Proroga dei versamenti dell’IMU agricola al 30 ottobre 2015

 
Con la pubblicazione sulla G.U. n. 188, del 14 agosto 2015, S.O. n. 49, della legge di conversione 6 agosto 2015, n. 125, del decreto legge n. 78/2015, meglio conosciuto come il decreto “Enti locali 2015”, il legislatore proroga il versamento della prima rata dell’IMU agricola.
L’art. 8, c. 13-bis, del decreto legge “Enti locali 2015”, introdotto in sede di conversione in legge, dispone una moratoria per il pagamento della prima rata dell’imposta municipale propria sui terreni agricoli dovuta per il 2015; il versamento di detta rata, il cui termine è scaduto il 16 giugno 2015, viene prorogato al 30 ottobre 2015, senza che siano dovuti sanzioni e interessi.
 
Si ricorda che il regime dell’IMU agricola, ed in particolare i criteri di calcolo ed esenzione dell’imposta sono stati più volte oggetto di revisione da parte del legislatore.
Da ultimo, il decreto-legge n. 4 del 2015, ha modificato i criteri di esenzione dal versamento dell’IMU sui terreni montani agricoli ricadenti in aree montane e di collina in senso meno restrittivo rispetto alla disciplina normativa pregressa.
In particolare, in estrema sintesi, l’esenzione dall’imposta municipale propria (IMU) si applica:
a) ai terreni agricoli nonché a quelli incolti ubicati nei Comuni classificati totalmente montani di cui all’elenco dei Comuni italiani trasmesso all’Istat e poi pubblicato dal medesimo Istituto;
b) ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati ubicati nei Comuni delle isole minori di cui all’articolo 25, comma 7, allegato A, della legge n. 448 del 2001;
c) ai terreni agricoli nonché a quelli incolti posseduti e condotti, anche in comodato ed in affitto, dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei Comuni classificati parzialmente montani ai sensi del citato elenco ISTAT.
 
È necessario che il soggetto che concede il terreno in affitto o in comodato a un coltivatore diretto o a un imprenditore agricolo professionale, iscritto nella previdenza agricola, abbia egli stesso la qualifica di coltivatore diretto o di IAP, iscritto nella previdenza agricola, come peraltro ribadito dal Dipartimento delle Finanze nella risoluzione n. 2/DF, nella quale si chiarisce che l’aliquota base dello 0,76% è sempre applicabile, salvo che comuni abbiano deliberato una diversa specifica aliquota per la categoria terreni agricoli.
A decorrere dall’anno 2015, per i terreni ubicati nei comuni della cd. collina svantaggiata, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, spetta una detrazione di 200 euro.
Nell’ipotesi in cui nel relativo elenco allegato al citato decreto-legge n. 4 del 2015, in corrispondenza dell’indicazione del comune, sia riportata l’annotazione parzialmente delimitato (PD), la detrazione spetta unicamente per le zone del territorio comunale che ricadono nel perimetro delle esenzioni ai sensi della circolare n. 9, del 14 giugno 1993.
 
I nuovi criteri di esenzione si applicano a decorrere dall’anno 2015, nonché all’anno 2014, ma, in tal caso, l’IMU non è dovuta se i terreni, che risultano imponibili ai sensi del nuovo sistema, sono invece esenti in virtù del pregresso sistema di cui al D.M. 28 novembre 2014.
Inoltre, rimangono esenti i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile che non ricadono in zone montane o di collina, come definite dal D.M. 28 novembre 2014.
Si ricorda che sulla materia sono allo stato pendenti ricorsi amministrativi volti ad ottenere l’annullamento dei provvedimenti connessi e che attuano la disciplina di esenzione dell’imposta (esenzione prevista dall’articolo 7, comma 1, lettera h), del D.Lgs. n. 504/92 e regolata da ultimo con il decreto-legge n…

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