Libri obbligatori in materia di lavoro: il libro unico del lavoro da inviare in modalità telematica; abolito il registro degli infortuni; modifiche alle sanzioni…


 

Al via la semplificazione degli adempimenti connessi alla gestione dei libri obbligatori in materia di lavoro. Il decreto legislativo in materia di semplificazione, attuativo del Jobs Act, approvato dal Consiglio dei Ministri del 4 settembre, prevede che dal 1° gennaio 2017 la tenuta, l’aggiornamento e la conservazione dei dati contenuti nel libro unico del lavoro avvengano in modalità telematica presso il Ministero del lavoro.

Nessuna novità, invece, sulla consegna del prospetto paga al lavoratore. Abolito l’obbligo di tenuta del registro degli infortuni sul lavoro. Il provvedimento recante disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n.183, infatti, introduce diverse modifiche sul libro unico ed anche per quanto concerne il registro degli infortuni sul lavoro.

La prima novità relativa al libro unico del lavoro riguarda la tenuta. Dal 1° gennaio 2017, è previsto che la tenuta, l’aggiornamento e la conservazione dei dati contenuti nel libro unico del lavoro di cui all’articolo 39 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 avvenga in modalità telematica presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. A tal fine, il decreto rinvia ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore, l’individuazione delle modalità tecniche e organizzative per l’interoperabilità della tenuta, aggiornamento è conservazione dei dati.

 

C’è da immaginarsi che i datori di lavoro o i professionisti che ne curano la tenuta, una volta esauriti gli adempimenti obbligatori previsti, dovranno verosimilmente procedere prioritariamente a firmare digitalmente, mensilmente, un file informatico contenente la stampa del libro unico ed apporre la marca temporale al fine di garantire provenienza nonché data e ora certe legalmente valide nei confronti dei terzi. Successivamente, probabilmente entro un termine fissato dal provvedimento, procedere alla trasmissione telematica presso il Ministero del lavoro.

L’altra novità che interessa il libro unico del lavoro riguarda le sanzioni. Il decreto prevede che in caso di omessa o infedele registrazione dei dati dalle quali conseguono differenti trattamenti retributivi, previdenziali o fiscali relative alle scritture complessivamente omesse e non a ciascun singolo dato di cui manchi la registrazione e ovvero alla infedele registrazione delle scritturazioni dei dati diverse rispetto alla qualità o quantità della prestazione lavorativa effettivamente resa o alle somme effettivamente erogate, si applicano le seguenti sanzioni amministrative:

  • fino a cinque lavoratori da 150 a 1.500 euro;

  • se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero a un periodo superiore a sei mesi da 500 a 3.000 euro;

  • se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici mesi la sanzione va da 1.000 a 6.000 euro.

 

La mancata conservazione del LUL è invece sanzionata da 100 a 600 euro. Come si può notare la novità riguarda le modalità di determinazione della sanzione per la quale non assume rilevanza il singolo dato. Infatti, viene espressamente puntualizzato che occorre fare riferimento alle scritture complessivamente omesse e non a ciascun singolo dato. La determinazione della sanzione è poi collegata al numero dei lavoratori interessati dalla violazione e dal periodo a cui essa si riferisce. Non si applicano le sanzioni se le violazioni derivano da errore meramente materiale. Nessuna novità sulla consegna del prospetto paga al lavoratore. In buona sostanza non è obbligatoria la consegna del libro unico del lavoro, ma rimane confermato l’obbligo di consegna del prospetto paga ai sensi della legge n.4/1953 che comunque deve contenere dati coerenti con quelli del LUL.

In caso di mancata o ritardata consegna, o nei casi di omissione o inesattezza nelle registrazione, si applica al datore di lavoro la seguente sanzione amministrativa:

  • da 150 a 900 euro;

  • da 600 a 3.600 euro se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero a un periodo superiore a sei mesi la sanzione;

  • da 1.200 a 7.200 euro se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici mesi la sanzione.

 

L’obbligo di consegna del prospetto paga rimane comunque confermato che può essere assolto anche mediante consegna del LUL che di prassi è infatti sostanzialmente il cedolino paga completo di ulteriori dati previsti dall’articolo 39 del Decreto Legge n. 112/2008 (convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133). Altra novità riguardante i libri obbligatori in materia di lavoro interessa il registro degli infortuni sul lavoro per il quale è prevista l’abolizione dell’obbligo di tenuta a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto. Si tratta di una previsione attesa in quanto alcune regioni, che hanno competenza in materia, avevano già previsto semplificazioni eliminando la vidimazione. Ma soprattutto le procedure in materia di denuncia degli infortuni, peraltro anch’esse interessate da numerose modifiche contenute nel decreto in commento, hanno reso la tenuta del registro sostanzialmente un inutile peso burocratico dal quale peraltro derivavano pesanti sanzioni. A tal fine, ricordiamo che il provvedimento entrerà in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Questo articolo è tratto dalla nostra ultima Circolare del Lavoro…

5 ottobre 2015

Massimo Pipino


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