Diario quotidiano del 4 novembre 2015: sono troppi i disservizi sul sito internet dell'INPS

 

 Indice:

 1) Polizza assicurativa commercialisti con limiti

 2) Basta con i disservizi del portale Inps

 3) Al via il ricorso contro gli avvisi bonari che chiedono il pagamento del contributo unificato

 4) CNDCEC: pronte le linee guida in materia di amministrazione giudiziaria

 5) Ecco le indicazioni operative per i consulenti di aziende in crisi

 6) La branch exemption copre i rischi di esterovestizione

 7) FNC: ecco i termini per la richiesta dei rimborsi fiscali

 8) Niente accertamento sintetico per il contribuente che aderisce allo scudo fiscale

 9) Debiti commerciali: entro il 10 novembre 2015 gli enti locali possono presentare domanda per la nuova tranche   di risorse

 10) INPS: cumulabilità del congedo parentale fruito in modalità oraria con altri riposi o permessi

 

1) Polizza assicurativa commercialisti con limiti
Subisce dei limiti la polizza assicurativa dei commercialisti. Commercialisti assicurati solo per visto infedele sul 730 precompilato. Per le altre sanzioni dirette di natura fiscale non vi è alcuna copertura. Lo ha precisato l’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) in una lettera di risposta all’Associazione nazionale dei commercialisti.
A detta dell’Istituto, infatti, l’innovazione che ha riguardato il modello 730, prodotta dal Dlgs 175/2014, che ha modificato il soggetto destinatario del controllo della dichiarazione (non più il contribuente ma il Caf o il professionista abilitato che ha apposto il visto di conformità), non ha riguardato la normativa concernente l’assistenza fiscale avente ad oggetto dichiarazioni diverse da quelle presentate mediante modello 730.
In questi casi, sottolinea l’Ivass, la presentazione della dichiarazione tramite Caf o professionista abilitato non produce modifica del soggetto destinatario del controllo della dichiarazione da parte dell’Agenzia delle entrate, che resta il contribuente.
Secondo l’Anc, invece, l’interpretazione delle Entrate in ordine alla natura risarcitoria delle somme che gli intermediari sono tenuti a pagare in caso di errore nell’apposizione del visto sul 730 precompilato, va estesa a tutte le sanzioni dirette di natura fiscale, irrogate ai sensi del Dlgs 472/1997, non ravvisandosi “differenze nelle procedure e negli obblighi di controllo tra un visto apposto sul 730 precompilato e un visto relativo alla compensazione Iva per importi superiori a 15 mila euro”.

2) Basta con i disservizi del portale Inps
Le anomalie del servizio Inps non più tollerabili. I disservizi dei sistemi informatici non passeranno più inosservati agli occhi dei professionisti. Consulenti del lavoro in primis. E la convinzione è tale che, proprio dal sindacato unitario della categoria, l’Ancl, lo scorso 29 ottobre è partito un atto formale di diffida e di costituzione in mora per i gravi disservizi che si sono verificati tra il 28 e il 29 ottobre scorso nella piattaforma informatica dell’ente previdenziale. L’annuncio arriva direttamente dall’Ancl che, tramite la nota del 2 novembre 2015, ha evidenziato come “sia diventata realtà l’intenzione di non fare più sconti all’Inps”. Ma non è tutto. Il sindacato di categoria, infatti, ha anche annunciato che “se non verrà posto rimedio all’ormai più che frequente ripetersi di malfunzionamenti del portale, sarà messo a disposizione ai soci Ancl l’Ufficio legale del sindacato per una denuncia all’autorità giudiziaria ed eventuale richiesta danni”. In particolare, nella diffida inoltrata, viene specificato che “i disservizi hanno impedito di ottenere il Durc online, il rilascio del codice aut.4R per il regime de minimis per assunzione apprendisti, la registrazione e quindi l’attivazione di voucher Inps e tutti gli altri servizi telematici”. Fondamentale, poi, che da tutto questo le aziende restino fuori. “Ogni inadempienza avvenuta nei giorni in cui il portale Inps non funzionava …

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