Diario quotidiano del 9 novembre 2015: i contratti firmati dal socio accomandante non vincolano la SAS, tranne che poi vengano ratificati

Pubblicato il 9 novembre 2015

non sono vincolanti i contratti firmati dal socio accomandante di una Sas; redditometro: nuovi criteri di applicazione a partire dal periodo d’imposta 2011; l'assegno periodico di mantenimento va assoggettato al SSNM; é nullo il ravvedimento operoso parziale; Unico: l’intermediario è tenuto a rimuovere l’errore bloccante per l’invio telematico della dichiarazione; esonero contributivo triennale nelle operazioni aziendali straordinarie; società sportiva: caso di rinuncia allo stipendio già maturato; enti locali: dagli Interni sì al compenso per i politici - revisori; le novità del Codice di autodisciplina 2015 per la governance delle società quotate; voluntary disclosure: le istanze di accesso al C.O. di Pescara

 

 Indice:

 1) Non sono vincolanti i contratti firmati dal socio accomandante di una Sas

 2) Redditometro: nuovi criteri di applicazione a partire dal periodo d’imposta 2011

 3) L’assegno periodico di mantenimento va assoggettato al SSN

 4) E’ nullo il ravvedimento operoso parziale

 5) Modello Unico: l’intermediario è tenuto a rimuovere l’errore bloccante per l’invio telematico della   dichiarazione

 6) Esonero contributivo triennale nelle operazioni aziendali straordinarie

 7) Società sportiva: caso di rinuncia allo stipendio già maturato

 8) Enti locali: dagli Interni sì al compenso per i politici - revisori

 9) Le novità del Codice di autodisciplina 2015 per la governance delle società quotate

 10) Voluntary disclosure: le istanze di accesso al C.O. di Pescara

 

 

1) Non sono vincolanti i contratti firmati dal socio accomandante di una Sas

I contratti firmati dal socio accomandante non vincolano la Sas, tranne che poi vengano ratificati.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22666 del 5 novembre 2015, secondo cui il contratto preliminare di vendita dell’immobile di una società in accomandita semplice concluso dal proprio socio accomandante non può essere eseguito poiché posto in atto da un falso procuratore. Al limite potrebbe trovare efficacia solo al momento di una eventuale ratifica.

Come è noto, nelle Sas il potere di firma degli atti societari spetta solo ai soci accomandatari (cd. soci amministratori) e non, quindi, ai soci accomandanti (cd. soci di capitale).

Nel caso di specie, la pretesa del promittente acquirente era fondata sul fatto che risultava provata l’ingerenza nella gestione da parte del socio accomandante, il quale, per il ricorrente, si era anche qualificato amministratore e legale rappresentante della Sas. Circostanza che ingenerava l’incolpevole affidamento del promittente acquirente e che faceva presumere un accordo tacito con il socio accomandatario o, quanto meno, che sarebbe intervenuta una successiva ratifica.

Suggestiva, inoltre, l’ulteriore obiezione. Si affermava, infatti, che alla luce di quanto previsto dall’art. 2230 c.c. – ai sensi del quale il socio accomandante che contravviene al divieto di compiere atti di amministrazione assume responsabilità illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali – doveva ritenersi che l’invasiva ingerenza dell’accomandante avesse determinato un mutamento nel tipo di società, trasformandola in una snc “irregolare” ovvero “di fatto” con applicabilità della relativa disciplina (in particolare degli artt. 2297 e 2298 c.c.) e con riconoscimento anche al socio (in origine) accomandante (della Sas) di pieni poteri di rappresentanza della nuova società, indipendentemente dal contenuto dell’originario atto costitutivo.

La Suprema Corte ha considerato infondato il ricorso: L’ingerenza del socio accomandante nell’attività di gestione, così come l’eventuale accordo tacito con l’accomandatario, sono irrilevanti ai fini della definizione del caso di specie, nel quale il socio accomandante – che peraltro non risultava affatto essersi qualificato amministratore e rappresentante legale della società – non aveva il potere di agire impegnando la Sas. Si concretizzava, quindi, una situazione equiparabile a quella del negozio concluso dal falso procuratore. Rileva al riguardo quanto disposto per il caso di sopravvenuta mancanza dei soci accomandatari dall’art. 2323 c.c. In base ad esso, la società si scioglie, oltre che per le cause previste nell’art. 2308 c.c., quando rimangono soltanto soci accomandanti o soci accomandatari, sempreché nel termine di sei mesi non sia stato sostituito il socio che è venuto meno. Se vengono a mancare tutti gli accomandatari, per il periodo sopra indicato, gli accomandanti nominano un amministratore provvisorio per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione. L’amministratore provvisorio non assume la qualità di socio accomandatario.

 

2) Redditometro: nuovi criteri di applicazione a partire dal periodo d’imposta 2011

Definiti i criteri per la determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche, in base al redditometro, per i periodi d'imposta 2011 e successivi. Come è noto, é stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2015 il Decreto 16 settembre 015, che ha individuato il contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base del quale verrà fondata la determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche per gli accertamenti relativi al periodo d'imposta 2011 e successivi.

Il nuovo sistema elaborato con il decreto approvato va nella direzione, anche sotto il profilo normativo, di un accertamento sintetico di tipo «puro», poiché limita al minimo ricostruzioni reddituali legate a dati stimati.

Le uniche spese statistiche rilevanti ai fini della determinazione del reddito sintetico rimangono quelle connesse ai cd. elementi certi, quali, ad esempio, quelle legate al possesso di immobili e di beni mobili registrati (tipicamente immobili, autoveicoli e natanti).

Rimane anche nel nuovo strumento operativo la distinzione tra spese correnti e spese per investimenti. Per quest’ultime il dato continua a rilevare, più in generale, al netto dei disinvestimenti effettuati nei quattro anni precedenti all’acquisto dei beni.

Con l’approvazione del Decreto del 16 settembre 2015 del Ministro dell’Economia e delle Finanze (G.U. n. 223 del 25 settembre 2015) viene definitivamente approvata l’evoluzione del redditometro per il biennio d’imposta 2011/2012.

Si tratta del pri