Diario quotidiano del 9 ottobre 2015: credito d’imposta alberghi: prorogato il click day; reati tributari: cambiate le cause di non punibilità

Pubblicato il 9 ottobre 2015

reati tributari: cambiate le cause di non punibilità; antiriciclaggio: indicatori di anomalia: decreto in G.U.; abuso del diritto: partita la depenalizzazione; raddoppio dei termini anche senza notizia di reato; “Entrate in video” supera il milione di visualizzazioni su YouTube; pensioni: modificati i criteri di determinazione del coefficiente di capitalizzazione del montante contributivo; maxi-sanzione per lavoro “nero”: prime indicazioni sulla nuova disciplina; credito d'imposta alberghi: prorogato il termine; ulteriori chiarimenti sulla procedura di Voluntary Disclosure: nuova circolare di Assonime; delibere Agcom sulla tutela degli utenti in materia di contratti e teleselling

 

 Indice:

 1) Reati tributari: cambiate le cause di non punibilità

 2) Antiriciclaggio: indicatori di anomalia: decreto in G.U.

 3) Abuso del diritto: è partita la depenalizzazione

 4) Raddoppio dei termini anche senza notizia di reato

 5) “Entrate in video” supera il milione di visualizzazioni su YouTube

 6) Pensioni: modificati i criteri di determinazione del coefficiente di capitalizzazione del montante contributivo

 7) Maxi-sanzione per lavoro “nero”: prime indicazioni sulla nuova disciplina

 8) Credito d'imposta alberghi: prorogato il termine

 9) Ulteriori chiarimenti sulla procedura di Voluntary Disclosure: nuova circolare di Assonime

 10) Delibere Agcom sulla tutela degli utenti in materia di contratti e teleselling

 

 

1) Reati tributari: cambiate le cause di non punibilità

Non sono più punibili alcuni reati tributari, se il contribuente provvede all’integrale pagamento di tutte le somme dovute a titolo di imposta, sanzioni e interessi, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado.

È una delle novità contenute nel D.Lgs. n. 158 del 2015, che contiene la riforma del sistema sanzionatorio penale ed amministrativo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2015.

Tra le tante modifiche, il D.Lgs. n. 158/2015 contiene alcune novità in merito alle cause di non punibilità per i reati tributari.

Si tratta dell’art. 11 del decreto, che sostituisce l’attuale art. 13 del D.Lgs. n. 74/2000.

Viene introdotta una causa di non punibilità rappresentata dall’integrale pagamento di tutte le somme dovute a titolo di imposta, sanzioni e interessi, con una disciplina diversa a seconda che si tratti, da un lato, dei reati di omesso versamento delle ritenute certificate, di omesso versamento dell’IVA e dell’indebita compensazione di crediti non spettanti e dall’altro lato dei reati di dichiarazione infedele ed omessa dichiarazione.

Più in generale, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2015 i decreti legislativi delegati che intervengono su numerosi aspetti mediante una revisione del sistema sanzionatorio (D.Lgs. n. 158/2015), sia penale che amministrativo, della riscossione (D.Lgs. n. 159/2015), del processo tributario e della disciplina degli interpelli (D.Lgs. n. 156/2015), al fine di realizzare un sistema fiscale più equo e trasparente. Tali decreti, datati 24 settembre 2015, entreranno in vigore decorsi 15 giorni dal 7 ottobre 2015.

Pubblicati anche i decreti legislativi per la revisione della disciplina dell’organizzazione delle agenzie fiscali (D.Lgs. n. 157/2015) e per la stima e il monitoraggio dell’evasione fiscale e monitoraggio e riordino delle disposizioni in materia di erosione fiscale (D.Lgs. n. 160/2015).

Una delle modifiche più attese riguarda la riforma del diritto penale tributario di cui al D.Lgs. n. 74/2000 le cui linee guida sono improntate all’esigenza di certezza e di limitare la ricaduta penale alle sole ipotesi connotate da un carattere fraudolento.

In tale ambito, per quanto concerne specificatamente le pene relative agli omessi versamenti, all’art. 10-bis, viene confermata la pena che prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chiunque non versi, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale relativa al sostituto di imposta, le ritenute dovute sulla base della stessa dichiarazione o risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, ma con un innalzamento dell’attuale ammontare da euro 50.000 ad euro 150.000 per ciascun periodo d’imposta.

Ai fini dell’Iva, invece, il nuovo articolo 10-ter innalza la relativa soglia penale a euro 250.000 per ciascun periodo d’imposta.

La compensazione indebita di cui al successivo articolo 10-quater prevede ora una doppia fattispecie di punibilità, ferma restando in ogni caso la soglia dei 50.000 euro. Infatti, il comma 1 stabilisce una reclusione da sei mesi a due anni in caso di indebita compensazione con crediti non spettanti, mente il comma 2 stabilisce una reclusione da diciotto mesi a sei anni in caso di indebita compensazione con crediti inesistenti.

Per quanto riguarda le nuove disposizioni in materia di sanzioni amministrative, emerge la relativa decorrenza dal 1 gennaio 2017, con tutte le conseguenze che ne deriveranno in merito all’incertezza sull’applicabilità o meno del principio del favor rei.

Le modifiche al sistema di riscossione riguardano, tra le altre cose, la disciplina della rateazione delle somme dovute che derivano dagli istituti deflattivi del contenzioso e