Contratto di appalto a corpo e computo metrico: il diritto ad un maggior compenso

di Massimo Pipino

Pubblicato il 2 ottobre 2015

in caso di appalto a corpo vale quanto indicato nel computo metrico, il diritto ad un maggior compenso matura solo in caso di dimostrata imprevedibilità della prestazione

 

Con la sentenza in questione oggetto del presente commento si ritorna ad affrontare la vexata quaestio del cosiddetto appalto a corpo (nota 1), già trattata innumerevoli volte dalla Corte di legittimità anche se sotto profili diversi da quello che in questa sede si prende in esame.

La recente sentenza n. 5262/2015 della I sezione civile della Suprema Corte di Cassazione fa il punto in ordine al rilievo che in un appalto a corpo ha il computo metrico ed inserendosi a pieno titolo nell'alveo della precedente produzione giurisprudenziale della Suprema Corte ribadisce che in tali casi ciò che effettivamente finisce per contare è solo il prezzo finale che, dopo che è stato accettato, è vincolante per l'appaltatore nei confronti della stazione appaltante, mentre il richiamo ai prezzi unitari e ai calcoli contenuti nell'ambito del computo metrico non ha altro valore se non quello di semplice traccia indicativa delle modalità con cui si è venuto a formare il prezzo globale che è destinata a restare fuori dal contenuto del contra