Diario quotidiano del 10 settembre 2015: acquisto di carburante con uso esclusivo di carta di credito: è veramente un’agevolazione?

Pubblicato il 10 settembre 2015



CNDCEC: software mandato professionale: da oggi è disponibile in 5 regioni; frodi Iva: non va bene il termine di prescrizione breve nel campo penale, la Corte Ue “bacchetta” l’Italia; acquisto di carburante con uso esclusivo di carta di credito: è veramente un'agevolazione?; agricoltura: in G.U. la legge sull’impresa sociale; enti non commerciali e produttori agricoli: nuovo modello INTRA 12 dall'1 ottobre 2015; sospesa la rata semestrale del mutuo ipotecario edilizio per i comuni colpiti dall’alluvione dell’8 luglio 2015; aggiornamento della procedura on line per la presentazione telematica delle domande di congedo parentale

 

 Indice:

 1) CNDCEC: software mandato professionale: da oggi è disponibile in 5 regioni

 2) Frodi Iva: non va bene il termine di prescrizione breve nel campo penale, la Corte Ue “bacchetta”   l’Italia

 3) Acquisto di carburante con uso esclusivo di carta di credito: è veramente un'agevolazione?

 4) Agricoltura: in G.U. la legge sull’impresa sociale

 5) Enti non commerciali e produttori agricoli: nuovo modello INTRA 12 dal 1° ottobre 2015

 6) Sospesa la rata semestrale del mutuo ipotecario edilizio per i comuni colpiti dall’alluvione dell’8 luglio   2015

 7) Aggiornamento della procedura on line per la presentazione telematica delle domande di congedo parentale

 

1) CNDCEC: software mandato professionale: da oggi è disponibile in 5 regioni

Dal 10 settembre 2015 é disponibile per le prime cinque Regioni: Si parte da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania e Umbria. Sono le Regioni i cui iscritti potranno per primi scaricare gratuitamente il software “Mandato”.

Si parte da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania e Umbria. Sono le cinque Regioni i cui iscritti potranno per primi scaricare gratuitamente, dal 10 settembre, il software “Mandato”, realizzato dalla Commissione di Studio “Tariffa” dello stesso Consiglio Nazionale.

Ragioni di natura tecnica ed organizzativa hanno reso indispensabile regolamentare il download del software per la predisposizione del mandato professionale dei commercialisti. Gli iscritti potranno effettuare l’operazione dal sito del Consiglio nazionale della categoria (www.commercialisti.it), sulla cui home page sarà presente un link al sito dedicato.

Il calendario prevede cinque diversi periodi di accesso alla piattaforma per altrettanti gruppi di Regioni, tutti comunque concentrati nel mese di settembre.

Dopo il primo step del 10 settembre, toccherà, il 16 settembre, agli iscritti di Lazio, Molise e Puglia, il 21 settembre a quelli di Emilia Romagna, Friuli - Venezia Giulia, Marche, Trentino - Alto Adige e Veneto, il 24 settembre a quelli di Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta e, infine, il 29 settembre, a quelli di Piemonte, Toscana, Sardegna e Sicilia.

Grazie ad una serie di menù, il software guiderà il commercialista nell’individuazione di tutti gli elementi caratterizzanti la prestazione professionale e potrà successivamente quantificare gli onorari da includere nella sua bozza di preventivo o nella lettera d’incarico professionale. L’utilizzo del software permetterà di redigere tutta la documentazione necessaria in fase sia di proposizione che di successiva gestione del mandato professionale: preventivo dettagliato, mandato professionale, documentazione ai fini dell’antiriciclaggio, privacy ecc..

I servizi on line consentiranno la fruizione, in modo semplice e strutturato, di materiale e documentazione elaborati dalla Commissione di studio “Tariffa” ed approvati dal Consiglio Nazionale, tra cui il “Facsimile di lettera di incarico professionale”, integrato nel software.

(CNDCEC, comunicato stampa del 08 settembre 2015)

 

2) Frodi Iva: non va bene il termine di prescrizione breve nel campo penale, la Corte Ue “bacchetta” l’Italia

E’ incompatibile con la normativa Ue la prescrizione penale delle frodi IVA. La Corte Ue ha, quindi, chiesto al giudice nazionale di disapplicare le norme vigenti.

La Corte di Giustizia si è pronunciata, con la sentenza 8 settembre 2015 relativa alla causa C-105/14, sulla incompatibilità con il diritto dell’Unione europea della normativa italiana sulla prescrizione dei reati in materia di frodi IVA.

La prescrizione abbreviata dei reati, introdotta dalla Legge n. 251/2005, contrasta con l’ordinamento comunitario quando non permette di punire adeguatamente le violazioni agli interessi finanziari dell’Unione, tra cui gli illeciti penali in materia di Iva. Lo ha stabilito la citata Corte di Giustizia Ue, rispondendo alle questioni sollevate dal tribunale di Cuneo nell’ambito di un procedimento penale per frodi all’Iva.

In atto, il quadro normativo attuale è diverso, poiché la Legge n. 148/2011 ha elevato di un terzo di termini di prescrizione per i reati tributari previsti dagli articoli da 2 a 10 del D.Lgs. n. 74/2000.

La Corte Ue ha ritenuto pertinente la questione relativa all’Iva, riformulandola nel senso che non si tratta di verificare se la prescrizione accorciata si traduca in una ipotesi di esenzione dall’Iva non prevista dalla direttiva 2006/112/Ce, ma se si risolva in un ostacolo all’efficace lotta alle frodi, incompatibile con la direttiva e con il diritto dell’Ue.

Ebbene, è stato rimarcato che gli stati membri hanno l’obbligo di contrastare le frodi all’Iva e, in generale, le attività illecite lesive degli interessi finanziari dell’Unione.

Pensioni maturate prima del 2007: pro rata non flessibile

Sono illegittime le delibere delle Casse private che non rispettano tale principio secondo i precetti originari della Legge 335/1995.

Sono illegittimi per incompatibilità con il principio del pro rata introdotto dall’art. 3, comma 12 della Legge 335/95, i provvedimenti delle Casse di previdenza private che pongono massimali ai trattamenti pensionistici, in relazione alle anzianità già maturate prima delle modifiche attenuative del predetto principio operate dalla Legge 296/2006 (legge finanziaria 2007).

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17742 del 8 settembre 2015, emessa, a sezioni unite, per porre fine all’annoso contrasto giurisprudenziale e precisando appunto che per i trattamenti pensionistici maturati dagli assicurati prima del 1° gennaio 2007, trova applicazione l’art. 3, comma 12 della Legge 335/1995 nella formulazione originaria, che prevedeva l’applicazione rigorosa del principio del pro rata.

Fallimento: per l’insinuazione al passivo Equitalia deve rispettare il termine annuale

Anche Equitalia, per insinuarsi nel passivo fallimentare, deve rispettare il termine annuale.

Dunque, l’Amministrazione finanziaria o Equitalia, come tutti gli altri creditori, devono rispettare il termine annuale di cui all’art. 101 della Legge fallimentare per la presentazione delle istanze tardive di insinuazione. Questo sulla base di quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17787 del 8 settembre 2015.

Pertanto, una volta che l’Amministrazione finanziaria è venuta a conoscenza della dichiarazione di fallimento, la stessa deve immediatamente attivarsi per predisporre i titoli per la tempestiva insinuazione dei propri crediti al passivo in termini inferiori a quelli massimi attribuiti dalla legge per l'espletamento di tali incombenze.

 

3) Acquisto di carburante con uso esclusivo di carta di credito: è veramente un'agevolazione ?

Si parla spesso di nuova introduzione di agevolazioni fiscali e perché no di quelli contabili, quasi dimenticando che il legislatore nel tempo ha comunque introdotto delle semplificazioni che, tuttavia, ad oggi potrebbero risultare quasi inapplicabili, vediamone di seguito le motivazioni:

Come è risaputo, il D.L. 70/2011 ha inteso modificare, per finalità di natura semplificativa, i contenuti del D.P.R. 444/1997, che è relativo alla nota disciplina istituita per regolare l’obbligo di tenuta della scheda carburante quale strumento di certificazione dell’acquisto di carburante per autotrazione. In particolare la lett. l) c. 1 dell’art. 7 del citato D.L., nello stabilire il principio a cui deve attenersi la semplificazione introdotta con il predetto decreto, prevede la “abolizione della compilazione della scheda carburante in caso di pagamento con carte di credito, di debito o prepagate.

Dunque, la lett. p) co. 2 dell’art.7 del D.L. citato ha introdotto una modifica al suddetto DPR 444/1997, aggiungendo un nuovo co. 4 all’art. 1 che prevede quanto segue “In deroga a quanto stabilito al comma 1, i soggetti all’imposta sul valore aggiunto che effettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’art. 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.605, non sono soggetti all’obbligo di tenuta della scheda carburante previsto dal presente regolamento”. E’ stata, quindi, introdotta una ulteriore ipotesi di esonero dall’obbligo di compilazione della scheda carburante per i soggetti Iva (senza alcuna distinzione o limitazione e, quindi, soggetti interessati sono sia imprese che professionisti, sia organizzati in forma individuale che collettiva) che acquistano il carburante per autotrazione esclusivamente mediante carte di credito, bancomat e carte prepagate. Alla luce di ciò, gli acquisti di carburante effettuati esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito (bancomat) e carte prepagate consentono ai soggetti Iva, ordinariamente tenuti alla compilazione della scheda carburante, di togliersi, in linea di massima, questo ulteriore adempimento.

La previsione normativa, tuttavia, precisa che i suddetti mezzi di pagamento “elettronici” devono essere emessi dagli operatori finanziari indicati nell’art. 7 c. 6 del DPR 605/73, ovvero: le banche, Poste italiane spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICV), le società di gestione del risparmio (SGR), nonché ogni altro operatore finanziario. Tali soggetti hanno, infatti, l’obbligo di comunicare all’Anagrafe tributaria l’esistenza dei rapporti e di qualsiasi operazione finanziaria; le stesse saranno archiviate in apposita sezione, con l’indicazione dei dati anagrafici dei titolari e dei soggetti che intrattengono con gli operatori finanziari qualsiasi rapporto o effettuano operazioni al di fuori di un rapporto continuativo per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, compreso il codice fiscale.

Il tutto è stato, inizialmente, chiarito dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 42/E del 9 novembre 2012.

A seguito di ciò, non viene ammessa la forma “mista”: se il contribuente decide di utilizzare la semplificazione e, quindi, evita la scheda carburante per la certificazione, finisce per rinunciarvi del tutto, con la conseguenza che egli finirà anche per perdere la possibilità di certificare i rifornimenti effettuati per contanti. Si tratta di una limitazione di non poco conto, visto che sarà capitato a tutti di trovarsi in situazioni nelle quali i dispositivi elettronici di pagamento non funzionano (che si tratti di una verità o che sia solo asserita dall’esercente) e, quindi, di dover provvedere al pagamento con i contanti. Qualcuno aveva ipotizzato di poter utilizzare una sorta di “scheda carburante di emergenza” ossia una scheda da utilizzare quando ci si trovava a dover utilizzare il contante. Così però non potrà essere, stante la posizione rigorosa assunta dall’Amministrazione Finanziaria.

Un secondo aspetto è quello che occorre fare riferimento all’estratto conto periodico nel quale vengono riepilogati i pagamenti. Peraltro, occorre anche verificare che su tale documento siano evidenziati i dati richiesti per l’individuazione dell’acquisto. La citata C.M. 42E/12 precisa, inoltre che tale modalità di certificazione consente, oltre alla deduzione del costo, anche la detrazione dell’Iva. Sul lato Iva occorre peraltro notare che i principi contenuti negli articoli 19 e 25 del D.P.R. n.633/1972 vincolano il diritto alla detrazione dell’imposta all’utilizzo e alla registrazione della fattura quale documento che evidenzia il tributo assolto sull’acquisto in maniera esposta. In effetti la scheda carburante era uno strumento che, oltre che ad identificare il veicolo rifornito e certificare la transazione, permetteva anche lo scorporo dell’imposta. Con intento semplificatore (ritenuto eccessivo anche se apprezzabile), l’Agenzia ha dunque deciso di derogare a tale previsione: per recuperare tale imposta in detrazione non basterà, dunque, registrare i movimenti della carta di credito quali numerari sul libro giornale, ma sarà necessario annotarli con lo scorporo dell’imposta e registrarli sui registri Iva; operazioni, quindi, che dal punto di vista contabile risultano tutt’altro che semplici visto che occorre far riferimento ad un estratto conto.

Riguardo poi la gestione dei pagamenti tramite carte finanziarie (ad esclusione del “netting”), l’Agenzia ha inoltre chiarito che:

- l’acquisto deve essere fatto con una tessera intestata al soggetto che intende portare in deduzione la spesa (quindi non possono valere carte di credito intestate a familiari oppure ad una società ovvero altre situazioni di questo tipo); tal posizione pare piuttosto ragionevole (anche se limitante) altrimenti verrebbe meno la possibilità di creare un riferimento con il soggetto che sostiene il costo (si ricordi che invece lo strumento di pagamento è del tutto irrilevante quando si sta utilizzando la scheda carburante);

- se vengono effettuati altri acquisti oltre al carburante (catene da neve, tappetini auto, ecc.) gli acquisti vanno distinti attraverso separati pagamenti; per gli acquisti di carburante può bastare la sola transazione certificata dalla documentazione finanziaria, mentre per gli altri acquisti sarà necessario il rilascio di un documento fiscale atto a certificare la spesa (fattura).

- la carta utilizzata non è necessario che sia utilizzata per il solo acquisto di carburanti ma neppure deve essere una carta relativa alla sola attività d’impresa/lavoro autonomo, in quanto con essa possono essere effettuati anche acquisti relativi alla sfera personale/familiare.

Ecco perché molti operatori contabili continuano ad utilizzare le forme tradizionali di certificazione dei rifornimenti, non applicando così l’agevolazione contabile.

 

4) Agricoltura: in G.U. la legge sull’impresa sociale

È stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 208 dell’8 settembre 2015, la Legge n. 141 del 18 agosto 2015, recante disposizioni in materia di impresa sociale nel settore dell’agricoltura.

In particolare, la pubblicazione nella G.U. introduce anche in Italia la disciplina dell’attività agricola (ai sensi dell'articolo 2135 c.c., sia in forma cooperativa) volta al sociale: la nuova norma infatti prevede la presenza di soci e dipendenti con disabilità fisiche o psichiche col fine di un loro reinserimento sociale.

Primo obiettivo è promuovere lo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio - sanitari, educativi e di inserimento socio - lavorativo, sì da facilitare l’accesso adeguato e uniforme alle prestazioni essenziali da garantire alle persone, alle famiglie e alle comunità locali in tutto il territorio nazionale e, in particolare, nelle zone rurali o svantaggiate, identificando, quindi, l’agricoltura sociale quale aspetto della multifunzionalità delle imprese agricole.

Tale attività racchiude un insieme di tante altre attività che vengono esercitate dagli imprenditori agricoli, di cui all'art. 2135 c.c., dirette a realizzare:

- inserimento socio - lavorativo di lavoratori con disabilità e di lavoratori svantaggiati, nonché di minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale;

- prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali mediante l’utilizzazione delle risorse materiali e immateriali dell’agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni volte allo sviluppo di abilità e di capacità, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana;

- prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative finalizzate a migliorare le condizioni di salute e le funzioni sociali, emotive e cognitive dei soggetti interessati anche attraverso l’ausilio di animali allevati e la coltivazione delle piante;

- progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità.

Le modalità di svolgimento di queste attività saranno indicate da un Decreto MiPAAF da trasmettere entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge. Devono, inoltre, essere svolte in collaborazione con i servizi socio-sanitari e con gli Enti pubblici competenti per territorio.

Imprese della pesca: in Gazzetta Ufficiale la CIGS in deroga per i periodi di sospensione obbligatoria

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 7 settembre 2015, il Decreto 6 agosto 2015 di individuazione degli aiuti previsti per le imprese della pesca che risultano soggette all'interruzione obbligatoria temporanea dell'attività.

Nello specifico la sospensione, prevista dal Decreto 3 luglio 2015, riguarda le attività di pesca che si caratterizzano per l'utilizzo del sistema a strascico, per le quali verrà attivata la procedura per l'erogazione del trattamento di integrazione salariale CIGS in deroga per il periodo di sospensione obbligatoria imposta dalla legge.

 

5) Enti non commerciali e produttori agricoli: nuovo modello INTRA 12 dal 1° ottobre 2015

Dal 1° ottobre 2015, gli enti non commerciali non soggetti passivi d’imposta e i produttori agricoli in regime di esonero, in relazione agli acquisti intracomunitari effettuati, devono uti­lizzare un nuovo modello INTRA 12, consultando le relative istruzioni rinnovate.

Questo sulla base del Provvedimento direttoriale 25 agosto 2015. Rispetto al modello attualmente in uso, approvato con Provvedimento direttoriale 16 aprile 2010, sono stati eliminati i campi relativi all’Ufficio territorialmente competente e, in caso di dichiarante diverso dal contribuente, quelli riguardanti i dati relativi alla residenza del soggetto che sottoscrive il modello, ove residente all’estero.

La presentazione del modello INTRA 12 deve essere effettuata entro la fine di ciascun mese, indicando l’ammontare degli acquisti registrati con riferimento al secondo mese precedente.

Nuova Guida per le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD)

La Direzione regionale del Piemonte ha pubblicato sul sito dell’Agenzia delle entrate la nuova guida sulle ASD.

Nel ricco indice rientrano moltissimi temi: i grandi capitoli in cui si divide la nuova guida approfondiscono al loro interno molti aspetti di dettaglio. Più nello specifico, gli argomenti trattati sono:

- la costituzione e la gestione di una ASD;

- il trattamento fiscale;

- le ONLUS;

- come finanziare una ASD;

- i controlli fiscali.

 

6) Sospesa la rata semestrale del mutuo ipotecario edilizio per i comuni colpiti dall’alluvione dell’8 luglio 2015

A causa delle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi il giorno 8 luglio 2015, che hanno colpito il territorio dei comuni di Dolo, Pianiga e Mira in provincia di Venezia e di Cortina d’Ampezzo in provincia di Belluno, il Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha emanato l’Ordinanza n. 274 del 30 luglio 2015 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 2015, n. 184.

Facendo seguito alla suindicata Ordinanza, l’Inps, con la nota del 9 settembre 2015, informa gli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, titolari di mutui ipotecari edilizi e residenti in uno dei comuni individuati dal provvedimento ove insiste l’immobile, oggetto del finanziamento, circa la possibilità di richiedere la sospensione della rata semestrale con scadenza 31.12.2015.

L’art. 11 della citata Ordinanza (rubricato “sospensione dei mutui”), ha previsto infatti, con riferimento ai comuni di Dolo, Pianiga e Mira in provincia di Venezia e di Cortina d’Ampezzo in provincia di Belluno, che i soggetti ivi residenti “titolari di mutui relativi agli edifici distrutti o resi inagibili anche parzialmente [….], previa presentazione di autocertificazione del dannosubito, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni ed integrazioni, hanno diritto di chiedere agli istituti di credito e bancari, fino alla ricostruzione, alla agibilità o alla abitabilità del predetto immobile, e comunque non oltre la data di cessazione dello stato di emergenza, una sospensione delle rate dei medesimi mutui, [….]”.

L’art. 13, comma 2, del vigente Regolamento per l’erogazione dei mutui ipotecari agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali consente già l’applicazione di un provvedimento di sospensione laddove è previsto “Nel caso di calamità naturali l’INPDAP [id est, ora INPS] si riserva la possibilità di adottare provvedimenti urgenti a favore delle popolazioni residenti nei Comuni colpiti.

In conformità alle disposizioni sopra riportate e al fine di fornire il massimo sostegno ai territori colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici, l’Inps accorderà, previo accertamento e verifica dei presupposti, la sospensione della rata indicata ai mutuatari che ne faranno specifica richiesta entro il 20 ottobre 2015.Presso le sedi provinciali interessate (Venezia e Belluno) è affissa un’informativa con le istruzioni per presentare la richiesta in argomento.

 

 

7) Aggiornamento della procedura on line per la presentazione telematica delle domande di congedo parentale

Aggiornamento della procedura on line per la presentazione telematica delle domande di congedo parentale, anche prolungato in caso di figli con disabilità, per i periodi fruiti tra gli 8 ed i 12 anni.

Si fa seguito ai messaggi n. 4576 del 6 luglio 2015 (“Congedo parentale. Elevazione dei limiti temporali di fruibilità del congedo parentale da 8 a 12 anni ed elevazione del limiti temporali di indennizzo a prescindere dalle condizioni di reddito da 3 a 6 anni. Modalità di presentazione della domanda nel periodo transitorio”) e n. 4805 del 16 luglio 2015 (“Prolungamento del congedo parentale per figli con disabilità in situazione di gravità. Elevazione dei limiti temporali di fruibilità da 8 a 12 anni. Modalità di presentazione della domanda nel periodo transitorio”).

Sono disponibili le procedure per la presentazione telematica delle domande di congedo parentale riferite ai periodi tra gli 8 ed i 12 anni di vita del bambino (oppure tra gli 8 ed i 12 anni dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato).

Ferma restando la validità delle domande di congedo per i predetti periodi presentate in modalità cartacea sino al 13 settembre p.v., si comunica che a decorrere dal 14 settembre 2015 potranno essere accettate solo le domande trasmesse in via telematica.

(Inps, Messaggio n. 5626 del 09-09-2015)

 

Vincenzo D’Andò