Voluntary disclosure: la proroga è necessaria!

 

Il mese di settembre per tanti professionisti sta diventando il mese dedicato alle Voluntary Disclosure in vista della dead line di fine mese.

          Alla redazione del Commercialista Telematico stanno arrivando tantissime segnalazioni di  colleghi ed imprenditori che materialmente non riusciranno a completare le pratiche dei loro assistiti a causa della incompletezza della documentazione: è evidente che per il buon fine dell’operazione è necessaria una ristrutturazione delle scadenze attualmente previste per la fine del mese di settembre.

           Le motivazioni sono molteplici, la principale è che la voluntary è un adempimento estremamente complesso e che, come spesso accade, i chiarimenti sono arrivati in ritardo: per tentare di dirimere i tantissimi dubbi esistenti circa il corretto completamento delle pratiche l’Agenzia delle entrate ha emanato alcune circolari, di cui l’ultima, la 31/E, è stata resa disponibile il 28 agosto scorso, solo una trentina di giorni prima della scadenza.

          Un’altra motivazione è da ricercare nel periodo dell’anno individuato per la scadenza, periodo sovrapposto alla predisposizione del modello Unico 2015, con pagamenti in giugno, luglio ed agosto a secondo che si fosse trattato di contribuenti privati, oppure di altri soggetti e a seconda che gli stessi fossero stati soggetti o meno agli studi di settore. Ovviamente in tutti gli studi professionali la precedenza è stata stabilita in ordine di scadenza degli adempimenti e pertanto gli stessi si sono dovuti dedicare al calcolo delle imposte ed alla predisposizione del modello Unico 2015, lasciando per una fase successiva le pratiche di voluntary disclosure; inoltre non si dimentichi che nel mezzo c’e’ stato anche il mese di agosto, momento che per giusti ed ovvii motivi è dedicato alle ferie.

            A parte le difficoltà di gestione delle risorse negli studi professionali, le pratiche di voluntary sono estremamente complesse e richiedono un notevole impegno nella fase di raccolta del materiale e predisposizione ella obbligatoria relazione; gran parte di questo materiale è di provenienza estera e molto spesso di difficile reperimento; inoltre – a seconda della provenienza può essere obbligatoria una traduzione giurata, che a sua volta comporta altra perdita di tempo.

           Per come è strutturata la procedura, ad oggi è necessario avere il materiale completo e predisporre la relazione del professionista, in pratica entro il 25 settembre, il tutto arrivando prima a quantificare il costo dell’operazione per il contribuente, dato per lui necessario per valutare l’operazione.

 

          Siamo ad inizio settembre ed i tempi sono troppo stretti, è assolutamente necessaria una proroga, altrimenti migliaia e migliaia di pratiche non saranno predisposte per mancanza materiale di tempo, con un notevole danno da una parte per i contribuenti – che sanno ormai che si tratta dell’ultimo treno utile per regolarizzare definitivamente la propria posizione fiscale -, e dall’altra anche per lo Stato che non incamererà altrimenti quanto già iscritto a bilancio, oltre alla solita pessima figura nei confronti dei cittadini.

          Contattati per le vie brevi tutti i funzionari dell’Agenzia delle entrate sono favorevoli alla proroga dei termini, consci della situazione. Allo stesso tempo occorre però considerare che la data di scadenza del 30 settembre 2015 è legata anche alla compilazione del quadro RW di UNICO 2015 che come noto ha quella stessa scadenza.

          Si potrebbe pertanto almeno spostare in avanti al 31 dicembre la data ultima per la presentazione di tutta la documentazione, obbligando il contribuente interessato alla sola presentazione di una sorta di “prenotazione”, la presentazione di un modulo in cui dichiara di voler presentare la voluntary ma di non avere la completezza della pratica, con obbligo di consegnare il tutto entro la fine dell’anno.

 

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5 settembre 2015

 

Roberto Pasquini

 

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