Diario quotidiano del 15 settembre 2015: come riattribuire le ritenute dei soci alle società di persone

 

 Indice:

 1) In arrivo l’incentivo fiscale per il rientro in Italia dei laureati

 2) Bilanci e fisco: l’errore sull’imputazione del valore contabile sull’esercizio non di competenza   potrebbe comportare solo la sanzione di € 250,00

 3) Come riattribuire le ritenute dei soci alle società di persone

 4) Fatture elettroniche: un anno di tempo per comunicare all’Agenzia delle entrate il server che conserva i   documenti

 5) Bilanci: nuova relazione sulla gestione dal 2016

 

 

 

1) In arrivo l’incentivo fiscale per il rientro in Italia dei laureati

Bonus IRPEF per il trasferimento in Italia dei laureati: Il decreto sull’internazionalizzazione delle imprese, approvato di recente dal Consiglio dei Ministri, in pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prevede un incentivo fiscale per favore il trasferimento in Italia di laureati italiani (o stranieri). Ecco di seguito i particolari.

Chi ne può fruire

L’art. 16 di tale decreto prevede nello specifico che il reddito prodotto in Italia da lavoratori dipendenti in possesso di laurea e con una qualifica che prevede un’alta qualificazione o un’alta sperimentazione, che trasferiscono la residenza fiscale nel territorio dello Stato, concorre a formare il reddito complessivo soltanto per il 70% del suo ammontare, al ricorrere delle seguenti condizioni:

– tali lavoratori non devono essere stati residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti il predetto trasferimento;

– dopo il rientro, devono prestare attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano, in forza di un rapporto di lavoro instaurato con un’impresa residente nel territorio dello Stato o con una società che direttamente o indirettamente controlla la medesima impresa, ne é controllata o é controllata dalla stessa società che controlla l’impresa. Pertanto, é possibile essere assunti anche da una delle società del gruppo residente all’estero, a patto che almeno una del gruppo sia residente in Italia.

Condizione per potere essere considerati residenti

Per poter essere considerati residenti in Italia, dovranno essere iscritti nelle anagrafi della popolazione residente per la maggior parte del periodo d’imposta (almeno 183 giorni o 184 giorni per gli anni bisestili) o dovranno possedere il domicilio o la residenza nel territorio dello Stato per lo stesso periodo.

La nuova agevolazione sarà applicabile nel periodo che andrà dal 2016 al 2019, a patto che il decreto sull’internazionalizzazione delle imprese entri in vigore entro la fine di quest’anno.

Ammessi anche gli stranieri

Si potrà usufruire della detassazione del 30% del reddito non soltanto per i “rientri italiani” dall’estero, ma anche per gli stranieri che vorranno trasferire la loro residenza in Italia.

Decreto chiarirà le misure agevolative

Le regole attuative saranno stabilite da un apposito decreto del Ministero dell’Economia che stabilirà anche il coordinamento di tali nuove misure agevolative con le altre attualmente ancora in vigore. Il riferimento é alle seguenti due agevolazioni fiscali ancora in essere e valide fino al 31 dicembre 2017:

– quella prevista dall’art. 44 del D.L. 78/2010, che prevede la detassazione IRPEF del 90% delle retribuzioni di docenti e ricercatori (a condizione che questi svolgano la loro attività in Italia come lavoratori dipendenti) o dei compensi se professionisti;

– quella prevista dalla Legge n. 238/2010 che prevede per il rientro dei cervelli di poter dichiarare solo una percentuale dei relativi redditi di lavoro dipendente, d’impresa o di lavoro autonomo (20% per le lavoratrici e 30% per i lavoratori).

“Exit tax”: rinvio a tutto campo

I trasferimenti di sede che derivano indirettamente da operazioni straordinarie intracomunitarie, incluse le operazioni verso Stati aderenti allo Spazio economico europeo, potranno fruire del regime fiscale di differimento della tassazione (cd. “exit tax”) già previsto dall’art. 166 comma 2-quater del Tuir per i trasferimenti di sede “in senso…

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