Diario quotidiano del 23 novembre 2015: il caso della congruità ai fini degli studi di settore retroattiva pro contribuente

Pubblicato il 23 novembre 2015

in arrivo le società di benefit; F24: istituito nuovo codice tributo per il bonus investimenti; per i transfrontalieri il reddito si tassa nello Stato di residenza; legge di stabilità 2016: votata fiducia; ok alla congruità ai fini degli studi di settore retroattiva pro contribuente; Dogane - digitalizzazione del colloquio tra l’ufficio di destinazione ed il destinatario autorizzato: differimento il termine; consultazione Banca d’Italia sulla raccolta del risparmio dei soggetti diversi dalle banche; corte Ue: in presenza di redditi soggetti alla ritenuta alla fonte, niente sgravi fiscali

Indice:

 1) In arrivo le società di benefit

2) F24: istituito nuovo codice tributo per il bonus investimenti

 3) Per i transfrontalieri il reddito si tassa nello Stato di residenza

 4) Legge di stabilità 2016: votata fiducia

 5) Ok alla congruità ai fini degli studi di settore retroattiva pro contribuente

 6) Digitalizzazione del colloquio tra l’ufficio di destinazione ed il destinatario autorizzato: differimento il   termine

 7) Consultazione Banca d’Italia sulla raccolta del risparmio dei soggetti diversi dalle banche

 8) Corte Ue: in presenza di redditi soggetti alla ritenuta alla fonte, niente sgravi fiscali

 

 

1) In arrivo le società di benefit

E’ in arrivo in Italia le società di beneficio comune, ovvero le cd. società benefit.

E’ la novità che è contenuta nel maxiemendamento interamente sostitutivo del DDL di Legge di stabilità 2016 che introduce appunto la disciplina delle “società benefit”. Società che, nell’esercizio di un’attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni e attività culturali e sociali, enti e associazioni o altri portatori di interesse (ovvero un singolo soggetto o un gruppo di soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, dall’attività delle società, come potrebbero essere lavoratori, clienti, fornitori, creditori, finanziatori, P.A. e società civile). In particolare, il “beneficio comune” deve sostanziarsi nel perseguimento anche di uno o più effetti positivi, ovvero nella riduzione degli effetti negativi, su una o più delle “categorie” suddette.

Saranno “società benefit” tutte quelle società – di persone, di capitali o cooperative (in tal caso la nuova finalità andrebbe ad affiancarsi allo scopo mutualistico) – che, oltre ad indicare specificamente nell’oggetto sociale le finalità di beneficio comune perseguite, nel concreto le perseguano (nel rispetto della relativa disciplina) mediante una gestione che realizzi un sostanziale bilanciamento tra l’interesse dei soci e quello di coloro sui quali l’attività sociale possa andare ad impattare. Anche le attuali società potranno perseguire finalità di beneficio comune. A tali fini, tuttavia, è necessario modificare il proprio atto costitutivo o statuto nel rispetto delle vigenti disposizioni codicistiche.

È, inoltre, possibile introdurre accanto alla denominazione sociale la specificazione “Società benefit” o la sigla “SB”, utilizzando, di poi, tale denominazione nei titoli emessi, nella documentazione sociale e nelle comunicazioni verso terzi.

Ovviamente, la gestione di tali società deve avvenire contemperando i vari interessi coinvolti (ovvero il perseguimento del beneficio comune con gli interessi dei soci e degli altri portatori di interessi). Una simile attività può essere attribuita a uno o più specifici soggetti. L’inosservanza di tale modalità di gestione può costituire inadempimento dei doveri imposti dalla legge o dallo statuto e, quindi, generare responsabilità perseguibili nelle forme e nei modi previsti dal codice civile per ciascun tipo di società. Responsabilità che potrebbe anche espandersi al rischio di sanzioni che la società corre, in caso di mancato perseguimento delle finalità di beneficio comune, in applicazione delle disposizioni in materia di pubblicità ingannevole e del Codice del consumo.

La nuova disciplina precisa, poi, che la società benefit è tenuta a redigere annualmente – allegandola al bilancio e pubblicandola sul sito internet della società, ove esistente – una relazione concernente il perseguimento del beneficio comune.

Nuova IVA al 5% per le cooperative sociali: cambia l’aliquota ridotta per le prestazioni a carattere socio-sanitario

Una nuova aliquota IVA, nella misura del 5%, dovrebbe essere introdotta dalla legge di stabilità 2016 per le prestazioni, rese nell’ambito socio-sanitario, dalle cooperative sociali nei confronti di soggetti degni di protezione sociale.

Uno degli emendamenti al DDL, trasfuso nel maxiemendamento, contempla infatti l’adozione dell’aliquota IVA del 5% per le prestazioni di cui ai numeri 18), 19), 20), 21) e 27-ter) dell’art. 10 comma 1 del DPR 633/72, rese in favore dei soggetti indicati nello stesso numero 27-ter) da cooperative sociali e loro consorzi in esecuzione di contratti di appalto e di convenzioni in generale.

Le prestazioni saranno assoggettate ad aliquota IVA del 5% al rispetto dei seguenti requisiti.

Sotto il profilo soggettivo, le prestazioni sono rese da cooperative sociali e loro consorzi e, sotto il profilo del destinatario, le prestazioni sono effettuate in favore “degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, di persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, di persone detenute, di donne vittime di tratta a scopo sessuale e lavorativo”.

Sotto il profilo oggettivo, sono agevolate:

- le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle prestazioni e arti sanitarie soggette a vigilanza”;

- le “prestazioni di ricovero e cura (...), compresa la somministrazione di medicinali, presidi sanitari e vitto, nonché le prestazioni di cura rese da stabilimenti termali”;

- le “prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale (...), comprese le prestazioni relative all’alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici”;

- le “prestazioni proprie dei brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani e simili, delle colonie marine, montane e campestri e degli alberghi e ostelli per la gioventù (...), comprese le somministrazioni di vitto, indumenti e medicinali, le prestazioni curative e le altre prestazioni accessorie”;

- le “prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili”.

Il disegno di legge di stabilità 2016 intende chiudere le porte a una possibile procedura di infrazione da parte della Commissione, mettendo “al riparo” l’aliquota IVA per le cooperative sociali, a tal fine istituendo una nuova aliquota agevolata, nella misura del 5% (accanto alle già presenti aliquote ridotte pari al 4% e al 10%), istituendo la parte II-bis allegata al DPR 633/72.

La decorrenza è fissata alle operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati, rinnovati o prorogati successivamente al 1° gennaio 2016, data di entrata in vigore della legge di stabilità.

 

2) F24: istituito nuovo codice tributo per il bonus investimenti

Sarà operativo dal 1° gennaio 2016 per i titolari di reddito di impresa che fruiranno in compensazione del credito d’imposta.

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 96/E del 19 novembre 2015, ha istituito il codice tributo per l’utilizzo del credito d’imposta, mediante F24, dell’incentivo fiscale previsto dal “decreto competitività” a favore dei titolari di reddito d’impresa.

Beneficiari del credito d’imposta di cui all’articolo 18 del Dl 91/2014 sono i contribuenti titolari di reddito d’impresa che, nel periodo compreso tra l’entrata in vigore della disposizione (25 giugno 2014) e il 30 giugno scorso, hanno effettuato investimenti in nuovi beni strumentali (macchinari e impianti) compresi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007