Diario quotidiano del 16 settembre 2015: la proroga tecnica di 30 giorni alla Voluntary Disclosure

 

 Indice:

 1) E’ nulla l’iscrizione ipotecaria se il contribuente non ne è venuto a conoscenza; evasione fiscale: niente   custodia preventiva; al via il sequestro delle quote societarie

 2) Reti di impresa per l’artigianato digitale: domande entro il 25 settembre 2015

 3) Legge di Stabilità 2016: principio di competenza economica uguale per professionisti ed imprese   individuali

 4) Voluntary disclosure: proroga tecnica di 30 giorni

 5) Società trasparenti: per l’opzione va bene la vecchia comunicazione

 6) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di agosto 2015

 

 

 

1) E’ nulla l’iscrizione ipotecaria se il contribuente non ne è venuto a conoscenza

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17584 del 3 settembre 2015, ha stabilito che prima di iscrivere l’ipoteca su beni immobili l’Amministrazione finanziaria deve comunicare al contribuente che procederà all’iscrizione, concedendo al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative, in 30 giorni – per presentare osservazioni o effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l’omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli articoli 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell’ipoteca, l’iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d’illegittimità.

Il tutto è nato dal contenzioso instaurato tra un contribuente ed Equitalia. La CTR, confermando la sentenza di primo grado, aveva annullato una iscrizione ipotecaria effettuata su immobili di proprietà del contribuente a garanzia di alcune cartelle esattoriali, giudicandola illegittima perché non preceduta dalla comunicazione prescritta dalla legge.

Contro la sentenza proponeva ricorso per Cassazione Equitalia, in particolare rilevando, da un lato, l’errore in cui il giudice territoriale sarebbe incorso ritenendo applicabile all’iscrizione ipotecaria la norma del D.P.R. n. 602/1973 (art. 50, comma 2), sebbene la stessa si riferisca all’espropriazione e non all’iscrizione ipotecaria; dall’altro, denunciando l’errore in cui la Commissione Tributaria Regionale sarebbe incorsa confermando la sentenza di primo grado (che aveva annullato, oltre all’iscrizione ipotecaria, anche le cartelle alla medesima presupposta) senza motivare sulle ragioni dell’annullamento di dette cartelle, la cui notifica, secondo quanto dedotto dalla ricorrente nel mezzo di ricorso, sarebbe stata regolare. La Cassazione ha respinto il ricorso della società di riscossione, questo poiché l’iscrizione ipotecaria non era stata preceduta dall’intimazione ex art. 50, comma 2, D.P.R. n. 602/1973, più in particolare non era stata preceduta dalla comunicazione con assegnazione di termine di 30 giorni per presentare osservazioni od effettuare il pagamento.

Evasione fiscale: niente custodia preventiva

In base alle ultime normative, l’evasore fiscale finisce dietro le sbarre solo se il giudice verifica la possibilità di una recidiva e se la pena può essere superiore ai tre anni. In caso contrario, niente custodia preventiva. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 36918 del 14 settembre 2015. La valutazione del giudice cautelare non può essere astratta ma deve essere assistita da un principio di concretezza.

Con la sentenza 36918/2015i la Cassazione fornisce chiarimenti sull’art. 275, comma 2-bis cpp sul quale è intervenuto il D.L. 92/2014 convertito nella Legge 117/2014. La nuova norma sbarra la strada della custodia in carcere in tutti i casi in cui il giudice prevede che alla fine del giudizio la pena resterà sotto la soglia dei 3 anni.

Pertanto, nel valutare l’esigenza delle misure cautelari il giudice deve considerare la possibilità per l’imputato di ottenere la condizionale o una condanna…

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