai soggetti tenuti all'introduzione di misure di prevenzione della corruzione affinché possano apportare eventuali correzioni volte a migliorare l'efficacia dell'impianto adottato.

Il documento si compone di tre parti: una parte generale, in cui vengono evidenziate le principali criticità rilevate e in cui vengono date indicazioni per migliorare la qualità delle strategie di prevenzione della corruzione; una parte speciale, dedicata a due approfondimenti in settori particolarmente esposti al rischio corruttivo: i contratti pubblici e la sanità. Per ciascuno di questi settori sono individuati gli eventi a più alto rischio corruzione per i quali sono indicate alcune possibili misure di prevenzione. Nell'ultima parte del documento sono individuati gli aspetti sui quali l'ANAC svolgerà con carattere prioritario la propria attività di vigilanza.

La predisposizione dell'aggiornamento ha offerto altresì l'occasione per dare risposte alle richieste di chiarimenti presentate dagli operatori, come ad esempio quelle relative all'ambito soggettivo di applicazione delle misure di prevenzione della corruzione.

Al riguardo ANAC ha chiarito gli obblighi previsti in capo alle diverse categorie di soggetti, rinviando a quanto già definito nelle linee guida adottate con la determinazione n. 8 del 17 giugno 2015.

In particolare le società e gli enti di diritto privato in controllo pubblico devono adottare (se lo ritengono utile, nella forma di un Piano), le misure di prevenzione della corruzione, che integrano quelle già individuate ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001. A tali soggetti si applicano le disposizioni contenute nell'aggiornamento del PNA. Inoltre le società e gli enti di diritto privato in controllo pubblico sono tenuti al rispetto degli obblighi di pubblicazione riferiti tanto alla propria organizzazione quanto alle attività di pubblico interesse svolte. Gli obblighi di pubblicazione sull'organizzazione seguono gli adattamenti contenuti nelle linee guida. Per le società e gli enti di diritto privato solo partecipati, l'adozione di misure integrative di quelle del decreto legislativo n. 231/2001 è promossa dalle amministrazioni partecipanti. In materia di trasparenza questi soggetti devono pubblicare alcuni dati relativamente alle attività di pubblico interesse svolte, oltre a specifici dati sull'organizzazione.

(Assonime, nota del 17 novembre 2015)

 

18 novembre 2015

Vincenzo D'Andò