Diario quotidiano del 19 ottobre 2015: le anticipazioni sul prossimo regime forfettario dei minimi

 

 Indice:

 1) Per professionisti e piccole imprese ampliato l’accesso al regime fiscale forfettario di vantaggio

 2) “Art bonus”: credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura anche alle Fondazioni

 3) Opzione regimi contabili per il 2016

 4) Ecco come chiedere il rimborso all’Agenzia delle entrate

 5) Decentramento delle attività di iscrizione e gestione degli Istituti scolastici statali ai fini degli adempimenti relativi alla gestione dipendenti pubblici

 6) Alcol utilizzato per sterilizzare: esenzione da accisa a maglie larghe

 7) Procedure e modalità operative per la gestione delle entrate contributive dei datori di lavoro dipendenti   pubblici

 8) Nuovo credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo alla luce del decreto attuativo

 9) Concluso il congresso nazionale del CNDCEC

 10) Decorrenza delle nuove norme di comportamento del collegio sindacale

 

1) Per professionisti e piccole imprese ampliato l’accesso al regime fiscale forfettario di vantaggio
Il Consiglio dei ministri, nella sua seduta del 15 ottobre 2015 di approvazione della prima bozza di legge di stabilità 2016, ha modificato la norma per ampliare l’accesso al regime fiscale forfettario di vantaggio . La soglia di ricavi per l’accesso a tale regime viene aumentata di 15.000 euro per i professionisti (portando così il limite a 30.000 euro) e di 10.000 euro per le altre categorie di imprese. Viene estesa la possibilità di accesso al regime forfettario ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non superi i 30.000 euro.
Per le nuove start up viene previsto un regime di particolare favore con l’aliquota che scende dall’attuale 10% al 5% applicabile per 5 anni (anziché 3 anni). In attesa di una riforma strutturale sulla fiscalità delle società di persone, aumenta la franchigia di deduzione IRAP per questa tipologia di imprese da 10.500 a 13.000 euro.
Ecco di seguito gli altri punti principali della legge:
ELIMINAZIONE AUMENTI ACCISE E IVA – Vengono totalmente disattivate per il 2016 le clausole di salvaguardia previste dalle precedenti disposizioni legislative per un valore di 16,8 miliardi. Di conseguenza non ci saranno aumenti di Iva e Accise.
TASI-IMU – L’imposta sulla prima casa viene abolita per tutti per una riduzione fiscale complessiva pari a circa 3,7 miliardi. La Tasi viene abolita anche per l’inquilino che detiene un immobile adibito ad abitazione principale.
IMU AGRICOLA – Vengono esentati dall’Imu tutti i terreni agricoli – montani, semi-montani o pianeggianti – utilizzati da coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali e società. L’alleggerimento fiscale per chi usa la terra come fattore produttivo è pari a 405 milioni.
COMPENSAZIONI AI COMUNI – I Comuni saranno interamente compensati dallo Stato per la perdita di gettito conseguente alle predette esenzioni di Imu e Tasi su abitazione principali.
PATTO STABILITÀ COMUNI – Le nuove regole consentiranno ai Comuni che hanno risorse in cassa di impegnarle per investimenti per circa 1 miliardo nel 2016. In aggiunta sarà consentito lo sblocco di pagamenti di investimenti già effettuati (e finora bloccati dal Patto) a condizione che i comuni abbiano i soldi in cassa.
IMU IMBULLONATI – Gli imbullonati non saranno più conteggiati per il calcolo delle imposte immobiliari per un alleggerimento fiscale pari a 530 milioni di euro.
IRAP IN AGRICOLTURA E PESCA – Dal 2016 viene azzerata.
AMMORTAMENTI – La misura è volta a incentivare gli investimenti in beni strumentali nuovi (a partire dal 15 ottobre 2015 e fino al 31 dicembre 2016) attraverso il riconoscimento di una maggiorazione della deduzione ai fini della determinazione dell’Ires e dell’Irpef. La maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto è del 40% portando al 140…

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