Le esclusioni da Irap: rassegna mensile di giurisprudenza

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 15 settembre 2015

riprendiamo, dopo la pausa estiva, l'approfondimento relativo all’ambito di applicazione dell’IRAP, in vista della prossima scadenza dell'invio del modello Unico

Premessa

Riprendiamo, dopo la pausa estiva, con il filone relativo all’ambito di applicazione dell’ IRAP, giunto alla sua ultima puntata, almeno per il momento, in quanto la giurisprudenza del 2015 sta già producendo interessante materiale per una successiva puntata.

Dedichiamo la puntata odierna a casi particolari, come quello dei professionisti che svolgono l’attività in locali altrui, o di quelli che hanno un reddito alto, passando da quelli che hanno una modesta struttura organizzativa o che utilizzano più studi. Infine, merita attenzione l’ultima sentenza, particolarmente interessante, che si occupa dell’aspetto sanzionatorio,

 

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Il professionista che eroga elevati compensi a terzi.

Ai fini dell'applicazione dell'Irap rileva la sussistenza di un'organizzazione di tipo imprenditoriale, a nulla rilevando il mezzo giuridico ovvero la forma societaria attraverso la quale essa sia attuata, purché sia reso possibile lo svolgimento "complesso" della "complessa" attività dei professionisti. L'attività di lavoro autonomo è infatti esclusa dall'applicazione dell'Irap soltanto quando si tratti di attività non autonomamente organizzata, ricorrendo, il requisito dell'autonoma organizzazione, quando il contribuente impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in a