Diario quotidiano del 28 settembre 2015: casi di illegittimità del redditometro e la comunicazione al Fisco della conservazione della Fattura Elettronica

Pubblicato il 28 settembre 2015



caso in cui il redditometro è illegittimo; ristrutturazione alberghi: niente credito d’imposta per campeggi e B&B; reti di impresa per l’artigianato digitale: prorogato il termine finale di presentazione delle domande; versamenti fiscali: sanzioni ulteriormente ridotte per le omissioni; IVA detraibile anche se la fattura non è stata registrata nel registro degli acquisti; il decreto sulla proroga della voluntary disclosure slitta al Cdm di martedì; aziende e Consulenti: riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di lavoro; fattura elettronica: quando non serve la comunicazione al Fisco per la sua conservazione; cooperazione fiscale tra Italia e Baviera: a Roma la presentazione del progetto sulle verifiche congiunte; invalidità civile: a ottobre sospesa la prestazione per gli assenti a visita di revisione

 

 Indice:

 1) Caso in cui il redditometro è illegittimo

2) Ristrutturazione alberghi: niente credito d’imposta per campeggi e B&B

3) Reti di impresa per l’artigianato digitale: prorogato il termine finale di presentazione delle   domande

4) Versamenti fiscali: sanzioni ulteriormente ridotte per le omissioni

5) IVA detraibile anche se la fattura non è stata registrata nel registro degli acquisti

 6) Il decreto sulla proroga della voluntary disclosure slitta al cdm di martedì

7) Aziende e Consulenti: riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di lavoro

 8) Fattura elettronica: quando non serve la comunicazione al Fisco per la sua conservazione

9) Cooperazione fiscale tra Italia e Baviera: a Roma la presentazione del progetto sulle verifiche congiunte

10) Invalidità civile: a ottobre sospesa la prestazione per gli assenti a visita di revisione

 

 

1) Caso in cui il redditometro è illegittimo

E’ illegittimo l’accertamento sintetico emesso dal Fisco per l’acquisto di un immobile, troppo costoso rispetto al reddito dichiarato, nel momento in cui il contribuente riesce a provare di avere utilizzato dei risparmi e il Tfr del coniuge.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 18911 del 24 settembre 2015, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle entrate.

In tal modo si consolida in sede di legittimità l’orientamento per cui il metodo sintetico non può essere utilizzato dall'ufficio quando il cittadino dimostra di avere speso dei risparmi e, anche il Tfr del coniuge può essere ritenuto tale.

Sul punto la Suprema Corte chiarisce infatti che l’art. 38 dpr 600/73, che prevede al co. 5 per le spese per incrementi patrimoniali una presunzione di imputabilità del reddito in quote costanti all’anno in cui la spesa è stata effettuata e ai cinque precedenti, non impedisce al contribuente di dimostrare, come è stato fatto attraverso documentazione ritenuta idonea dalla Ctr, che il maggior reddito determinato sinteticamente sia derivato da risparmi (libretti bancari, libretto postale), trattamento di fine rapporto del coniuge, “passaggi cartacei e pecuniari leciti”.

Si tratta, secondo la Cassazione, di fatti oggettivi la cui disponibilità riesce a consentire di “smontare” la tesi delle Entrate portata avanti con il metodo sintetico in capo al contribuente.

L’amministratore di fatto risponde di frode fiscale

Risponde di frode fiscale anche l’amministratore di fatto che, pur non avendo sottoscritto la dichiarazione, ha in qualche modo “istigato” l’imprenditore all’emissione e all’uso delle fatture false.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 38788 del 24 settembre 2015, ha respinto il ricorso del padre della titolare di una ditta finita nel mirino degli inquirenti con l'accusa di dichiarazione fraudolenta.

 

2) Ristrutturazione alberghi: niente credito d’imposta per campeggi e B&B

I campeggi ed i B&B non possono fruire dell’agevolazione fiscale. Lo ha precisato il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

Difatti, con alcune FAQ pubblicate sul proprio sito, il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo ha fornito nuove indicazioni sul credito d’imposta per la ristrutturazione delle strutture ricettive turistico-alberghiere, disciplinato dall’art. 10 del D.L. 83/2014 e dal DM 7 maggio 2015, per il quale è previsto l’invio delle istanze a partire dal 12 ottobre 2015.

Nozione di “struttura alberghiera”

Possono, dunque, beneficiare del credito d’imposta le strutture così come definite nel DM 7 maggio 2015.

Ove, per “struttura alberghiera” si intende una struttura aperta al pubblico, a gestione unitaria, con servizi centralizzati che fornisce alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere situate in uno o più edifici. Tale struttura è composta da non meno di sette camere per il pernottamento degli ospiti.In particolare, viene precisato che sono strutture alberghiere gli alberghi, i villaggi albergo, le residenze turistico-alberghiere, gli alberghi diffusi, nonché quelle individuate come tali dalle specifiche normative regionali.

Le FAQ precisano che possono beneficiare del credito d’imposta anche quelle strutture alberghiere individuate dalla specifica normativa regionale, purché effettivamente operanti come tali e non ricettive in senso generale.Pertanto, non possono partecipare al riconoscimento dell’agevolazione i campeggi, le aree di sosta, i parchi vacanza, i bed & breakfast, gli affittacamere per brevi soggiorni, le case e gli appartamenti per vacanze.

 

3) Reti di impresa per l’artigianato digitale: prorogato il termine finale di presentazione delle domande

Il termine finale per la presentazione delle domande di agevolazione di cui al decreto del MISE 17 febbraio 2015 , previsto per il 25 settembre 2015, è stato posticipato alle ore 12:00 del giorno 15 ottobre 2015.

Lo ha stabilito il Ministero dello sviluppo economico con il Decreto direttoriale 24 settembre 2015, che è stato accompagnato dalla comunicazione della proroga pubblicata sul sito internet del MISE.

Non cambiano, ovviamente, le modalità di presentazione delle domande, che dovranno sempre essere inviate tramite posta elettronica certificata all’indirizzo dgiai.artigianatodigitale@pec.mise.gov.it.

Si ricorda che la misura agevolativa è volta a sostenere programmi innovativi (di durata dai 24 ai 36 mesi), localizzati sull’intero territorio nazionale e realizzati da reti di imprese, per la diffusione, la condivisione e lo sviluppo produttivo delle tecnologie di fabbricazione digitale. Destinatari dello strumento sono le reti di impresa (con ciò intendendosi associazioni temporanee di imprese, raggruppamenti temporanei di imprese, contratti di rete) ovvero consorzi che siano costituiti da almeno 15 imprese e che vedano al loro interno la presenza di imprese artigiane ovvero microimprese in misura almeno pari al 50% dei partecipanti. I programmi devono essere finalizzati al conseguimento di uno o più degli obiettivi fissati dall’art. 5 del D.M.17 febbraio 2015. Le risorse stanziate ammontano a 9,06 milioni di euro.

 

4) Versamenti fiscali: sanzioni ulteriormente ridotte per le omissioni

Alla luce della riforma del sistema sanzionatorio, approvato in via definitiva dal il 22 settembre 2015, i contribuenti che verseranno con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza non saranno più puniti con la sanzione del 30%, ma con quella decisamente più lieve del 15%. Ovvero l’esatta metà. Per i ritardi non superiori ai 15 giorni la sanzione è ulteriormente ridotta ad un importo pari a un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo (1%). Il tutto, senza pregiudicare l’applicazione dell’art. 13, D.Lgs. 472/97, ovvero delle riduzioni spettanti in caso di ravvedimento operoso.

Diminuiranno, dunque, non solo le sanzioni per gli illeciti dichiarativi (si pensi all’omessa dichiarazione, che passa dal 120-240% dell’imposta al 60-120%) ma anche quelle per i ritardati versamenti.

Inoltre, la nuova disciplina sanzionatoria dei versamenti si affianca a quella di “altre violazioni in materia di compensazione”.

Difatti, il nuovo art. 13 del D.Lgs. 471/97 conterrà anche disposizioni specifiche per l’ipotesi di utilizzo di un’eccedenza o di un credito d’imposta esistenti in misura superiore a quella spettante, punita con la sanzione pari al 30% del credito utilizzato.

Verrà introdotta anche la disciplina dell’utilizzo in compensazione di un credito inesistente punito con la sanzione dal 100 al 200% della misura del credito e senza più l’aggravante per crediti superiori ai € 50.000,00 (disciplina non applicabile se il credito è emerso dai controlli dell’Amministrazione). Ulteriore novità è rappresentata, infine, dalla sanzione per la presentazione della garanzia IVA di gruppo oltre i 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione, fissata al 30% dell’ammontare delle eccedenze di credito risultanti dalla dichiarazione annuale dell’ente o società controllante (ovvero delle società controllate), compensante in tutto o in parte con somme che avrebbero dovute essere versate dalle altre società controllate o dall’ente o dalla società controllante.

ASD: Obbligo di tracciabilità degli incassi e pagamenti

Ed, infine, per le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) viene abrogata la parte dell’art. 25 comma 5 della L. 133/99, ove si prevede la decadenza dalle agevolazioni disposte dalla Legge 398/91 qualora venga violato l’obbligo di tracciabilità degli incassi e pagamenti di importo pari o superiore a 1.000 euro.

Ove fosse confermata la tesi che ritiene applicabile il “favor rei” in merito al decreto di riforma delle sanzioni amministrative tributarie (come anticipato sopra, approvato dal governo in via definitiva lo scorso 22 settembre), emergerebbero piacevoli scenari per il mondo del non profit, in particolare per le associazioni sportive dilettantistiche.

 

5) IVA detraibile anche se la fattura non è stata registrata nel registro degli acquisti

L’imprenditore può detrarre l’IVA anche quando le fatture non sono state annotate nel registro degli acquisti ma semplicemente su un supporto informatico. E’ dunque necessario che l’Ufficio abbia avuto modo di ricostruire il debito d’imposta e il conseguente beneficio fiscale. La rintracciabilità delle operazioni passive e l’esistenza del debito relativo all’IVA giustificano dunque le detrazioni. Con queste motivazioni i giudici di legittimità hanno respinto il ricorso dell'Amministrazione finanziaria.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18924 del 24 settembre 2015, ha confermato la pronuncia della CTR Lazio che aveva riconosciuto ad una società la detrazione IVA sulle fatture passive non annotate nel registro acquisti, disconosciuta, invece, dall’Agenzia delle entrate mediante avviso di rettifica della dichiarazione e irrogazione delle relative sanzioni.

La motivazione addotta dalla Suprema Corte è stata quella relativa al fatto che nel verbale la Guarda di Finanza, che aveva effettuato la verifica “in loco”, nonostante avesse constatato che le fatture passive non erano state annotate sul supporto cartaceo del registro acquisti (omessa registrazione di fatture passive), ma esclusivamente su un supporto di tipo informatico, non aveva posto in contestazione la reale effettuazione delle operazioni di fatturazione, liquidazione e versamento dell’imposta a seguito di esercizio di diritto di rivalsa da parte della contribuente. Da ciò i verificatori avevano potuto dedurre la posizione debitoria ai fini IVA della società che, pertanto, aveva il diritto di effettuare la detrazione dell'imposta assolta a monte.

Paga l’Ici l’albergo dell’istituto religioso

Deve pagare l’Ici l'istituto religioso proprietario dell’immobile concesso in affitto per attività alberghiera.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza 19016 del 24 settembre 2015. Confermato l’esito del giudizio di merito. Concedendo in affitto il proprio immobile che effettua attività alberghiera l’ente ecclesiastico ha conseguito un reddito. Questo giustifica il tributo poiché l’immobile non è destinato esclusivamente allo svolgimento di attività non commerciali. Per quanto concerne la cartella di pagamento emessa da Equitalia durante il contenzioso, per la Suprema Corte, l’ente impositore e con esso Equitalia può procedere al recupero del tributo anche in presenza di contenzioso.

 

6) Il decreto sulla proroga della voluntary disclosure slitta al cdm di martedì

Slitta al Consiglio dei ministri del 29 settembre 2015 la proroga della voluntary disclosure, che dovrebbe viaggiare in un decreto legge omnibus contenente anche la sterilizzazione dell’aumento della benzina dal 1° ottobre. Alla riunione del governo tenutasi il 25 settembre 2015, cominciata alle 11.40 e conclusa alle 13, sono invece approdati due decreti presidenziali: il primo in materia di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni, il secondo sulle modalità di calcolo e liquidazione dei compensi degli amministratori giudiziari iscritti all’albo. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato inoltre lo stato d’emergenza per i nubifragi che si sono verificati nelle province di Parma e Piacenza dal 13 al 14 settembre.

Cdm avvia solo discussione decreto su rientro capitali

Il Consiglio dei Ministri del 25 settembre 2015 ha solo avviato, su proposta del premier Matteo Renzi e del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, la discussione sul decreto legge riguardante misure urgenti per la finanza pubblica, tra i quali la proroga dei termini per il rientro dei capitali. Il decreto verrà portato nel prossimo Consiglio dei Ministri. Il rinvio dell’ok al dl in materia di rientro dei capitali è stato deciso all’ultimo momento. «Il ministro Padoan mi ha informato che, per una questione tecnica di lavori di Consiglio, il decreto sulla proroga della voluntary disclosure potrebbe slittare al Cdm di martedì», ha spiegato Enrico Zanetti, sottosegretario all’Economia e segretario di Scelta Civica. Ma martedì prossimo il varo del provvedimento sarà praticamente obbligato: nel decreto dovrebbe essere sterilizzato l’aumento della benzina che sarebbe dovuto scattare dal 1° ottobre per effetto della clausola di salvaguardia inserita nell’ultima legge di stabilità per coprire il mancato incasso dei 728 milioni dell’estensione del reverse charge alla grande distribuzione. Il buco si è creato dopo il “no” della Commissione europea alla richiesta italiana di una deroga alla normativa Ue per l’applicazione dell’inversione contabile a super e ipermercati.

Approvate disposizioni sui compensi degli amministratori giudiziari

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro della giustizia Andrea Orlando, ha approvato, in via definitiva, uno schema di decreto presidenziale che dà attuazione all'art. 8 del Decreto legislativo n. 14 del 2010 e che stabilisce le modalità di calcolo e di liquidazione dei compensi degli amministratori giudiziari dei beni sottoposti a misure reali di prevenzione.

Si tratta di un provvedimento da tempo atteso per assicurare l'uniformità, l'economicità e la trasparenza delle prassi giudiziarie e, nel contempo, l'efficace gestione dei patrimoni illeciti destinati alla confisca e alla successiva destinazione sociale.

 

7) Aziende e Consulenti: riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di lavoro

L’Inps, con il messaggio numero 5919/2015, informa dell’entrata in vigore del decreto legislativo numero 148 del 14 settembre (pubblicato nella Gazzetta ufficiale numero 221 del 23 settembre 2015) che riordina in un Testo Unico la materia degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro. Il decreto contiene importanti novità sulla Cassa integrazione guadagni ordinaria e sui Fondi di solidarietà.

Le prime istruzioni di Inps alle aziende:

Le domande relative alle sospensioni o riduzioni dell’attività lavorativa precedenti il 24 settembre – data di entrata in vigore del decreto – devono essere presentate con le consuete modalità.

Invece, le domande per gli eventi di sospensione o riduzione verificatisi dal 24 settembre devono seguire la nuova disciplina. Questa prevede che le domande siano corredate dall’elenco dei nominativi dei lavoratori interessati alla sospensione/riduzione di orario e dal numero dei lavoratori mediamente occupati nel semestre precedente, distinti per orario contrattuale. Il dettaglio dei dati da fornire è riportato in Servizi online>Servizi per aziende e consulenti.

La nuova disciplina, compreso il passaggio tra vecchia e nuova normativa, le modalità di presentazione della domanda e le ulteriori disposizioni contenute nella riforma, verranno illustrate a breve in una circolare dell’Istituto.

(Inps, messaggio numero 5919 del 24 settembre 2015)

 

8) Fattura elettronica: quando non serve la comunicazione al Fisco per la sua conservazione

Qualora il conservatore “elettronico” non sia il depositario delle scritture, il contribuente non deve presentare la comunicazione all’Agenzia delle entrate con il modello AA9/12, essendo, in ogni caso, gli estremi identificativi del conservatore riportati obbligatoriamente nel manuale della conservazione: questo nel presupposto che, in caso di accesso, i verificatori siano messi in condizione di visionare e acquisire direttamente, presso la sede del contribuente ovvero del “depositario” delle scritture contabili, la documentazione fiscale, compresa quella che garantisce l’autenticità ed integrità delle fatture, al fine di verificarne la corretta conservazione.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 81/E del 25 settembre 2015 tesa a fare luce sui corretti comportamenti da tenere riguarda la conservazione delle fatture elettroniche.

La risoluzione

Dal 31 marzo 2015 la fatturazione elettronica è l’unica modalità ammessa per tutte le cessioni di beni e le forniture di servizi effettuate nei confronti delle amministrazioni pubbliche.

In base alla legge, le fatture elettroniche, emesse sia nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, sia dei privati, “sono conservate in modalità elettronica […]. Il luogo di conservazione elettronica delle stesse, nonché dei registri e degli altri documenti […] può essere situato in un altro Stato, a condizione che con lo stesso esista uno strumento giuridico che disciplini la reciproca assistenza. Il soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato assicura, per finalità di controllo, l’accesso automatizzato all’archivio e che tutti i documenti ed i dati in esso contenuti, compresi quelli che garantiscono l’autenticità e l’integrità delle fatture […], siano stampabili e trasferibili su altro supporto informatico”.

In attuazione di tale previsione, il D.M. 17 giugno 2014 ha stabilito che:

- i documenti informatici sono conservati in modo tale che “siano rispettate le norme del Codice civile, le disposizioni del Codice dell’amministrazione digitale e delle relative regole tecniche e le altre norme tributarie riguardanti la corretta tenuta della contabilità”;

- “il contribuente comunica che effettua la conservazione in modalità elettronica dei documenti rilevanti ai fini tributari nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riferimento. In caso di verifiche, controlli o ispezioni, il documento informatico è reso leggibile e, a richiesta, disponibile su supporto cartaceo o informatico presso la sede del contribuente ovvero presso il luogo di conservazione delle scritture dichiarato dal soggetto […]. Il documento conservato può essere esibito anche per via telematica […]”.

Inoltre, dalla dichiarazione di inizio attività deve, tra gli altri, risultare il luogo in cui sono tenuti e conservati “i libri, i registri, le scritture e i documenti prescritti […]”, nonché ogni eventuale variazione del luogo di conservazione.

Dal combinato disposto delle varie norme:

a) la facoltà, per chi emette/riceve fatture elettroniche, di conservare le stesse, così come le altre scritture contabili, tanto sul territorio nazionale, quanto all’estero, in Paesi con i quali esista uno strumento giuridico che disciplini la reciproca assistenza;

b) l’obbligo di comunicare, tramite la dichiarazione dei redditi, che nell’anno di riferimento si è proceduto alla conservazione sostitutiva;

In particolare, con riferimento all’obbligo di comunicazione nella dichiarazione dei redditi, al rigo RS140 del modello UNICO PF (ovvero ai righi RS104 e RS40 per quelli SC e SP) va indicato “il codice 1, qualora il contribuente nel periodo di riferimento, abbia conservato in modalità elettronica almeno un documento rilevante”.

c) in caso di controlli e verifiche, l’obbligo di rendere leggibili ed accessibili i documenti (fatture in primis) tanto dalla sede presso cui il contribuente svolge la propria attività, quanto dal diverso luogo in cui gli stessi sono fisicamente collocati, previa apposita dichiarazione.

Con riferimento all’obbligo di comunicare il luogo di conservazione, le istruzioni ai modelli AA7/10 e AA9/12, rispettivamente quadri E e F, chiariscono che la Sezione 1, relativa a “soggetti depositari e luoghi di conservazione delle scritture contabili”, va compilata quando i depositari stessi sono “diversi dal soggetto indicato nel quadro C (titolare)”, tanto “nel caso in cui debba essere comunicata la sostituzione di un depositario”, quanto “nel caso in cui debba essere comunicata esclusivamente la variazione di uno o più luoghi di conservazione delle scritture contabili già comunicati”, dando poi eventuale e separata indicazione nella Sezione 2 dei “luoghi di conservazione delle fatture all’estero”.

Ciò premesso, conclude l’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 81/E/2015, il concetto di “conservazione” delle scritture contabili - in origine riferito ai soli documenti cartacei e, quindi, sostanzialmente coincidente con il concetto di “deposito” - deve necessariamente tenere conto del processo di dematerializzazione dei documenti fiscalmente rilevanti.

In tale processo, infatti, il conservatore è il soggetto, definito dal CAD e riportato nel manuale di conservazione, che opera solo il processo di “conservazione elettronica” dei documenti fiscali.

Questi può, peraltro, coincidere con il contribuente, oppure può assumere la veste del depositario (ossia di colui che gestisce la contabilità e che, ai fini fiscali, assume specifiche responsabilità), o può essere un soggetto terzo.

In tale ultima ipotesi, poiché il conservatore (“elettronico”) non è il depositario delle scritture, il contribuente non è tenuto a farne comunicazione mediante il modello AA9/12 (essendo, in ogni caso, gli estremi identificativi del conservatore riportati obbligatoriamente nel manuale della conservazione), nel presupposto che, in caso di accesso, i verificatori siano messi in condizione di visionare e acquisire direttamente, presso la sede del contribuente ovvero del “depositario” delle scritture contabili, la documentazione fiscale, compresa quella che garantisce l’autenticità ed integrità delle fatture, al fine di verificarne la corretta conservazione.

 

9) Cooperazione fiscale tra Italia e Baviera: a Roma la presentazione del progetto sulle verifiche congiunte

Un gruppo di lavoro per rafforzare la cooperazione fiscale sull’asse Italia-Baviera.

Agenzia delle Entrate e Amministrazione finanziaria bavarese hanno presentato il 25 settembre 2015 i risultati della fase pilota di verifiche congiunte, avviate in Veneto nel 2013, e il nuovo team creato per estendere i controlli in Lombardia e nella provincia di Bolzano.

Italia e Baviera a confronto

All’incontro, organizzato a Roma presso la sede centrale dell’Agenzia delle Entrate e coordinato da Maria Paola Mastroeni - responsabile Settore Internazionale dell’Agenzia – hanno partecipato le delegazioni dei due Paesi guidate da Eckehard Schmidt, Responsabile del Dipartimento Fiscale bavarese, e da Emiliana Bandettini, Direttore Centrale aggiunto Accertamento. Tra i relatori anche Thomas Eisgruber, responsabile Divisione del diritto tributario internazionale e controlli, e Ernst Czakert a capo della Divisione scambio di informazioni e cooperazione con le autorità fiscali del Ministero delle Finanze federale a Berlino. Presenti, per valutare il progetto

dal punto di vista accademico, anche i professori Adriano Di Pietro e Giangiacomo D’Angelo dell’ Università di Bologna e Ekkehart Reimer dell’ Università di Heidelberg. Le due Amministrazioni finanziarie si sono confrontate sui risultati delle attività di verifica finora svolte e sullo sviluppo degli aspetti connessi all’estensione dei controlli congiunti.

Un gruppo di lavoro ad hoc

Il progetto nasce dall’intesa siglata tra la Direzione regionale del Veneto e lo Stato libero di Baviera, con il coordinamento della Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate, per svolgere controlli congiunti su contribuenti italiani e tedeschi che intrattengono rapporti di natura transfrontaliera tra i due Stati, in particolare nella regione Veneto.

L’attività di verifica è stata estesa quest’anno anche alle società con sede principale o secondaria italiana nella competenza territoriale della Direzione regionale della Lombardia e della Direzione provinciale di Bolzano. E’ stato quindi istituito un nuovo gruppo di lavoro dell’Agenzia delle Entrate, di cui fanno parte un referente di ciascuna regione coinvolta e alcuni funzionari della Direzione Centrale Accertamento esperti di verifiche congiunte.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 151 del 25 settembre 2015)

 

10) Invalidità civile: a ottobre sospesa la prestazione per gli assenti a visita di revisione

Da ottobre sarà sospeso il trattamento di invalidità a coloro che, convocati regolarmente a visita di revisione dal mese di marzo, sono risultati assenti ingiustificati.

Le sospensioni riguarderanno unicamente le convocazioni regolarmente effettuate. In tutti gli altri casi nei quali la spedizione abbia fatto registrare anomalie nella consegna (indirizzi insufficienti, sconosciuti o errati), prima di procedere alla sospensione sarà effettuata presso le sedi territoriali una puntuale verifica della correttezza degli indirizzi comunicati dagli assistiti e registrati nelle banche dati dell’Istituto.

Nel caso in cui l’assenza a visita sia stata determinata da cause di particolare gravità che ne abbiano reso impossibile la tempestiva comunicazione alla competente Commissione medico-legale, i soggetti destinatari del provvedimento di sospensione potranno prendere contatti con la Commissione stessa per verificare la possibilità di concordare una nuova visita.

(Inps, comunicato del 25 settembre 2015)

 

Vincenzo D’Andò