Diario fiscale quotidiano dell’8 ottobre 2015: le novità sulla riforma del regime dei minimi

Pubblicato il 8 ottobre 2015



F24: istituita causale contributo per l’Ente bilaterale dell’artigianato; regime dei minimi: novità sul fronte della riforma; INPS: procedura per il contributo addizionale per pagamenti diretti in caso di CIGO, CIG Edile, CIGS, CIG in deroga e per solidarietà; indennità di disoccupazione ASpI lavoratori sospesi: abrogata dal 24 settembre 2015; piano di intervento nazionale “Azione di Sistema Welfare to Work 2012-2014” - Proroga al 31 ottobre 2015;nuove “semplificazioni” in materia di lavoro: circolare Fondazione Studi; audizione parlamentare del Direttore dell’Agenzia delle entrate sul sistema fiscale; é arrivato il nuovo codice deontologico dei commercialisti; fisco: Ance, da Ici a Tasi-Imu +143% peso su immobili; ok della Camera al Ddl concorrenza che ora passa al Senato: novità anche per i professionisti

 

Indice:

1) Modello F24: istituita causale contributo per l’Ente bilaterale dell’artigianato

2) Regime dei minimi: novità sul fronte della riforma

3) INPS: procedura per il contributo addizionale per pagamenti diretti in caso di CIGO, CIG Edile, CIGS, CIG in deroga e per solidarietà

4) Indennità di disoccupazione ASpI lavoratori sospesi: abrogata dal 24 settembre 2015

5) Piano di intervento nazionale “Azione di Sistema Welfare to Work 2012-2014” - Proroga al 31 ottobre 2015

6) Nuove “semplificazioni” in materia di lavoro: circolare Fondazione Studi

7) Audizione parlamentare del Direttore dell’Agenzia delle entrate sul sistema fiscale

8) E’ arrivato il nuovo codice deontologico dei commercialisti

9) Fisco: Ance, da Ici a Tasi-Imu +143% peso su immobili

10) Ok della Camera al Ddl concorrenza che ora passa al Senato

 

 

1) Modello F24: istituita causale contributo per l’Ente bilaterale dell’artigianato

A seguito dell’accordo dello scorso 20 agosto stipulato tra Inps ed Enbiart, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 83/E del 6 ottobre 2015, ha istituito la causale contributo per i versamenti a favore dell’organizzazione.

Si allunga l’elenco degli enti bilaterali che hanno a disposizione una specifica causale contributo da indicare nel modello F24. L’istituzione della nuova causale trae origine dalla convenzione del 9 gennaio 2008 stipulata tra l’Agenzia delle entrate e l’Inps, con cui è stato regolato il servizio di riscossione, mediante il modello F24, per il versamento dei contributi di spettanza dell’istituto di previdenza, nonché di quelli previsti dalla legge 311/1973.Lo scorso 20 agosto, invece, un accordo tra lo stesso Inps e l’Ente bilaterale nazionale artigianato (Enbiart) ha affidato all’Inps il servizio di riscossione, tramite il modello F24, dei contributi per il finanziamento dell’ente. Di qui, la necessità di istituire una specifica causale contributo per consentire il versamento dei contributi a favore dell’Enbiart. Nella compilazione dell’F24, la causale “EBVS” va inserita nel campo “causale contributo” della sezione “Inps”, in corrispondenza della colonna “importi a debito versati”.

Nel campo “codice sede”, deve essere riportato il codice della sede Inps competente; nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda”, la matricola Inps dell’azienda; nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa”, il mese e l’anno di riscossione del contributo (la colonna “a mm/aaaa” non deve essere compilata).

 

2) Regime dei minimi: novità sul fronte della riforma

Il recente annuncio del Sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, sulla nuova configurazione del regime dei minimi allo studio del governo, rappresenta sicuramente una buona notizia per i professionisti.

Stando alle parole del Sottosegretario, con la nuova legge di stabilità si intende prevedere l’innalzamento della soglia di fatturato da 15mila a 30mila euro e l’applicazione di una aliquota del 5% per i primi cinque anni di attività delle startup.

L’Associazione Nazionale Commercialisti, che non ha mancato di evidenziare i limiti della riforma contenuta nella precedente legge di stabilità, la cui entrata in vigore è prevista per il primo gennaio 2016, accoglie con favore la volontà del governo di rimettere mano ad un provvedimento che colpisce i professionisti, escludendoli, di fatto, dalla possibilità di rientrare nel regime fiscale agevolato a partire dal 2016.

“Lo scorso anno, di questi tempi – afferma il Presidente Marco Cuchel – l’ANC denunciava come la riforma del regime dei minimi rappresentasse per molti professionisti una penalizzazione economica, in grado di determinare conseguenze tutt’altro che marginali. Sono tanti gli studi professionali, in particolar modo quelli piccoli e poco strutturati, che ancora oggi devono fare i conti con la precarietà e per loro la possibilità o meno di beneficiare del regime fiscale agevolato può fare la differenza. E’ una situazione questa – spiega il Presidente Cuchel - di cui riceviamo testimonianza ogni giorno da parte di colleghi, i quali all’ANC segnalano le loro difficoltà ed esprimono il loro disagio”.

Su alcuni aspetti della riforma si stanno aprendo evidentemente spiragli positivi, c’è però un elemento rispetto al quale l’ANC intende ribadire la sua ferma contrarietà ed è l’introduzione della forfetizzazione dei costi, in forza della quale il reddito imponibile sarà determinato applicando un coefficiente di redditività differenziato a seconda della tipologia di attività. Una soluzione questa che nel nostro Paese è stata già sperimentata e poi abbandonata, e il cui principio non è funzionale all’obiettivo generale, la cui priorità dovrebbe essere indiscussa, di disincentivare e contrastare comportamenti omissivi e reati fiscali.

(Associazione Nazionale Commercialisti, comunicato del 5 ottobre 2015)

 

3) INPS: procedura per il contributo addizionale per pagamenti diretti in caso di CIGO, CIG Edile, CIGS, CIG in deroga e per solidarietà

L’Inps, con il messaggio n. 6129 del 6 ottobre 2015, fornisce le istruzioni per il passaggio dalla procedura Giasone alla nuova modalità di gestione della richiesta e del recupero del contributo addizionale dovuto per Cassa Integrazione Ordinaria, Ordinaria in Edilizia, Straordinaria, in Deroga e per Solidarietà, denominata “RACE”.

La procedura è accessibile dalla INTRANET selezionando PROCESSI – SOGGETTO CONTRIBUENTE – AZIENDE – RACE ed è supportata dal relativo manuale tecnico-amministrativo, scaricabile anch’esso dalla INTRANET, che provvede a descrivere, dettagliatamente, ciascuna delle singole FASI con cui la procedura si sviluppa ovvero il completo iter procedurale (in parte automatizzato ed in parte manuale) posto a base del funzionamento della procedura.

Le autorizzazioni per l’utilizzo della procedura dovranno essere rilasciate tramite il sistema Identity & Access Management (IDM), dagli amministratori di IDM. Sono attualmente previsti i due profili di:

Consultatore – ha soltanto accesso in visualizzazione alla procedura

Operatore – accede a tutte le funzionalità, comprese quelle dispositive

In aggiunta a quanto gestito dalla procedura Giasone, tesa alla verifica ed al recupero nei confronti delle aziende beneficiarie di CIGS a pagamento diretto, la nuova procedura provvederà a gestire le richieste del contributo addizionale dovuto in ragione dei pagamenti diretti effettuati dall’Istituto per Cassa Integrazione Ordinaria, Ordinaria in Edilizia, Straordinaria, in Deroga e per Solidarietà.

È bene evidenziare che la procedura Giasone e la nuova procedura RACE avranno un periodo di coesistenza in quanto:

tutte le funzionalità di GIASONE continueranno ad essere operative per consentire l’ultimazione delle lavorazioni collegate alle diffide inviate nel corso del 2014 e l’invio delle diffide (entro il termine che sarà successivamente indicato con uno specifico messaggio) relative a partite debitorie riguardanti autorizzazioni CIGS concesse fino al 31.12.2014 e non ancora oggetto di precedenti diffide (l’acquisizione di nuovi dati infatti è stata inibita a decorrere dal 1° gennaio 2015),

RACEopererà pergestire le richieste dei contributi addizionali non più gestibili attraverso Giasone nonché per gestire, in aggiunta a prima, le richieste per i contributi addizionali di CIG per tutte le tipologie sopra indicate.

Il funzionamento del nuovo applicativo RACE prevede che, con cadenza giornaliera, vengano trasmessi telematicamente, dagli applicativi afferenti dalla Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito tutti i dati relativi ai contributi addizionali calcolati e dovuti dalle aziende a fronte del pagamento diretto di una delle succitate integrazioni salariali.

La procedura preleva gli importi dovuti a titolo di contributo addizionale CIG e, aggregandoli per sede e matricola (FASE 1), notifica per il pagamento, in modalità automatica e con invio massivo a cadenza mensile, gli aggregati che abbiano raggiunto la soglia economica minima di Euro 50,00 o temporale di 6 mesi.

I contributi che non arrivano alla suddetta soglia economica, verranno gestiti dalla procedura con molta flessibilità ovvero attraverso un sistema in grado di accumulare incrementalmente gli importi in relazione alla matricola di riferimento, consentendo contestualmente di svolgere sulla pratica esaminata, tutte le funzioni di consultazione, ricerca, visualizzazione e gestione (compresi blocco/invio forzato della notifica).

A soglia raggiunta, la notifica della richiesta dei contributi avverrà attraverso invio al sistema POSTEL che provvederà prioritariamente mediante recapito PEC aziendale e, secondariamente, mediante raccomandata A/R (FASE 2).

La competenza della richiesta sarà attribuita alla sede che ha in carico la posizione aziendale o quella su cui è stato indicato l’accentramento contributivo, anche in presenza di pagamenti di prestazione emessi da più sedi.

In allegato alla richiesta sarà inviato un modello F24 precompilato contenente, oltre al codice della sede e all’importo dovuto, una CodeLine e la nuova causale contributo RCAD, istituita con Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 31/E del 23 marzo 2015.

Nel caso di inesito della notifica, l’operatore avrà la possibilità di tentare un nuovo invio indicando un nuovo indirizzo, digitato manualmente o prelevato da sistema (relativo ad altra posizione contributiva dell’azienda). La notifica sarà considerata positivamente effettuata anche nei casi in cui sia presente un versamento ad essa collegato (notifica implicita).

La procedura RACE importa a cadenza giornaliera i versamenti effettuati tramite il modello F24 dalle aziende a cui è stata notificata la richiesta di contributo addizionale CIG e procede automaticamente all’abbinamento dei relativi pagamenti (FASE 3).

La procedura non abbinerà in automatico quei versamenti che avranno una codeline o una sede di competenza errata; in tali situazioni la procedura consentirà la gestione del versamento attraverso l’intervento manuale dell’operatore.

Le fattispecie di errore che potranno presentarsi e dovranno essere gestite manualmente sono le seguenti:

sede competente corretta e CodeLine errata nella parte finale (ultimi 4 caratteri): il versamento sarà abbinabile manualmente dall’operatore;

sede competente corretta e CodeLine errata nella parte iniziale: il versamento non sarà abbinabile se non previa modifica manuale della CodeLine (la CodeLine originaria rimarrà a sistema);

sede competente errata e CodeLine corretta: il sistema invierà automaticamente il versamento alla sede corretta;

sede competente errata e CodeLine errata: l’operatore potrà inviare manualmente il versamento alla sede corretta.

Il versamento errato, inoltre, potrà essere stornato e/o inviato ad altra procedura nel caso non sia di competenza della procedura RACE.

Pertanto, in tutti i casi in cui il versamento non è abbinato automaticamente l’operatore potrà intervenire manualmente abbinando, aggiungendo, rimuovendo o spostando i versamenti in giacenza fino ad arrivare alla definizione della pratica.

Terminate le operazioni di abbinamento automatico e/o manuale dei pagamenti, la pratica, decorsi 45 giorni dalla notifica, potrà definirsi in uno dei seguenti stati (FASE 4):

In automatico: decorsi 45 giorni dalla notifica, per mancato versamento o pagamento parziale e inesistenza di pagamenti non abbinati per la stessa matricola;

manuale (a cura dell’operatore): decorsi 45 giorni dalla notifica, anche in caso di esistenza di pagamenti non abbinati per la stessa matricola;

manuale (a cura dell’operatore): anche prima dei 45 giorni dalla notifica, in caso di richiesta di dilazione da parte dell’azienda. In tal caso, qualora l’esito della notifica non sia ancora disponibile, sarà considerata come data di notifica la data di invio a RC (notifica implicita)

In ogni caso sarà aperta nel nuovo Recupero Crediti una inadempienza con T.S. 76.

Il rilascio corrente prevede tutte le funzionalità descritte precedentemente nelle quattro fasi, tranne la gestione manuale dei versamenti, che sarà resa disponibile a breve con successivo rilascio. In prosieguo saranno sviluppate le funzionalità statistiche e di monitoraggio al fine di valorizzare l’attività svolta.

Per ogni eventuale richiesta di supporto tecnico o amministrativo, fare riferimento al gruppo Supporto.RACE@inps.it.

Istruzioni contabili

La procedura “RACE”, conferente con il sistema contabile, identificata dal codice procedura “RA” e dal tipo operazione “69”, entrambi di nuova istituzione, gestisce le registrazioni automatizzate degli eventi sopra descritti.

In particolare, nel momento in cui l’operatore amministrativo notifica all’azienda datore di lavoro (fase 2), la richiesta del contributo addizionale dovuto in ragione dei pagamenti effettuati ai beneficiari per le integrazioni salariali, la procedura “RACE” invia il biglietto contabile, identificato dal codice riferimento “0000000005”, contenente i dati necessari per la rilevazione contabile dell’accertamento del credito, vantato nei confronti del datore di lavoro, al conto di nuova istituzione GAU00146.

La rilevazione contabile del versamento effettuato dal datore di lavoro tramite il modello F24, con la valorizzazione della nuova causale contributo RCAD, è svolta dalla procedura contabile DEU, in uso, sul conto di servizio appositamente istituito GPA54105. I versamenti affluiti sono così trasmessi tramite il flusso telematico SC724 alla procedura conferente “RACE” per poter essere elaborati secondo le istruzioni operative descritte nella “fase 3”.

La nuova causale contributo RCAD è abbinata nel sistema contabile al conto GPA54105 e alla causale dei flussi di cassa “10217”, anch’essa di nuova istituzione.

L’elaborazione amministrativa dei versamenti conclusa positivamente con le operazioni descritte nella “fase 3 e 4” definisce la ripartizione della riscossione attraverso il conferimento del biglietto contabile identificato dal codice riferimento “0000000001”. L’abbinamento della riscossione con il credito vantato nei confronti del datore di lavoro, definisce la chiusura di SC724 movimentando in DARE il conto GPA54105 ed in AVERE il conto di credito GAU00146.

Dagli eventi amministrativi descritti nella “fase 3” possono derivare ulteriori registrazioni contabili gestite esclusivamente dalla procedura automatizzata “RACE”. In particolare, possono riguardare la gestione:

– delle partite viaggianti relative a riscossioni affluite su sedi di competenza errata (codice riferimento “0000000003”);

– della verifica delle riscossioni con codice tributo errato non di competenza della procedura “RACE”, con la conseguente trasmissione ad altra procedura amministrativa se identificata (codice riferimento “0000000007”) o altrimenti trasferite alla gestione contabile (codice riferimento “0000000002”) per la necessaria lavorazione manuale.

Particolare cura è richiesta agli operatori amministrativi per la gestione della “fase 4”, perché dalla stessa scaturisce l’inoltro delle inadempienze, contraddistinte dal codice T.S. 76, alla procedura del “nuovo Recupero Crediti”.

L’evento amministrativo sopra descritto permette il conferimento del biglietto contabile automatizzato identificato dal codice riferimento “0000000006”.

Il partitario amministrativo del recupero crediti fornirà alla Direzione centrale bilanci e servizi fiscali, in sede di rendicontazione, la situazione aggiornata dei residui per il contributo addizionale in argomento secondo le consuete modalità di rappresentazione.

 

4) Indennità di disoccupazione ASpI lavoratori sospesi: abrogata dal 24 settembre 2015

Con messaggio n. 6024 del 30 settembre 2015 l’Inps comunica che l’Istituto non potrà più erogare prestazioni di “indennità di disoccupazione ASpI per lavoratori sospesi” per le giornate di sospensione intervenute dal 24 settembre 2015, giorno di entrata in vigore del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015 (Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183) che ha abrogato l’articolo 3, comma 17, della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Le richieste di “ASpI per lavoratori sospesi” per le giornate di sospensione intervenute fino al 23 settembre, potranno essere presentate, al più tardi, fino alla data del 12 ottobre 2015.

(Inps, nota del 6 ottobre 2015)

 

5) Piano di intervento nazionale “Azione di Sistema Welfare to Work 2012-2014” - Proroga al 31 ottobre 2015

Con il messaggio n. 9988 del 31.12.2014 sono state fornite le indicazioni necessarie per procedere al rinnovo, fino al 30 giugno 2015, delle convenzioni relative al Piano di intervento nazionale in oggetto.

L’art. 7, comma 3 di dette convenzioni, il cui schema è stato approvato con determina del commissario straordinario n. 61/2014, prevede espressamente il caso di proroga dell’Azione di sistema Welfare To Work (WTW) da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Con Decreto Direttoriale n. 250 del 16 luglio 2015, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha stabilito l’ulteriore proroga – al 31 ottobre 2015 – dell’utilizzo delle risorse residue, assegnate nell’ambito dell’Azione di Sistema Welfare To Work.

E’ necessario, pertanto, procedere nuovamente al rinnovo delle convenzioni in parola, prorogando la scadenza delle stesse al 31 ottobre 2015, secondo le modalità già indicate con il messaggio n. 9988/2014.

Le Regioni che hanno stipulato con l’Istituto la convenzione per l’Azione di Sistema di Welfare To Work per le politiche di reimpiego 2012-2014 sono: il Friuli Venezia Giulia, le Marche, la Toscana, la Valle D’Aosta ed il Veneto.

Per quanto riguarda le istruzioni amministrative, procedurali e contabili, si richiamano i messaggi n. 4802 del 20 maggio 2014 e n. 5791 del 03 luglio 2014, relativi, rispettivamente, all’erogazione dei sussidi ai lavoratori aventi diritto e alla fruizione degli incentivi da parte dei datori di lavoro, per le assunzioni dei soggetti destinatari di tali sussidi.

La selezione dei beneficiari del sussidio dovrà avvenire entro la data del 31 ottobre 2015 e saranno ritenuti ammissibili i sussidi erogati anche successivamente, purché i lavoratori siano già stati chiaramente individuati entro tale data.

Si precisa in ultimo che i costi di gestione sono quelli già indicati nella convenzione valida fino al 30.06.2015.

(Inps, messaggio n. 6141 del 6 ottobre 2015)

 

6) Nuove “semplificazioni” in materia di lavoro: circolare Fondazione Studi

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha pubblicato il 6 ottobre 2015 la circolare n. 19 del 2015, con le novità previste dal decreto c.d. Semplificazioni (decreto legislativo n. 151/2015 – Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunita).

In particolare, la circolare tratta i seguenti argomenti:

- Razionalizzazione e semplificazione in materia di inserimento mirato delle persone con disabilità;

- Razionalizzazione e semplificazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro

- Revisione del regime delle sanzioni;

- Dimissioni volontarie e risoluzione consensuale.

Il D.Lgs. n. 151/2015, meglio noto come “decreto semplificazioni”, interviene su numerosi ambiti relativi alla gestione del rapporto di lavoro subordinato. Con questa prima circolare sul tema, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con la circolare n. 15 del 2015 analizza il provvedimento, soffermandosi sulle modifiche relative al collocamento mirato dei lavoratori disabili, sugli interventi in materia di sicurezza sul lavoro e sulla riscrittura della disciplina di convalida delle dimissioni. Quest'ultimo provvedimento, di cui forse se ne sentiva meno il bisogno stante anche le recenti novità sul tema introdotte dalla Legge n. 92/2012, introduce una nuova modalità, esclusivamente telematica, per rassegnare le dimissioni. Ma la novella normativa sarà efficace solo in seguito all’emanazione, entro il 24 novembre 2015, di apposito decreto attuativo. Dal 24 settembre 2015, data di entrata in vigore del provvedimento in commento, sono già operativi gli altri interventi. In particolare tutti i datori di lavoro, pubblici o privati, potranno assumere lavoratori con disabilità attraverso chiamata nominativa; a decorrere dal 1 gennaio 2017 le aziende che occupano tra i 15 e i 35 dipendenti saranno tenute ad assumere un lavoratore disabile entro i sessanta giorni dall’insorgenza dell’obbligo esattamente come gli altri datori di lavoro. Più oneroso l’esonero dall’obbligo di assunzioni in caso di aziende con addetti impegnati in lavorazioni che comportino un’esposizione al rischio con tasso di premio Inail pari o superiore al 60 per mille; in questo caso infatti occorrerà, oltre ad autocertificare il rischio, versare una quota pari a € 30,64 per ogni giorno lavorativo e per ciascun lavoratore disabile non occupato.

Per quel che attiene la tematica della sicurezza è importante rilevare l’inclusione dei lavoratori accessori, con committenti professionisti o imprenditori, tra i soggetti destinatari delle disposizioni in materia di tutela dei lavoratori. In ultimo si segnalano ulteriori semplificazioni, ma che entreranno in vigore solo successivamente, quali l’abrogazione dell’obbligo di inoltro di certificazioni in caso di infortuni e del relativo registro.

 

7) Audizione parlamentare del Direttore dell’Agenzia delle entrate sul sistema fiscale

Audizione del Direttore dell’Agenzia delle Entrate. Portas: “Sistema fiscale più efficiente grazie all’incrocio delle banche dati e alla collaborazione di contribuenti e professionisti”.

Si è svolta il 7 ottobre 2015, presso la Commissione Parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria, l’Audizione del Direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, sulle prospettive di razionalizzazione delle banche dati pubbliche in materia economica e finanziaria.

In particolare, l’intervento del Direttore si è soffermato sull’importanza della conoscenza del patrimonio immobiliare per contrastare l’evasione fiscale in questo settore, grazie all’utilizzo di diversi strumenti tra cui l’incrocio delle banche dati e la collaborazione attiva con gli Enti locali e i professionisti.

Tra i temi trattati, anche lo stato di attuazione di diversi progetti in cantiere per il miglioramento del sistema catastale italiano, come l’Anagrafe immobiliare integrata e l’Archivio nazionale degli stradari e dei numeri civici, oltre all’analisi degli strumenti utilizzati dall’Agenzia per la determinazione dei metri quadrati degli immobili privi di planimetria catastale.

Giacomo Antonio Portas, Presidente della Commissione, ha espresso il suo apprezzamento sul nuovo corso dell’Agenzia delle Entrate, che punta a una maggiore integrazione delle banche dati e a un maggiore dialogo con contribuenti e professionisti. “Abbiamo intrapreso la giusta direzione per semplificare, rendere più efficiente il sistema fiscale e prevenire, oltre che contrastare, i fenomeni di evasione”, ha dichiarato Portas a margine dell’audizione. “Grazie all’efficace uso della tecnologia e all’impiego di innovativi sistemi informatici il Fisco italiano si rinnova ed è pronto a cambiare volto”.

Immobili e contrasto all’evasione

La conoscenza delle informazioni, i risultati dei controlli, i progetti per l’integrazione delle banche dati: a palazzo San Macuto, il punto del direttore dell’Agenzia delle entrate. Circa 290mila unità immobiliari sottoposte, nei primi otto mesi del 2015, ad accertamento della rendita proposta per nuovi accatastamenti o per atti di aggiornamento. Nuovo piano di controlli sulle “case fantasma”, che nel passato hanno consentito di far emergere oltre 1,2 milioni di unità immobiliari, per una rendita complessiva di circa 825 milioni di euro. Focus sulla revisione dei classamenti degli immobili ricompresi in specifici ambiti territoriali (comma 335 dell’articolo unico della Finanziaria 2005), che ha già generato complessivamente maggiori rendite per circa 184 milioni, e sulla revisione dei classamenti incoerenti (comma 336), che ha fatto emergere circa 181 milioni di euro di rendita in più.

Sono alcuni dei dati e dei contenuti illustrati questa mattina dal direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, nel corso di un’audizione svoltasi presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria. In particolare, il direttore si è soffermato sul tema della conoscenza delle informazioni relative al patrimonio immobiliare come strumento per il contrasto all’evasione; sulla collaborazione tra Agenzia ed enti locali, con riferimento agli immobili non dichiarati al catasto; sullo stato di realizzazione dell’Archivio nazionale degli stradari e dei numeri civici e dell’Anagrafe immobiliare integrata.Il contrasto all’evasione passa per la conoscenza delle informazioni sugli immobiliIl contrasto all’evasione in campo immobiliare - ha ricordato il direttore - riguarda sostanzialmente quattro ambiti: le rendite catastali; le imposte sui redditi immobiliari; le imposte sui trasferimenti (Iva, registro, ecc.); le imposte patrimoniali ricorrenti (Imu e Tasi), il cui accertamento è in capo ai Comuni.Sulle rendite, attività correnti e attività straordinarie procedono in modo combinato. Gli accertamenti ordinari delle rendite proposte per nuovi accatastamenti o per atti di aggiornamento hanno riguardato - dall’inizio del 2015 fino ad agosto - circa 290mila unità immobiliari urbane, con un incremento della rendita complessiva pari a 81 milioni di euro.

L’attività straordinaria fa invece riferimento a tre filoni: il primo è quello sperimentato tra il 2007 e il 2011, con riguardo agli “immobili fantasma”. Un’operazione che ha consentito di far emergere oltre 1,2 milioni di unità immobiliari per una rendita complessiva di circa 825 milioni. Sul punto, l’Agenzia sta programmando per il prossimo triennio una nuova tornata di controlli su tutto il territorio nazionale.

Il secondo filone concerne la revisione del classamento delle unità immobiliari private site in microzone comunali e l’aggiornamento del classamento catastale per intervenute variazioni edilizie (commi 335 e 336 dell’articolo unico della Finanziaria 2005). Sono 17 i Comuni che hanno richiesto l’avvio della procedura di riclassamento delle unità immobiliari sulla base dei criteri previsti dal comma 335, tra cui i capoluoghi di Roma, Milano, Bari, Lecce e Ferrara. Un’attività che ha generato un incremento complessivo della rendita per circa 184 milioni di euro. Riguardo, invece, alla procedura di revisione puntuale dei classamenti incoerenti sono stati coinvolti, in misura più o meno intensa, circa 1.300 comuni su un totale potenziale di 7.774. La procedura ha dato luogo a circa 94.500 notifiche da parte dei Comuni e, per il 67% dei casi, è stata accertata la necessità di procedere a un aggiornamento catastale, con una maggiore rendita complessiva pari a 181 milioni di euro. Il terzo filone è quello relativo agli immobili rurali.

L’Agenzia è inoltre impegnata sul fronte dell’accertamento degli effettivi canoni di locazione percepiti e di plusvalenze non dichiarate. Un’attività che viene svolta grazie all’incrocio tra i dati presenti nella banca dati del registro e quelli contenuti nei modelli Unico Pf e 730.

“Sorvegliate speciali” anche le imposte sui trasferimenti immobiliari: in questo campo, l’attività di controllo è rivolta soprattutto ai casi in cui la base imponibile è costituita dal corrispettivo, come gli atti soggetti a Iva, o dal valore in comune commercio, come gli atti soggetti alle imposte di registro, ipotecaria e catastale.

L’Archivio nazionale degli stradari e dei numeri civici (Ansc)Sono oltre 5mila i Comuni che hanno completato le attività di verifica e certificazione dei toponimi e di numeri civici e possono accedere, su richiesta, alle funzioni necessarie per l’aggiornamento a regime dell’archivio.

L’Ansc risponde all’esigenza di avere un unico riferimento informatizzato e codificato, costantemente aggiornato dai Comuni, in grado di favorire la standardizzazione del dato relativo all’indirizzo. Le attività in corso - ha spiegato il direttore - consentiranno di elevare ulteriormente la qualità dell’archivio, che sarà utilizzato come base di partenza per la realizzazione dell’Archivio nazionale dei numeri civici e delle strade urbane (Anncsu). Una soluzione, quest’ultima, che consentirà di realizzare un abbattimento dei costi legato alla gestione degli indirizzi, in quanto a regime costituirà punto di riferimento unico - informatizzato, codificato e certificato - per le pubbliche amministrazioni, per i cittadini e per le imprese.

L’Anagrafe immobiliare integrata

Il direttore ha inoltre fatto il punto sullo stato di attuazione dell’Anagrafe immobiliare integrata (Aii), il cui obiettivo primario è la completa integrazione degli archivi censuari, cartografici, planimetrici e di pubblicità immobiliare. Un progetto che consentirà di ottenere una gestione omogenea delle banche dati in ambito immobiliare con ricadute significative sulla corretta individuazione degli immobili, della relativa base imponibile e dei soggetti d’imposta.Inoltre, ha detto Rossella Orlandi, “L’Anagrafe immobiliare integrata è caratterizzata da una forte ‘vocazione’ fiscale poiché ha l’obiettivo primario di diventare lo strumento fondamentale per la fiscalità immobiliare, erariale e locale, in grado di individuare correttamente, attraverso l’integrazione delle banche dati disponibili, oggetto e soggetto di imposta”.

 

8) E’ arrivato il nuovo codice deontologico dei commercialisti

Il testo in pubblica consultazione fino al 24 ottobre. Responsabilità professionale e disciplinare, tirocinio, pubblicità, compensi. Sono i principali ambiti sui quali interviene il nuovo Codice deontologico dei commercialisti italiani, approvato dal Consiglio nazionale della Categoria e posto in pubblica consultazione fino al 24 ottobre (le osservazioni possono essere inviate all’indirizzo mail consultazionecodicedeont@commercialisti.it).

Il nuovo testo risponde innanzitutto all’esigenza di aggiornare i contenuti del Codice alle novità legislative intervenute in questi ultimi anni in materia di professioni intellettuali, a cominciare dalla riforma del 2012. Il precedente Codice della categoria risaliva al 2008.

Le nuove norme prevedono specificamente l’obbligo di copertura assicurativa per i rischi professionali e, in tema di responsabilità disciplinare, riguardo alla proporzionalità della sanzione, alcuni parametri (gravità del fatto, grado della colpa, eventuale sussistenza del dolo e sua intensità, ecc.) da prendere in considerazione in sede di procedimento disciplinare. Introdotto anche il riferimento al consiglio di disciplina quale giudice disciplinare. Novità anche sul tirocinio, con la norma che si allinea a quanto stabilito dalla riforma del 2012, prevedendo un rimborso spese per i tirocinanti dopo il sesto mese di pratica. In tema di pubblicità e informativa pubblicitaria, materia che già risultava allineata con l’evoluzione normativa degli ultimi anni, sono state fornite alcune precisazioni relativamente alla presenza di riferimenti pubblicitari o commerciali sul sito internet del professionista. In materia di compenso professionale, il nuovo testo elimina ogni riferimento all’abrogata tariffa e precisa che la misura del compenso deve essere individuata per iscritto.

Inoltre, alla luce della casistica emersa dall’applicazione del codice deontologico del 2008, sono state introdotte importanti precisazioni sulle condotte da tenere nei rapporti con i colleghi (delineando in modo specifico il comportamento da assumere in caso di subentro ad un collega nell’ incarico professionale) e nei rapporti con i clienti (fornendo indicazioni precise riguardo all’accettazione dell’incarico, compresi l’individuazione per iscritto della misura del compenso e il comportamento da tenere nel caso in cui il professionista detenga somme per conto del cliente, nonché alla rinunzia allo stesso, con particolare riferimento al caso di irreperibilità del cliente). Precisazioni sono state introdotte anche sui rapporti con dipendenti e collaboratori (definendo anche per questi ultimi i doveri di correttezza in ordine al divieto di sviamento della clientela). In caso di incarico istituzionale, infine, sono stati precisati i doveri di correttezza gravanti sul professionista connessi, in particolare, al divieto di utilizzare l’incarico per fini pubblicitari ovvero per sollecitare l’affidamento di incarichi professionali.

“Il nuovo codice deontologico – afferma il presidente nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi -, che approveremo definitivamente dopo la chiusura della pubblica consultazione alla quale abbiamo deciso di sottoporlo, rappresenta un ulteriore tassello della gran mole di lavoro prodotta dal Consiglio nazionale per recuperare il terreno perduto negli scorsi anni. Il coinvolgimento della categoria, attraverso la pubblica consultazione, anche su un tema quale la deontologia è il frutto della scelta di questo Consiglio di aprirsi quanto più possibile alla partecipazione democratica dei suoi iscritti”.

“In coordinamento con il nuovo codice deontologico – anticipa il Consigliere nazionale delegato alla materia, Giorgio Luchetta - intendiamo approntare anche un codice delle sanzioni che, nell’ambito della delicata funzione disciplinare, fornisca ai Consigli di disciplina indicazioni sull’irrogazione delle sanzioni rispetto a condotte specificamente individuate. L’obiettivo cui miriamo è quello di agevolare l’applicazione di sanzioni uniformi su tutto il territorio nazionale”.

(CNDCEC, comunicato del 6 ottobre 2015)

 

9) Fisco: Ance, da Ici a Tasi-Imu +143% peso su immobili

In tre anni tassazione da 9,8 miliardi a 23,9 miliardi. La tassazione sul possesso degli immobili è passato dai 9,8 miliardi di euro del 2011, quando era in vigore l'Ici, ai 23,9 miliardi della combinazione Imu-Tasi del 2014, "determinando un incremento della pressione fiscale sul possesso del 143,5% in soli tre anni". E' il calcolo dell' Ance, ascoltata in audizione alla Commissione Finanze della Camera.

Nel 2014, evidenzia l'Ance, le imposte sugli immobili risultano aumentate del 9,8% rispetto al 2013, ovvero 3,8 miliardi di euro in più. Tale incremento è da attribuirsi principalmente al maggior gettito derivante dall'introduzione della Tasi che va ad aggiungersi all'Imu già prevista nel biennio precedente 2012-2013. In particolare, si passa da 20,4 miliardi di euro del 2013 (Imu) ai 23,9 miliardi del 2014 (Imu+Tasi), pari ad un incremento del 17,1%. Confrontando il gettito fiscale sugli immobili del 2014 con gli anni precedenti al 2013, emerge che il gettito rimane pressoché invariato rispetto al 2012 (42,29 miliardi di euro), mentre si osserva un forte incremento del 27,9% rispetto al 2011. L'aumento del gettito nel 2014, rispetto al 2011, è da attribuire all'incremento della tassazione sul possesso degli immobili che, passa da 9,8 miliardi di euro del 2011 (Ici) a 23,89 miliardi di euro del 2014 (Imu+Tasi), determinando un incremento della pressione fiscale sul possesso del 143,5% in soli tre anni. Nel 2014, il 56,7% del prelievo sugli immobili è riconducibile all'Imu+Tasi (nel 2011 con l'Ici era il 29,8%), un ulteriore 17,1% alle imposte di natura "reddituale", mentre le imposte sui trasferimenti e sulle locazioni incidono rispettivamente per il 21,2% ed il 5%.

(Ansa, nota del 7 ottobre 2015)

 

10) Ok della Camera al Ddl concorrenza che ora passa al Senato

Via libera dell'Aula della Camera al ddl concorrenza. I voti a favore sono stati 269, i contrari 168, le astensioni 23. Il provvedimento, che era in prima lettura, è adesso passato all’esame del Senato. Si tratta del primo disegno di legge annuale per la concorrenza e l’apertura dei mercati di iniziativa governativa ed è volto alla rimozione degli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati, nella promozione della concorrenza e nella garanzia della tutela dei consumatori, anche in applicazione dei principi del diritto dell'Unione europea, nonché delle politiche europee in materia di concorrenza.

L’A.C. 3012 interviene infatti in alcuni dei settori indicati dall'Autorità, contenendo misure: per le assicurazioni, con particolare riguardo al campo della RC Auto; i fondi pensione; le comunicazioni; i servizi postali; l'energia e la distribuzione in rete di carburanti per autotrazione; le banche; le professioni; la distribuzione farmaceutica.

Assicurazioni e fondi pensione

Il Capo II del disegno di legge reca norme in materia di assicurazioni e fondi pensione. In linea generale, il disegno di legge recepisce le proposte contenute dalla segnalazione dell’AGCM, in alcuni casi introducendo norme di portata anche più ampia rispetto agli obiettivi della segnalazione.

Si interviene in primo luogo sulla disciplina dell’obbligo a contrarre (in materia di RC Auto): se dalla verifica dei dati risultanti dall’attestato di rischio, dell'identità del contraente e dell’intestatario del veicolo, se persona diversa, risultano informazioni non corrette o non veritiere, le imprese di assicurazione non sono tenute ad accettare le proposte loro presentate (articolo 2). Nel corso dell'esame parlamentare è stata elevata la sanzione prevista in caso di rifiuto ed elusione dell'obbligo a contrarre.

Sono previsti specifici obblighi informativi in capo alle compagnie assicurative prima della sottoscrizione di un contratto RC Auto. Se il consumatore alla stipula del contratto accetta una o più condizioni determinate dalla legge, ha diritto ad uno sconto del prezzo della polizza che non può essere inferiore a una percentuale determinata dall'IVASS entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge in esame. La percentuale di sconto è maggiorata per le regioni a maggiore tasso di sinistrosità. Tali condizioni riguardano: l’ispezione del veicolo; l’installazione della scatola nera; l’installazione di un meccanismo che impedisce l’avvio del motore per elevato tasso alcolemico del conducente. E' prevista una ulteriore ipotesi di sconto significativo sul prezzo della polizza nel caso in cui l'assicurato contragga più polizze sottoscrivendo una clausola di guida esclusiva (articolo 3). Si affida altresì all'IVASS il compito di definire una percentuale di sconto minima, in favore di contraenti che risiedono nelle regioni con costo medio del premio superiore alla media nazionale e che non abbiano effettuato sinistri con responsabilità esclusiva o concorrente per almeno cinque anni, a condizione che abbiano installato meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo (cd. scatola nera). La percentuale di sconto minima deve essere tale da commisurare la tariffa loro applicata a quella media dei soggetti, aventi le medesime caratteristiche, residenti in regioni con tassi di sinistrosità inferiori rispetto alla media nazionale (comma 2 dell'articolo 6-bis).

Con le modifiche apportate in sede referente i costi di installazione delle scatole nere sono stati posti a carico dell’impresa di assicurazione.

Nel caso di clausola bonus-malus, la variazione del premio deve essere indicata in valore assoluto e in percentuale nel preventivo del nuovo contratto o del rinnovo. Nel caso di assegnazione della stessa classe di merito di un familiare convivente, deve essere garantita la parità di trattamento a parità delle caratteristiche di rischio, vietando la distinzione in funzione della durata del rapporto. Sono state poi introdotte norme volte a contrastare la prassi dei cd. testimoni di comodo: è stata soppressa l’originaria disposizione che prevedeva che l’identificazione di eventuali testimoni sul luogo di accadimento dell’incidente deve essere comunicata entro il termine della denuncia di sinistro. Si prevede, invece, che l’identificazione di eventuali testimoni sul luogo di accadimento dell’incidente deve risultare dalla richiesta di risarcimento presentata all’impresa di assicurazione, dall’invito alla stipula della negoziazione assistita, ovvero, qualora sia intervenuta specifica richiesta di indicazione dei testimoni da parte dell’assicurazione, mediante raccomandata con avviso di ricevimento entro sessanta giorni dalla denuncia di sinistro.

Per contrastare le frodi assicurative sono estesi i casi nei quali le imprese di assicurazione possono rifiutare il risarcimento, denunciando la frode. In caso di cessione del credito all’impresa di autoriparazione, la somma da corrispondere a titolo di rimborso sia versata solo a fronte di presentazione della fattura.

Il principio della durata annuale del contratto RC auto e del divieto di rinnovo tacito si applica, a richiesta dell'assicurato, anche ai contratti stipulati per i rischi accessori (ad es. incendio e furto), nel caso in cui la polizza accessoria sia stata stipulata in abbinamento a quella della RC auto (con lo stesso contratto o con un contratto stipulato contestualmente).

Le polizze per assicurazione professionale, fatta salva la libertà contrattuale delle parti, devono contemplare l’assenza delle clausole che limitano la prestazione assicurativa ai sinistri denunciati nel periodo di validità del contratto. Le compagnie devono offrire prodotti che prevedano una copertura assicurativa per richieste di risarcimento presentate entro i dieci anni dalla scadenza della polizza, riferite a “errori” del professionista accaduti nel periodo di vigenza della stessa.

L'articolo 15 contiene disposizioni concernenti la portabilità dei fondi pensione. Nel corso dell’esame parlamentare è stata soppressa la disposizione del disegno di legge che consentiva alle forme pensionistiche complementari con soggettività giuridica e che operano secondo il principio della contribuzione definita di raccogliere sottoscrizioni anche tra i lavoratori appartenenti a categorie professionali diverse da quella di riferimento. Sono abbreviati i termini per l'anticipo dell'erogazione delle prestazioni pensionistiche, che sono erogabili in caso di inoccupazione superiore a 24 mesi (in luogo degli attuali 48) e con un anticipo massimo di 5 anni rispetto ai requisiti per l'accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza. Nel corso dell’esame parlamentare l’anticipo massimo è stato riportato da 10 a 5 anni, come attualmente previsto dalla legislazione vigente.

In merito al regime fiscale dei riscatti si chiarisce che, in caso di perdita dei requisiti di partecipazione al fondo per cause diverse dalla cessazione dell’attività lavorativa, dall'invalidità permanente o dalla morte dell’iscritto, è previsto il riscatto della posizione sia nelle forme collettive che in quelle individuali; su tali somme si applica la ritenuta a titolo di imposta del 23 per cento. Si stabilisce che il diritto del lavoratore al versamento del T.F.R. maturando e dell’eventuale contributo a carico del datore di lavoro alla forma pensionistica prescelta non è più sottoposto ai limiti e alle modalità stabilite dai contratti o accordi collettivi, anche aziendali.

Comunicazioni

Con riguardo al settore delle comunicazioni si prevede che nei contratti per servizi di telefoni, televisivi e di comunicazioni elettroniche:

- le spese e gli altri oneri di recesso e trasferimento dell'utenza siano noti, commisurati al valore del contratto e comunicati in via generale all’Agcom;

- le modalità di recesso siano semplici e analoghe a quelle di attivazione;

- nel caso di offerte promozionali il contratto non possa avere durata superiore a ventiquattro mesi e la penale (ovvero il "costo di uscita", secondo la nuova formulazione delle Commissioni) sia equa e proporzionata al valore del contratto;

Si prevede l’utilizzo del Sistema Pubblico dell'Identità Digitale (SPID), per semplificare le procedure di migrazione dei clienti tra operatori di telefonia mobile e le procedure per l'integrazione di SIM aggiuntive richieste da utenti già clienti di un operatore (SIM aggiuntive, upgrade di SIM, sostituzioni di SIM) attraverso l’utilizzo dell’identificazione indiretta del cliente (cioè senza bisogno di usare un documento di identità) in via telematica.

Con riferimento ai pagamenti digitali, si introduce la possibilità di utilizzare la bigliettazione elettronica attraverso strumenti di pagamento in mobilità, anche attraverso l’addebito diretto su credito telefonico, per l’acquisto di titoli d’accesso a luoghi di cultura, manifestazioni culturali e spettacoli.

Si prevede, infine, che sia aggiornato, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge in commento, il Regolamento recante istituzione e gestione del registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali al fine di estendere la disciplina in essere -che attualmente disciplina il solo uso della numerazione telefonica degli abbonati con finalità commerciali- anche alle ipotesi di impiego della posta cartacea alle medesime finalità.

Distribuzione cinematografica

Con riguardo al settore cinematografico, è attribuito all’Autorità garante della concorrenza e del mercato il potere di adottare i provvedimenti necessari per eliminare o impedire il formarsi di fenomeni distorsivi della concorrenza, nelle modalità previste dalla disciplina generale in materia, ove sul mercato di riferimento un unico soggetto, ivi comprese le agenzie territoriali, anche in una sola delle dodici città capozona della distribuzione cinematografica, detenga, direttamente o indirettamente, una posizione dominante nel mercato della distribuzione cinematografica, con particolare riferimento ai soggetti che operano contestualmente anche in uno dei seguenti settori: produzione, programmazione, esercizio, edizione o distribuzione di servizi televisivi, on line o telefonici. Si prevede inoltre che l'AGCM rediga una relazione annuale sullo stato della concorrenza nel settore della distribuzione cinematografica (art. 16-ter).

Servizi postali

Con riguardo ai servizi postali è soppressa, a decorrere dal 10 giugno 2016, l’attribuzione in esclusiva alla società Poste italiane S.p.A. (quale fornitore del Servizio universale postale) dei servizi inerenti le notificazioni e comunicazioni di atti giudiziari nonché dei servizi inerenti le notificazioni delle violazioni del codice della strada (articolo 18).

Energia

Con riferimento al settore energetico si elimina, a partire dal 2018, il regime di maggior tutela che opera transitoriamente nei settori del gas e dell'energia elettrica. In pratica, viene abrogata la disciplina che prevede la definizione da parte dell’Autorità per l’energia delle tariffe del gas e dell’energia elettrica delle tariffe per i consumatori che non abbiano ancora scelto un fornitore sul mercato libero (articoli da 19 a 21, nel testo originario del disegno di legge).

Nel corso dell’esame parlamentare sono state introdotte disposizioni volte a garantire: la comparabilità delle offerte, la verifica delle condizioni della piena liberalizzazione e le comunicazioni obbligatorie che debbono esser attuate prima della fase del passaggio definitivo alla piena liberalizzazione. È stata prevista inoltre una procedura amministrativa per la verifica delle condizioni della piena liberalizzazione dei mercati retail. Con specifico riguardo alla distribuzione dei carburanti, il testo originario del decreto eliminava una barriera all’entrata per l'installazione di nuovi impianti di distribuzione di carburanti, disponendo che non possa essere posto in nessun caso il vincolo della presenza contestuale di più tipologie di carburanti. Durante l’esame parlamentare l’articolo è stato sostituito, e il nuovo testo non elimina più il vincolo della presenza contestuale di più tipologie di carburanti, ma vieta di subordinare l'installazione e l'esercizio di un impianto di distribuzione di carburanti ad altri obblighi, salvo quelli stabiliti con decreto del MiSE, di concerto con il MIT (sentite l’Autorità Antitrust e la Conferenza Stato-Regioni, tenuto conto delle esigenze di sviluppo del mercato dei combustibili alternativi ai sensi della normativa europea).

Servizi professionali

Con riguardo ai servizi professionali:

- nelle società tra avvocati viene limitato il ruolo dei soci di solo capitale, richiedendo che per l’iscrizione all'albo i soci professionisti rappresentino almeno due terzi del capitale sociale, e dei diritti di voto; il venir meno di tale requisito, non ripristinato entro sei mesi, determina la cancellazione della società dalla apposta sezione dell'albo degli avvocati. E', inoltre, stabilito: che in tale sezione dell’albo deve essere resa disponibile la documentazione storica sulla composizione della società stessa; che l’amministrazione della società non può essere affidata a soggetti esterni; che il socio che esercita la prestazione professionale ne risponde, dovendo assicurare, per tutta la durata dell’incarico la propria indipendenza e imparzialità, dichiarando eventuali conflitti di interesse o incompatibilità; che la sospensione o radiazione dall'albo del professionista costituisce causa di esclusione dalla società (è, quindi, escluso che l'avvocato sospeso dall'albo possa restare all'interno della compagine sociale in qualità di socio di capitale);

- in relazione alla professionale notarile si modificano i criteri che determinano il numero e la distribuzione dei notai sul territorio nazionale (in particolare, il rapporto notai/popolazione nazionale è determinato in 1/5.000). Con ulteriori misure: si consente al notaio di ampliare il proprio bacino di utenza territoriale; - si prevede una particolare disciplina sugli obblighi di deposito su conto corrente dedicato di particolare categorie di somme da questi ricevute e che costituiscono patrimonio separato insuccessibile e impignorabile e i cui interessi maturati sono destinati al rifinanziamento dei fondi di credito agevolato peril finanziamento delle PMI (tributi per cui il notaio è sostituto d'imposta, spese fiscali anticipate in relazione agli atti a repertorio ricevuti o autenticati e soggetti a pubblicità immobiliare o commerciale; ogni altra somma affidata e soggetta ad annotazione nel registro delle somme e dei valori); sono determinati i limitati impieghi in cui il notaio può disporre delle somme depositate, mantenendo idonea documentazione.

Viene modificata la disciplina della società a responsabilità limitata (S.r.l.) semplificata, al fine di consentirne la costituzione anche mediante scrittura privata, fermo restando l'obbligo di iscrizione presso il registro delle imprese. In tal caso, gli amministratori devono depositarlo entro venti giorni per l'iscrizione al registro delle imprese; agli adempimenti in tema di normativa antiriciclaggio relativi agli atti di iscrizione di tali s.r.l. provvede il conservatore del registro delle imprese competente per territorio.

Sono individuate alcune tipologie di atti per i quali è consentita la sottoscrizione, oltre che con atto pubblico o scrittura privata, anche con modalità digitali, attraverso modelli standard. L’assistenza alla stipulazione degli atti digitali può essere fornita da una serie di soggetti, che devono a tal fine accreditarsi presso le Camere di commercio.

Con una disposizione di interpretazione autentica si estende alle società di ingegneria costituite in forma di società di capitali o cooperative la disciplina che per prima ha consentito l’esercizio della professione in forma societaria (a condizione che, entro sei mesi, siano in possesso dei requisiti previsti dalla legge di stabilità 2012 (legge n. 183 del 2011) e dal regolamento attuativo (DM 8 febbraio 2013, n. 34) per le società tra professionisti. L’intervento normativo consente così di affermare la validità dei contratti conclusi, a decorrere dall’11 agosto 1997, tra le suddette società di ingegneria ed i privati, superando interpretazioni opposte date dalla giurisprudenza. Con una modifica approvata in Aula è stato previsto che, con riferimento ai contratti stipulati a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge in esame, le società di ingegneria sono tenute a stipulare una polizza di assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile conseguente allo svolgimento delle attività professionali dedotte in contratto e a garantire che tali attività siano svolte da professionisti, nominativamente indicati, iscritti negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti professionali. Si prevede inoltre che l’Autorità nazionale Anticorruzione pubblichi sul proprio sito internet l'elenco di tali società.

Un nuovo articolo introdotto nel d.d.l. concorrenza modifica l’art. 9 del D.L. n. 1 del 2012, in tema di compenso per le prestazioni professionali. La disposizione impone ai professionisti che la comunicazione ai clienti circa il grado di complessità dell'incarico, gli oneri ipotizzabili dal conferimento dello stesso alla sua conclusione, gli estremi della polizza assicurativa, sia resa per iscritto (anche eventualmente in forma digitale). La stessa forma scritta dovrà avere anche il preventivo di massima del compenso della prestazione professionale.

 

Vincenzo D’Andò