Chiarimenti in materia di costo del lavoro negli appalti pubblici

di Massimo Pipino

Pubblicato il 9 novembre 2015

il Consiglio di Stato ha chiarito che ell'ambito degli appalti pubblici il costo del lavoro incontra il limite nei contratti collettivi nazionali comparativamente più rappresentativi

Nell'ambito degli appalti pubblici il costo del lavoro incontra il limite nei contratti collettivi nazionali comparativamente più rappresentativi. A stabilirlo è stata la terza sezione del Consiglio di Stato con la sentenza n. 4699 depositata il 13 ottobre 2015 che ha accolto il ricorso di un’azienda che era stata esclusa dalla gara aggiudicata ad una concorrente sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa che però aveva applicato il CCNL sottoscritto con organizzazioni sindacali non dotate di una adeguata rappresentatività.

In particolare, l’offerta della società che si era aggiudicata l’appalto risultava aver tenuto conto di un costo del lavoro inferiore di oltre il 15% rispetto a quanto risultante dalla tabella del Ministero del Lavoro con cui viene determinato il costo del lavoro medio dei diversi settori ai fini del Codice degli appalti. Ricordiamo, peraltro, che costituisce principio consolidato in giurisprudenza il fatto che tali tabelle non rappresentano un parametro assoluto ed inderogabile ma, svolgano una funzione indicativa, suscettibile di scostamento in relazione a valutazioni statistiche ed analisi aziendali evidenzianti