Diario quotidiano del 16 ottobre 2015: l'anteprima della Legge di Stabilità 2016

 

 Indice:

 1) Costi black list: é nullo l’accertamento emesso prima dei 90 giorni

 2) In scadenza il versamento dell’acconto IMU agricoli

 3) Agevolazioni fiscali: monitoraggio ogni cinque anni

 4) Cambia volto la riscossione esattoriale

 5) Riforma del diritto di interpello: come è cambiata la procedura

6) Quando occorre comunicare il luogo di conservazione delle fatture elettroniche

 7) Modello F24: istituito il codice tributo per l’uso in compensazione del credito d’imposta a favore delle   agenzie di viaggi

 8) Applicazione del redditometro semplificata per il Fisco, non occorrono motivazioni

 9) L’ammortamento fiscale è condizionato dalle regole del bilancio civilistico

 10) Fissati i tassi di interesse semestrale per il pagamento differito dei diritti doganali

 11) Tassazione forfettaria del reddito derivante dalla produzione e dalla cessione di energia elettrica da   impianti fotovoltaici

 12) Indice TFR del mese di settembre 2015

 13) Quotazioni immobiliari: sul sito delle Entrate tutti i dati del I semestre 2015

 14) MEF – Consultazione sull’attuazione della “nuova” Transparency (direttiva 2013/50/UE)

 15) Consiglio dei ministri: varata la legge di stabilità 2016

 

 

1) Costi black list: é nullo l’accertamento emesso prima dei 90 giorni

In caso di contestazioni su acquisti da società black list, l’inosservanza da parte dell’Agenzia delle entrate del termine dilatorio di 90 giorni previsto dall’articolo 110 del D.P.R. n. 917/86 determina l’invalidità dell’avviso di accertamento emanato prematuramente.

Tale inosservanza non costituisce infatti una mera irregolarità priva di conseguenze esterne, ma dà luogo ad un vizio di legittimità dell’atto impositivo, che può essere fatto valere dal contribuente al fine di ottenere, per ciò solo, l’annullamento dell’atto stesso.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20033 del 7 ottobre 2015.

In tema di accertamento tributario, la mancata concessione del termine di 90 giorni da parte dell’Ufficio al contribuente che compie acquisti in Paesi black list per fornire la prova in via amministrativa dell’effettivo compimento dell’operazione e dell’esistenza di un effettivo interesse a compierla al fine di superare la regola di non deducibilità stabilita dal TUIR, ancorché non abbia adempiuto all’obbligo di indicare specificamente i costi asseritamente sostenuti nella dichiarazione dei redditi, non costituisce una mera irregolarità sostanzialmente priva di conseguenze esterne, ma dà luogo ad un vizio di legittimità dell’atto impositivo emesso ante tempus, che può essere fatto valere dal contribuente al fine di ottenere, per ciò solo, in sede contenziosa, l’annullamento dell’atto stesso.

Il mancato rispetto dei 90 giorni per provare l’effettività dell’operazione eseguita nei Paesi black list legittima la richiesta di annullamento dell’atto impositivo.

Il fatto

Il fatto trae origine dal contenzioso instaurato tra l’Agenzia delle entrate ed una società. La CTR, in una controversia concernente impugnazione di avviso di accertamento per IVA, IRPEG e IRAP in relazione all’anno di imposta 2003, confermava la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso della società. In particolare i giudici d’appello, per quanto in questa sede rileva, in ordine alla indeducibilità dei costi relativi ad acquisti da soggetti residenti nell’Oman (paese rientrante nella black list) per non avere la società adempiuto alla separata indicazione in dichiarazione dei predetti costi, e con riguardo alla efficacia o meno della corrispondente dichiarazione integrativa, hanno rilevato che risultava ampiamente dimostrata dalla società l’inerenza dei costi alla propria attività e che l’Ufficio, prima di emettere l’avviso opposto non aveva inviato un apposito avviso col quale si dava alla società la possibilità di controdedurre.

Contro la sentenza proponeva ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate, in particolare, da un lato, chiedendo alla Corte…

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