Diario quotidiano del 22 ottobre 2015: sanzioni penali per il commercialista che non restituisce tempestivamente le scritture contabili

Pubblicato il 22 ottobre 2015



l’invalidità dell’atto amministrativo impugnato va richiesta solo nella CTP; le prime case di lusso continueranno ad essere soggette all’Imu;patent box in Gazzetta Ufficiale;cessione di terreni agricoli: dal 2016 sale l’imposta di registro; ravvedimento operoso limitato per i tributi doganali; legge di Stabilità 2016: maxi ammortamenti per le autovetture; intra 12: disponibile la nuova versione del software di compilazione della dichiarazione mensile degli acquisti effettuati da enti non profit; sanzioni penali per il commercialista che non restituisce tempestivamente i libri sociali e le scritture contabili; per rimediare agli errori del modello 730/2015 rimane ancora tempo fino al 26 ottobre 2015; beni sequestrati alle mafie: per il CNDCEC positivo il superamento della norma ammazza amministratori

 

 Indice:

 1) L’invalidità dell’atto amministrativo impugnato va richiesta solo nella CTP

 2) Le prime case di lusso continueranno ad essere soggette all’Imu

 3) Patent box in Gazzetta Ufficiale

 4) Cessione di terreni agricoli: dal 2016 sale l’imposta di registro

 5) Ravvedimento operoso limitato per i tributi doganali

 6) Legge di Stabilità 2016: maxi ammortamenti per le autovetture

 7) Intra 12: disponibile la nuova versione del software di compilazione della dichiarazione mensile degli   acquisti effettuati da enti non profit

 8) Sanzioni penali per il commercialista che non restituisce tempestivamente i libri sociali e le   scritture contabili

 9) Per rimediare agli errori del modello 730/2015 rimane ancora tempo fino al 26 ottobre 2015

 10) Beni sequestrati alle mafie: per il CNDCEC positivo il superamento della norma ammazza amministratori

 

 

1) L’invalidità dell’atto amministrativo impugnato va richiesta solo nella CTP

Il contribuente deve chiedere presso la commissione tributaria provinciale l’invalidità dell’atto amministrativo impugnato.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 21307 del 20 ottobre 2015 che ha, così dichiarato inammissibile, sul punto, il ricorso di un contribuente destinatario di un accertamento sintetico.

E, dunque, inammissibile il ricorso con il quale il contribuente contesta per la prima volta in Cassazione, senza aver presentato il motivo in C.T.P., che la cartella è firmata da un incaricato con funzioni dirigenziali e non da un dirigente a seguito di concorso pubblico.

In particolare, il contribuente aveva depositato nella cancelleria della Suprema Corte una nuova memoria, rispetto al gravame iniziale, lamentando l’invalidità dell’atto amministrativo impugnato (motivo certamente innovativo rispetto al ricorso iniziale) e, cioè, ricostruisce l’ordinanza, la difesa obiettava il potere di firma in capo al soggetto firmatario “siccome incaricato di funzioni dirigenziali e non dirigente a seguito di concorso pubblico”. Ma tutto questo non è, quindi, bastato per il malcapitato contribuente.

 

 2) Le prime case di lusso continueranno ad essere soggette all’Imu

Le prime case di lusso continueranno a pagare l’Imu. Gli immobili di categoria catastale A1 (abitazioni signorili), A8 (ville) e A9 (castelli) non saranno esentati dal pagamento dell’imposta municipale, così come inizialmente previsto nelle prime bozze della legge di stabilità e pubblicamente dichiarato dal premier Matteo Renzi e da altri esponenti del governo (tra cui il sottosegretario all’economia, Enrico Zanetti). L’idea dell’esecutivo di abolire le tasse sulle prime case “senza eccezioni di sorta in ragione del loro classamento catastale o di altri parametri” (sono le parole di Zanetti in Bicamerale per il federalismo) si è subito scontrata con le polemiche sulla iniquità di una misura che avrebbe avvantaggiato i proprietari di case di lusso con sconti che in alcuni casi sarebbero potuti arrivare anche a 98 mila euro.

A fare dietrofront è stato lo stesso premier che il 20 ottobre 2015 in un post su Facebook, alla vigilia della presentazione ufficiale della manovra in parlamento, ha chiarito che “le categorie catastali A1, A8, A9 avranno lo stesso trattamento della misura del 2008”.

 

 3) Patent box in Gazzetta Ufficiale

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 244 del 20 ottobre 2015 il comunicato con il quale viene resa nota l’avvenuta pubblicazione, sul sito internet del Ministero dello Sviluppo economico, nella sezione “normativa - decreti interministeriali”, del decreto del Ministro dello Sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, del 30 luglio 2015, recante le disposizioni attuative del regime di patent box.Il decreto, registrato alla Corte dei Conti in data 23 settembre 2015, determina l’ambito applicativo e i criteri di calcolo dell’agevolazione.

Si ricorda che il decreto introduce un regime opzionale di tassazione per i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di marchi, di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili.

Possono esercitare l’opzione i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dal tipo di contabilità adottata, che hanno diritto allo sfruttamento economico dei beni immateriali.

 

4) Cessione di terreni agricoli: dal 2016 sale l’imposta di registro

La Legge di stabilità 2016 riporterà l’aliquota dell’imposta di registro, applicabile ai trasferimenti immobiliari di terreni agricoli operati in assenza delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina, al 15%.

Viene, infatti, disposta una modifica dell’art. 1 della Tariffa, parte I, allegata al D.P.R. 131/86, che, se non modificata nel corso dei lavori parlamentari, comporterà l’aumento al 15% dell’aliquota (attualmente) del 12%, applicabile al trasferimento a titolo oneroso di “terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale”.

Come è noto, l’aliquota dell’imposta di registro del 12% è stata introdotta dall’art. 1 comma 609 della L. 147/2013 (legge di stabilità 2014), aggiungendola, così, alle due aliquote del 2% (per la “prima casa”) e del 9% previste dal DLgs. 23/2011, nell’ambito della riforma dell’imposizione indiretta dei trasferimenti immobiliari entrata in vigore il 1° gennaio 2014.

L’aliquota dell’imposta di registro del 12% si applica, dal 1° gennaio 2014, ai trasferimenti a titolo oneroso di terreni agricoli a favore di soggetti diversi da:- coltivatori diretti iscritti alla relativa gestione previdenziale ed assistenziale;- imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla relativa gestione previdenziale ed assistenziale.

 

5) Ravvedimento operoso limitato per i tributi doganali

Tributi doganali: applicazione limitata per il nuovo ravvedimento operoso: Le nuove regole in materia di ravvedimento operoso, introdotte dalla Legge di stabilità 2015, non trovano applicazione con riferimento ai tributi doganali. L’unica eccezione è rappresentata dalla possibilità di beneficiare della riduzione della sanzione ad 1/9 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il 90° giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Dogane con la nota n. 89853/2015 pubblicata il 20 ottobre 2015 sul sito delle Dogane.

La legge di stabilità 2015, come noto, ha introdotto alcune novità di rilievo con riferimento alla disciplina del ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/1997), prevedendo un sostanziale ampliamento delle modalità e dei termini per l’applicazione di tale istituto. Tra queste si prevede la possibilità di beneficiare di una consistente riduzione delle sanzioni concernenti gli omessi versamenti anche oltre il previgente termine di un anno dalla regolarizzazione, con una onerosità crescente rispetto alla minore tempestività del versamento.

 

6) Legge di Stabilità 2016: maxi ammortamenti per le autovetture

Si profila l’arrivo di un doppio bonus per le autovetture. Difatti, l’acquisto di tali mezzi potrà fruire della deduzione di quote di ammortamento “maggiorate” anche in relazione ai limiti previsti dal TUIR.

Secondo quanto viene attualmente riportato nella bozza di Legge di Stabilità per il 2016, il beneficio riguarderà non solo le imprese, ma anche i professionisti. In particolare, si prevede che, ai fini del calcolo delle quote di ammortamento, il costo di acquisizione di “beni materiali strumentali nuovi” è maggiorato del 40%. Gli investimenti (gli acquisti) devono essere effettuati nel periodo compreso tra il 15 ottobre 2015 e il 31 dicembre 2016.

La disposizione riguarda anche le autovetture, ma si dovrà tenere conto dei limiti di deducibilità previsti dall’art. 164 TUIR. Il comma 2 prevede che “fermo restando quanto disposto al comma 1 e solo per gli investimenti effettuati nello stesso periodo ivi previsto, sono altresì maggiorati del 40 per cento i limiti rilevanti per la deduzione delle quote di ammortamento dei beni di cui all’art. 164, comma 1, lettera b) del citato testo unico”. In questo caso si prevede un duplice vantaggio.

Il primo è costituito dal costo maggiorato del 40% anche se la spesa sostenuta risulta effettivamente inferiore.

Il secondo vantaggio è costituito dai limiti “rinforzati” per la deducibilità delle quote di ammortamento.

La disposizione citata (art. 164 TUIR) contiene a sua volta un “doppio” limite. In primis le quote di ammortamento sono oggi deducibili entro il limite del 20% del costo.

Inoltre non si deve tenere conto della parte di costo di acquisizione che eccede, per le autovetture, l’importo di 35 milioni di lire (18.075,99 euro).

In tale ambito, la legge di Stabilità per il 2016 prevede prima una maggiorazione generale del 40% del costo e poi anche un incremento del “doppio” limite previsto dall’art. 164 TUIR.

I benefici sono subordinatati alla condizione che l’investimento sia stato effettuato nel periodo di osservazione (15 ottobre 2015 - 31 dicembre 2016).

Dunque, a seguito delle novità, la base di calcolo delle quote di ammortamento sarà costituita dal 28%, percentuale determinata incrementando del 40% il precedente limite (del 20%).

Inoltre non si dovrà tenere conto della quota di costo eccedente l’importo di 25.306,39 euro. Il nuovo limite si determina applicando la percentuale del 40% alla precedente soglia di 18.075,99 euro.

 

7) Intra 12: disponibile la nuova versione del software di compilazione della dichiarazione mensile degli acquisti effettuati da enti non profit

Dal 21 ottobre 2015, sul sito dell’Agenzia delle entrate è disponibile la versione software 2.0.0 del 15/10/2015, ovvero del software di compilazione della dichiarazione mensile degli acquisti di beni e servizi effettuati da enti non soggetti passivi d'imposta e da agricoltori esonerati (Intra 12).

Peraltro, il software Modello Intra 12 consente la compilazione del modello Intra 12 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

Aggiornamenti

La versione 2.0.0 del 15/10/201 é adeguata alla nuova modulistica in vigore dal 1 ottobre 2015, ad es. nel Modello Intra 12 non ci va più l’indicazione dell’Ufficio competente.

Soggetti interessati

Gli enti, le associazioni, le altre organizzazioni senza personalità giuridica e le società semplici che esercitano in maniera esclusiva o principale attività commerciali o agricole (articolo 4, quarto comma, del Dpr 633/1972) e i produttori agricoli (articolo 34, sesto comma, del Dpr 633/1972), che hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni oltre il limite di 10.000 euro oppure che hanno optato per l’applicazione dell’imposta in Italia su questi acquisti devono dichiarare l’ammontare degli acquisti intracomunitari di beni registrati con riferimento al secondo mese precedente, l’ammontare dell’imposta dovuta e gli estremi del relativo versamento.

La comunicazione deve essere effettuata utilizzando il modello Intra 12.

L’adempimento, inoltre, deve essere effettuato dagli enti non commerciali e agricoltori esonerati che sono tenuti ad assumere il ruolo di debitori dell’imposta mediante applicazione del meccanismo del reverse charge, per gli acquisti di beni e servizi da soggetti non residenti (articolo 17, secondo comma, del Dpr 633/1972).

Il Reverse charge si sostanzia in un particolare meccanismo che prevede il trasferimento di una serie di obblighi relativi alle modalità con cui viene assolta l’Iva, in capo all’acquirente. In questo modo l’acquirente risulta allo stesso tempo creditore e debitore del tributo (registrando la fattura sia nel registro degli acquisti che in quello delle fatture).

Gli adempimenti devono essere osservati anche dagli enti non commerciali soggetti Iva, soltanto per le operazioni di acquisto realizzate nell’esercizio di attività non commerciali.

Il modello Intra 12 deve essere presentato in via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati, entro la fine del mese successivo a quello di registrazione degli acquisti.

 

8) Sanzioni penali per il commercialista che non restituisce tempestivamente i libri sociali e le scritture contabili

Il commercialista che non restituisce tempestivamente i libri sociali e le scritture contabili di una società di capitali, omettendo contestualmente di presentare il modello di dichiarazione Iva, risponde del reato di appropriazione indebita aggravata, con condanna al risarcimento dei danni causati al cliente.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 39881 del 5 ottobre 2015.

Nel caso di specie, un commercialista veniva incriminato con l’accusa di appropriazione indebita aggravata (articolo 646 cp, articolo 61 cp, n. 11) per non avere restituito tempestivamente, in qualità di libero professionista, i libri sociali e le scritture contabili ad una società, omettendo contestualmente di presentare, per via telematica, il modello di dichiarazione Iva. Tale comportamento aveva generato un danno per la predetta società, destinataria di una cartella esattoriale gravata di interessi e sanzioni.

Già la Corte d’appello aveva condannato il professionista per il reato di appropriazione indebita aggravata, ravvisando per lo stesso professionista la responsabilità per i danni cagionati alla cliente, da liquidarsi in un separato giudizio in sede civile.

I giudici della Corte di cassazione hanno confermato il verdetto di colpevolezza emesso a carico del professionista, con condanna al pagamento anche delle spese processuali.

 

9) Per rimediare agli errori del modello 730/2015 rimane ancora tempo fino al 26 ottobre 2015

In caso di errore di compilazione o di calcolo, è possibile rivolgersi a chi ha prestato l’assistenza per correggerli. In questo caso è necessario compilare il modello 730 rettificativo.

Quando il modello è stato compilato in modo corretto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di esporre degli oneri deducibili o detraibili, c’è la possibilità di:

- presentare entro il 26 ottobre 2015 un modello 730 integrativo. Il modello 730 integrativo deve essere presentato a un intermediario (Caf, professionista), anche se il modello precedente era stato presentato al datore di lavoro o all’ente pensionistico;

- presentare, in alternativa, un modello Unico Persone fisiche entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo.

Se, invece, il contribuente si è accorto di aver dimenticato di dichiarare dei redditi oppure ha indicato oneri deducibili o detraibili in misura superiore a quella spettante, deve presentare obbligatoriamente un modello Unico Persone fisiche e pagare direttamente le somme dovute, compresa la differenza rispetto all’importo del credito risultante dal modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d’imposta.

È possibile inserire oneri dimenticati o rettificare elementi già riportati nella dichiarazione presentata a luglio, consegnando un modello integrativo a un Caf o a un professionista

Sta per terminare la stagione del modello 730/2015. Ancora pochi giorni a disposizione dei contribuenti per modificare o aggiungere voci che danno luogo a un maggior credito o a un minore debito d’imposta o per indicare correttamente i dati del sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio. L’ultimo giorno utile è il 26 ottobre 2015, poiché il 25 (termine ordinario) cade di domenica.

La presentazione di una integrativa – in ogni caso – non sospende le procedure avviate con la consegna del primo modello 730 e, quindi, non fa venir meno l’obbligo da parte del datore di lavoro o dell’ente pensionistico di effettuare i rimborsi o trattenere le somme dovute in base alla dichiarazione originaria.

Maggiore credito, minor debito o imposta invariata

Se l’integrazione e/o la rettifica comporta un maggior credito o un minor debito (ad esempio, per oneri non indicati nel 730 originario) o un’imposta pari a quella determinata nella dichiarazione già presentata (ad esempio, per correggere dati che non modificano la liquidazione delle imposte), il contribuente può presentare entro il 26 ottobre un nuovo modello 730 completo di tutte le sue parti, indicando il codice “1” nella casella “730 integrativo” presente nel frontespizio. La dichiarazione va comunque affidata a un Caf o a un professionista abilitato, anche in caso di assistenza precedentemente prestata dal sostituto d’imposta, esibendo, in quest’ultimo caso, tutta la documentazione relativa anche al 730 originario (in caso di assistenza prestata dal Caf o dal professionista, è sufficiente la documentazione necessaria al controllo della conformità dell’integrazione).

In alternativa, si poteva presentare un modello Unico Persone fisiche 2015 entro il 30 settembre scorso (correttiva nei termini), utilizzando l’eventuale differenza a credito o richiedendone il rimborso.

La rettifica con Unico potrà anche avvenire entro il termine previsto per la presentazione del modello relativo all’anno successivo (dichiarazione integrativa a favore).

Integrazione dei dati del sostituto d’imposta

Se nel 730 presentato in estate non sono stati forniti tutti i dati che permettono l’identificazione del sostituto che avrebbe dovuto effettuare il conguaglio o sono state fornite informazioni sbagliate, il contribuente può presentare, entro il 26 ottobre, un nuovo 730 per integrare e/o correggere questi dati, indicando il codice “2” nella casella “730 integrativo” del frontespizio e fornendo le identiche informazioni del modello originario, con l’eccezione di quelle nuove riportate nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”.

Maggiore credito, minor debito o imposta invariata e integrazione dei dati del sostituto

Quando invece il contribuente si accorge di aver non solo omesso (o indicato erroneamente) i dati identificativi del sostituto d’imposta, ma anche di aver “dimenticato” elementi il cui inserimento in dichiarazione comporta un maggior importo a credito o un minor debito oppure un’imposta pari a quella determinata con il modello originario, nel 730 integrativo - da presentare sempre entro il 26 ottobre - va esposto il codice “3” nella relativa casella del frontespizio.

 

10) Beni sequestrati alle mafie: per il CNDCEC positivo il superamento della norma ammazza amministratori

E dal Consiglio nazionale dei commercialisti arrivano le linee guida per l’amministrazione giudiziaria dei beni sequestrati e confiscati.

Il Consiglio nazionale dei commercialisti, con il comunicato del 21 ottobre 2015, esprime grande soddisfazione per il superamento, in sede di dibattito parlamentare, dell’emendamento governativo al disegno di legge Grasso sulla corruzione, definito nei mesi scorsi dalla categoria una norma “ammazza amministratori”.

Con l'intento di garantire una rotazione degli incarichi, l’emendamento governativo puntava in sostanza ad impedire all'Amministratore giudiziario di gestire contemporaneamente più aziende sequestrate. Cosa che, secondo il presidente nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi, “avrebbe di fatto disincentivato qualificati professionisti a lavorare nel settore investendovi tempo, risorse umane e finanziarie”.

“La nostra idea - prosegue Longobardi – è che una rotazione dei professionisti nella gestione dei compendi sequestrati debba essere ovviamente assicurata, non però con meccanismi rigidi e inadeguati, ma assicurando un reale allargamento della platea dei professionisti coinvolti in questa funzione. Il testo riformulato dall’onorevole Rosy Bindi, che sostituisce quello dell’esecutivo, recepisce ora questa nostra impostazione sulla quale, del resto, solo pochi giorni fa si erano trovati d’accordo nel corso del nostro Congresso nazionale i massimi esperti del settore, a cominciare dal Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti. Si tratta di una grande vittoria per quanti, come il Consiglio nazionale, si battono per una gestione sempre più efficace dei beni sequestrati alle mafie, nell’interesse esclusivo della collettività”.

Un impegno su questo fronte, quello dei commercialisti, testimoniato anche dalla approvazione, da parte del Consiglio nazionale della categoria, delle “Linee guida in materia di amministrazione giudiziaria dei beni sequestrati e confiscati”.

“L'aggressione ai patrimoni illeciti tramite i fondamentali strumenti del sequestro e della confisca – spiega il consigliere nazionale delegato alla materia, Maria Luisa Campise - costituisce un indispensabile mezzo di contrasto alla criminalità organizzata. La rilevanza della tematica impone una rigorosa e seria gestione dei beni dal momento del sequestro sino alla confisca definitiva, gestione che coinvolge inevitabilmente il commercialista chiamato a svolgere la funzione di amministratore giudiziario o di coadiutore dell'Agenzia Nazionale. Le linee guida che abbiamo appena approvato sono state pensate per supportare non solo i professionisti che già svolgono questa funzione, ma anche e soprattutto chi intenderà svolgerla in futuro. Esse offrono soluzioni operative che ci auguriamo possano essere condivise, con il supporto dei nostri Ordini locali, su tutto il territorio nazionale. Siamo convinti che la semplificazione delle procedure di amministrazione e la loro divulgazione consentiranno di accelerare la gestione e quindi la destinazione degli enormi patrimoni sequestrati e confiscati, a tutto beneficio della collettività”.

 

Vincenzo D’Andò