Diario quotidiano del 24 settembre 2015: aggiornato ancora il software GERICO!

Pubblicato il 24 settembre 2015



Decreto internazionalizzazione in G.U. (in attuazione della delega fiscale); ennesima modifica al software di compilazione Studi di settore - Gerico 2015; Cigs e contratti di solidarietà anche ai partiti e movimenti politici; controlli sulle dichiarazioni sostitutive uniche trasmesse dai Caf nel periodo 2012/2013: l’Inps avvia il procedimento; codice di comportamento per il personale delle Entrate; tante le novità con gli ultimi decreti di attuazione della delega fiscale

 

 Indice:

 1) Decreto internazionalizzazione in G.U. (in attuazione della delega fiscale)

 2) Ennesima modifica al software di compilazione Studi di settore - Gerico 2015

 3) Cigs e contratti di solidarietà anche ai partiti e movimenti politici

 4) Controlli sulle Dichiarazioni sostitutive uniche trasmesse dai Caf nel periodo 2012/2013: l’Inps avvia il procedimento

 5) Codice di comportamento per il personale delle Entrate

 6) Tante le novità con gli ultimi decreti di attuazione della delega fiscale

 

 

1) Decreto internazionalizzazione in G.U. (in attuazione della delega fiscale)

Il D.Lgs. n. 147 del 14 settembre 2015, recante misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 22 settembre 2015, introduce significative modifiche alle attuali disposizioni di fiscalità nazionale ed internazionale, alcune delle quali sono già in vigore dal 2015. Il decreto entrerà in vigore il prossimo 7 ottobre. Tra le principali norme previste vi è quella che dispone che dal 2016 la possibilità di dedurre gli interessi passivi relativi a mutui ipotecari o leasing su immobili destinati alla locazione, senza sottostare alle regole di cui all’articolo 96 del Tuir, sarà riservata esclusivamente alle società immobiliari in cui, sia a livello patrimoniale che economico, la parte prevalente sia costituita proprio dalla locazione (art. 4, comma 4). Il decreto interviene sulla disciplina in materia di imposte sui redditi, Irap e accertamento apportando rilevanti modifiche alle norme che regolano il regime fiscale di attività e investimenti in Italia da parte sia di imprese estere, sia di imprese italiane.

Accordi preventivi per le imprese con attività internazionale (Art. 1)

Uno dei primi aspetti affrontati dal decreto riguarda la disciplina del cd. "Ruling internazionale", ossia la procedura che consente alle imprese con attività internazionale di stipulare accordi preventivi con il Fisco al fine di consolidare in termini di trasparenza e certezza gli effetti fiscali riguardo a specifiche tipologie di operazioni. La normativa di riferimento della procedura, già disciplinata dall’articolo 8 del D.L. n. 269/2003, viene ricondotta nell’alveo della disciplina generale sull’accertamento (art. 31-ter, del DPR n. 600/1973), con alcune modifiche che ne ampliano l’ambito oggettivo di applicazione (regime dei prezzi di trasferimento, degli interessi, dei dividendi e delle royalties, attribuzione di utili o perdite di imprese collegate). La concreta attuazione della procedura è subordinata all’emanazione di un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per stabilire le procedure ed i termini della stessa.

Interpello sui nuovi investimenti (art. 2)

Sempre allo scopo di dare certezza sul regime fiscale delle operazioni poste in essere dalle imprese, italiane ed estere, l’articolo 2 introduce una nuova tipologia di "interpello sui nuovi investimenti". L’istanza d’interpello può essere presentata dall’impresa in relazione a investimenti in Italia di ammontare non inferiore 30 milioni di euro e che abbiano ricadute occupazionali significative in relazione all'attività in cui avviene l'investimento e durature. L’istanza ha lo scopo di sollecitare la consulenza dell’Agenzia delle Entrate, con effetti vincolanti ed antielusivi, in merito al trattamento fiscale del piano di investimento e delle eventuali operazioni straordinarie che si ipotizzano per la sua realizzazione. Anche in questo caso, la piena attuazione della procedura è subordinata all’emanzione di un decreto ministeriale che individuerà le modalità applicative dell’interpello, e di un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che individuerà l’ufficio competente alla gestione dell’istanza.

Regime black list (artt. 3 e 5)

Gli articoli 3 e 5 del decreto intervengono sul regime fiscale delle operazioni con soggetti localizzati in paesi, cosiddetti, a fiscalità privilegiata, rispettivamente, in materia di tassazione dei dividendi provenienti da società black list e di deducibilità dei costi per operazioni intercorse con imprese black list. Riguardo ai dividendi, viene mantenuto il regime di integrale tassazione in Italia per i quelli provenienti da partecipazione diretta in società black list o da partecipazione di controllo in società intermedia; constestualmente è riconosciuto un credito per le imposte assolte nel paese di localizzazione dal soggetto partecipato.

La deducibilità dei costi per operazioni intercorse con imprese black list viene riconosciuta nei limiti del loro valore normale determinato ai sensi dell’articolo 9 del TUIR. A tal fine è richiesta la concreta attuazione delle operazioni, ma è stata eliminata la condizione che l’impresa localizzata debba svolgere prevalentemente un’attività commerciale effettiva.

Determinazione interessi passivi deducibili (art. 4)

Ai fini del calcolo degli interessi passivi deducibili nella determinazione del reddito d’impresa sono modificati i criteri prevedendo l’inclusione nel calcolo del Rol (risultato operativo lordo) anche dei dividendi incassati relativi a partecipazioni detenute in società non residenti che risultino controllate ai sensi dell'articolo 2359, comma 1, n. 1), del codice civile.

Dal 2016, inoltre, la deduzione degli interessi passivi relativi a mutui ipotecari o leasing sugli immobili destinati alla locazione sarà riservata alle società immobiliari; ciò, per le società che svolgono in  via effettiva e prevalente attività immobiliare. Specifica l’art. 4: “Si considerano società che svolgono in via effettiva e prevalente attività immobiliare,  le società il cui valore dell'attivo patrimoniale è costituito per  la maggior parte  dal  valore  normale  degli  immobili  destinati  alla locazione e i cui ricavi sono rappresentati per almeno i due terzi da canoni di locazione o affitto di aziende il  cui  valore  complessivo sia prevalentemente costituito dal valore normale di fabbricati”.

Opzione regime “consolidato nazionale” (art. 6)

Il regime del consolidato nazionale viene modificato ampliando la platea dei soggetti che possono optare per lo stesso. In particolare, l’opzione per tale regime viene consentita alle società del gruppo, sia residenti in Italia sia stabili organizzazioni di società residenti in Stati UE o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo con il quale l'Italia abbia stipulato un accordo che assicuri un effettivo scambio di informazioni. Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate dovranno essere definiti i contenuti e le modalità per la designazione della controllata da parte del soggetto non residente, nonché i criteri applicabili ai consolidati già esistenti.

Reddito di società ed enti non residenti (art. 7)

L’articolo 7 introduce regole specifiche per la determinazione del reddito imponibile in Italia prodotto da soggetti non residenti o da stabili organizzazioni di soggetti non residenti, modificando specificamente gli articoli 151, 152 e 153 del TUIR. Le disposizioni si applicano a decorre dal 2016.

Disciplina delle controllate e delle collegate estere (art. 8)

Questo articolo modifica le disposizioni in materia di imprese estere controllate e collegate contenute negli articoli 167 e 168 del TUIR. In particolare, se un soggetto residente in Italia detiene, direttamente o indirettamente, anche tramite società fiduciarie o per interposta persona, il controllo di un'impresa, di una società o altro ente, residente o localizzato in Stati o territori a regime fiscale privilegiato, i redditi conseguiti dal soggetto estero controllato sono imputati, a decorrere dalla chiusura dell'esercizio o periodo di gestione del soggetto estero controllato, ai soggetti residenti in proporzione alle partecipazioni da essi detenute. Tale disposizione si applica anche per le partecipazioni di controllo in soggetti non residenti relativamente ai redditi derivanti da loro stabili organizzazioni assoggettati ai predetti regimi fiscali privilegiati.

Spese di rappresentanza (art. 9)

L’art. 108 del TUIR che disciplina le spese di rappresentanza viene modificato. Le spese di rappresentanza sono deducibili nel periodo di imposta di sostenimento se rispondenti ai requisiti di inerenza stabiliti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, anche in funzione della natura e della destinazione delle stesse. Le spese del periodo precedente sono commisurate all'ammontare dei ricavi e proventi della gestione caratteristica dell'impresa risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa allo stesso periodo in misura pari all'1,5 % dei ricavi e altri proventi fino a euro 10 milioni, allo 0,6 % dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni e, allo 0,4% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 50 milioni. La misura della deducibilità delle spese di rappresentanza può essere stabilita con il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.

Liste dei Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni e coordinamento black list (art. 10)

L’articolo 168-bis "Paesi e territori che consentono un adeguato scambio di informazioni" del TUIR è abrogato.

Sospensione della riscossione della tassazione in caso di trasferimento all'estero (art. 11)

La sospensione in oggetto di cui all’articolo 166, comma 2-quater, TUIR può operare anche in caso di trasferimento, da parte di un’impresa non residente nel territorio dello Stato, di una parte o della totalità degli attivi collegati ad una stabile organizzazione, aventi ad oggetto un'azienda o un ramo d'azienda, verso altro Stato appartenente all'Unione europea ovvero aderente all'Accordo sullo Spazio economico europeo.

Trasferimento della residenza nel territorio dello Stato (art. 12)

Nel testo unico delle imposte sui redditi viene inserito l’articolo 166-bis che disciplina il regime delle attività e passività di imprese commerciali che trasferiscono la loro residenza fiscale in Italia, diversificandone la disciplina in base al territorio di provenienza.

Perdite su crediti (art. 13)

Questo articolo apporta modifiche agli articoli 88 “Sopravvenienze attive”, 94 “Valutazione dei titoli”, 101 “Minusvalenze patrimoniali”, “sopravvenienze passive e perdite” del TUIR.

Esenzione degli utili e delle perdite delle stabili organizzazioni di imprese residenti (art. 14)

Nel TUIR dopo l’articolo 168-bis è inserito l’articolo 168-ter “Esenzione degli utili e delle perdite delle stabili organizzazioni di imprese residenti”. Un’impresa residente nel territorio dello Stato può optare per l'esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni all'estero. L’opzione è irrevocabile ed è esercitata al momento di costituzione della stabile organizzazione, con effetto dal medesimo periodo d'imposta.

Credito d'imposta per i redditi prodotti all’estero (art. 15)

Questo articolo apporta modifiche al regime del credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero contenuto nell’articolo 165 del TUIR. Il comma 1, di quest’ultimo articolo, si interpreta nel senso che sono ammesse in detrazione sia le imposte estere oggetto di una convenzione contro le doppie imposizioni in vigore tra l'Italia e lo Stato estero in cui il reddito che concorre alla formazione dell’imponibile è prodotto sia le altre imposte o gli altri tributi esteri sul reddito. Nel caso in cui sussistano obiettive condizioni di incertezza in merito alla natura di un tributo estero non oggetto delle anzidette convenzioni, il contribuente può inoltrare all'amministrazione finanziaria istanza d'interpello.

Regime speciale per lavoratori rimpatriati (art. 16)

Tra le ultime, ma significative novità introdotte, c’è l’incentivo al “rientro dei cervelli” nel nostro paese: riguarderà “i lavoratori [che] non sono stati residenti  in  Italia  nei  cinque periodi  di  imposta  precedenti  il  predetto  trasferimento e si impegnano a permanere in Italia per almeno due anni” (art. 16). Dunque, i lavoratori qualificati (laurea o master) che decideranno di ritornare a lavorare in Italia dopo almeno cinque anni trascorsi all’estero potranno beneficiare di una detassazione del 30% dei redditi da lavoro dipendente. 

In particolare, si stabilisce che il reddito di lavoro dipendente prodotto in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato ai sensi dell’articolo 2 del TUIR concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 70% del suo ammontare a) se i lavoratori non sono stati residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti il predetto trasferimento e si impegnano a permanere in Italia per almeno due anni; b) se l’attività lavorativa viene svolta presso un’impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa; c) se l’attività lavorativa è prestata prevalentemente nel territorio italiano; d) se i lavoratori rivestono ruoli direttivi ovvero sono in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione definiti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.

Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dal periodo di imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza nel territorio dello Stato ai sensi dell’articolo 2 del TUIR e per i quattro periodi successivi. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono adottate le disposizioni di attuazione del presente articolo anche relativamente alle disposizioni di coordinamento con le altre norme agevolative vigenti in materia, nonché relativamente alle cause di decadenza dal beneficio.

L’entrata in vigore e decorrenza differita

Dunque, la maggiore parte delle disposizioni del D.L.gs. 147 sono in vigore già dal periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto (7 ottobre 2015) ovvero dall’annualità 2015; dal 2016, invece, quelle sugli interessi passivi, le stabili organizzazioni, le spese di rappresentanza, l’opzione per gli utili e le perdite all’estero.

Per quanto riguarda le disposizioni sugli accordi preventivi per le imprese con attività internazionale e il nuovo interpello per le imprese che intendono effettuare investimenti in Italia per almeno 30 milioni di euro, la decorrenza sarà fissata, rispettivamente, da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate e da un decreto del Mef.

 

2) Ennesima modifica al software di compilazione Studi di settore - Gerico 2015

Modificato ancora, in “zona cesarini”, il programma degli studi di settore (Gerico 2015), il cui file va allegato al Modello Unico 2015, la cui scadenza è prevista per il prossimo 30 settembre.

Si tratta del prodotto software GERICO 2015 – versione 1.0.6 del 23/09/2015 che consente il calcolo della congruità, tenuto conto della normalità economica, della coerenza economica e dell’effetto dei correttivi “crisi”, per i 204 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2014.

Il software è aggiornato con le modifiche agli studi previste dai DDMM 30/03/2015 e 15/05/2015.

Questo il motivo dell’ultimo (?) aggiornamento.

La versione 1.0.6 del 23 settembre 2015 prevede le seguenti modifiche rispetto alla versione precedente: per lo studio VG78U è stata rimossa un’anomalia nei casi di calcolo “Indeterminato” dell’indicatore di coerenza: “Ricarico per l'attività d'organizzazione”.

 

3) Cigs e contratti di solidarietà anche ai partiti e movimenti politici

L’Inps, con il messaggio n. 5865 del 23 settembre 2015, comunica l’estensione ai partiti e movimenti politici della disciplina relativa al trattamento straordinario di integrazione salariale e ai contratti di solidarietà di cui alla legge n. 863/84 (Art. 16 del DL n. 149/2013).

Esclusione dei Gruppi parlamentari costituiti presso la Camera ed il Senato, nonché dei Gruppi costituiti presso i consigli regionali – Riclassificazione delle posizioni contributive utilizzate dai predetti organismi.

 

4) Controlli sulle Dichiarazioni sostitutive uniche trasmesse dai Caf nel periodo 2012/2013: l’Inps avvia il procedimento

L’art. 14 dello schema di Convenzione per l’attività relativa alla certificazione ISEE periodo 2012/2013 stipulata dall’Istituto con i Centri di Assistenza Fiscale (di seguito denominati CAF), prevede la verifica a campione di almeno il 3% delle Dichiarazioni sostitutive uniche (di seguito denominate DSU) trasmesse dai Caf, il cui svolgimento è propedeutico al pagamento del saldo pari al 10% del compenso fatturato.

L’Inps, con la circolare del 16 maggio 2013, n. 82, aveva già fornito le prime istruzioni operative riguardo al sistema di controlli sulla qualità del servizio reso dai Caf con il relativo regime sanzionatorio.

Adesso, l’Istituto previdenziale, con il messaggio n. 5864 del 23 settembre 2015, passa ad illustrare il procedimento di controllo riferito al servizio reso dai Caf nel periodo 2012/2013, e fornisce specifiche istruzioni.

Accesso alla procedura da parte dei Caf

Al momento dell’avvio del procedimento di verifica, un’elaborazione centrale comunicherà, tramite P.E.C., a tutti i CAF che hanno trasmesso le dichiarazioni inserite nel campione estratto, l’avvenuta messa a disposizione dei dati delle DSU, trasmesse negli anni 2012 e 2013, nella procedura attivabile in ambiente INTRANET, processo Assicurato Pensionato, riquadro Gestione Reddituale e Servizi Fiscali, procedura “Controlli dichiarazioni trasmesse”.

Le Strutture territoriali competenti

Il procedimento di verifica è svolto dalle Strutture territoriali competenti in base alla residenza del soggetto dichiarante.

Gli elenchi delle dichiarazioni da controllare, con riferimento all’attività di trasmissione svolta per gli anni 2012 e 2013 da parte dei Caf, sono stati inseriti nella procedura attivabile in ambiente INTRANET, processo Assicurato Pensionato, riquadro Gestione Reddituale e Servizi Fiscali, procedura “Controlli dichiarazioni trasmesse”.

Nella medesima procedura è stato messo a disposizione delle Strutture territoriali il manuale operativo, a cui si rinvia integralmente per gli aspetti tecnico- informatici non illustrati nel presente messaggio.

La gestione degli accessi alla procedura di controllo è demandata al sistema di Identity Management e Access Management (I.D.M-A.M.).

Per le richieste di attivazione, modifica e cancellazione delle credenziali degli utenti nel sistema IDM, il Direttore o personale delegato, seguirà il percorso Intranet :

Il procedimento di verifica

Il procedimento di verifica ha una durata complessiva di 135 giorni, diversamente ripartiti a seconda della tipologia del controllo, automatico ovvero manuale.

In particolare, con riferimento alle DSU risultate irregolari a seguito dei controlli automatici, i Caf potranno formulare le proprie controdeduzioni entro novanta giorni dalla ricezione della comunicazione di avvio del procedimento di verifica.

Al riguardo, è prevista la funzione “Invio documentazione” all’interno della funzione “Liste di controllo” della procedura “Controlli dichiarazioni trasmesse” disponibile in ambiente INTERNET tra i servizi in convenzione.

Tale funzione è attivabile cliccando sul link “Visualizza” in corrispondenza della dichiarazione per la quale si vuole inviare la documentazione. La funzione consente anche di inviare on line la documentazione richiesta, mediante upload, visualizzabile in tempo reale dall’operatore di sede.

Le Strutture territoriali entro trenta giorni valutano le controdeduzioni eventualmente formulate dai Caf e acquisiscono in procedura il risultato del riesame. Nella fase di acquisizione, vige il principio generale secondo cui le penali non sono cumulabili tra loro e, pertanto, ove siano riscontrabili per la medesima DSU molteplici inadempimenti, si applica la penale più grave.

Si precisa, inoltre, che le DSU sottoposte a controllo automatico sono state contrassegnate da un codice di errore (pre-esitate) che, tuttavia, non impedisce la presa in carico da parte dell’operatore, qualora, a seguito della formulazione delle predette controdeduzioni da parte del Caf, sia necessario da parte dell’operatore valutarne il contenuto.

Viceversa, con riferimento alle DSU sottoposte a controllo manuale, il CAF dovrà far pervenire, entro trenta giorni dalla ricezione della predetta comunicazione, la copia della DSU in formato cartaceo oppure informatico e il documento di riconoscimento del dichiarante, utilizzando la funzione “Invio documentazione sopra illustrata.

In particolare, qualora sia stata creata copia del modello su di un documento informatico ed effettuata la conservazione informatica del medesimo, il Caf dovrà trasmettere il documento munito della firma digitale del responsabile della conservazione e della marca temporale, unitamente ad una dichiarazione che renda conto della predetta modalità di conservazione.

Entro trenta giorni dalla ricezione della documentazione o dalla scadenza del termine per la produzione della stessa da parte dei CAF, la Struttura territoriale effettua il controllo manuale, mediante verifica della documentazione eventualmente pervenuta, ed all’acquisizione dell’esito nell’apposita procedura.

In ragione del precitato principio generale, i controlli manuali sono eseguiti in ordine decrescente di gravità della sanzione; pertanto, la Struttura territoriale deve accertare, in via prioritaria, le inadempienze descritte ai punti 5 (dichiarazioni recanti firma apocrifa), 6 (richiesta di corrispettivi all’utenza), 7 (mancata o parziale produzione, da parte del Caf, di documentazione richiesta dall’INPS) del par. 4 della circolare n. 82/2013, per le quali è prevista la medesima penale, e successivamente, nell’ipotesi in cui la DSU non risulti irregolare all’esito dei controlli di cui ad uno dei suddetti punti, l’inadempienza descritta al punto 2 del medesimo paragrafo (difformità tra i dati trasmessi alla banca dati dell’Istituto e quelli contenuti nel modulo di dichiarazione).

Si precisa che l’elencazione delle tipologie di controlli manuali sopra riportata è tassativa; pertanto, la Struttura territoriale, ai fini dell’applicazione del sistema di penali, non può segnalare alla procedura fattispecie di inadempimento ulteriori rispetto a quelle già codificate.

Gli esiti delle singole verifiche sono comunque consultabili in tempo reale dai CAF tramite l’apposita procedura.

I CAF possono presentare le proprie controdeduzioni, utilizzando la funzione “Invio documentazione”, mediante osservazioni scritte ed eventuali documenti entro trenta giorni dalla scadenza del termine per l’acquisizione.

Le Strutture territoriali, entro i successivi trenta giorni, procedono alla valutazione delle osservazioni e della documentazione eventualmente prodotta dai CAF ed all’acquisizione dei risultati di tale riesame.

L’esito del medesimo può essere consultato dal CAF tramite l’apposita procedura.

In definitiva, i procedimenti di verifica (automatica e manuale), a decorrere dal novantunesimo giorno dalla ricezione della comunicazione di avvio del procedimento fino al centoventesimo giorno, convergono in un’unica fase valutativa delle osservazioni presentate dai Caf, della durata di trenta giorni.

L’attività appena illustrata deve essere oggetto di coordinamento e monitoraggio da parte delle Direzioni regionali, le quali devono interloquire con le Strutture territoriali mediante i canali ritenuti opportuni, e garantire il rispetto dei tempi prefissati. A tal fine i Direttori Regionali individueranno un loro referente per il coordinamento di detta attività il cui nominativo, con l’indicazione del recapito telefonico, dovrà essere trasmesso al seguente indirizzo: carmeliana.franzese@inps.it; anna.consiglio@inps.it.

Inoltre, il Direttore regionale, oppure il Direttore regionale Vicario, in caso di sua assenza o impedimento, dovrà validare gli esiti dell’attività svolta dalle Strutture territoriali entro il termine di quindici giorni dalla scadenza del termine per la acquisizione in procedura dei risultati del riesame da parte delle stesse, secondo le modalità che verranno illustrate in fase di successivo rilascio degli aggiornamenti del manuale operativo.

A conclusione delle operazioni, una elaborazione centrale determinerà le penali a carico di ciascun Caf. La riscossione delle somme dovute a titolo di penale avviene per compensazione in sede di pagamento del saldo del 10% del compenso e, per l’eventuale eccedenza, con apposita richiesta per recupero penale.

Indicazioni per omogeneizzare l’attività istruttoria delle Strutture territoriali.

Al fine di garantire l’omogeneità dell’attività istruttoria delle Strutture territoriali, si forniscono le seguenti indicazioni con riferimento alla valutazione di alcune fattispecie di inadempimento e di controdeduzioni.

Rapporti del CAF con soggetti terzi

L’art. 9 della Convenzione prevede che il Caf può avvalersi sotto il suo diretto controllo ed assumendone la relativa responsabilità, dei servizi dei soggetti di cui all’art. 11, comma 1, del D.M. n. 31 maggio 1999, n. 164.

L’attività di questi soggetti è, a tutti gli effetti, attività dei Caf, con il quale l’INPS intrattiene rapporti in maniera esclusiva.

In ragione di quanto sopra, il CAF non potrà eccepire che la DSU contestata sia stata compilata presso uno degli anzidetti soggetti pertanto, nella ipotesi appena descritta, le Strutture territoriali dovranno confermare le irregolarità contestate.

Tale principio vale a maggior ragione nell’ipotesi in cui la DSU sia stata compilata presso un soggetto che opera semplicemente quale “centro di raccolta” del Caf.

DSU con valori inalterati (controllo automatico)

Malfunzionamento della procedura

La controdeduzione relativa al malfunzionamento della procedura, formulata dal Caf per giustificare il carattere “ripetuto” della DSU, potrà essere accolta solo se corredata da adeguato supporto documentale.

Modifica della tipologia di prestazione

La DSU, nell’arco dell’anno di validità, è valida per qualunque prestazione sociale agevolata richiesta. Pertanto, il Caf non potrà utilmente eccepire che il dichiarante abbia sottoscritto una nuova DSU finalizzata ad ottenere una differente tipologia di prestazione.

Dichiarazioni recanti firma apocrifa

Tale fattispecie di inadempimento è identificata, nell’anagrafica controlli della procedura, con il medesimo codice sia che l’Istituto abbia acquisito la denuncia dell’utente all’autorità giudiziaria, in una fase antecedente all’avvio del procedimento di verifica, sia in una fase a questo successiva.

Nella prima ipotesi, la DSU, in quanto già contrassegnata da un codice di errore (pre-esitata), è considerata alla stregua di un controllo automatico.

Si fa presente che alla denuncia è equiparata la segnalazione dell’utente all’Istituto seguita da una ammissione da parte del Caf riguardo alla irregolarità contestata.

Richiesta di corrispettivi all’utenza (controllo manuale)

Tale fattispecie di inadempimento è identificata, nell’anagrafica controlli della procedura, con il medesimo codice sia che l’Istituto abbia acquisito la segnalazione dell’utente, supportata da documentazione attestante l’avvenuto pagamento di un corrispettivo al Caf, in una fase antecedente all’avvio del procedimento di verifica, sia in una fase a questo successiva.

Mancata o parziale produzione da parte del Caf di documentazione richiesta dall’Inps (controllo manuale)

Qualora il Caf, opportunamente sollecitato, non provveda a produrre la documentazione richiesta, sarà cura dell’operatore della Struttura territoriale segnalare la circostanza nella procedura attribuendo il relativo codice errore.

Infine, per eventuali chiarimenti, le Strutture territoriali potranno rivolgersi tramite e-mail a:

- SostegnoReddito@inps.it per gli aspetti amministrativi, indicando nell’oggetto “controlli ISEE 2012/2013”;

- “CampagnaControlliISEE@inps.it” per gli aspetti tecnico-informatici.

 

5) Codice di comportamento per il personale delle Entrate

E’ stato pubblicato il 22 settembre 2015, sul sito www.agenziaentrate.it, insieme al relativo Provvedimento di approvazione, il Codice di comportamento del personale dell’Agenzia delle entrate, che definisce le regole di comportamento che i dipendenti delle Entrate e i suoi collaboratori a qualunque titolo sono tenuti ad osservare al fine di garantire imparzialità, diligenza, efficienza e trasparenza nello svolgimento della propria attività, al fine di prevenire fenomeni di corruzione e di illegalità.

Non si possono accettare regali

Tra le disposizioni più rilevanti, il divieto per i dipendenti delle Entrate di chiedere o accettare per sé o altri regali o altre utilità, anche di modico valore, per l’esercizio delle proprie funzioni o dei propri poteri; vietato anche accettarne la promessa da soggetti che possano trarre benefici da decisioni o attività inerenti all’ufficio. Unica deroga alla regola, i regali d’uso di modico valore (massimo 150 euro) occasionalmente effettuati nell’ambito delle normali relazioni di cortesia.

Obblighi di comunicazione e astensione contro il conflitto d’interessi

Il Codice, poi, impone ai dipendenti, all’atto dell’assegnazione dell’ufficio, di informare per iscritto il responsabile dell’ufficio di tutti i rapporti – diretti o indiretti – di collaborazione con soggetti privati in qualunque modo retribuiti che lo stesso abbia o abbia avuto negli ultimi tre anni. È, inoltre, fatto obbligo ai dipendenti delle Entrate di astenersi dal prendere decisioni o svolgere attività inerenti alle proprie mansioni in situazioni di conflitto, anche potenziale, con interessi personali, del coniuge, di conviventi, di parenti, di affini entro il secondo grado.

Regole di comportamento sia in ufficio sia in privato

I dipendenti dell’Agenzia delle entrate, infine, nelle relazioni extralavorative, dovranno evitare di sfruttare o menzionare la propria posizione nell’Agenzia per ottenere utilità che non gli spettino. Numerose anche le regole dettate in materia di comportamenti da adottare in servizio, tra le quali spiccano il dovere di adottare un linguaggio comprensibile nei rapporti con il pubblico e quello di astenersi dall’influenzare i preposti all’adozione di un atto verso il quale il dipendente abbia un interesse personale.

 

6) Tante le novità con gli ultimi decreti di attuazione della delega fiscale

Ai sensi dell’art. 1 del D.Lgs. n. 128 del 5 agosto 2015 sono già in vigore le nuove norme sul raddoppio dei termini.

Difatti, dal 2 settembre 2015, sono in vigore nuove norme sul raddoppio dei termini di accertamento in caso di violazioni che comportano obbligo di denuncia per uno dei reati tributari previsti e puniti dal D.Lgs. 74/2000: il raddoppio opera se l’Amministrazione Finanziaria (tra cui la GdF) presenta o trasmette la denuncia penale entro la scadenza del termine ordinario di accertamento.

Per gli atti già notificati (o, per i PVC, portati a formale conoscenza del destinatario) al 2 set­tembre 2015 occorre distinguere:

- se trattasi di avviso di accertamento, provvedimento di irrogazione sanzioni o altro atto impugnabile con cui l’AE fa valere una pretesa impositiva o sanzionatoria, si applica la pre­cedente versione della norma in base alla quale la proroga opera anche se la denuncia è pre­sentata a termine ordinario già scaduto;

- in caso di inviti a comparire o PVC, si applica la precedente versione della norma a con­dizione che i relativi atti recanti la pretesa impositiva o sanzionatoria siano notificati entro il 31 dicembre 2015.

 

Vincenzo D’Andò