Diario quotidiano del 21 ottobre 2015: Start-up costituite con modello standard direttamente dai soci, salta l’intervento del notaio

Pubblicato il 21 ottobre 2015



legge di stabilità 2016: ennesima riproposizione della rivalutazione dei beni d’impresa; legge di stabilità 2016: nuova detrazione per le giovani coppie che acquistano la prima casa; start up costituite con modello standard direttamente dai soci, salta l’intervento del notaio; al via le agevolazioni per sviluppare il commercio elettronico nel settore agricolo; F24: istituita causale contributo per la Cassa Edile Autonoma; F24: istituiti ulteriori codici tributo per pagare con gli avvisi bonari; precisazione delle Entrate sui 220mila avvisi bonari; Rai: canone in 6 rate da 16,6 euro

 

 Indice:

 1) Legge di stabilità 2016: ennesima riproposizione della rivalutazione dei beni d’impresa

 2) Legge di stabilità 2016: nuova detrazione per le giovani coppie che acquistano la prima casa

 3) Start up costituite con modello standard direttamente dai soci, salta l’intervento del notaio

 4) Al via le agevolazioni per sviluppare il commercio elettronico nel settore agricolo

 5) F24: istituita causale contributo per la Cassa Edile Autonoma

 6) Modello F24: istituiti ulteriori codici tributo per pagare con gli avvisi bonari

7) Precisazione delle Entrate sui 220mila avvisi bonari

 8) Rai: canone in 6 rate da 16,6 euro

 

 

1) Legge di stabilità 2016: ennesima riproposizione della rivalutazione dei beni d’impresa

La Legge di stabilità 2016 ripropone la rivalutazione dei beni d’impresa, da effettuarsi nel bilancio 2015. Difatti, viene previsto che il maggior valore iscritto in bilancio si considera riconosciuto con il pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP del 16% per i beni ammortizzabili o del 12% per i beni non ammortizzabili; come nella rivalutazione disciplinata dalla L. 147/2013, poi, il saldo attivo di rivalutazione può essere affrancato con un’ulteriore imposta sostitutiva (che si aggiunge a quella dovuta per la rivalutazione) pari al 10%.

Riconoscimento fiscale dei maggiori valori

Il maggior valore si considera riconosciuto ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello in cui la rivalutazione è eseguita (per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare, quindi, a decorrere dal 2018); per quanto riguarda invece le plusvalenze o minusvalenze, perché i nuovi valori esplichino efficacia occorrerà attendere il 1° gennaio 2019 (sempre facendo riferimento ai soggetti “solari”).

Le imposte sostitutive dovute per la rivalutazione dei beni e per l’eventuale affrancamento del saldo attivo devono essere versate in tre rate annuali di pari importo, senza pagamento di interessi, la prima delle quali entro il versamento delle imposte dovute in base a UNICO 2016 e le altre due entro i termini per il versamento a saldo delle imposte dovute per i due periodi d’imposta successivi.

 

2) Legge di stabilità 2016: nuova detrazione per le giovani coppie che acquistano la prima casa

La Legge di stabilità 2016 introduce una nuova detrazione per le giovani coppie. In particolare, si prevede che le giovani coppie (come definite dall’art. 1 comma 48 lett. c della Legge 147/2013), che acquistano un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, possano beneficiare di una detrazione dall’imposta lorda (fino a concorrenza del suo ammontare) per le spese documentate sostenute per l’acquisto di mobili ad arredo della medesima abitazione.

Tale agevolazione spetta nella misura del 50% per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 e sarà calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 20.000 euro, da ripartire in 10 quote annuali di uguale importo.

Proroghe agevolazioni fiscali

Altresì, la Legge di stabilità, appena approvata dal governo, tende a prorogare, anche per il 2016, le detrazioni IRPEF/IRES per la riqualificazione energetica degli edifici con l’aliquota del 65%.

Per adesso viene previsto che la suddetta detrazione si applica, nella misura del 65%, anche alle spese documentate e rimaste a carico del contribuente:

- per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, sostenute fino al 31 dicembre 2016;

- per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2016, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro;

- per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2016, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.

Viene confermata poi, anche per l’anno 2016, l’aliquota al 50% della detrazione IRPEF per le spese documentate relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare.

In relazione agli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione, ove é previsto un potenziamento al 65% della detrazione IRPEF per quegli edifici siti nelle zone a più alto rischio sismico, l’agevolazione del 65% viene prorogata alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2016, entro il limite massimo di rilevanza delle stesse pari a 96.000 euro.

Resta anche il “bonus mobili” per la casa oggetto di ristrutturazione

Viene altresì prorogata fino al 31 dicembre 2016 la detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici (con determinate caratteristiche) finalizzati all’arredo “dell’immobile oggetto di ristrutturazione” (c.d. “bonus arredamento” o “bonus mobili”).

 

3) Start up costituite con modello standard direttamente dai soci, salta l’intervento del notaio

Nascita della start up senza l’intervento del notaio: sta, infatti, per essere predisposto un modello standard per la costituzione e la modifica dell’atto costitutivo di start up innovative senza dovere ricorrere all’ausilio del notaio. Il modello dovrà essere compilato e firmato digitalmente dai soci della start up innovativa. Poi, a cura degli stessi, dovrà essere trasmesso al competente ufficio del registro delle imprese. Resta comunque la possibilità per le imprese di passare dal notaio se ritenuto opportuno e di inserire condizioni particolari negli atti costitutivi delle start up innovative. Il ministero dello Sviluppo economico starebbe infatti lavorando all’elaborazione del decreto che istituisce il modello uniforme sulla costituzione e modifica di imprese innovative che sostituisce la firma del notaio. Il decreto contenente il modello standard per la costituzione e la modifica della start up è attuativo dell’articolo 4, comma 10-bis, del D.L. n. 3/2015 (cd. investment compact) convertito nella Legge n. 33/2015. Il modello firmato digitalmente deve essere trasmesso al registro delle imprese attraverso una pratica di comunicazione unica. Una procedura guidata faciliterà l’apposizione delle firme digitali e la preparazione di una comunicazione unica al registro delle imprese, comprensiva degli allegati indicati nel modello. Qualora emerga la necessità di modificare i dati inseriti nel modello, il sistema consente di estrarre una copia del modello già trasmesso e di procedere alle modifiche che si intendo apportare. Il modello con cui vengono apportate le modifiche, con i relativi allegati , costituisce un nuovo atto iscritto al registro delle imprese, che non varia il modello precedentemente iscritto. Le startup innovative devono avere la forma giuridica delle società di capitali (Srl, Spa, Sapa), costituite anche in forma cooperativa, non quotate su mercati regolamentati o su sistemi multilaterali di negoziazione. Le startup innovative devono iscriversi nella sezione speciale del registro delle imprese e sono esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese e del diritto camerale dovuto in favore delle camere di commercio. Tale esenzione opera dal momento dell’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese e dura non oltre il quinto anno di iscrizione. L’esonero dal versamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria riguarda tutti gli atti posti in essere dalle start up innovative, successivi all’iscrizione nel registro delle imprese, quali gli aumenti di capitale sociale agevolato.

 

4) Al via le agevolazioni per sviluppare il commercio elettronico nel settore agricolo

Sono oggetto di agevolazione soltanto le spese sostenute dal 14 marzo 2015 per nuovi investimenti nel comparto agricolo. Le istanze si presenteranno dal 20 febbraio 2016.

Lo ha precisato il Ministero delle Politiche agricole, con la circolare n. 67351 del 2015, tesa a fornire indicazioni in relazione alle modalità di presentazione delle domande per l’attribuzione del credito d’imposta per la realizzazione e l’ampliamento di infrastrutture informatiche, esclusivamente finalizzate all’avvio e allo sviluppo del commercio elettronico di prodotti agricoli, introdotto dall’art. 3 comma 1 del DL n. 91/2014 e disciplinato dal DM 13 gennaio 2015.

Ambito soggettivo

Possono presentare domanda per l’attribuzione di tale agevolazione:

- le imprese, anche se costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi, che producono prodotti agricoli, della pesca e dell’acquacoltura;

- le piccole e medie imprese (come definite dal Regolamento comunitario 651/2014) che producono prodotti agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura, anche se costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi.

La circolare chiarisce che sono ammissibili all’agevolazione esclusivamente le spese sostenute per nuovi investimenti (pagate esclusivamente attraverso SEPA Credit Transfer), regolarmente fatturate e quietanzate, al massimo fino al loro valore di mercato, realizzate, per il primo periodo d’imposta, dal 14 marzo 2015 (data di entrata in vigore del DM 13 gennaio 2015) e fino al 31 dicembre 2015, mentre per i periodi di imposta successivi rilevano le spese sostenute nel corso dell’intero anno precedente a quello di presentazione della domanda. Non sono quindi agevolabili gli investimenti realizzati nel 2014.

Oggetto delle agevolazioni

Sono agevolabili le spese sostenute per la realizzazione e l’ampliamento di infrastrutture informatiche esclusivamente finalizzate all’avvio e allo sviluppo del commercio elettronico, relative a:

- dotazioni tecnologiche;

- software; progettazione e implementazione;

- sviluppo database e sistemi di sicurezza.

L’IVA non è ammissibile, salvo nel caso in cui non sia recuperabile ai sensi della legislazione nazionale sull’IVA.

Adempimenti di bilancio

La circolare n. 67351/2015 precisa che le imprese tenute alla redazione e pubblicazione del bilancio devono iscrivere i beni strumentali acquistati nell’attivo dello Stato patrimoniale, nel rispetto dei principi contabili applicati, ad eccezione di quelli acquistati in leasing, mentre le imprese in regime di contabilità semplificata esonerate dalla redazione del bilancio, ai fini dell’identificazione dei beni acquistati, devono dare evidenza della corretta applicazione dei principi contabili in materia di immobilizzazioni materiali ed immateriali mediante una dichiarazione sostitutiva resa dal legale rappresentante dell’impresa ai sensi degli artt. 47 e 76 del DPR n. 445/2000, da tenere agli atti dell’impresa stessa.

Viene, inoltre, evidenziato che le imprese devono tenere a disposizione tutti i documenti giustificativi relativi alle spese rendicontate per i 5 anni successivi alla chiusura dell’ultimo periodo d’imposta a cui si riferiscono le spese oggetto di agevolazione.

Presentazione tramite PEC senza “click day”

In relazione alle modalità di presentazione, le imprese interessate presentano l’istanza, redatta in base alla specifica modulistica, alla Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica – Ufficio Politiche di filiera (PQAI III), dal 20 febbraio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di realizzazione degli investimenti. Pertanto, con riferimento agli investimenti realizzati nel 2015 (dal 14 marzo), le imprese dovranno presentare l’istanza dal 20 al 28 febbraio 2016, senza alcun “click day”.

Infatti, nel caso in cui l’ammontare dei crediti d’imposta complessivamente spettanti alle imprese per un determinato anno risulti superiore alle somme stanziate, il credito d’imposta da riconoscere a ciascuna impresa è ridotto proporzionalmente, in base al rapporto tra l’ammontare dei fondi stanziati e l’importo complessivo del credito spettante.

Il decreto di concessione sarà pubblicato sul sito internet del Ministero.

L’istanza di concessione del credito d’imposta deve essere presentata all’indirizzo PEC saq3@pec.politicheagricole.gov.it, in formato “p7m” a seguito di sottoscrizione del titolare, del legale rappresentante o del procuratore speciale dell’impresa beneficiaria e deve riportare il seguente oggetto “Nome impresa. Istanza di accesso alle agevolazioni di cui al decreto 273/2015 – Commercio elettronico”.

 

5) F24: istituita causale contributo per la Cassa Edile Autonoma

Istituita causale contributo per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento della Cassa Edile Autonoma Nazionale – Artigianato ed Industria “C.E.A.N.”.

Ritorna in campo l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 89/E del 20 ottobre 2015.

Difatti, per consentire il versamento dei contributi a favore della Cassa Edile Autonoma Nazionale – Artigianato ed Industria “C.E.A.N.” mediante modello F24, l’Agenzia delle entrate con tale documenti di prassi ha istituito la seguente causale contributo:

- “EDIL” denominata “Cassa Edile Autonoma Nazionale – Artigianato ed Industria C.E.A.N.”

In sede di compilazione del modello di pagamento F24, la suddetta causale è esposta nella sezione “INPS”, nel campo “causale contributo”, in corrispondenza, esclusivamente, della colonna “importi a debito versati”, indicando:

- nel campo “codice sede”, il codice della sede Inps competente;

- nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda”, la matricola Inps dell’azienda;

- nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa”, il mese e l’anno di riscossione del contributo, nel formato MM/AAAA. La colonna “a mm/aaaa” non deve essere valorizzata.

 

6) F24: istituiti ulteriori codici tributo per pagare con gli avvisi bonari

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 90/E del 20 ottobre 2015, ha istituito dei codici tributo per il versamento di somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973.

Controlli automatizzati da 36-bis: ecco altri 6 codici per i pagamenti parziali: devono essere utilizzati dai contribuenti destinatari delle comunicazioni inviate dal Fisco, che decidono di versare solamente una quota dell’importo complessivamente richiesto. Sono stati, quindi, istituiti sei nuovi codici tributo (due diverse tipologie d’imposta, con relativi interessi e sanzioni) che permettono al destinatario di una comunicazione di irregolarità, emessa a seguito di controllo automatico della dichiarazione dei redditi, di non pagare per intero le somme indicate nell’avviso.

Sono collegati a due recenti novità normative: l’imposta sostitutiva sui maggiori valori delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia (articolo 1, comma 148, legge 147/2013) e l’addizionale Ires per gli enti creditizi, finanziari e assicurativi (articolo 2, comma 2, Dl 133/2013).

Per agevolare i contribuenti a individuare la codifica esatta, nella tabella della risoluzione, in corrispondenza di ogni gruppo di codici (imposta, interessi e sanzioni), è associato il codice tributo utilizzato per il versamento spontaneo.

Le comunicazioni in questione sono quelle emesse a seguito dell’attività di controllo automatico (articolo 36-bis del Dpr 600/1973) nei confronti dei contribuenti che commettono errori materiali e di calcolo. L’eventuale maggiore imposta risultante, infatti, prima di essere iscritta a ruolo, viene segnalata all’interessato tramite una comunicazione di irregolarità: pagando entro trenta giorni dal ricevimento dell’avviso, la sanzione è ridotta al 10%, pari a un terzo della misura ordinaria del 30%.

Il contribuente che intende pagare solo in parte le somme richieste non può utilizzare il modello F24 precompilato ricevuto, ma deve predisporne un altro, riportando i “neonati” codici tributo nella sezione “Erario”, in corrispondenza degli “importi a debito versati”, e, negli appositi campi, il codice atto e l’anno di riferimento indicati nella stessa comunicazione.

 

7) Precisazione delle Entrate sui 220mila avvisi bonari

Le Entrate precisano: gli avvisi bonari non sono controlli ma inviti a presentare la dichiarazione dei redditi.

I 220 mila avvisi bonari inviati dall'Agenzia delle Entrate non sono “errori nei 730 precompilati” o “controlli” ma, “al contrario, sono degli inviti a presentare la dichiarazione dei redditi per quei contribuenti che, pur avendo percepito più redditi (senza conguaglio), non hanno ancora provveduto a inviarla per il periodo d'imposta 2014”.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate con il comunicato stampa n. 164 del 20 ottobre 2015, in merito ad alcune “errate” notizie di stampa relative alle comunicazioni inviate ai contribuenti. “E’, quindi, una nuova possibilità offerta dall’Agenzia delle entrate - si legge nella precisazione - che, proprio grazie alla precompilata, consente ai contribuenti di poter rimediare in tempo, pagando così sanzioni ridotte ed evitando di incorrere in controlli futuri”. L’Agenzia delle entrate ha cambiato, infatti, la strategia nel contrasto all’evasione fiscale, inaugurando un nuovo corso nei rapporti con i contribuenti, improntato su trasparenza e collaborazione.

L’Agenzia intende inaugurare una nuova stagione con i contribuenti improntata sulla massima semplificazione.

 

8) Rai: canone in 6 rate da 16,6 euro

Alla Camera si esamina riforma. Si attendono i dettagli della misura nella manovra. In settimana dovrebbe arrivare l’ok al ddl.

Canone Rai: si iniziano a delineare i dettagli dell’operazione voluta dal governo nella manovra che porterà la tassa in bolletta. E, secondo indiscrezioni di alcuni organi di stampa, sarebbe in arrivo il pagamento in 6 rate da 16,6 euro.

Intanto alla Camera è in corso l’esame della riforma della Rai che potrebbe avere il via libera in settimana. Tra le novità che dovrebbero entrare nel testo l’obbligo di rendere pubblici i compensi di chi non ha contratti “di natura artistica”.

Il canone si pagherà - dunque - in bolletta e subirà una sforbiciata, passando nel 2016 da 113,50 a 100 euro e nel 2017 a 95 euro. Una misura destinata in primis a combattere l’evasione, che nel 2015 dovrebbe sfiorare il 30%, toccando quota 600 milioni. Il sistema di riscossione è in via di definizione, Il testo prevedrebbe il rinvio dei dettagli ad un decreto del Ministero dello Sviluppo da presentare entro 45 giorni: il canone - si apprende - si pagherà a rate e soltanto sulla prima casa, come il Tesoro ha già precisato nei giorni scorsi. Attualizzando la norma, la tassa non dovrebbe essere più legata al possesso del televisore, ma a quello dei vari device come smartphone, tablet e pc, con cui si può vedere la Rai. Toccherà eventualmente al singolo utente chiedere l’esenzione dichiarando all’Agenzia delle entrate il mancato possesso di tali mezzi. Su 22 milioni di utenze familiari, il nuovo meccanismo frutterebbe dunque l’anno prossimo 2,2 miliardi, circa 500 milioni in più rispetto agli 1,7 miliardi raccolti nel 2015. Un “tesoretto” che il governo potrebbe destinare all’ulteriore riduzione del canone per gli anni successivi, a una diminuzione della pubblicità in tv (in linea con le intenzioni del nuovo vertice Rai, che avrebbe messo in cantiere il taglio degli spot sui canali per bambini Rai YoYo e Rai Gulp, pari a 7 milioni l’anno) o al Fondo per l’editoria. Ma al momento si tratta solo di ipotesi: il primo obiettivo della manovra - si sottolinea in ambienti del governo - resta il recupero dell’evasione.

 

Vincenzo D’Andò