Diario quotidiano dell’1 ottobre 2015: tante novità nella gestione dell’IVA intracomunitaria

Pubblicato il 1 ottobre 2015

per l’ente pubblico niente soggettività Iva se manca il requisito dell’indipendenza; per le Onlus in arrivo nuovi aiuti; agevolazioni sul gasolio per autotrazione: dichiarazione da presentare entro il 31 ottobre 2015; cessioni intracomunitarie non imponibili anche senza la partita Iva dell’acquirente; congresso nazionale dei commercialisti, parte il conto alla rovescia; come assistere il contribuente presso le commissioni tributarie; Entrate: servizi telematici potenziati, CIVIS e PEC risposte entro 10 giorni; Iva e-commerce transfrontaliero: la UE avvia una consultazione per rivitalizzare il settore; la pressione fiscale attanaglia di più le cooperative; ESMA: documento di consultazione sul formato elettronico unico di comunicazione delle relazioni finanziarie annuali

 

 Indice:

 1) Per l’ente pubblico niente soggettività Iva se manca il requisito dell’indipendenza

 2) Per le Onlus in arrivo nuovi aiuti

 3) Agevolazioni sul gasolio per autotrazione: dichiarazione da presentare entro il 31 ottobre 2015

 4) Cessioni intracomunitarie non imponibili anche senza la partita Iva dell’acquirente

 5) Congresso nazionale dei commercialisti, parte il conto alla rovescia

 6) Come assistere il contribuente presso le commissioni tributarie

 7) Entrate: servizi telematici potenziati, CIVIS e PEC risposte entro 10 giorni

 8) Iva e-commerce transfrontaliero: la UE avvia una consultazione per rivitalizzare il settore

 9) La pressione fiscale attanaglia di più le cooperative

 10) ESMA: documento di consultazione sul formato elettronico unico di comunicazione delle relazioni finanziarie annuali

 

 

1) Per l’ente pubblico niente soggettività Iva se manca il requisito dell’indipendenza

Si tratta di unità dell’ente pubblico che non sono dotate di personalità giuridica propria.

Secondo la Corte di Giustizia UE, sentenza del 29 settembre 2015 (causa C-276/14), le unità organizzative di un comune non possiedono una soggettività passiva IVA distinta da quella dell’ente locale se non soddisfano il criterio di indipendenza previsto dalla direttiva n. 2006/112/CE. Tale situazione ricorre quando le unità organizzative, da un lato, svolgono le attività commerciali loro assegnate in nome e per conto del comune e non rispondono dei danni provocati da tali attività e, dall’altro, non si assumono il rischio economico legato all’esercizio delle attività in parola non disponendo di un proprio patrimonio, non generano entrate proprie e non si assumono i costi relativi alle attività in questione.

È questa la conclusione a cui è pervenuta la Corte di Giustizia UE in merito alla questione volta a stabilire se le unità organizzative iscritte al bilancio del comune, come le scuole e i circoli culturali, possano considerarsi soggetti passivi IVA anche se prive di autonomia nell’esercizio delle loro attività.

La controversia comunitaria, che ha visto contrapposti un ente di diritto pubblico polacco e l’amministrazione fiscale nazionale, verte sull’interpretazione dell’articolo 9 della citata direttiva 112.

Un comune polacco svolge i compiti pubblici ad esso affidati mediante circa 300 unità iscritte al bilancio e diverse aziende territoriali pubbliche come scuole, istituti culturali, ispettorati distrettuali e polizia. Per adempiere ai propri obblighi tributari, lo stesso Comune interessa il competente ministero delle Finanze polacco per chiedere un espresso parere in materia di soggetti passivi Iva. A giudizio dell’amministrazione locale, infatti, poiché solo il comune soddisfaceva il criterio previsto all’articolo 15 della legge nazionale sull’Iva, relativo all’esercizio in modo autonomo di un’attività economica, si doveva ritenere che solo il comune stesso potesse essere soggetto passivo dell’Iva, anche per tutte quelle attività economiche realizzate da unità e aziende ad esso facenti riferimento. Il ministero delle Finanze sosteneva, però, che poiché dette unità erano iscritte al bilancio del comune stesso ed erano dallo stesso giuridicamente distinte, realizzavano attività economiche in modo indipendente per cui dovevano essere considerate a loro volta veri e propri soggetti passivi dell’Iva.Contro tali interpretazioni ministeriali, il comune proponeva ricorso in annullamento dinanzi la competente magistratura amministrativa polacca che svolgeva un’attenta analisi sia del diritto interno in materia di Iva che della normativa europea applicabile al caso di specie. Rilevava, dunque, che l’articolo 9, paragrafo 1, della direttiva Iva, deve essere interpretato, conformemente alla giurisprudenza della Corte, nel senso che chiunque eserciti un’attività economica in modo indipendente sia soggetto all’Iva. D’altro canto, però, analizzando lo status particolare delle unità iscritte al bilancio comunale si evince che queste ultime sono unità organizzative prive di personalità giuridica, che non dispongono di beni propri ma si limitano a gestire alcuni beni di pertinenza comunale. I giudici amministrativi polacchi hanno quindi ritenuto che un’unità iscritta al bilancio comunale, data la mancanza di autonomia nell’esercizio di un’attività economica, non è soggetta all’Iva. Dubbi invece hanno mostrato i giudici territoriali circa il fatto che il medesimo ragionamento possa essere utilizzato con riferimento agli enti di diritto pubblico privi di specifica autonomia che effettuano operazioni soggette all’Iva. Per tale ragione hanno ritenuto corretto interessare i colleghi sovranazionali per domandare loro se alla luce del diritto comunitario un’unità organizzativa di un comune possa e debba essere considerata soggetto passivo dell’Iva qualora effettui o