Diario quotidiano del 22 settembre 2015: fatture al GSE: dal 21 settembre 2015 obbligo di emissione fattura elettronica

Pubblicato il 22 settembre 2015



cartella esattoriale: non può mai essere annullata d’ufficio; fonti rinnovabili: dal 21 settembre 2015 obbligo di emissione fattura elettronica; rent to buy: circolare di Assonime; auto: dal 18 ottobre stop al tagliando assicurativo sul parabrezza; Iva a rimborso per gli acquisti 2014; accesso alla procedura di esodo per lavoratori iscritti alla Gestione ex Enpals ed ex Inpdap; CNDCEC: pubblicate le nuove norme di comportamento del collegio sindacale delle non quotate; documento della FNC sulla posizione finanziaria netta

 

 Indice:

 1) Cartella esattoriale: non può mai essere annullata d’ufficio

 2) Fonti rinnovabili: dal 21 settembre 2015 obbligo di emissione fattura elettronica

 3) Rent to buy: circolare di Assonime

 4) Auto: dal 18 ottobre stop al tagliando assicurativo sul parabrezza

 5) Iva a rimborso per gli acquisti 2014

 6) Accesso alla procedura di esodo per lavoratori iscritti alla Gestione ex Enpals ed ex Inpdap

7) CNDCEC: pubblicate le nuove norme di comportamento del collegio sindacale delle non quotate

 8) Documento della FNC sulla posizione finanziaria netta

 

 

1) Cartella esattoriale: non può mai essere annullata d’ufficio

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18448 del 18 settembre 2015, ha stabilito che la nullità degli atti tributari non può essere rilevata dal giudice poiché occorre una specifica eccezione sollevata sin dal ricorso introduttivo proposto tempestivamente. In assenza di una impugnazione ad hoc, infatti, anche il provvedimento impositivo affetto da nullità si consolida e la pretesa diviene legittima. Questa decisione potrebbe risolvere anche la questione della validità degli atti sottoscritti dai funzionari la cui nomina è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale. La Suprema corte ha sostenuto che la sanzione della nullità prevista dall’art. 42 del Dpr 600/73 non è direttamente rilevabile d’ufficio dal giudice. L’invalidità/annullamento deve essere eccepita dal contribuente mediante impugnazione, dunque con un ricorso nei modi e nei termini previsti. In difetto il provvedimento tributario si consolida.

Accertamento con adesione: anche le sanzioni fruiscono dello stop di 90 giorni

Anche l’atto di irrogazione di sanzioni collegato all’avviso di accertamento, per il quale sia stato esperito il procedimento di adesione, beneficia della sospensione di 90 giorni per presentare il ricorso, a nulla rilevando che siano due atti notificati separatamente. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 18377 del 18 settembre 2015.

Abuso diritto: nuovo intervento della Corte Suprema

L’abuso di diritto richiede la contestazione non generica. Altra stangata della Cassazione all’abuso del diritto. Il Fisco deve infatti contestare nell’atto le norme eluse e il vantaggio fiscale ottenuto. In altre parole, in presenza di indicazioni troppo generiche dell’Ufficio, il contribuente non è tenuto a dimostrare la correttezza dell’operazione commerciale scelta. E' questo l’interessante principio stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza 18354 del 18 settembre 2015. Il caso ha per protagonista una società alla quale era stato notificato un recupero a tassazione Iva. Secondo l’Ufficio i costi sostenuti per gli agenti non potevano essere detratti perché dovevano essere considerati come dipendenti.

 

2) Fonti rinnovabili: dal 21 settembre 2015 obbligo di emissione fattura elettronica

Dal 21 settembre tutte le cessioni di energia elettrica da fonti rinnovabili sono soggette alla fatturazione elettronica. Lo ha precisato nei giorni scorsi un comunicato del Gse pubblicato nel proprio sito internet. Tale ente ha infatti perfezionato l’attivazione dei portali relativi alle “Fatture Energy” e quindi tutte le cessioni di energia dovranno rispettare le regole di cui al decreto ministeriale 3 aprile 2015 n. 5. Si ricorda che il gestore dei servizi elettrici (Gse) è ricompreso nell'elenco delle pubbliche amministrazioni. Dunque, da lunedì anche i produttori di energia elettrica da fonti agroforestali (biogas) o da ogni altra fonte alternativa, devono emettere la fattura elettronica; tale fattura è obbligatoria anche per le cessioni di certificati verdi o certificati bianchi qualora ovviamente siano venduti al Gse.

 

 3) Rent to buy: circolare di Assonime

Rent to buy, niente rimborso del registro versato in caso di mancato acquisto. Per Assonime tale conclusione non è coerente con la natura del tributo, trattandosi di anticipazione dell’imposta dovuta sull’atto di trasferimento.

Assonime, con la circolare n. 27 del 18 settembre 2015, ha esaminato il trattamento fiscale, ai fini delle imposte indirette, del contratto di rent to buy di cui all’art. 23 del D.L. n. 133/2014, denominato anche “contratto di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili”.

Si tratta di quei contratti preliminari che prevedono, da un lato, un’obbligazione reciproca di godimento dell’immobile riconducibile alla locazione e, dall’altro, l’opzione, in capo al conduttore, per l’acquisto del bene entro un determinato tempo. La peculiarità del contratto è data dal canone periodico che, in base alle pattuizioni tra le parti, è ripartito tra il corrispettivo per la concessione in godimento e l’acconto per il futuro acquisto, che avverrà se e quando sarà esercitato il diritto di opzione.

Innanzitutto, occorre precisare che, dal punto di vista civilistico, tale figura contrattuale si discosta da quella del contratto di locazione con contestuale, a latere, preliminare di compravendita, in quanto il trasferimento dell’immobile è solo eventuale, a esclusiva discrezione del conduttore stesso che, secondo la dottrina e la stessa Assonime, dovrà essere formalizzato con un successivo atto.Inoltre, il godimento del bene è regolato non tanto dalle norme previste per la locazione, bensì da quelle sull’usufrutto.

Proprio l’intreccio tra questi due contratti, godimento del bene e opzione di vendita, nonché dal pagamento rateale, in parte imputabile all’utilizzo periodico e in parte al futuro probabile acquisto, generano problemi di coordinamento delle norme fiscali sia ai fini imposte dirette che indirette.

Assonime, in un precedente intervento (circolare n. 21/2015) aveva commentato le disposizioni ai fini delle imposte dirette, mentre con la circolare n. 27/2015 esamina la disciplina prevista ai fini imposte indirette.

Occorre premettere che il pensiero dell’associazione non si discosta da quello dell’Agenzia delle entrate, espresso nella circolare n. 4/2015, approfondendo i passi meno chiari.

Una prima osservazione riguarda la disciplina applicabile alla tassazione del contratto di godimento, mutuata da quella prevista per i contratti di locazione, sia per quanto riguarda le imposte (IVA oppure registro) che i termini. Infatti, il termine per la registrazione dell’accordo è di trenta giorni (e non venti) dalla data della stipula, previsto appunto, attraverso il richiamo dell’art. 17 comma 1 del DPR 131/86, alla scadenza del versamento dell’imposta, per i soli contratti di locazione. Di tale dilazione, trattandosi di un unico contratto, dovrebbe beneficiare anche la tassazione della futura compravendita, anche se tale passo non è contenuto nella circolare dell’Agenzia delle Entrate.

Passando invece alla tassazione della parte di canone imputabile al corrispettivo per la cessione, pur trattandosi di mera opzione concessa dal proprietario all’utilizzatore, sia l’Agenzia delle Entrate che assonime ritengono corretto applicare quanto previsto per i preliminari di compravendita.

Tale ragionamento parte dal fatto che, pur non essendoci un’obbligazione reciproca, di fatto vengono corrisposti degli acconti sul futuro prezzo. Questi, pertanto, verranno tassati alternativamente, a seconda della natura del bene e delle eventuali opzioni, ai fini IVA al momento del pagamento della singola rata oppure, se antecedente, a quello di emissione della fattura e, ai fini dell’imposta di registro, per l’importo totale, al netto del saldo, al momento della registrazione del contratto.

Si osserva peraltro come, in caso di mancato acquisto, l’imposta di registro versata non possa essere oggetto di rimborso, neppure nel caso in cui gli acconti siano restituiti. Tale affermazione, secondo l’associazione, non risulta coerente con la natura del tributo, trattandosi di anticipazione dell’imposta dovuta sull’atto di trasferimento. Non risolto il problema dell’eventuale duplicazione dell’imposta fissa

In riferimento alle eventuali opzioni di imponibilità ai fini IVA, da esercitarsi a cura del venditore, nel silenzio dell’Agenzia delle Entrate, Assonime ritiene che debbano essere espresse già nel contratto di godimento, questo per poter applicare il regime di imponibilità già in sede di fatturazione degli acconti.

Infine, nella circolare si rileva, senza risolverlo, il problema dell’eventuale duplicazione dell’imposta fissa, in quanto, da un lato, l’Agenzia ritiene che si tratti di contratti contenenti disposizioni autonome, ciascuna delle quali da assoggettare ad autonoma imposizione e, dall’altro, al paragrafo 3.2.2 della circolare n. 4/2015 si afferma che l’imposta fissa di 200 euro deve essere unica.

 

4) Auto: dal 18 ottobre stop al tagliando assicurativo sul parabrezza

Dal 18 ottobre 2015 cesserà l’obbligo di esporre sul parabrezza il classico contrassegno assicurativo. I controlli saranno infatti affidati agli strumenti elettronici in dotazione agli organi di controllo e alle telecamere. Lo ha chiarito il 18 settembre 2015 l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici con una guida pratica pubblicata sul proprio portale. La dematerializzazione dei contrassegni assicurativi prende il via con il dl n. 1/2012 che prevede il progressivo superamento del contrassegno assicurativo cartaceo. Il ministro dello sviluppo economico, di concerto con il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentito l’Isvap, ha poi emanato il regolamento 9 agosto 2013, n. 110, che dettaglia la progressiva introduzione concreta della riforma. Con la messa a regime della banca dati aggiornata in tempo reale ora la polizia stradale può conoscere subito la situazione assicurativa di un veicolo. Ed effettuare controlli in occasione del transito dei mezzi davanti ad un autovelox, un tutor o un varco di accesso alle zone a traffico limitato. L’Ania evidenzia le novità per gli automobilisti. Il contrassegno assicurativo dal 18 ottobre non dovrà più essere esposto, perché facile da falsificare e quindi ormai obsoleto. Le forze dell’ordine effettueranno controlli elettronici tramite il ced della motorizzazione, direttamente in strada o in caso di impiego di autovelox, tutor, e telecamere. La banca dati sarà aggiornata praticamente in tempo reale, specifica l’Ania, "in questo modo, anche pochi minuti dopo la stipula del contratto è possibile circolare". Agli assicurati le compagnie continueranno a rilasciare il tradizionale tagliando per un periodo sperimentale. Successivamente verrà rilasciato solo una copia del contratto assicurativo con la quietanza di pagamento che sarà importante in caso di sinistro. Gli utenti coinvolti in un incidente, specifica l’Ania, infatti dovranno scambiarsi necessariamente queste informazioni anche dopo l’entrata in vigore della riforma. Per chi circola senza assicurazione (nel 2014 quasi il 9% dei veicoli) la multa è molto salata ed è previsto l’immediato sequestro del veicolo, ricorda infine l’Associazione.

Auto, da luglio addio al certificato di proprietà

Dal 1° luglio del prossimo anno il certificato di proprietà dei veicoli andrà definitivamente in soffitta. Al suo posto arriverà il documento unico di circolazione ovvero una carta d identità dei mezzi moderna e completa. Ma verrà anche rivoluzionato il Pra che non sarà più governato dall'Aci ma dal ministero dei trasporti. Sono queste le indicazioni più importanti che emergono dalla bozza del decreto legislativo atteso oggi in consiglio dei ministri per una prima lettura ai sensi della riforma Madia. Le funzioni del Pra saranno trasferite al ministero dei trasporti già il 1° gennaio, specifica la bozza del decreto. Ma solo dal 1° luglio sparirà il certificato di proprietà che sarà sostituito dal documento unico di circolazione e proprietà dei veicoli, ovvero un attestato contenente anche i dati inerenti alla proprietà del mezzo e lo stato giuridico dello stesso. Complessivamente immatricolare un veicolo costerà circa 40 euro in meno. Per l'Aci significherà una drastica riduzione di funzioni e personale. Infatti le residue funzioni del Pra confluiranno in un nuovo ente, l'Agenzia per il trasporto stradale, alle dirette dipendenze del ministero dei trasporti. In buona sostanza questa nuova agenzia diventerà l'interfaccia principale per tutta la burocrazia stradale. Ma non solo. Il ministero dei trasporti dovrà delegare al nuovo ente anche tutte le funzioni in materia di sicurezza stradale, omologazioni, conducenti, patenti, abilitazioni, infomobilità, sicurezza stradale e documentazione varia. E poi la nuova agenzia curerà chiaramente tutte le pratiche attualmente gestite dal Pra come ipoteche, fermi, trascrizioni ecc. Al ministero dei trasporti resteranno le funzioni di coordinamento, normative, rapporti con l'Ue e le autorità, definizione del piano nazionale della sicurezza stradale e vigilanza. Nell'agenzia confluirà dunque anche personale del ministero dei trasporti, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica. Spetterà al presidente dell'Aci provvedere conseguentemente alla riorganizzazione della sua struttura, conclude la bozza di dlgs, con una netta riduzione della pianta organica e dei rapporti con le società partecipate.

 

5) Iva a rimborso per gli acquisti 2014

Scade a fine mese il termine per la richiesta di rimborso dell’Iva pagata all’estero sugli acquisti effettuati nel corso del 2014. Sono interessati tutti i soggetti passivi con sede nell’Ue che hanno effettuato acquisti in un paese diverso da quello in cui sono stabiliti. Qualora siano stati stipulati accordi bilaterali, il rimborso è ammesso anche per le imprese che hanno sede fuori della Ue per gli acquisti effettuati nell’Ue, nonché per quelle stabilite nell’Ue in relazione agli acquisti effettuati al di fuori; l’Italia ha sottoscritto accordi con Svizzera, Norvegia e Israele. L’articolo riporta come funziona il meccanismo nei rapporti intraUe, osservando che l’oggetto del rimborso è circoscritto dai criteri di territorialità. I servizi possono essere rimborsati solo se sottoposti a criteri speciali di cui agli artt. 7-quater e 7-quiquies del Dpr 633/72.

Modello IVA 2015 con le nuove modalità di rimborso

Assonime, con la circolare n. 28 del 19 settembre 2015, ha illustrato le principali novità di compilazione della dichiarazione IVA relativa al 2014

In vista dell’imminente scadenza del 30 settembre 2015 – termine ultimo per la presentazione della dichiarazione IVA 2014, nell’ambito del modello UNICO 2015 – Assonime ha illustrato, con la circolare n. 28/2015, le principali novità del modello.

Tra di esse si segnala, innanzitutto, la modifica al quadro RX (VX, se la dichiarazione è presentata in forma autonoma) mediante il quale richiedere a rimborso il credito IVA maturato nell’anno precedente. Si ricorda che, infatti, l’art. 13 del DLgs. 175/2014 (decreto “semplificazioni”) ha modificato le modalità per l’esecuzione dei rimborsi IVA annuali (e infrannuali).

Alla luce della nuova disciplina possono essere eseguiti senza prestazione della garanzia i rimborsi aventi ad oggetto crediti IVA di importo:- fino a 15.000 euro, mediante la semplice presentazione della dichiarazione IVA annuale;

- superiore a 15.000 euro, mediante apposizione del visto di conformità (o della sottoscrizione dei revisori) sulla dichiarazione, nonché attestazione del possesso dei requisiti patrimoniali e contributivi di cui all’art. 38-bis comma 3 lett. a), b) e c) del DPR 633/72.

L’obbligo di prestare garanzia patrimoniale permane per i soggetti considerati a “rischio” da parte dell’Erario (individuate dall’art. 38-bis comma 4 del DPR 633/72) e i soggetti che presentano la dichiarazione annuale sprovvista del visto di conformità o della menzionata attestazione.

Per recepire le nuove modalità di esecuzione dei rimborsi IVA, il rigo RX4 (VX4, se la dichiarazione è presentata in forma autonoma) è stato modificato con l’inserimento di due appositi riquadri destinati a ricevere, rispettivamente, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, da parte del soggetto IVA:- di non possedere i requisiti che qualificano le società di comodo (rigo RX4, campo 7);- di possedere i requisiti patrimoniali e contributivi per poter fruire dell’esonero dalla prestazione della garanzia (rigo RX4, campo 8).

Secondo quanto indicato da Assonime nella circolare n. 28/2015, si deve ritenere che le nuove modalità di esecuzione dei rimborsi si estendano anche con riferimento ai rimborsi delle eccedenze di credito emergenti dalla liquidazione dell’IVA di gruppo, nonché con riferimento alle eccedenze di credito delle società partecipanti a tale liquidazione compensate con il debito di altre società del gruppo IVA. Le nuove modalità di rimborso si estendono all’IVA di gruppo.

D’altro canto, come rilevato da Assonime, sono le stesse istruzioni alla compilazione del modello IVA 2015, a chiarire il punto controverso:

- sia nel paragrafo 3.4.1 (contenente le avvertenze generali per la compilazione del modello da parte delle società che partecipano alla liquidazione IVA di gruppo), nel quale si ricorda che “l’art. 13 del DLgs. 175/2014 ha sostituito l’articolo 38-bis innovando significativamente la disciplina relativa all’esecuzione dei rimborsi IVA” eliminando “l’obbligo generalizzato di prestazione della garanzia”;

- sia nel paragrafo 4.3 (contenente le istruzioni per la compilazione del prospetto IVA 26PR/2015 da parte della società controllante), nel quale, nel campo 8 della Sezione 1 del quadro VS, relativamente alle eccedenze di credito delle società partecipanti alla liquidazione di gruppo compensate nel corso del 2014, viene precisato che tale campo, denominato “esonero garanzie”, deve essere barrato se le dichiarazioni di tali società sono “dotate di visto di conformità o della sottoscrizione da parte dell’organo di controllo e della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesta la presenza delle condizioni individuate dall’art. 38-bis comma 3, lettere a), b) e c)”: il riferimento è, dunque, alla formulazione dell’art. 38-bis post DLgs. 175/2014.

Si ricorda, da ultimo, che la facoltà di presentare la dichiarazione annuale IVA congiuntamente al modello UNICO entro la fine del mese di settembre (per i soggetti che chiudono l’esercizio il 31 dicembre) è ammessa sino alle dichiarazioni relative agli anni 2014 e 2015. A decorrere dalle dichiarazioni relative all’anno di imposta 2016 (da presentare nel 2017), infatti, la legge di stabilità 2015, come modificata dal DL 192/2014, ha previsto l’abolizione della suddetta facoltà e il ripristino dell’obbligo di presentare la dichiarazione in forma “autonoma”.

 

6) Accesso alla procedura di esodo per lavoratori iscritti alla Gestione ex Enpals ed ex Inpdap

L’Inps, con il messaggio n. 5804 del 18 settembre 2015, fornisce le istruzioni operative per la denuncia della contribuzione correlata ai fini dell’accesso alla procedura di esodo ex art. 4 della legge n. 92/2012 a decorrere dal 1° maggio 2015 con riferimento ai lavoratori iscritti alla Gestione ex Enpals ed alla Gestione Dipendenti Pubblici ex Inpdap.

In particolare, vengono date indicazioni sul piano operativo in ordine alla modalità di composizione del flusso Uniemens in presenza di lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico e dei lavoratori iscritti ad una delle gestione pensionistiche dei dipendenti pubblici (CPDEL, CPI, CPS, CPUG, CTPS) per i quali i datori di lavoro abbiano presentato domanda per la procedura di esodo ex art. 4, Legge n. 92/2012 a far data dal 1° maggio 2015 e per quelli che presentano nuovi programmi di esodo annuali con la medesima decorrenza.

Si rammenta che – a prescindere dalla data di presentazione della domanda per la procedura di esodo – la posizione contributiva della gestione privata dell’azienda esodante, dedicata al versamento della contribuzione figurativa correlata per i lavoratori in esodo ex art. 4 della legge n. 92/2012, continuerà ad essere caratterizzata dall’attribuzione del codice di autorizzazione “6E”, avente, come noto, il significato di “Azienda tenuta al versamento della contribuzione figurativa correlata per lavoratori posti in esodo ex art. 4 della Legge n. 92/2012”. Analogamente per i lavoratori iscritti alla gestione dipendenti pubblici deve essere utilizzata la specifica posizione previdenziale dedicata alla procedura di esodo aperta nell’ambito della gestione pubblica (cfr. circolare n. 63/2014, paragrafo 9).

Ciò premesso, si fa presente che con circolari n. 90 del 2014 e n. 63 del 2014 (disciplinanti rispettivamente le prestazioni a favore dei lavoratori iscritti alla gestione ex Enpals ed alle gestioni pubbliche ex Inpdap, al fine di incentivarne l’esodo ex art. 4, commi da 1 a 7-ter) l’Istituto aveva reso noto che la quantificazione della contribuzione correlata avviene in analogia con quanto previsto per le ipotesi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro dall’articolo 2, commi 6 e 10, della legge n. 92/2012 in materia di ASpI.

La disciplina in materia di Aspi è stata modificata, come noto, dal decreto legislativo n. 22/2015 che, in attuazione della legge delega n. 183/2014, ha introdotto la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI) che, nello specifico, prevede l’accredito a favore dei lavoratori percettori della prestazione della contribuzione rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.

Si fa presente, per inciso, a tal riguardo, che – come precisato dal Ministero del Lavoro, con nota prot. 29/0002120 del 28 aprile 2015 – alla fattispecie di cui si tratta non risulta applicabile il massimale di cui all’articolo 12 del decreto legislativo n. 22/2015.

La citata disciplina in materia di contribuzione, come modificata dal citato decreto legislativo n. 22/2015, risulta, in considerazione di quanto sopra rammentato, applicabile con riferimento ai lavoratori di cui all’oggetto per i quali i datori di lavoro presentino domanda per la procedura di esodo ex articolo 4 della Legge n. 92/2012, a decorrere dal 1° maggio 2015.

Per completezza, si rammenta, infine, che, in relazione ai lavoratori per i quali le imprese esodanti abbiano già presentato la predetta domanda di accesso (mod. SC77) alla procedura di esodo in data anteriore al 1° maggio 2015, corredata dall’indicazione (mod. SC77) dei lavoratori in uscita nell’anno solare in corso, continueranno ad essere applicabili le disposizioni di cui alle citate circolari nn. 119/2013, 63/2014 e 90/2014 fino al termine del programma di esodo.

Lavoratori iscritti alla gestione ex Enpals. Modalità di composizione del flusso Uniemens

All’interno dell’elemento <Qualifica1> nel flusso Uniemens, i datori di lavoro di cui si tratta dovranno valorizzare il valore “V” avente il significato di “Lavoratori in esodo ex art. 4 legge n. 92/2012. Domanda presentata a decorrere dal 1° maggio 2015”.

Inoltre, dovrà essere valorizzato l’elemento <Qualifica2>, ed anche il <TipoLavoratore> mentre, continuerà a non dover essere valorizzato l’elemento <Qualifica3>.

Per ciascuno dei suddetti lavoratori, all’interno dell’elemento <Dati Retributivi>, dovrà essere valorizzato l’elemento <Imponibile>, indicando l’imponibile sul quale è calcolata la contribuzione correlata e l’elemento <Contributo> in corrispondenza del quale sarà indicato l’importo della contribuzione figurativa correlata da versare (pari all’aliquota di finanziamento del Fondo previdenziale di appartenenza tempo per tempo vigente).

I dati sopra esposti nell’Uniemens saranno riportati, nel DM2013 virtuale ricostruito, nella colonna “somma a debito” con il codice “M161”.

Per ciascun lavoratore ammesso alla procedura di esodo, all’interno dell’elemento <InquadramentoLavPA>, deve essere valorizzato l’elemento <TipoImpiego> con il codice 39 ”Lavoratore in esodo ex art.4 legge n.92/2012” e gli elementi <contratto> e <qualifica> con i valori dichiarati nell’ultimo periodo utile. L’elemento <TipoServizio> da utilizzare durante il periodo di erogazione della prestazione deve essere valorizzato con il codice 81 ”Lavoratore in esodo ex art.4 legge n.92/2012 - Domanda presentata a decorrere dal 1° maggio 2015”.

All’interno dell’elemento <GestPensionistica> non devono essere valorizzati gli elementi <StipendioTabellare> e <RetribIndivAnzianita>. L’elemento <Imponibile> deve essere valorizzato indicando il valore di riferimento sul quale è calcolata la contribuzione correlata, l’elemento <Contributo> con l’importo della contribuzione da versare.

Si rammenta, infine, che la posizione previdenziale dedicata alla procedura di esodo deve essere utilizzata esclusivamente per denunciare la contribuzione correlata. Gli arretrati relativi al rapporto di lavoro corrisposti al dipendente dovranno essere denunciati secondo le consuete modalità previste per il personale cessato utilizzando la posizione previdenziale dell’azienda per i lavoratori iscritti alla gestione pubblica.

 

7) CNDCEC: pubblicate le nuove norme di comportamento del collegio sindacale delle non quotate

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti, il 21 settembre 2015, ha pubblicato sul proprio sito internet la nuova versione delle norme di comportamento del collegio sindacale delle società non quotate. Il documento rappresenta un aggiornamento del testo preliminare pubblicato nel 2012. I principi entreranno in vigore il prossimo 30 settembre, nello stesso giorno a partire dal quale saranno valide anche le norme di comportamento delle società quotate, approvate dal CNDCEC nei mesi scorsi.

Si tratta di un documento (in formato PDF) che è composto da ben 147 pagine.

Le Norme di comportamento suggeriscono e raccomandano modelli comportamentali da adottare per svolgere correttamente l’incarico di sindaco. Si tratta di norme di deontologia professionale rivolte a tutti i professionisti iscritti nell’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, emanate in conformità a quanto disposto nel vigente codice deontologico della professione.

Le continue modifiche del diritto societario e del diritto fallimentare , in particolare, hanno reso necessario adeguare le Norme entrate in vigore nel 2012. Non ultime, in tal senso, le modifiche legislative intervenute sull’assetto dei controlli delle società a responsabilità limitata.

Alla luce di tali modifiche, le Norme di comportamento sono applicabili all’organo di controllo sia nella composizione collegiale che nella composizione monocratica (sindaco unico), in quanto compatibili. In particolare, sono applicabili quelle norme e quei principi di carattere generale e che prescindono dalla composizione pluripersonale, ancorché si renda necessario declinarle in funzione della natura individuale dell’organo controllo. Nei commenti delle Norme sono evidenziate delle soluzioni interpretative e operative che applicabili in caso di nomina dell’organo di controllo monocratico.

Ogni Norma si compone di principi generali, corredati da riferimenti normativi e da criteri applicativi, volti a fornire ai sindaci gli strumenti operativi per lo svolgimento delle proprie funzioni. Le norme sono inoltre accompagnate da brevi commenti che analizzano e chiariscono le scelte adottate, nonché le problematiche interpretative che più spesso emergono nella prassi.

In quest’ottica, le nuove regole tendono a precisare l’importanza del ruolo rivestito dal collegio sindacale all’interno del governo societario, enfatizzando, anche a seguito della evoluzione normativa e della prassi ministeriale nonché di importanti pronunce della giurisprudenza, il dovere di vigilanza che l’organo di controllo è per legge chiamato a svolgere sull’osservanza della legge e dello statuto ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento. Le nuove norme saranno, quindi, in vigore dal 30 settembre 2015.

 

8) Documento della FNC sulla posizione finanziaria netta

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato nei giorni scorsi il documento sulla posizione finanziaria netta che consente di approfondire un tema complesso e spesso sottovalutato sia nella gestione che nella valutazione d’azienda. La posizione finanziaria netta è considerata nell’Oic 6 un indicatore alternativo di risultato. Né i principi contabili nazionali, né quelli internazionali Ias/Ifrs, ne specificano la modalità di calcolo.

La dottrina economico-aziendale ha fornito negli anni posizioni interpretative non del tutto collimanti tra loro che hanno condotto alla formulazione di differenti configurazioni di Posizione finanziaria netta.

A tal fine l’Oic 6 – ristrutturazione del debito ed informativa di bilancio che fornisce qualche indicazione maggiore. Nel dettaglio, lo standard Oic 6 precisa che “la posizione finanziaria netta (o indebitamento finanziario netto) è calcolata come somma algebrica tra le seguenti grandezze:

- la posizione finanziaria corrente netta (o indebitamento finanziario corrente netto), calcolata come sommatoria tra le disponibilità liquide, i crediti finanziari correnti e le altre attività finanziarie correnti al netto dei debiti bancari correnti, della parte corrente dell’indebitamento non corrente e degli altri debiti finanziari correnti;

- la posizione finanziaria non corrente (o indebitamento finanziario non corrente), calcolata come sommatoria tra i debiti bancari non correnti, le obbligazioni emesse e gli altri debiti finanziari non correnti”.

Al fine di fare chiarezza in materia la Fondazione Nazionale Commercialisti ha prodotto un documento per evidenziare come il valore segnaletico del suddetto indicatore in aggiunta ad altri, possa costituire un importante elemento diagnostico sullo stato di salute dell’impresa, con particolare attenzione all’aspetto finanziario e patrimoniale.

La Posizione finanziaria netta consente di valutare non solo il livello complessivo di indebitamento dell’impresa e la solidità della struttura patrimoniale, ma anche la capacità di restituzione del debito quando l’indicatore viene rapportato al fatturato.

L’analisi congiunta della posizione finanziaria netta e del rendiconto finanziario aziendale consentono sia analisi previsionali sia la valutazione di nuovi progetti di investimento e di sopportabilità del debito. Secondo quanto previsto dagli Ias, le informazioni così ottenute sono utili per accertare la capacità dell’impresa di produrre le disponibilità liquide e i mezzi equivalenti necessari alla sopravvivenza dell’impresa, per determinare la necessità del loro impiego e per migliorare la confrontabilità dei risultati operativi tra imprese diverse, in quanto il documento elimina gli effetti dell’impiego di trattamenti contabili differenti riferiti ai medesimi fatti e operazioni.

 

Vincenzo D’Andò