Il nuovo processo tributario telematico inizia dall'1 dicembre prossimo

 

Si è arrivati dopo rinvii e interventi normativi di modifica alla partenza ufficiale del processo tributario telematico.

E’ stato pubblicato, infatti, il decreto direttoriale del 4 agosto 2015 (G.U. n. 184 del 18/08/2015) che stabilisce le regole tecniche riguardanti la costituzione in giudizio nel processo tributario con modalità telematiche, previa notifica a mezzo PEC che partirà il prossimo 1 dicembre presso le Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali di Toscana ed Umbria.

La scelta di queste due città pilota rappresenta il prologo a quello che nel tempo sarà il lancio definitivo su tutto il territorio nazionale.

Il citato decreto ha reso operative le disposizioni contenute nel D.M. 23.12.2013, n. 167, contenente modalità di utilizzo degli strumenti informatici e delle comunicazioni. Tale ultimo decreto ministeriale non ha modificato la struttura del giudizio tributario, consentendo comunque ditrasmettere e consultare gli atti con modalità telematiche.

Il processo tributario telematico è stato introdotto con il fine principale di semplificare l’attività delle Segreterie delle commissioni tributarie, facilitare gli utenti nella risoluzione dei problemi connessi alla presentazione del ricorso e di tutte le incombenze che ne derivano. In sostanza migliorare il rapporto tra contribuente e contenzioso tributario attraverso la costituzione di un’alternativa valida e semplice che sostituisce il deposito brevi manu degli atti processuali.

Ciò significa che contribuenti e professionisti non dovranno più fare la fila tra uffici, poste e segreterie di commissioni; si potrà risolvere tali problemi inviando una PEC (posta elettronica certificata) per avviare il processo tributario telematico (Ptt), anche relativamente agli istituti del reclamo e mediazione.

In sintesi, ecco come cambierà il processo tributario.

Ambito di operatività

Il decreto stabilisce le regole tecnico-operative delle operazioni riguardanti la registrazione al S.I.Gi.T (sistema informativo della giustizia tributaria), le notificazioni e comunicazioni, la costituzione in giudizio, formazione e consultazione del fascicolo, il deposito degli atti e il pagamento del CUT (art. 2). Tutte le predette formalità vanno svolte sul Portale della Giustizia Tributaria, composto da un’area riservata ed una pubblica (art. 3). Al fine di poter conseguire la registrazione i soggetti interessati devono possedere la firma qualificata o digitale e l’indirizzo di PEC (art. 4).

L’indicazione della PEC nel ricorso rappresenta l’elezione del “domicilio digitale” del contribuente/ricorrente e le conseguenti notifiche si perfezionano con la ricezione della comunicazione via PEC. L’indirizzo di PEC contenuto nel ricorso introduttivo o nell’istanza di reclamo e mediazione notificati tramite PEC equivale all’elezione di domicilio digitale ai fini delle attività processuali di comunicazione e di notificazione.

I termini processuali iniziano a decorrere nel momento in cui il destinatario della PEC ne ha notizia, mentre il contributo unificato e i diritti di copia di atti e di sentenze possono essere pagati on-line.

In particolare, i termini decorrono per il ricorrente, al momento dell’invio al proprio gestore, attestato dalla ricevuta di accettazione; per il destinatario, al momento in cui la comunicazione o notificazione dei documenti informativi perviene nella casella della PEC, mentre per la commissione tributaria il deposito degli atti è identificato al momento attestato dalla ricevuta rilasciata dal citato S.I.Gi.T.

Notifica e comunicazioni

Il ricorso e ogni altro documento informatico notificati tramite PEC devono presentare i requisiti richiesti all’art. 10 del decreto in esame (formato PDF/A-1a o PDF/A-1B; utilizzo di appositi strumenti software; sottoscrizione con firma elettronica).

Le notifiche eseguite a mezzo dell’ufficiale giudiziario sono inoltrate all’Ufficio Notificazioni Esecuzioni e Protesti (UNEP) mediante la PEC nel formato stabilito dal decreto…

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