Diario quotidiano del 26 novembre 2015: è ufficiale la nuova tassonomia XBRL per i bilanci 2015

Pubblicato il 26 novembre 2015



è ora 'ufficiale' la nuova tassonomia Xbrl 2015 per i bilanci 2015 approvati dall'1 marzo 2016; verbali ispettivi non in fotocopia; Modello Unico omesso: dalla Cassazione intervento 'ricostruttivo' della fattispecie penale; é valida la cessione del complesso aziendale anche in presenza di errore di stima dell’esperto designato; Srl costituite anche senza il notaio ed altre novità in arrivo per società e professionisti; processo tributario telematico: al via a dicembre 2015 ma solo in due regioni; riepiloghi scambi intracomunitari: disponibile il nuovo software Intr@web 2015; disponibile la carta dei servizi delle Commissioni tributarie; cumulo periodi assicurativi: ulteriori chiarimenti dall’Inps; rilevazione delle retribuzioni contrattuali degli O.T.D. e degli O.T.I. del settore agricolo; investimenti in attività di ricerca e sviluppo: ecco il codice tributo per fruire del credito d’imposta; niente fatturazione elettronica per le prestazioni rese dai medici di medicina generale operanti in regime di convenzione con il SSN; sgravio contributivo per i co.co.co. stabilizzati; in vigore il Decreto legge 'Disposizioni urgenti per il settore creditizio'; i commercialisti mondiali per l'ambiente

 

 Indice:

 1) E’ ora 'ufficiale' la nuova tassonomia Xbrl 2015 per i bilanci approvati dal 1° marzo 2016

 2) Verbali ispettivi non in fotocopia

 3) Modello Unico omesso: dalla Cassazione intervento "ricostruttivo" della fattispecie penale

 4) E’ valida la cessione del  complesso aziendale anche in presenza di errore di stima dell’esperto   designato

 5) Srl costituite anche senza il notaio ed altre novità in arrivo per società e professionisti

 6) Processo tributario telematico: al via a dicembre 2015 ma solo in due regioni

 7) Riepiloghi scambi intracomunitari: disponibile il nuovo software Intr@web 2015

 8) Disponibile la carta dei servizi delle Commissioni tributarie

 9) Cumulo periodi assicurativi: ulteriori chiarimenti dall’Inps

 10) Rilevazione delle retribuzioni contrattuali degli O.T.D. e degli O.T.I. del settore agricolo

 11) Investimenti in attività di ricerca e sviluppo: ecco il codice tributo per fruire del credito d’imposta

 12) Niente fatturazione elettronica per le prestazioni rese dai medici di medicina generale operanti in regime di   convenzione con il SSN

 13) Sgravio contributivo per i co.co.co. stabilizzati

 14) In vigore il Decreto legge “Disposizioni urgenti per il settore creditizio”

 15) I commercialisti mondiali per l'ambiente  

 

 

1) E’ ora “ufficiale” la nuova tassonomia Xbrl 2015 per i bilanci approvati dal 1° marzo 2016

Come preannunciato nei giorni scorsi, é ora “ufficiale” la nuova tassonomia Xbrl 2015-11-10. Difatti, sul sito dell’Agenzia per l'Italia digitale (www.agid.it) sono stati pubblicati sia il tracciato informatico che il documento che illustra le tabelle costituenti il vocabolario per la codifica dei bilanci redatti secondo le disposizioni civilistiche. Confermata la presenza del rendiconto finanziario, collocato nella nota integrativa (dopo le informazioni sul conto economico) e in linea con quanto previsto dall’Oic 10, sia nella versione diretta sia indiretta; le tabelle sulle operazioni di locazione finanziaria, illustranti gli impatti della contabilizzazione con il metodo finanziario e conformi all’appendice D dell’Oic 12, sono invece collocate dopo le informazioni sulle immobilizzazioni materiali.

Sono presenti anche le nuove tabelle sulla fiscalità differita, non oggetto del parere positivo rilasciato dell’Organismo italiano di contabilità, che potranno essere utilizzate in via facoltativa, come chiarito da Xbrl Italia, per meglio rendere in nota integrativa, in attesa della revisione dei principi contabili, le informazioni richieste dal numero 14 dell’art. 2427 c.c..

Si tratta, in particolare, di cinque tabelle: la prima chiamata a dare un quadro di sintesi delle imposte differite e anticipate; quindi due prospetti dettaglianti le differenze temporanee deducibili e imponibili; viene poi la tabella inedita, dedicata alle differenze temporanee escluse dalla rilevazione della fiscalità differita; da ultimo lo schema che informa sulle perdite fiscali.

Le imposte sono distinte, questa è la principale novità, nelle componenti Ires e Irap.

Piccole modifiche, inoltre, a tabelle minori: su quelle relative alle variazioni di crediti e debiti sono state inserite le righe che distinguono quanto da realizzare o pagare entro e oltre l'esercizio successivo; il prospetto sulle possibilità di utilizzo e distribuibilità del netto prevede ora un totale sganciato da quello dello stato patrimoniale, visto che su quest’ultimo incidono pure eventuali perdite; è ora possibile indicare nelle tabelle sulle partecipazioni, infine, la quota posseduta pure in valore percentuale. La nuova tassonomia, la cui data di pubblicazione sul sito dell’Agid sarà certificata nelle prossime settimane con avviso in Gazzetta Ufficiale, si applicherà obbligatoriamente ai bilanci redatti secondo le disposizioni civilistiche chiusi dal 31 dicembre 2015 e approvati dal 1° marzo 2016. Il nuovo vocabolario si applicherà anche ai consolidati non Ifrs, ma limitatamente ai prospetti di stato patrimoniale e conto economico: la loro nota integrativa dovrà essere depositata, anche per la prossima campagna bilanci, in Pdf/A.

 

2) Verbali ispettivi non in fotocopia

Basta con i verbali ispettivi fotocopie. Il monito arriva dall’Inps ed è contenuto in un apposito messaggio (n. 7068/2015) inviato agli organi di competenza.

L’obbligo di indicare le fonti di prova degli illeciti rilevati non consente agli ispettori sotterfugi, come quello di formulare indicazioni generiche (del tipo: dalla documentazione acquisita è emerso che… oppure dalle dichiarazioni dei lavoratori è emerso che…). Gli esiti di accertamento, pertanto, devono essere dettagliati e puntualizzati.

Dunque, l’Inps con il messaggio n. 7068 del 2015, fa sul serio dettando indicazioni operative per la corretta redazione dei verbali ispettivi in materia di rapporti di lavoro fittizi in agricoltura.

Attività complessa

L’istituto previdenziale, prima di tutto, avverte che il contrasto all’instaurazione di rapporti di lavoro fittizi in agricoltura è un’attività complessa, sia nella fase di gestione dell’accesso ispettivo sia nelle successive fasi di redazione del verbale. Le nuove istruzioni hanno il fine di perfezionare le modalità d’effettuazione delle ispezioni, per migliorare qualitativamente i verbali ispettivi al fine di ottenere un conseguente deflazionamento del contenzioso giudiziario.

Verbale di primo accesso

L’accertamento ispettivo, spiega l’Inps, prende avvio con l’accesso in azienda. Concluse tutte le attività di verifica nel corso del primo accesso, il personale ispettivo deve obbligatoriamente predisporre e rilasciare apposito verbale di primo accesso al datore di lavoro o a chi ne fa le veci o, in loro assenza, ai soggetti aventi titolo a riceverlo a norma del codice di procedura civile (artt. 137 e ss.), ivi compreso il professionista delegato. Qualora non sia stato possibile accedere in azienda, precisa l’Inps, piuttosto che utilizzare impropriamente il verbale di primo accesso come mero strumento di richiesta di documenti, è necessario menzionare i motivi del mancato accesso nel verbale conclusivo.

 

3) Modello Unico omesso: dalla Cassazione intervento "ricostruttivo" della fattispecie penale

Anche dalla Cassazione arriva la stretta sul reato di omessa dichiarazione, la quale, peraltro, puntualizza e ribadisce i seguenti principi (già noti agli operatori del settore). L’illecito è punibile ricostruendo il volume d’affari dall’elenco dei clienti. Inoltre, il processo verbale di constatazione è pienamente utilizzabile nel processo penale così come l’accertamento induttivo può essere usato per verificare il superamento della soglia di punibilità. E poi ancora, affidare al commercialista il compito di presentare la dichiarazione non esonera l’imprenditore dalla responsabilità.

Dunque, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46500 del 24 novembre 2015, ha confermato la condanna a carico a dieci mesi di reclusione (condizionalmente sospesa) a carico di un contribuente che aveva prodotto ricavi in nero per quasi un milione di euro.

La sezione penale della Cassazione ha, quindi, messo in luce i requisiti di punibilità del reato di omessa dichiarazione. In un primo passaggio la Suprema Corte chiarisce, infatti, che in materia di accertamento di reati tributari il processo verbale di constatazione redatto in occasione di controlli è inseribile nel fascicolo del dibattimento nella parte in cui riproduce situazioni di fatto esistenti in un determinato momento e suscettibili di subire modifiche; così che possono essere utilizzati i riscontri documentali e contabili amministrativi quando riproducono una situazione obiettiva neppure contestata.

D’altra parte, il processo verbale di constatazione redatto dalla guardia di finanza o dai funzionari degli uffici finanziari è un atto amministrativo extraprocessuale, come tale, comunque, acquisibile e utilizzabile a fini probatori.

 

4) E’ valida la cessione del complesso aziendale anche in presenza di errore di stima dell’esperto designato

Il difetto del valore di perizia non rende invalida la cessione del complesso aziendale. Dunque, l’erronea determinazione del valore dell’azienda, da parte dell’esperto nominato nel corso della procedura di amministrazione straordinaria, non comporta la nullità del contratto di cessione poi stipulato dai commissari con l’autorizzazione del Ministero dello Sviluppo economico.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, a sezioni unite con la sentenza n. 23894 del 24 novembre 2015 che ha rilevato che la norma interpretativa non risulta di mera interpretazione: infatti, introdurre un’eccezione al principio del carattere inderogabile delle disposizioni di cui agli artt. 62 e 63 del DLgs. 270/1999, in relazione al combinato disposto di cui agli artt. 62 comma 3 e 63 comma 1, in correlazione con l’art. 63 comma 3 del medesimo decreto. In virtù di questo orientamento giurisprudenziale, il legislatore – mediante tale norma interpretativa – ha inteso chiarire che il prezzo a cui l’azienda viene ceduta non deriva dal valore a cui lo stesso è stato stimato, bensì dal valore di mercato che viene a determinarsi in ragione dell’interesse manifestato dai potenziali acquirenti e dalle offerte di prezzo da questi avanzate.

Conseguentemente, l’eventuale errore di stima in cui è incorso il perito riveste un carattere marginale, o comunque non determinante: l’eventuale sottovalutazione del bene, a differenza dell’ipotesi di una stima eccessiva, finisce per attirare potenzialmente l’interesse degli acquirenti, determinando una maggiore concorrenza tra le offerte, che presumibilmente farà pervenire ad un prezzo di aggiudicazione superiore a quello di stima.

La Cassazione ha, pertanto, concluso che l’errata stima peritale del valore dell’azienda non è idonea, di per sé, a comportare la nullità del procedimento di vendita, poiché il prezzo di quest’ultima deriva, in ogni caso, dal valore che il mercato attribuisce al bene.

 

5) Srl costituite anche senza il notaio ed altre novità in arrivo per società e professionisti

E’ una delle novità per società e professionisti che deriva dal DDL Concorrenza all’esame della Commissione Industria del Senato.

Dunque, le S.r.l. semplificate potranno essere costituite anche mediante scrittura privata e non solo più per atto pubblico. Per il trasferimento di quote sociali delle S.r.l. e la costituzione sulle stesse di diritti parziali, potrà essere utilizzata una nuova procedura che estromette il professionista dal deposito dell’atto presso il Registro delle Imprese.

All’art. 44 il provvedimento inserisce anche la scrittura privata tra gli atti di costituzione delle società, stabilendo che, in tal caso, gli amministratori, entro 20 giorni, dovranno provvedere al deposito dell’atto per la sua iscrizione presso l'Ufficio del Registro imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale.

Cessione quote S.r.l.

La nuova procedura di redazione dell’atto di trasferimento quote inserita all’art. 45 del Disegno legge si aggiunge in alternativa alle due già esistenti e precisamente:

- tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata;

- con le modalità di cui all’art. 36, c. 1-bis, D.L. n. 112/2008, ovvero tramite sottoscrizione dell’atto con firma digitale e deposito, mediante trasmissione telematica o su supporto informatico, entro 30 giorni, presso il Registro delle imprese effettuato da un iscritto nella sezione A dell’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili munito della firma digitale e allo scopo incaricato dalle parti.

La novità introdotta dal DDL Concorrenza consente, in deroga alle disposizioni sull’iscrizione degli atti al Registro imprese di cui all’art. 11, c. 4, D.P.R. n. 581/1995, il trasferimento per atto firmato digitalmente ex art. 25, C.A.D. (dunque autenticato dal Notaio) dalle parti e trasmesso ai competenti uffici del registro delle imprese attraverso un modello uniforme tipizzato con decreto del Ministro della Giustizia.

L’utilizzo della firma digitale e della diretta trasmissione dell’atto al Registro Imprese vengono estesi dal provvedimento anche agli atti, le denunzie e le comunicazioni per i quali il codice civile o le altre leggi non prevedono l’obbligo dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata, ivi compresi gli atti di costituzione, modifica e scioglimento delle società semplici. Gli adempimenti potranno essere svolti anche da un (qualsiasi) intermediario incaricato scelto tra “professionisti, associazioni datoriali o sindacali, agenzie di affari e di disbrigo di pratiche, comunque denominati, accreditati presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura (CCIAA) presso cui effettuano l’adempimento, tramite il modello di accreditamento approvato con decreto del Ministro dello sviluppo economico”.

Attività professionali

Cambieranno le regole anche per le professioni regolamentate in relazione alle quali il compenso previamente pattuito con il cliente, il grado di complessità dell’incarico e i dati della polizza assicurativa dovranno essere noti “obbligatoriamente, in forma scritta o digitale”.

Il disegno interviene inoltre su specifiche attività professionali, quali:

Avvocati: le novità più rilevanti consisteranno nell’obbligo di preventivo e nell’apertura ai soci di capitale;

Notai: Dunque, non avranno più l’esclusiva per la costituzione di società a responsabilità limitata semplificate e per la sottoscrizione digitale di atti relativi alle S.r.l.;

Società di Ingegneria: potranno liberamente operare ma con una serie di obblighi a tutela dei clienti;

Farmacie: verrà consentito l’ingresso di soci di capitale e ai titolari, al fine ampliare la capacità di vendita e offrire più sconti, sarà consentito avere fino a quattro licenze.

Registrazione del contratto di locazione in capo al locatore

Altra novità in arrivo: Il DDL di stabilità 2016 individua nel locatore il soggetto tenuto a provvedere alla registrazione.

È a carico del locatore dell’immobile adibito a uso abitativo l’obbligo di provvedere alla registrazione del relativo contratto di locazione, nel termine perentorio di 30 giorni.

E’ quanto viene contenuto in uno degli emendamenti al DDL di stabilità 2016, approvato nei giorni scorsi e poi trasfuso nel maxiemendamento che, dopo aver ottenuto il via libera dal Senato con voto di fiducia, è approdato all’esame delle Commissioni competenti della Camera.

Limite di spesa più alto per il bonus mobili

La detrazione per chi acquista l’abitazione viene aumentata a € 16.000,00. Difatti, la commissione bilancio del Senato ha modificato il testo del disegno di legge di stabilità 2016 alzando da 10.000 a 16.000 la spesa massima su cui si calcola la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili da parte di “giovani coppie”.

Nota di variazione per le operazioni in reverse charge

Infine, il disegno di legge di Stabilità per il 2016, approvato dal Senato e ora all’esame della Camera dei Deputati, ha previsto che la facoltà di operare la variazione in diminuzione dell’imponibile e dell’IVA possa essere esercitata anche dal cessionario/committente, se debitore d’imposta. Nelle ipotesi in cui trova applicazione il meccanismo del reverse charge viene, infatti, disposto che il cessionario/committente deve provvedere a rettificare l’importo originariamente annotato sia nel registro delle fatture emesse o dei corrispettivi, sia nel registro degli acquisti.

 

6) Processo tributario telematico: al via a dicembre 2015 ma solo in due regioni

La dematerializzazione avrà positive conseguenze in termini di risparmio di denaro e di tempo e comporterà maggiori garanzie di riservatezza e di completezza dei fascicoli.

Dal 1° dicembre 2015, il processo tributario telematico uscirà dalla sua sperimentazione, svolta nel Lazio, ed entrerà nella sua età matura in Umbria e Toscana, per assolvere il compito di agevolare la reciproca interazione tra le parti processuali e il rapporto con le segreterie delle commissioni tributarie.

Lo comunica l’Agenzia delle entrate, all’interno del proprio notiziario fiscale di ieri (www.nuovofiscoggi.it) che fornisce il seguente excursus.

<<Man mano che il processo telematico entrerà in vigore in tutte le regioni d’Italia (fase che si concluderà entro la fine del 2016), il portale web della giustizia tributaria diverrà il punto di riferimento istituzionale per tutti gli operatori tributari. Infatti, attraverso la sua area pubblica (liberamente accessibile a chiunque), sarà possibile visionare tutte le informazioni attinenti al processo tributario e inviare suggerimenti per il miglioramento dei servizi offerti; l’area riservata fungerà da cuore del sistema, infatti costituirà il unto unico di accesso al processo tributario telematico. Possiamo immaginare l’area riservata come una sorta di portone virtuale delle commissioni tributarie, superato il quale si accede al Sigit (Sistema informativo della giustizia tributaria).

La necessaria registrazione è stata interamente telematizzata, quindi: le credenziali saranno fornite tramite Pec, dopo il compimento, da parte del sistema informatico, di alcuni controlli formali, sui dati inseriti dall’utente.

Per effettuare la registrazione e per operare nel Sigit, occorre: una connessione internet, una casella di posta elettronica certificata (Pec) e una valida firma digitale o elettronica qualificata.

In pratica, la parte processuale che scelga di avvalersi della procedura telematica, può costituirsi telematicamente e, di conseguenza, può effettuare il deposito telematico di tutti gli altri atti processuali, accedere al fascicolo processuale informatico, consultare tutti gli atti e i provvedimenti emanati dal giudice, senza doversi recare in commissione tributaria e senza la mediazione di un funzionario della stessa.

Occorre, qui, ribadire che il processo telematico si affianca a quello tradizionale cartaceo, che continuerà a essere praticabile ma, ai sensi dell’articolo 2 del Dm 23 dicembre 2013 (“Regolamento recante la disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario”), la scelta, per fatti concludenti, è irreversibile, anche nei successivi gradi di giudizio: è possibile transitare dal processo telematico a quello tradizionale cartaceo soltanto in caso di cambio del difensore La Pec, insieme alla firma elettronica, è il fulcro del sistema: dalla competente lettura dei campi contenuti nel file daticert.xml sarà possibile appurare il buon fine della notifica.

Nel rapporto con il Sigit, il ricorrente o il suo difensore non dovranno accontentarsi della ricezione della ricevuta sincrona di accettazione dei documenti, che sarà rilasciata immediatamente a seguito dell’invio. La certezza del buon fine del deposito si avrà soltanto, entro le 24 ore successive alla trasmissione, sia tramite messaggio di Pec sia tramite avviso consultabile dall’“area riservata” (commi 9 degli articoli 7 e 8 del Dm 4 agosto 2015).

A titolo prudenziale, sarà, pertanto, buona abitudine evitare di attendere l’ultimo giorno per la teletrasmissione.

I file teletrasmessi non dovranno avere dimensione superiore a 5 Mb, salva la loro frammentazione in più file rispettosi del limite imposto. Inoltre, dovranno rispettare i seguenti requisiti:

“.pdf.p7m”).

Una consistente semplificazione discenderà dalla possibilità di assolvere il contributo unificato tributario, tramite versamento telematico, mediante l’utilizzo di carte di credito/debito, anche prepagate, o con moneta elettronica: per avvalersi anche di questa facilitazione, occorrerà, però attendere l’emanazione del provvedimento di natura amministrativa, che darà pratica attuazione al disposto dell’articolo 1, comma 599, della legge 147/2013.

Ovviamente, il processo telematico avrà dirette conseguenze anche sui giudici e sui segretari di sezione, i quali, avvalendosi del Sigit e della firma elettronica qualificata o della firma digitale, condivideranno e sottoscriveranno gli atti processuali (verbali, sentenze, ordinanze, decreti, formule esecutive), così come contemplato dagli articoli 15, 16 e 17 del Dm 163/2013.

La dematerializzazione avrà positive conseguenze in termini di risparmio di denaro e di tempo e comporterà maggiori garanzie di riservatezza e di completezza dei fascicoli, in quanto lo scambio per via telematica, tra gli uffici giudiziari, avverrà direttamente per via telematica>>.

 

7) Riepiloghi scambi intracomunitari: disponibile il nuovo software Intr@web 2015

Il software gratuito può essere utilizzato sia da chi sceglie di presentare direttamente le proprie dichiarazioni sia dagli intermediari incaricati di predisporre gli elenchi per conto dei clienti.

È disponibile, sul sito delle Dogane, la versione aggiornata di Intr@web 2015, il prodotto informatico che consente di gestire gli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di beni e/o servizi. Il database dell’applicazione informatica è stand-alone, cioè utilizzabile solo sul computer sul quale è stata installata.

Il nuovo software, che si identifica nel numero 16.0.0.1, è disponibile esclusivamente come installazione completa, pertanto, l’utente che lo “carica” per la prima volta non deve seguire particolari istruzioni.

Più articolato è il percorso di chi già si serviva dell’applicazione precedente. In pratica, se questa è ancora funzionante, il contribuente deve necessariamente procedere al backup dei dati tramite l’apposita funzione di intr@web “utilità/manutenzione archivi/backup/totale”. Una volta terminata l’installazione dell’ultima versione, potrà recuperare le informazioni attraverso la quasi speculare funzione “utilità/manutenzione archivi/restore/totale”.

Diversa, invece, la procedura nel caso in cui l’Intra@web passato non dovesse funzionare: in tale ipotesi (che può manifestarsi, ad esempio, con “errore di windows 2”), l’utente deve individuare la cartella “intradb”, copiare i file contenuti, salvare il tutto in una cartella appoggio, caricare Intr@web 16.0.0.1 e, infine, sostituire i file contenuti nella “intradb” della nuova versione con quelli precedentemente salvati.

L’applicazione informatica si contraddistingue per la sua modularità; è infatti composta da:

- un “modulo compilazione”, per predisporre le dichiarazioni in maniera semplice ed efficace attraverso un sistema che permette di importare automaticamente le informazioni provenienti da flussi esterni;

- un “modulo controllo”, per verificare la correttezza formale degli elenchi Intrastat, anche su file prodotti con altri software;

- un “modulo telematico”, che offre all’operatore economico le funzionalità per trasmettere, tramite il canale doganale o Entratel, gli elenchi, anche se prodotti con altri programmi informatici.

Ricordiamo, infine, che Intr@Web 2015 è al servizio sia di coloro che scelgono di presentare direttamente le proprie dichiarazioni sia di commercialisti, doganalisti e altri soggetti incaricati di predisporre e inviare gli Intrastat per conto dei clienti. Agli intermediari, in particolare, sono dedicate delle operatività ad hoc, studiate in base alle loro esigenze.

Il software 2015, realizzato dall’Agenzia delle Dogane con il contributo di Eurostat, recepisce le semplificazioni introdotte con la determinazione n. 18978 del 19 febbraio 2015.

Elenco Enti di assistenza e pronto soccorso aventi titolo all’agevolazione fiscale

Elenco Enti di assistenza e pronto soccorso aventi titolo all’agevolazione fiscale prevista per i carburanti consumati per l'azionamento delle autoambulanze

L’Agenzia delle dogane ha pubblicato il 25 novembre 2015 sul proprio sito internet la Determinazione n. 129022 del 19 novembre 2015.

 

8) Disponibile la carta dei servizi delle Commissioni tributarie

Il Ministero delle Finanze ha pubblicato il 25 novembre 2015 sul proprio sito internet la Carta dei Servizi che è il documento con cui ogni Ente erogatore di servizi assume una serie di impegni nei confronti della propria utenza in ordine alle modalità della loro erogazione, gli standard di qualità e le modalità di tutela previste.

Principi fondamentali delle modalità di erogazione dei servizi sono:

- l’uguaglianza tra gli utenti;

- la parità di trattamento;

- una erogazione dei servizi continua e regolare;

- il diritto degli utenti di scegliersi l’ente erogatore;

- l’obiettività, la giustizia e l’imparzialità nelle relazioni con gli utenti;

- l’efficienza e l’efficacia dell’ente erogatore.

La Carta dei Servizi stabilisce, quindi, un “patto”, fra soggetto erogatore del servizio e utente, basato su:

- l’indicazione e la definizione degli standard qualitativi dei servizi erogati;

- una semplificazione e una informatizzazione delle procedure amministrative;

- la promozione e la diffusione di tutte le informazioni inerenti i servizi offerti;

- le procedure di verifica del rispetto degli standard di servizio;

- l’adozione di procedure di ascolto e di verifica della soddisfazione dell’utenza;

- il diritto alla tutela dei diritti degli utenti, in caso di disservizio, esercitabile mediante lo strumento del reclamo e dell’eventuale ricorso all’istituto del Difensore Civico;

- il coinvolgimento e partecipazione dell’utente alla definizione del progetto.

Con queste premesse, la Direzione della Giustizia Tributaria conferma l’impegno da parte degli uffici di segreteria delle Commissioni tributarie di promuovere relazioni con il cittadino/ricorrente ispirate a fiducia, collaborazione e trasparenza.

La presente Carta è, quindi, il patto di qualità degli uffici di segreteria delle Commissioni tributarie. Consente al cittadino che affronta il processo tributario di conoscere i servizi e le loro modalità di erogazione al fine di poter esercitare consapevolmente i propri diritti. La Carta è, al tempo stesso, lo strumento per valutare l’operato dei predetti uffici e promuovere, di conseguenza, le necessarie iniziative di miglioramento dei servizi offerti.

La Carta, unica per tutti e 124 gli uffici di segreteria dislocati sul territorio nazionale, vuole assicurare, peraltro, un identico trattamento a tutti i cittadini che si rivolgano alle Commissioni tributarie, a prescindere dal loro luogo di residenza.

Per le informazioni relative alle singole Commissioni tributarie, come l’indirizzo e le indicazioni stradali, i contatti telefonici, gli orari di apertura, la composizione delle sezioni è possibile

 

9) Cumulo periodi assicurativi: ulteriori chiarimenti dall’Inps

L’Inps, con il messaggio n. 7145 del 25 novembre 2015, ha fornito chiarimenti circa l’operatività dell’istituto di cumulo dei periodi assicurativi previsto per le gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi ai sensi della legge 22 luglio 1966, n. 613 e dell’istituto di cumulo disciplinato dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228.

Al riguardo vengono fornite le seguenti precisazioni.

Pensione di vecchiaia

L’articolo 1, comma 239, della menzionata legge n. 228 ha introdotto a decorrere dal 1° gennaio 2013 un nuovo istituto di cumulo che consente agli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, e degli iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima di cumulare i periodi non coincidenti ai fini del conseguimento di un’unica pensione di vecchiaia.

Con circolare n. 120 del 2013 sono state fornite le relative istruzioni secondo le quali il citato articolo 1, comma 239, trova applicazione nell’ipotesi in cui i soggetti interessati non abbiano maturato il diritto al trattamento pensionistico in una delle predette gestioni.

Ciò posto, per il soggetto in possesso di contribuzione autonoma e dipendente occorre avere riguardo ai criteri di cui alla legge n. 613 del 1966, al fine di verificare il raggiungimento del diritto al trattamento pensionistico, ostativo alla facoltà di cumulo, ancorchè il soggetto possegga anche contribuzione nelle forme sostitutive ed esclusive dell’assicurazione obbligatoria.

Infatti la menzionata legge n. 613, recante estensione dell'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti agli esercenti attività commerciali ed ai loro familiari coadiutori e coordinamento degli ordinamenti pensionistici per i lavoratori autonomi, all’articolo 20, comma 1, stabilisce che i periodi di contribuzione nella Gestione istituita dalla predetta legge si cumulano con quelli coperti da contribuzione nell'assicurazione generale obbligatoria, nonchè con quelli relativi ad altra attività autonoma soggetta all'obbligo assicurativo per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti.

Pensione di inabilità

La citata legge n. 228, all’articolo 1, comma 240, ha disposto il cumulo della contribuzione per i richiedenti la pensione di inabilità iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, e degli iscritti alla gestione separata e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima.

Con circolare n. 140 del 2013 sono state fornite le relative istruzioni.

Ciò posto, si precisa che, in presenza di contribuzione esclusivamente nel fondo pensioni dei lavoratori dipendenti e nelle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi, la pensione di inabilità richiesta dal 1° gennaio 2013 deve continuare ad essere liquidata applicando la legge n. 613 del 1966, articoli 20 e 21.

Pertanto, la liquidazione della pensione con il cumulo della contribuzione si effettua nella gestione autonoma, in quanto il cumulo della contribuzione è previsto nella gestione autonoma e non nell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti.

In particolare la citata legge n. 613, agli articoli 20, comma 1, e 21 stabilisce che i periodi di contribuzione nella Gestione istituita dalla predetta legge si cumulano con quelli coperti da contribuzione nell'assicurazione generale obbligatoria, nonchè con quelli relativi ad altra attività autonoma soggetta all'obbligo assicurativo per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti.

Si precisa che, ove il richiedente la pensione di inabilità possegga anche contribuzione presso le altre gestioni indicate nella legge n. 228 (gestione separata, forme sostitutive ed esclusive dell’assicurazione obbligatoria), trova applicazione il cumulo ivi previsto.

Si chiarisce peraltro che resta operante, in alternativa, la possibilità per gli interessati di chiedere, ove ne ricorrano le condizioni, la pensione di inabilità in totalizzazione o con il computo previsto per gli iscritti alla gestione separata o con il cumulo di cui al D.lgs 30 aprile 1997, n. 184.

In tali ipotesi trova applicazione la relativa disciplina.

Riliquidazioni

Le pensioni di inabilità, richieste dal 1° gennaio 2013 da soggetti in possesso di contribuzione da artigiano, commerciante, coltivatore diretto, mezzadro, colono e dipendente, liquidate in osservanza della legge n. 228 del 2012, devono essere eliminate e riliquidate d’ufficio nella categoria corretta, applicando la legge n. 613 del 1966.

Parimenti le pensioni ai superstiti, derivanti da pensioni di inabilità richieste dal 1° gennaio 2013 da soggetti in possesso di contribuzione da artigiano, commerciante, coltivatore diretto, mezzadro, colono e dipendente, liquidate in osservanza della legge n. 228 del 2012, devono essere eliminate e riliquidate d’ufficio nella categoria corretta, applicando la legge n. 613 del 1966.

Passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione di inabilità

Con circolare n. 53616 A.G.O./262 del 1984 nota 7 è stato precisato tra l’altro che in caso di passaggio dall'assegno di invalidità alla pensione di inabilità il requisito amministrativo deve ritenersi automaticamente perfezionato trattandosi di sostituire, senza soluzione di continuità, una prestazione ad un'altra nell'ambito della tutela previdenziale dell'invalidità sancita dalla Costituzione e realizzata dalla legge n. 222.

Tale criterio opera per la pensione di inabilità in cumulo.

Periodi di godimento dell’assegno di invalidità

L'articolo 1, comma 6, della legge 12 giugno 1984, n. 222 riconosce utili ai fini del conseguimento del requisito amministrativo per la pensione indiretta i periodi di godimento dell'assegno di invalidità nei quali non sia stata prestata attività lavorativa.

Tale criterio opera anche nei confronti di coloro che accedono alla pensione ai superstiti in regime di cumulo.

Contestuale diritto a pensione nell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti ed in una delle gestioni dei lavoratori autonomi.

Nei confronti degli assicurati che facciano valere contribuzione versata in più gestioni l’articolo 20 della legge 22 luglio 1966, n. 613, al 2° comma, dispone che in favore dell'assicurato o dei suoi superstiti si liquida la pensione prevista dalle norme che disciplinano l'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti quando tutti i requisiti di legge risultino perfezionati, nell'assicurazione stessa, indipendentemente dai contributi accreditati nelle gestioni dei lavoratori autonomi.

Peraltro l’Istituto ha fornito istruzioni nell’ipotesi in cui alla data della domanda di pensione tutti i requisiti risultino perfezionati sia nell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti con la sola contribuzione versata in tale gestione, sia in una gestione dei lavoratori autonomi con il cumulo di tutta la contribuzione versata in più gestioni, riconoscendo la facoltà per l’interessato di chiedere la liquidazione della prestazione in una gestione diversa.

Tale liquidazione deve essere effettuata solo su espressa richiesta dell’interessato (v. circolari n. 36 del 1990 p. 13, n. 54 del 1991 p. 4 e supplemento agli atti ufficiali di luglio 1992, parte II).

Parimenti, nell’ipotesi di trasformazione dell’assegno di invalidità in pensione di vecchiaia che, come noto, opera d’ufficio al compimento dell’età ed in presenza dei relativi requisiti ai sensi dell’articolo 1, comma 10, della legge n. 222 del 1984, l’Istituto con messaggio n. 12389 dell’11 marzo 1993 ha chiarito che il predetto principio deve ritenersi operante, oltre che nei casi in cui i requisiti richiesti per il diritto alla pensione di vecchiaia risultino perfezionati nella stessa gestione a carico della quale è stato liquidato l’assegno di invalidità, anche nei casi in cui risultino perfezionati in una gestione diversa.

Con lo stesso messaggio è stato inoltre precisato che il criterio in questione trova di norma applicazione su richiesta degli interessati, in quanto non è ipotizzabile la rilevazione in via automatica dei casi in cui si possa procedere alla trasformazione dell’assegno di invalidità in pensione di vecchiaia in una gestione assicurativa diversa.

Ciò posto, si precisa che la domanda dell’interessato è ammissibile fino alla data di liquidazione del trattamento pensionistico.

 

10) Rilevazione delle retribuzioni contrattuali degli O.T.D. e degli O.T.I. del settore agricolo

Rilevazione delle retribuzioni contrattuali degli operai a tempo determinato (O.T.D.) e degli operai a tempo indeterminato (O.T.I.) del settore agricolo, in vigore alla data del 30.10.2015, per la determinazione delle medie salariali.

L’Inps ha pubblicato la circolare n. 193 del 25 novembre 2015 relativa alla rilevazione delle retribuzioni medie provinciali dei lavoratori agricoli, determinate annualmente con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sentita la Commissione Centrale di cui all’art. 9 sexies, comma 3, L. 608/96, operata dalle Sedi provinciali con la collaborazione delle Organizzazioni sindacali e datoriali firmatarie dei contratti provinciali e regionali, nonché dei rappresentanti delle Sedi Circoscrizionali e delle Sedi I.N.A.I.L..

Ai sensi della normativa che prevede l’applicazione delle disposizioni di cui all’art.28 del D.P.R. 488/68 e di cui all’art.7 della legge 233/1990 per i soggetti di cui all’art.8 della legge 12 marzo 1968, n.334 (piccoli coloni, compartecipanti familiari e piccoli coltivatori diretti) e per gli iscritti alla gestione coltivatori diretti, coloni e mezzadri, le Sedi devono annualmente procedere alla rilevazione delle retribuzioni medie provinciali per gli operai a tempo determinato e a tempo indeterminato, occupati nei vari settori in cui si articola l’attività del comparto agricolo.

La rilevazione deve essere effettuata alla data del 30 ottobre 2015, in conformità alla normativa e alle disposizioni contrattuali, secondo le indicazioni contenute nella circolare n.190 del 31 dicembre 2002.

Direttive operative

Si riconferma che è affidato a ciascuna Direzione Regionale il coordinamento dell'attività di rilevazione dei salari contrattuali di tutte le province, comprese quelle neo istituite, nonché il controllo, sia di calcolo che di merito, dei dati rilevati dalle singole Sedi. Qualora i salari contrattuali delle province di nuova istituzione siano assimilati a quelli di un’altra provincia è necessario precisarlo.

La Direzione Regionale, inoltre, deve verificare che i dati relativi alla contrattazione integrativa regionale del settore idraulico-forestale e di quello cooperativistico siano rilevati, in tutte le province, in maniera uniforme.

Si raccomanda ai Direttori di Sede di dare corso prontamente alle operazioni affinché sia rispettata la programmazione delle ulteriori fasi del processo che si concluderà con la trasmissione delle rilevazioni al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’emanazione del Decreto direttoriale.

Considerato che l’insieme degli adempimenti deve essere portato a termine entro il 2 febbraio 2016, si suggerisce di contattare con immediatezza le Organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro del comparto.

Modulistica

Le tabelle RM1 O.T.D. Provincia.xls e RM2 O.T.I. Provincia.xls, destinate all’inserimento dei dati, sono state aggiornate e, come di consueto, sono scaricabili tramite il link: ftp://ftp.inps/applicazioni%20inps/Operai_Agricoli/ i file andranno poi rinominati inserendo il nome della propria Provincia (ad esempio RM1 O.T.D. Agrigento.xls e RM2 O.T.I. Agrigento.xls).

Nella stessa directory gli operatori delle province di AO, BG, BS, FI, PD, SS, TN, VR, avranno a disposizione tabelle personalizzate, che presentano settori agricoli particolari, specifici delle loro province.

Si precisa che nella Tabella di Riepilogo O.T.D. la riga A riporta in automatico il valore calcolato dalla tabella di ogni settore; la riga B visualizza l’incidenza percentuale di ogni settore; la riga C è ottenuta automaticamente, così come la retribuzione media giornaliera.

Allo stesso modo, nella riga A della Tabella di Riepilogo O.T.I. sono automaticamente riportati i valori di ciascuna qualifica per ogni settore; la riga B visualizza l’incidenza percentuale; la riga C è calcolata determinando la retribuzione media giornaliera.

Sono state inserite più formule di controllo che verificano la correttezza delle percentuali d’incidenza inserite, sia nelle tabelle dei diversi settori che in quelle di Riepilogo.

Entro il 15 gennaio 2016, le Sedi Provinciali dovranno inviare tutta la documentazione relativa alle rilevazioni alle Sedi Regionali e, previa verifica, entro e non oltre il 2 febbraio 2016, le Sedi Regionali provvederanno a collocare i file compilati e la documentazione scannerizzata nelle cartelle condivise appositamente create “Salari Medi Provinciali Regione”, utilizzando quella di propria competenza. Qui di seguito il Link: p0002305 , cui hanno accesso i referenti delle Sedi Regionali già precedentemente autorizzati; qualora fossero stati autorizzati altri soggetti, sarà necessario comunicare per tempo i nominativi alla scrivente direzione.

 

11) Investimenti in attività di ricerca e sviluppo: ecco il codice tributo per fruire del credito d’imposta

E’ pronto il codice tributo con cui le imprese, dal 1° gennaio 2016, potranno utilizzare in compensazione, tramite modello F24, il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, previsto dall’articolo 3 del D.L. n. 145 del 2013 e modificato dalla Legge di Stabilità 2015 (Dl n. 190/2014).

Il nuovo codice tributo, istituito con la risoluzione n. 97/E dell’Agenzia delle Entrate del 25 novembre 2015 è il 6857, “Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo – art. 3, Dl n. 145 del 23 dicembre 2013”.

Come inserire il codice nel modello F24 – Il codice va inserito nella sezione “Erario” del modello di versamento, in corrispondenza delle somme riportate nella colonna “importi a credito compensati” o, nei casi in cui il contribuente deve procedere alla restituzione dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Nel campo di riferimento, invece, va inserito l’anno in cui è stata sostenuta la spesa.

Il credito d’imposta è attribuito a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.

 

12) Niente fatturazione elettronica per le prestazioni rese dai medici di medicina generale operanti in regime di convenzione con il SSN

I medici, di medicina generale, convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, sono esonerati dagli obblighi di fatturazione elettronica.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 98/E del 25 novembre 2015.

Laddove l’obbligo di emettere una fattura non sussisteva prima del D.M. n. 55 del 2013, lo stesso non è venuto ad esistenza per il solo fatto dell’emanazione del provvedimento relativo all’obbligo della fatturazione elettronica nei confronti degli enti pubblici (o delll’articolo 1, commi 209-213, della legge n. 244 del 2007), né, a maggior ragione, l’obbligo può riguardare la forma elettronica (di una fattura che non è da emettere).

Sono, dunque, sempre valide le indicazioni contenute nell’articolo 2 del D.M. 31 ottobre 1974, a mente del quale: «Nei rapporti tra gli esercenti la professione sanitaria e gli enti mutualistici per prestazioni medico-sanitarie generiche e specialistiche, il foglio di liquidazione dei corrispettivi compilato dai detti enti tiene luogo della fattura di cui all'art. 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Tale documento deve contenere gli elementi e i dati indicati nel secondo comma del citato art. 21 ed essere emesso in triplice esemplare; il primo deve essere consegnato o spedito al professionista unitamente ai corrispettivi liquidati, il secondo consegnato o spedito all'ufficio provinciale della imposta sul valore aggiunto competente ai sensi dell'art. 40 del citato decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il terzo conservato presso l'ente».

Pertanto, laddove il cedolino emesso dalle Aziende Sanitarie Locali in favore dei medici di medicina generale operanti in regime di convenzione con il SSN rispetti i requisiti sopra richiamati, gli stessi medici sono esonerati dagli obblighi di fatturazione elettronica.

 

13) Sgravio contributivo per i co.co.co. stabilizzati

Si può fruire dell'esonero contributivo, previsto dal DDL Stabilità 2016, in caso di stabilizzazione, dal 1° gennaio 2016, di collaborazioni coordinate e continuative nel rispetto delle disposizioni contenute nel Dlgs n. 81/2015 sul riordino dei contratti. La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro fornisce la sua interpretazione con il parere n. 3 de 25 novembre 2015, sottolineando come lo sgravio si possa riconoscere anche per l'assunzione degli ex collaboratori autonomi. La stabilizzazione prevista dal Jobs Act, infatti, non è da considerarsi un obbligo legale “preesistente”, ma un procedimento volontario.

14) In vigore il Decreto legge “Disposizioni urgenti per il settore creditizio”

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 23 novembre 2015, il Decreto legge n. 183 del 22 novembre 2015 recante “Disposizioni urgenti per il settore creditizio” approvato domenica 22 novembre dal Consiglio dei Ministri.

Su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, il Consiglio ha approvato un decreto legge che contiene norme volte ad agevolare la tempestiva ed efficace attivazione delle procedure di risoluzione di Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A, Banca delle Marche S.p.A, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio - Società cooperativa e Cassa di risparmio della Provincia di Chieti S.p.A.. Le quattro banche erano da tempo commissariate.

Il provvedimento garantisce agli istituti in questione la continuità dell'attività creditizia e dei rapporti di lavoro, tutelando pienamente i correntisti e i titolari di depositi e di obbligazioni ordinarie, senza esborso di denaro pubblico.

In particolare, nella cornice del nuovo quadro normativo in materia di gestione delle crisi bancarie, definito dai decreti legislativi n. 180 e 181 del 16 novembre 2015, la Banca d’Italia ha deliberato in data 21 novembre 2015 i provvedimenti di avvio della risoluzione, approvati dal Ministro dell’Economia e delle Finanze dopo la positiva decisione della Commissione europea sui programmi di risoluzione. Il via libera della Commissione è stato resto noto attraverso un comunicato stampa della Commissaria europea per la Concorrenza Margrethe Vestager. La Commissione ha considerato come il piano italiano di ricorrere al fondo di risoluzione nazionale sia coerente con le regole europee sugli aiuti di stato senza falsare indebitamente la concorrenza e preservando la stabilità finanziaria. I depositi rimarranno interamente protetti.

La Banca d'Italia ha pubblicato domenica 22 novembre una nota per illustrare le principali caratteristiche del piano concordato con il Governo per la soluzione della crisi delle quattro banche in amministrazione straordinaria.

(MEF, comunicato del 25 novembre 2015)

 

15) I commercialisti mondiali per l'ambiente

“Da rendicontazione di sostenibilità e reporting integrato risposte efficaci a problematiche ambientali”.

Un accordo che fornisca un chiaro segnale della volontà di perseguire un futuro sostenibile, con bassi livelli di consumo di combustibili fossili e la messa a punto di azioni governative che riducano l’incertezza e permettano agli investitori, alle imprese e agli altri stakeholder di assumere decisioni consapevoli e coerenti con questo obiettivo. Sono le richieste avanzate dei commercialisti di tutto il mondo in una lettera aperta inviata ai leader politici mondiali in vista della XXI Conferenza delle Parti (COP 21) delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), in programma a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre.

La lettera è firmata dai presidenti e dai CEO dei maggiori istituti mondiali della professione, rappresentativi di oltre un milione di professionisti, tra cui Gerardo Longobardi, presidente dei commercialisti italiani.

Da parte loro, gli istituti della professione e in particolare i membri dell’Accounting Bodies Network (ABN) dell’Accounting for Sustainability (A4S), sono già impegnati in una serie di iniziative per fronteggiare il cambiamento climatico. Iniziative, spiegano nella lettera, attraverso le quale la professione intende dotare i professionisti di conoscenze e sollecitarne comportamenti funzionali alle proprie organizzazioni nel fornire risposte alle problematiche ambientali e al cambiamento climatico, includendo tali competenze nello sviluppo e nella formazione professionale. Intento delle organizzazioni professionali è anche quello di informare i propri iscritti sulle implicazioni dei temi ambientali e del cambiamento climatico e su come alcuni strumenti, quali, ad esempio, la rendicontazione di sostenibilità e il reporting integrato, possano favorire risposte efficaci a problematiche connesse ai temi ambientali.

La conferenza in programma a Parigi “offre alla professione un’occasione importante - è scritto nella lettera - per pensare a iniziative tese alla tutela della nostra economia, del nostro ambiente e della nostra società. La nostra professione gioca un ruolo critico nell’aiutare le organizzazione a rispondere ai rischi e agli impatti ambientali nell’ottica della creazione di valore nel medio e lungo periodo, anche misurandone i progressi in termini non solo economico-finanziari ma di impatti sociali e ambientali, fattori orami imprescindibili nella gestione di qualsiasi tipologia di organizzazione”.

(CNDCEC, comunicato del 25 novembre 2015)

 

Vincenzo D’Andò