Diario fiscale quotidiano del 26 ottobre 2015: Legge di Stabilità 2016: dal 2016 novità per le locazioni

Pubblicato il 26 ottobre 2015



legge di Stabilità 2016: dal 2016 novità per le locazioni; vanno sequestrate le macchinette che simulano slot e poker; casa all’asta: intervento del Notariato; chi acquista beni o servizi in buona fede potrà sempre detrarre l’Iva; finanziamenti dai soci alla società da comunicare entro il 30 ottobre 2015; i giroconti risultanti dall’estratto conto bancario non sono ricavi; legge di Stabilità: dal 2016 ulteriori novità per il 730 precompilato; D.L. voluntary disclosure: via libera dalla Commissione finanze; il furto delle scritture contabili non giustifica il contribuente; contenzioso tributario: è possibile conciliare anche in secondo grado; Rai - Giacomelli: “Paga canone chi ha la tv, non smartphone o tablet”; indennità di maternità senza limiti di età; legge di Stabilità 2016: smentita la super Tasi; notifica della cartella all’irreperibile valida solo con la prova dell’avvenuta affissione dell’avviso; gestione INPS Artigiani e Commercianti: pronti gli avvisi bonari rata con scadenza agosto 2015; rinnovo collegi degli Ordini professionali: imposta di bollo dell’autentica di firma apposta sulla busta contenente la scheda di votazione
 
 Indice:  1) Legge di Stabilità 2016: dal 2016 novità per le locazioni  2) Vanno sequestrate le macchinette che simulano slot e poker  3) Casa all’asta: intervento del Notariato  4) Chi acquista beni o servizi in buona fede potrà sempre detrarre l’Iva  5) Finanziamenti dai soci alla società da comunicare entro il 30 ottobre 2015  6) I giroconti risultanti dall’estratto conto bancario non sono ricavi  7) Legge di Stabilità: dal 2016 ulteriori novità per il 730 precompilato  8) D.L. voluntary disclosure: via libera dalla Commissione finanze  9) Il furto delle scritture contabili non giustifica il contribuente  10) Contenzioso tributario: è possibile conciliare anche in secondo grado  11) Rai. Giacomelli: “Paga canone chi ha la tv, non smartphone o tablet”  12) Indennità di maternità senza Limiti di età  13) Legge di Stabilità 2016: smentita la super Tasi  14) Notifica della cartella all’irreperibile valida solo con la prova dell’avvenuta affissione dell’avviso  15) Gestione INPS Artigiani e Commercianti: pronti gli avvisi bonari rata con scadenza agosto 2015  16) Rinnovo collegi degli Ordini professionali: imposta di bollo dell’autentica di firma apposta sulla busta   contenente la scheda di votazione  

1) Legge di Stabilità 2016: dal 2016 novità per le locazioni

Legge di Stabilità 2016: dal 1° gennaio 2016 le comunicazione per le locazioni andranno effettuate entro 30 giorni.

Dunque, per effetto della prossima legge di stabilità, cessioni, risoluzioni e proroghe di contratti di locazione andranno comunicati, dal 1° gennaio 2016, entro 30 giorni, anziché 20.

Infatti, in base al testo provvisorio della Legge di Stabilità 2016, dal prossimo anno cambieranno i termini per la comunicazione all'Agenzia delle entrate di cessioni, risoluzioni e proroghe di contratti di locazione.

Pertanto, detti termini saranno di 30 giorni, in luogo di 20. Il D.Lgs. n. 158/2015, che ha riformato il sistema sanzionatorio tributario, ha riformato anche la disciplina sanzionatoria relativa alla risoluzione anticipata, alla cessione e alla proroga del contratto di locazione e di affitto di beni immobili, anche nell’ipotesi in cui questi siano soggetti a cedolare secca. In particolare, il decreto introduce l’espressa previsione secondo cui la comunicazione relativa alle cessioni, alle risoluzioni e alle proroghe, anche tacite, del contratto di locazione deve essere presentata entro il termine di 30 giorni all’ufficio presso cui è stato registrato il contratto di locazione. Il D.Lgs. n. 158/2015 prevede attualmente l’entrata in vigore delle nuove disposizioni dal 1° gennaio 2017, ma nel DDL Stabilità 2016 viene già previsto un anticipo al 1° gennaio 2016.

Locazioni immobiliari: imposta sostitutiva ingiusta

Un’imposta sostitutiva del 10% sulle locazioni brevi sarebbe iniqua e determinerebbe una perdita di gettito non quantificabile. Attribuire la qualifica di sostituti d’imposta agli intermediari immobiliari potrebbe invece generare problematiche connesse al fatto che molti di questi operano online con strutture non residenti in Italia.

Sono queste, in estrema sintesi, le risposte fornite il 22 ottobre 2015 dall’Amministrazione finanziaria a un question time (n. 5-06730) presentato presso la VI commissione finanze della Camera.

Gli onorevoli interroganti avevano chiesto informazioni utili alla valutazione di fattibilità di un’imposizione sostitutiva dell’Irpef nella misura del 10% ai redditi delle locazioni immobiliari per brevi periodi da parte di proprietari privati non in forma imprenditoriale.

Trattandosi di un mercato in forte espansione l’introduzione di una tassazione particolarmente vantaggiosa potrebbe consentire l’emersione di materia imponibile con effetti benefici sul gettito dell’Erario unitamente all’introduzione di un obbligo per gli intermediari di applicare una ritenuta a titolo d’imposta.

2) Vanno sequestrate le macchinette che simulano slot e poker

Sono illegali le macchinette che simulano slot e poker: Le macchinette che richiamano poker e slot machine, o altri “dispositivi a rulli” presenti in sale giochi aperte anche ai minori, sono illegali e devono essere sequestrate.

Lo afferma l’Agenzia delle dogane e dei monopoli con la nota del 21 ottobre 2015,che interviene sulla questione delle “ticket redemption”, gli apparecchi che garantiscono vincite in premi (attraverso la raccolta di biglietti) e non in denaro. Le norme in vigore sono chiare, sottolinea Adm: niente poker né altri dispositivi a rulli come quelli delle slot machine e stop a ogni riferimento a giochi d'azzardo o da casinò (roulette, chemin de fer, black jack).

I Monopoli ricordano anche negli ultimi 18 mesi sono stati sequestrati più di 1.200 apparecchi e 500 “totem” di questo genere. Il settore, con lo stop al decreto di riordino dei giochi, è rimasto nel “limbo”, anche se secondo stime degli addetti ai lavori sono almeno 5-6 mila le macchine installate in Italia. I Monopoli hanno ora riavviato l’iter del decreto tecnico, che sarà inviato alla Commissione europea per il periodo di “stand still” prima della pubblicazione.

La banca creditrice può chiedere il dissequestro del c/c del debitore indagato

La banca, quale terzo creditore garantito, non è legittimata a chiedere il dissequestro dei titoli costituiti in garanzia dall’indagato-debitore. Infatti il diritto di credito, anche se garantito, non ha la stessa valenza del diritto di proprietà perché il bene oggetto di pegno regolare continua a rimanere di proprietà dell’indagato. Diversamente deve dirsi per il saldo attivo del conto corrente, che può essere paragonato ad un pegno irregolare: di conseguenza, la banca assume un vero e proprio diritto di proprietà sul denaro, di cui può, dunque, chiedere il dissequestro. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42464 del 22 ottobre 2015.

Nell’ambito di un procedimento penale per reati tributari a carico di un imprenditore, veniva applicata la misura del sequestro preventivo per equivalente, finalizzato alla confisca, su un conto corrente e un deposito titoli in garanzia intestati all’indagato. La banca, terzo creditore titolare del diritto reale di garanzia, proponeva istanza di dissequestro che tuttavia veniva respinta dal GIP. Si rivolgeva, dunque al Tribunale del riesame, in funzione di giudice di appello che, però, respingeva il gravame. In particolare, il Tribunale rilevava che il terzo creditore titolare del diritto reale di garanzia non è legittimato a chiedere la revoca della misura cautelare, non essendo la sua posizione giuridica assimilabile a quella del titolare del diritto di proprietà.

3) Casa all’asta: intervento del Notariato

Pubblicato uno Studio del Consiglio nazionale del notariato sull’opportunità offerta dall'art. 1336 c.c.: Offerta al pubblico dopo l’incarico del bando al notaio.

Vendere all'asta la propria abitazione, incaricando un notaio di occuparsi della faccenda. È una possibilità con parecchi vantaggi, tra cui la sicurezza per venditore e acquirente che l’immobile abbia tutte le carte in regola. Questo può avvenire sfruttando l’articolo 1336 del codice civile, sull’offerta al pubblico di vendita di immobili. Le modalità pratiche dell’operazione sono state approfondite dal Consiglio nazionale del notariato con lo Studio Civilistico n. 153-2014/C, che studia le condizioni di legittimità di una facoltà che potrebbe anche dare una mano a sbloccare il mercato immobiliare.

4) Chi acquista beni o servizi in buona fede potrà sempre detrarre l’Iva

E’ sempre possibile detrarre l’Iva anche se il fornitore sia poi risultato inesistente. Spetta, infatti, all’Amministrazione finanziaria dovere provare che il cessionario non poteva non sapere di essere coinvolto in una frode.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione europea, con la sentenza del 22 ottobre 2015, causa C-277/14, con la quale sostiene che deve essere riconosciuto il diritto alla detrazione dell’Iva assolta a monta anche nel caso in cui la fattura sia stata emessa da un soggetto inesistente, salvo che l’Amministrazione finanziaria non provi che il soggetto titolato alla detrazione “sapeva o avrebbe dovuto sapere” che l’operazione configurava un’evasione di imposta.

La sentenza della Corte europea si contraddistingue poiché introduce due importanti principi, vale a dire che:

- per il cessionario, essendo impossibilito ad identificare il proprio fornitore dei beni, non viene meno l’operazione e il diritto alla detrazione dell’imposta assolta;

- spetta all’Amministrazione l’onere di provare, in termini oggettivi, che il cessionario non poteva non sapere di essere coinvolto nella frode.

5) Finanziamenti dai soci alla società da comunicare entro il 30 ottobre 2015

La società (o l’impresa individuale), per esigenza di cassa, ha avuto bisogno dei prestiti da parte dei propri soci (ovvero dai propri familiari), e allora entro il 30 ottobre 2015 deve comunicare al Fisco tali movimenti finanziari avvenuti nel corso nel 2014.

Gli esercenti attività d’impresa, sia in forma individuale o collettiva, devono comunicare all’Anagrafe tributaria i dati (e i relativi importi) delle persone fisiche, soci o familiari dell’imprenditore, che nell’anno 2014 hanno concesso finanziamenti all’impresa o effettuato capitalizzazioni alla stessa. La comunicazione va effettuata solo se nell’anno di riferimento l’ammontare complessivo dei versamenti sia stato di almeno 3.600 euro. Il limite è riferito, distintamente, ai finanziamenti annui e alle capitalizzazioni annue.

Sono esclusi dall’obbligo di comunicazione i dati relativi a qualsiasi apporto di cui l’Amministrazione finanziaria è già in possesso (ad esempio, un finanziamento effettuato per atto pubblico o scrittura privata autenticata).

La comunicazione, telematica, può essere effettuata direttamente attraverso i canali telematici Entratel o Fisconline, oppure servendosi degli intermediari incaricati alla presentazione delle dichiarazioni.

La comunicazione deve essere effettuata entro il trentesimo giorno successivo al termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui i finanziamenti o le capitalizzazioni sono stati ricevuti.

Compilazione e invio

Per compilare e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate dichiarazioni, modelli, richieste, comunicazioni o anche effettuare versamenti, è possibile utilizzare i software di compilazione e i software di controllo messi a disposizione dall’Agenzia o reperibili sul mercato (solo per i software di compilazione), e procedere alla predisposizione, verifica ed invio del "file" creato.

6) I giroconti risultanti dall’estratto conto bancario non sono ricavi

I movimenti di giroconto tra una banca e l’altra non sono dei maggiori ricavi non dichiarati. Può essere ad es. il caso di un giroconto nella stessa banca tra due conti distinti (uno ordinario, l’altro in conto anticipi incasso fatture pubbliche).

Sbaglia quindi l’Ufficio delle Entrate che ritenga in evasione tali movimenti. E’ quanto si ricava dalla breve ordinanza n. 21555 del 22 ottobre 2015 della Corte di Cassazione.

E’, dunque, illegittimo l’accertamento di maggiori ricavi basato sulle indagini in banca nella misura in cui l’Amministrazione finanziaria non abbia considerato i movimenti che si riferiscono a giroconto e le fatture comprensive di IVA. La Suprema Corte ha esaminato il caso di una contribuente alla quale l’Erario aveva contestato, a seguito di indagini finanziarie, maggiori ricavi per una annualità d’imposta, con conseguente rideterminazione del reddito d’impresa e dei relativi tributi dovuti. Le Commissioni tributarie di primo e di secondo grado, avendo ritenuto parzialmente illegittima la ripresa, hanno statuito la riduzione del maggior reddito da euro 191mila e 60mila. Di qui la decisione della difesa erariale di arrivare in cassazione per sostenere la presunta violazione degli artt. 32 del D.P.R. n. 600/73 e 51 del D.P.R. n. 633/72. Sul punto, sia la giurisprudenza di merito sia la Cassazione hanno ragione al contribuente.

E’ stato, infatti, osservato che, invero, l’Ufficio non aveva tenuto conto di alcuni movimenti che potevano riferirsi a giroconto; inoltre l’Ufficio aveva omesso di considerare “che l’incasso delle fatture emesse e/o delle prestazioni fatturate dovevano essere considerate comprensive di IVA”. Infine, è stato osservato che i conti esaminati erano cointestati al coniuge della contribuente che non svolgeva alcuna attività collegata all’impresa.

Per tutto questo il contribuente si visto riconoscere le proprie ragioni, esposte nel ricorso, anche presso la Cassazione.

7) Legge di Stabilità: dal 2016 ulteriori novità per il 730 precompilato

Dalla Legge di Stabilità 2016 arrivano anche delle novità per il 730 precompilato.

La prima è quella che chiunque, indipendentemente dalla predisposizione della dichiarazione dei redditi 730 precompilato, potrà consultare i dati relativi alle proprie spese sanitarie acquisiti dal Sistema Tessera Sanitaria. È una delle novità in materia di dichiarazione dei redditi precompilata introdotte dal disegno di legge di Stabilità per il 2016. Sono, inoltre, previsti appositi controlli in caso di presentazione della dichiarazione - direttamente o tramite il sostituto d’imposta - con modifiche. Cambiamenti in arrivo anche per i requisiti dei CAF e per gli adempimenti a loro carico.

Dopo il primo anno di rodaggio, pur tra alti e bassi, la dichiarazione precompilata subisce, quindi, i primi ritocchi.

Trasmissione dei dati sanitari

Per prima cosa, si interviene sulle modalità di trasmissione dei dati sanitari ai fini della compilazione del modello da parte dell’Agenzia delle Entrate.

A partire dai redditi 2015, infatti, la precompilata si arricchisce anche dei dati relativi alle spese sanitarie. A tale proposito, il decreto sulle Semplificazioni fiscali ha previsto (art. 3, comma 3, D.Lgs. n. 175/2014) che ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi, le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, i policlinici universitari, le farmacie, pubbliche e private, i presidi di specialistica ambulatoriale, le strutture per l'erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa, gli altri presidi e strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari e gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri, inviano al Sistema tessera sanitaria, i dati relativi alle prestazioni erogate nel 2015, ai fini della loro messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.

Con un provvedimento del 31 luglio 2015, l’Agenzia delle entrate ha reso note le modalità tecnico-operative.

Per rispondere alle esigenze di tutela della privacy (il provvedimento tiene conto delle indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali), viene previsto che:

- i dati possono essere usati solo su base volontaria ed essere trasferiti solo in forma aggregata all’Agenzia delle entrate;

- gli stessi devono essere cancellati se riferiti a cittadini che non utilizzano la dichiarazione precompilata.

Il sistema delineato negli atti sottoposti al parere dell’Autorità prevede tre passaggi:

- i soggetti che erogano servizi sanitari (come medici, ospedali, ambulatori e farmacie) inviano al Sistema Tessera Sanitaria - TS (gestito dal MEF) i dati relativi a tutte le prestazioni erogate (dai dati identificativi dell’utente, alla spesa sostenuta), anche di coloro che non usufruiscono della precompilata;

- in un secondo momento l’Agenzia delle entrate trasmette al MEF i codici fiscali delle persone a cui predisporrà la dichiarazione precompilata;

- a quel punto il MEF renderà disponibili i dati sulle spese mediche, ma solo in forma aggregata, delle persone individuate.

I dati che il Sistema Tessera sanitaria fornirà alle Entrate dal 1° marzo di ogni anno sono quelli delle ricevute di pagamento, degli scontrini fiscali relativi alle spese sanitarie effettuate dal contribuente e dal familiare a carico e quelle dei rimborsi erogati. In particolare, tra le spese rientrano i ticket per l’acquisto di farmaci (anche omeopatici) e le prestazioni fornite nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, i dispositivi medici con marcatura CE e i servizi erogati dalle farmacie come per esempio il test per la glicemia.

Inoltre, sono inclusi anche i farmaci per uso veterinario, le prestazioni sanitarie quali la visita medica generica, le spese agevolabili solo a particolari condizioni come le cure termali e altre spese.

La legge di Stabilità interviene, ora, sulla possibilità di disporre dei dati sanitari.

Infatti, viene previsto che tutti i cittadini, indipendentemente dalla predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata, possono consultare i dati relativi alle proprie spese sanitarie acquisiti dal Sistema Tessera Sanitaria mediante i servizi telematici messi a disposizione dal Sistema Tessera Sanitaria.

Pertanto, la consultazione dei dati sarà possibile anche se non si presenta la dichiarazione precompilata. Inoltre, nel caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati, si applica la sanzione prevista nell’art. 78, comma 26, legge n. 413/1991. Tale norma, oggetto anch’essa di modifiche con la legge di Stabilità e recentemente ritoccata dal D.Lgs. n. 158/2015 (decreto di riforma delle sanzioni) prevede, in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati, la sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un massimo di 50.000euro per soggetto terzo.

Nei casi di errata comunicazione dei dati, la sanzione non si applica se la trasmissione dei dati corretti è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza, ovvero, in caso di segnalazione da parte dell’Agenzia delle entrate, entro i cinque giorni successivi alla segnalazione stessa. Se la comunicazione è correttamente trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta a 1/3, con un massimo di 20.000 euro.

Infine, per i dati trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria è prevista l’esclusione dallo spesometro.

Limiti ai poteri di controllo

Un’altra novità riguarda la revisione della disciplina sui controlli del 730. La norma attualmente in vigore (art. 5, D.Lgs. n. 175/2014) prevede che in caso di presentazione della dichiarazione precompilata, direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, senza modifiche non si effettua il controllo:

a) formale sui dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata forniti dai soggetti terzi (banche, compagnie assicuratrici, enti previdenziali, soggetti del SSN). Su tali dati resta fermo il controllo della sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, alle deduzioni e alle agevolazioni; le esclusioni dal controllo di cui a questa lettera a) non operano nel caso di presentazione, direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l'assistenza fiscale, della dichiarazione precompilata con modifiche che incidono sulla determinazione del reddito o dell'imposta;

b) previsto dall'art. 1, comma 586, legge n. 147/2013.

Tale disposizione - che viene però abrogata con effetto dalle dichiarazioni dei redditi presentate a decorrere dall’anno 2016, relative al periodo d’imposta 2015 - prevede che l’Agenzia delle entrate, entro sei mesi dalla scadenza dei termini previsti per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, ove questa sia successiva alla scadenza di detti termini, effettua controlli preventivi, anche documentali, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso complessivamente superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d'imposta derivanti da precedenti dichiarazioni.

Dunque, tale norma viene abrogata ed insieme ad essa anche la norma secondo cui il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle entrate non oltre il settimo mese successivo alla scadenza dei termini previsti per la trasmissione della dichiarazione, ovvero alla data della trasmissione della dichiarazione, ove questa sia successiva alla scadenza di detti termini.

Con la legge di Stabilità 2016, a seguito dell’abrogazione delle predette norme, viene previsto un nuovo sistema di controlli.

Infatti, nel caso di presentazione della dichiarazione direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta e che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate ovvero determinano un rimborso di importo rilevante, l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli preventivi, in via automatizzata o mediante verifica della documentazione giustificativa, entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine.

Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle entrate non oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine.

Restano fermi, come prima, i controlli previsti in materia di imposte sui redditi.

Requisiti dei CAF e adempimenti

La legge di Stabilità per il 2016 interviene anche sui requisiti richiesti ai CAF per effettuare l’assistenza fiscale.

L’attuale norma prevede che:

- il numero delle dichiarazioni validamente trasmesse da ciascun centro sia almeno pari all’1% del rapporto risultante tra la media delle dichiarazioni trasmesse dal centro nel triennio precedente e la media delle dichiarazioni complessivamente trasmesse dai soggetti che svolgono attività di assistenza fiscale nel medesimo triennio;’

- per i CAF autorizzati successivamente alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 175/2014, il requisito del numero di dichiarazioni trasmesse nei primi tre anni di attività si considera soddisfatto se è trasmesso annualmente un numero di dichiarazioni pari all’1%, con uno scostamento massimo del 10%, del rapporto risultante tra le dichiarazioni trasmesse dal centro in ciascuno dei tre anni e la media delle dichiarazioni complessivamente trasmesse dai soggetti che svolgono attività di assistenza fiscale nel triennio precedente, compreso quello considerato.

Con le modifiche introdotte, i requisiti cambieranno:

- annualmente la media delle dichiarazioni validamente trasmesse da ciascun centro nel triennio precedente deve essere almeno pari all’1% della media delle dichiarazioni complessivamente trasmesse dai soggetti che svolgono attività di assistenza fiscale nel medesimo triennio;

- per i CAF autorizzati successivamente alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 175/2014, il requisito del numero di dichiarazioni trasmesse nei primi tre anni di attività si considera soddisfatto se la media delle dichiarazioni validamente trasmesse dal centro nel primo triennio sia almeno pari all’1% della media delle dichiarazioni complessivamente trasmesse dai soggetti che svolgono attività di assistenza fiscale nel medesimo triennio, con uno scostamento massimo del 10%.

Inoltre, tra gli adempimenti cui i CAF sono tenuti (art. 17, D.M. n. 164/1999) viene previsto anche l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate in via telematica entro il 7 luglio di ciascun anno, il risultato finale delle dichiarazioni.

Altre novità

La legge di Stabilità per il 2016 interviene, infine, con alcune norme di coordinamento. In particolare viene abrogata la disposizione (art. 4, comma 3-bis, penultimo e ultimo periodo, D.P.R. n. 322/1998) secondo cui entro il 31 luglio andavano trasmessi in via telematica, da parte dei sostituti d’imposta, i dati contenuti nelle certificazioni rilasciate ai soli fini contributivi e assicurativi nonché quelli relativi alle operazioni di conguaglio effettuate a seguito dell’assistenza fiscale.

Nella nuova versione si prevede che entro il 7 marzo dell’anno successivo sono trasmessi in via telematica gli ulteriori dati fiscali e contributivi e quelli necessari per l’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali e assicurativi, i dati contenuti nelle certificazioni rilasciate ai solo fini contributivi e assicurativi nonché quelli relativi alle operazioni di conguaglio effettuate a seguito dell’assistenza fiscale. Viene, quindi, anticipata la scadenza dal 31 luglio al 7 marzo.

8) D.L. voluntary disclosure: via libera dalla Commissione finanze

Il 22 ottobre 2015 la commissione Finanze del Senato ha dato il via libera, senza modifiche, al D.L. 153/2015 che contiene la proroga al 30 novembre del termine per aderire alla voluntary disclosure nonché le misure di sterilizzazione delle clausole di salvaguardia che avrebbero determinato l’aumento delle accise sui carburanti. Le modifiche al testo verranno discusse direttamente dall’Aula dove il testo approderà martedì prossimo.

Disco verde in Commissione finanze al testo del D.L. 153/2015 (recante “Misure urgenti per la finanza pubblica”). Il testo è stato approvato senza modifiche. Gli emendamenti presentati sono stati, infatti, ritirati ed è stato dato mandato al relatore per riferire in Aula. L’introduzione di eventuali novità sarà quindi affrontata durante l’esame del Senato.

Il provvedimento, si ricorda, proroga al prossimo 30 novembre 2015 il termine per l’invio delle istanze di adesione alla procedura di collaborazione volontaria e al 30 dicembre quello per la trasmissione dei documenti e della relazione di accompagnamento.

Inoltre il decreto prevede che i termini di decadenza per l’accertamento sia ai fini delle imposte sui redditi che Iva, nonché quelli per la notifica dell’atto di contestazione, che scadono a decorrere dal 31 dicembre 2015, limitatamente agli imponibili, alle imposte, alle ritenute, ai contributi, alle sanzioni e agli interessi relativi alla procedura di collaborazione volontaria e per tutte le annualità e le violazioni oggetto della procedura stessa, sono rinviati, anche in deroga a quelli ordinari, al 31 dicembre 2016.

9) Il furto delle scritture contabili non giustifica il contribuente

Non serve dichiarare che le scritture contabili richieste dal Fisco siano state rubate poiché si tratta una giustificazione poco convincente. Ecco perché la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41830 del 19 ottobre 2015, ha confermato la condanna pendente su un imprenditore accusato del reato ex art. 10, D.Lgs. n. 74/2000, ovvero dell’occultamento o della distruzione delle scritture: l’imprenditore sosteneva come motivo della mancata presentazione della documentazione contabile il fatto di aver subito il furto dell’auto sulla quale egli aveva lasciato le scritture. Secondo la Corte territoriale, i documenti conservati in quell’auto non potevano certo essere le scritture obbligatorie; insomma, il suo reddito era stato ricostruito induttivamente, ma di certo tale ricostruzione non poteva essere equiparabile a quella realizzabile sulla base della documentazione contabile.

“La Corte territoriale ha ritenuto sulla base delle risultanze processuali che non potessero esservi dubbi in ordine alla distruzione o, comunque, all’occultamento delle scritture contabili”. Infatti, nella stessa denuncia effettuata dall’imprenditore, si faceva riferimento a “fatture e fogliettini” relativi all’attività lavorativa, che non potevano certo essere le scritture oggetto della vertenza. A peggiorare le cose, nel periodo successivo non erano state ripristinate le scritture: insomma, tutto faceva immaginare che non si trattasse di un mero smarrimento. Ciò detto, era del tutto irrilevante, ai fini della configurabilità del reato, che si fosse ricostruito in via presuntiva il reddito di impresa.

10) Contenzioso tributario: è possibile conciliare anche in secondo grado

Con l’entrata in vigore n. 156 del D.Lgs. 24 settembre 2015, sul contenzioso tributario la conciliazione ha ormai cambiato volto. Rivisitando l’art. 48 del D.Lgs. n. 546/1992, il legislatore ha, infatti, revisionato tutta la disciplina, introducendo notevoli novità, tra le quali la più rilevante è forse quella dell’ampliamento del limite temporale entro il quale si può conciliare la lite.

Il decreto distingue nettamente la conciliazione fuori udienza da quella in udienza. Il rinnovato art. 48 (si veda l’art. 9 del Decreto 156/2015) definisce che, se in pendenza di giudizio, le parti raggiungono un accordo conciliativo, devono presentare una istanza congiunta sottoscritta o personalmente o dai difensori. Tale istanza potrà definire la lite completamente o parzialmente. Se, a questo punto, la data di trattazione è già stata fissata, e se sussistono condizioni di ammissibilità, la commissione può sentenziare sulla cessazione della materia del contendere, anche solo parzialmente (e in questo caso, si procederà con la ulteriore trattazione della causa per il rimanente).

Venendo alla conciliazione fuori udienza, introdotta dal nuovo art. 48-bis, viene specificato che “ciascuna parte […] può presentare istanza per la conciliazione totale o parziale della controversia”. Inoltre, “all’udienza la commissione, se sussistono le condizioni di ammissibilità, invita le parti alla conciliazione rinviando eventualmente la causa alla successiva udienza per il perfezionamento dell’accordo conciliativo”.

Pertanto, il legislatore ha introdotto il nuovo art. 48-ter che, trattando della definizione e pagamento delle somme dovute, stabilisce che le sanzioni amministrative si applichino nella misura del 40% del minimo previsto dalla legge, se la conciliazione si vada perfezionando nel primo grado di giudizio, e del 50% se si perfezioni nel secondo. In definitiva, la novità, che introduce la possibilità di conciliare anche in secondo grado, toglie il limite della Commissione Provinciale prima in vigore.

11) Rai. Giacomelli: “Paga canone chi ha la tv, non smartphone o tablet”

Il sottosegretario: "Evadere il canone reato? Se si dichiara il falso"

Niente canone Rai per chi possiede solo pc, tablet e smartphone. Tenuto a pagarlo, anche dopo il suo inserimento nella bolletta elettrica, sarà chi ha in casa un televisore o la radio. La precisazione arriva dal sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, mentre il Tesoro è al lavoro sulle ultime limature, prima della presentazione al Parlamento, all'articolo 10 della legge di stabilità, con le nuove norme sulla tassa. Tra le novità quella sulla destinazione delle maggiori entrate che dovrebbero derivare dall'abbattimento dell'evasione fiscale garantito dalla pagamento con il cedolino della luce. Tali somme - si legge nella bozza della manovra - non andrebbero a finanziare la tv pubblica, ma finirebbero nel fondo per la riduzione della pressione fiscale. Un tesoretto, stimato in circa 500 milioni di euro, che fa gola alla Rai e che sembrava destinato alla riduzione della pubblicità su alcune reti pubbliche (un obiettivo più volte sottolineato dal premier Matteo Renzi) o al fondo per le tv private e l'editoria. Negli anni dal 2016 al 2018, invece, secondo l'ultima versione dell'articolo, la Rai dovrebbe poter contare su introiti per un miliardo e 700 milioni come negli anni passati, rispetto un gettito previsto di 2 miliardi e 200 milioni. Già nel 2014, tra le polemiche, la Rai contribuì con 150 milioni di euro a sostenere l'operazione "80 euro". Poi, con l'ultima legge di stabilità, fu decisa una riduzione strutturale del 5% dei trasferimenti alla tv pubblica. La legge di stabilità contiene i dettagli sulla riduzione del canone Rai, che ammonterà a 100 euro, senza alcuna maggiorazione legata alle accise per l'elettricità. Le modalità del pagamento, che dovrebbe essere suddiviso in sei rate da 16,6 euro, saranno definite con un decreto ministeriale entro 45 giorni dall'entrata in vigore della manovra. La tassa arriverà solo con la bolletta dell'abitazione di residenza, non delle seconde case. "Saranno i cittadini - ha spiegato Giacomelli a 24 Mattino - a dover eventualmente comunicare il mancato possesso del televisore" per non pagare il canone. Una dichiarazione falsa - ha proseguito - "sarà reato, ma non perché modifichiamo qualcosa. E' già previsto che la autocertificazione di un dato falso sia reato. Nella legge di stabilità esplicitiamo che vale quella regola". Quanto alla sanzione, sarà il Parlamento a decidere se mantenere l'ammontare già previsto che va "da due a sei volte" la somma dovuta o se, come ipotizzato dai tecnici del Tesoro, togliere la forbice e optare per una multa di 500 euro. "Tollerare un'evasione del 30% - ha sottolineato - non è giusto prima di tutto per il 70% degli utenti che pagano il canone".

12) Indennità di maternità senza limiti di età

La Corte costituzionale con la sentenza n. 205/2015 dichiara illegittimo l’articolo 72 del decreto legislativo n. 151/2001 che stabilisce che alle libere professioniste “l’indennità (...) spetta altresì per l’ingresso del bambino adottato o affidato, a condizione che non abbia superato i sei anni di età”. Il limite era stato eliminato dalla legge n. 244/2007 per le lavoratrici dipendenti e dalla sentenza n. 371/2003 della Corte costituzionale per le lavoratrice autonome che optavano per affidamenti internazionali.

Lo svantaggio restava, quindi, solo per le professioniste che sceglievano la strada dell'adozione nazionale. Un trattamento “singolare” ritenuto oggi dalla Corte Costituzionale “carente di ogni giustificazione razionale, idonea a dar conto del permanere, soltanto per questa fattispecie, di un limite rimosso per tutte le altre ipotesi”. Un segnale verso questa direzione l’aveva già dato il Legislatore con il Jobs Act. L’art. 20 del decreto n. 80/2015 riscrive la legge del 2001, eliminando il limite dei 6 anni di età del bambino.

13) Legge di Stabilità 2016: smentita la super Tasi

Nei giorni scorsi il premier Renzi ha affermato che nessun comune o regione potrà alzare le tasse rispetto al 2015, per legge. Dunque, la super Tasi potrà essere applicata nel 2016 solo da chi l’aveva già addebitata nel 2015, sempre su seconde case e altri immobili (escludendo i terreni agricoli e le abitazioni principali).

Dal ministro dell'Economia Padoan la rassicurazione che i comuni non alzeranno le tasse, perché il governo restituirà loro le risorse: “Quindi nessuna applicazione da parte dei Comuni della super Tasi” (aumento dello 0,8%, dell'aliquota sulle seconde case).

Secondo il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, il congelamento degli aumenti delle tasse locali vale per tutti “fatta eccezione per situazioni straordinarie legate all’addizionale regionale per le Regioni in eventuali disavanzi sanitari”.

Si ricorda che le Regioni in rosso che hanno intrapreso il piano di rientro sono: Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Sicilia, Calabria, Piemonte, Puglia. Dunque, le Regioni citate potranno, per legge, prevedere un aumento automatico di addizionali Irpef e Irap o agire sui ticket.

14) Notifica della cartella all’irreperibile valida solo con la prova dell’avvenuta affissione dell’avviso

Per rendere valida la notifica della cartella all'irreperibile necessita la prova dell’avvenuta affissione dell’avviso.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21529 del 22 ottobre 2015, secondo cui per attestare la validità della notifica della cartella esattoriale al destinatario che risulti irreperibile, il giudice adito è tenuto ad accertare la concretezza delle operazioni poste in essere dall’ufficiale giudiziario, compresa l’affissione dell’avviso del deposito alla porta della sua abitazione.

Infatti, l’ufficiale giudiziario, oltre a depositare la copia nella casa del comune, è tenuto anche ad affiggere il relativo avviso di deposito, in busta chiusa e sigillata, alla porta dell’abitazione del destinatario e a dargliene notizia per raccomandata con avviso di ricevimento.

Nel caso esaminato dalla Suprema corte, è stato accolto il ricorso promosso da un automobilista che si era opposto ad una cartella esattoriale asseritamente notificatagli per sanzioni non pagate relativamente a infrazioni del Codice della strada.

Il contribuente si era lamentato della regolarità delle operazioni di notifica asserendo che l’ufficiale giudiziario non aveva curato l’operazione di affissione dell’avviso sulla porta della sua abitazione.

15) Gestione INPS Artigiani e Commercianti: pronti gli avvisi bonari rata con scadenza agosto 2015

Facendo seguito alla circolare n. 98 del 14 giugno 2013, l’INPS con il messaggio n. 6530 del 23 ottobre 2015, comunica l’inizio delle elaborazioni per l’emissione degli avvisi bonari relativi alla rata in scadenza ad agosto 2015 per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni degli artigiani e commercianti.

Gli avvisi bonari saranno a disposizione del contribuente all’interno del Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti (di cui al messaggio n. 5769 del 02/04/2012) al seguente indirizzo: Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Posizione Assicurativa – Avvisi Bonari.

Come di consueto sarà predisposta anche la relativa comunicazione che di solito veniva spedita, visualizzabile al seguente indirizzo: Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Posizione Assicurativa – Avvisi Bonari generalizzati.

Contestualmente, sarà inviata una email di alert ai titolari della posizione contributiva e ai loro intermediari, che abbiano fornito tramite il Cassetto il loro indirizzo di posta elettronica.

Gestione separata ACCREDITAMENTO AZIENDE GESTIONE SEPARATA

L’INPS con il messaggio n. 6531 del 23 ottobre 205, comunica che è stato rilasciato, sul Cassetto Gestione Separata Committenti, un nuovo applicativo che permette la registrazione di un’azienda committente che, per la prima volta, deve inviare un flusso Uniemens per i parasubordinati obbligati alla Gestione Separata di cui all’art. 2, comma 26, della Legge 335/95.

Tale registrazione crea in automatico, entro il giorno successivo all’invio della comunicazione tramite Cassetto, l’Anagrafica dell’azienda negli archivi della Gestione Separata, consentendo tutti gli adempimenti previsti (dall’invio dei flussi Uniemens alla gestione delle successive ed eventuali deleghe, ecc.). L’applicativo è a disposizione delle aziende e dei loro intermediari.

Datori di lavoro agricolo – esonero triennale ex art. 1, co. 119, Legge 23 dicembre 2014, n.190 e riduzioni contributive per zone montane e svantaggiate di cui all’art. 9 L. 67/1988

Con circolare n. 17 del 29 gennaio 2015 sono state fornite le istruzioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi all’esonero contributivo introdotto dall’art. 1, comma 119, della Legge 23 dicembre 2014, n.190,

Tenuto conto che l’art. 118 della citata legge 190/2014 stabilisce che “L’esonero […] non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente”, è stato richiesto apposito parere al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sulla cumulabilità dell’esonero triennale con le riduzioni contributive per zone montane e svantaggiate di cui all’art. 9 della L. 67/1988.

L’INPS, con il messaggio n. 6533 del 23 ottobre 2015, rende noto che con l’allegato parere prot. n. 12672.06-08-2015 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che “nel rispetto del principio di specialità si ritiene applicabile ai datori di lavoro agricolo operanti nei territori montani e nelle zone agricole svantaggiate che effettuino assunzioni nell’anno 2015 il solo regime ordinario di favore previsto dall’art 9 della legge 67/1988 ivi compresa la riduzione dei premi INAIL”.

L’Istituto, pertanto, in linea con il citato parere ministeriale, procederà ad applicare i conseguenti criteri di tariffazione e a ricalcolare i contributi relativi al primo trimestre 2015, affinché per i lavoratori ammessi al beneficio:

- per le giornate lavorate in zona ordinaria, si applichi l’esonero triennale ex art. 1, co. 119, L. 190/2014,

- mentre per le giornate lavorate in zone montane o svantaggiate, si applichino le riduzioni contributive di cui all’art. 9 L. 67/1988.

Lavoratori assicurati ex Ipsema. Anticipazione e conguaglio delle prestazioni diverse dalla malattia. Istruzioni operative e determinazione delle competenze territoriali

Nell’ambito del processo di progressiva armonizzazione delle lavorazioni, l’INPS con la circolare n. 173 del 23 ottobre 2015, procede ad una prima integrazione delle modalità di erogazione delle prestazioni diverse dalla malattia con quelle previste per la generalità dei lavoratori.

16) Rinnovo collegi degli Ordini professionali: imposta di bollo dell’autentica di firma apposta sulla busta contenente la scheda di votazione

E’ esente dall’imposta di bollo l’autentica di firma apposta sulla busta contenente la scheda di votazione per il rinnovo dei collegi dell’Ordine professionale dei geologi.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 91/E del 23 ottobre 2015.

Tale chiarimento segue l’istanza di interpello posta dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Geologi teso a conoscere il trattamento tributario, ai fini dell’imposta di bollo, da riservare all’autentica di firma apposta sulla busta contenente la scheda di votazione per il rinnovo dei consigli territoriali degli ordini dei geologi, trasmessa mediante lettera raccomandata, ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del DPR 8 luglio 2005, n. 169.

Anche il Collegio Nazionale dell’Ordine dei Geologi, nella soluzione proposta, era del parere che l’autentica di firma apposta sulle busta contenente la scheda di votazione fosse esente dall’imposta di bollo.

Parere delle Entrate sul trattamento ai fini dell’imposta di bollo

Ai fini del trattamento tributario da riservare, ai fini dell’imposta di bollo, all’autentica di firma, l’Agenzia delle entrate osserva che l’articolo 1, comma 1, della tariffa, parte prima, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n. 642, prevede l’applicazione dell’imposta di bollo nella misura di euro 16,00, per ogni foglio, per gli “Atti rogati, ricevuti o autenticati da notai o da altri pubblici ufficiali e certificati, estratti di qualunque atto o documento e copie dichiarate conformi all’originale rilasciati dagli stessi”.

In deroga a tale principio, l’articolo 1 della tabella annessa al richiamato DPR n. 642 del 1972 (Atti, documenti e registri esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto) esenta, in modo assoluto, dall’imposta di bollo gli “… atti e documenti riguardanti la formazione delle liste elettorali, atti e documenti relativi all’esercizio dei diritti elettorali ed alla loro tutela sia in sede amministrativa che giurisdizionale”.

A parere delle Entrate, nell’ambito applicativo della citata previsione esentativa devono essere ricondotte anche le autentiche di firma effettuate ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 53 del 1990, in quanto tale disposizione appare volta a garantire gli adempimenti connessi con lo svolgimento del procedimento elettorale.

Pertanto, l’Agenzia ritiene che anche l’autentica di firma apposta sulla busta contenente la scheda di votazione per il rinnovo dei collegi dell’Ordine professionale dei geologi, eseguita ai sensi del citato articolo 14, possa beneficiare dell’esenzione dall’imposta di bollo, di cui all’articolo 1 della Tabella annessa al DPR n. 642 del 1972.

Enti locali: Il Governo apre alle proposte dei commercialisti

Bocci (Sottosegretario all’Interno): “Troveremo un veicolo legislativo per tramutarle in norme concrete”.

Il Governo condivide in pieno le proposte dei commercialisti in materia di revisione negli Enti locali e troverà un veicolo legislativo per tramutarle in norme concrete. E’ l’impegno preso dal sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci, nel corso di un convegno tenutosi oggi a Perugia, organizzato dal locale Ordine della categoria. Nello specifico, Bocci si è detto d’accordo sull’idea dei commercialisti di apportare modifiche al Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali (d.lgs. 267 del 18 agosto 2000), nonché alle disposizioni di legge ad esso collegate. Le proposte della categoria riguardano i revisori nelle Unioni di comuni, la loro estrazione a sorte, il revisore alla prima esperienza, il divieto di ulteriore incarico e i compensi. Proprio in tema di compensi il sottosegretario ha sposato la posizione della categoria, sottolineando come essi non siano adeguatamente commisurati alle responsabilità e all’impegno dei revisori.

“In tema di revisione degli Enti locali – ha aggiunto – pongo il Consiglio nazionale dei commercialisti sullo stesso piano di Anci e Upi”.

Soddisfazione per le apertura del sottosegretario Bocci è stata espressa dal presidente del Consiglio nazionale della categoria, Gerardo Longobardi. “Le parole del sottosegretario – ha affermato – sono molto importanti e rendono finalmente concreta la possibilità di metter mano ad una materia decisiva per il Paese”. Un ambito nel quale, come sottolineato dal Vicepresidente della categoria, Davide Di Russo, che nel corso del convegno di Perugia ha dibattuto con Bocci, “i commercialisti sono determinanti nella funzione di tutela della correttezza dell’informazione economico-finanziaria. Proprio perché consapevole della delicatezza di questa funzione della professione, il Consiglio nazionale ha fornito il proprio contributo di competenze tecniche e di esperienze operative per contribuire ad una maggiore coerenza ed efficacia del quadro normativo di riferimento. Contributo che, come fanno sperare le dichiarazioni di Bocci, potrebbe essere ora recepito dall’esecutivo”.

“Sono particolarmente soddisfatta – ha affermato il presidente dell’Ordine dei commercialisti di Perugia, Marcella Galvani - che proprio nella nostra città sia avvenuta la formalizzazione delle proposte del Consiglio nazionale nelle mani del Sottosegretario Bocci. Si tratta di un momento importante nell'ambito di un percorso complesso durante il quale, come Ordine di Perugia, abbiamo fornito il nostro contributo di pensiero. L'auspicio è che l'iter legislativo possa svilupparsi e concludersi in tempi brevi”.

Su queste stesse tematiche, lo scorso settembre il Consiglio nazionale della categoria aveva scritto al presidente del Consiglio Matteo Renzi che, in un’intervista radiofonica, rivolgendosi proprio ai commercialisti, aveva anticipato l’intenzione dell’esecutivo di ridurre il numero dei membri degli organi di controllo Anche in quella occasione, i commercialisti avevano sottolineato di essere pronti ad affrontare in maniera organica il tema della razionalizzazione complessiva del sistema dei controlli negli enti pubblici, a patto che si parta dalla consapevolezza che “l’organo di revisione è il primo, autentico presidio di legalità dell’ente pubblico e delle società a partecipazione pubblica e privata, a tutela della comunità di riferimento”.

(CNDCEC, nota del 23 ottobre 2015)

 

Vincenzo D’Andò