Unico 2015: la trasformazione dell'eccedenza ACE in credito d'imposta IRAP

 
Premessa generale
Il decreto Legge n. 91/2014 ha introdotto la possibilità di convertire l’eccedenza ACE in un credito d’imposta utilizzabile in diminuzione dell’Irap da versare.
Come noto infatti fino al 2013 l’eccedenza veniva riportata automaticamente negli esercizi successivi (senza limite temporale), per essere utilizzata in deduzione del reddito imponibile mentre dal 2014 i contribuenti che presenteranno un’eccedenza Ace inutilizzabile per incapienza del reddito imponibile, potranno decidere di convertirla in credito d’imposta e di portarla a riduzione dell’Irap dovuta.
La scelta tra le due alternative (utilizzo a riduzione del reddito imponibile II.DD. ovvero conversione in credito d’imposta ai fini IRAP), dovrà tener conto delle prospettive di ogni singolo contribuente sull’importo delle future basi imponibili Ires o IRPEF e delle imposte dovute ai fini IRAP, per un periodo pari ad almeno un quinquennio successivo alla scelta.
Ad esempio, una S.r.l. che nel modello Unico 2015 evidenzia eccedenze di deduzioni Ace per 100.000 euro potrà convertirle in un credito di 27.500 euro, da impiegare, 5500 euro all’anno (dal 2015 al 2019), a detrazione dell’Irap.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 21/E del 3 giugno 2015, ha chiarito i riflessi della trasformazione dell’ ACE in credito IRAP soffermandosi sul tema del trattamento dell’eccedenza dell’agevolazione ACE e sulla relativa disciplina antielusiva.
Come funziona il calcolo dell’ACE
Come noto l’ACE consiste in una detassazione totale di una parte del reddito imponibile, che riguarda i seguenti soggetti: le società per azioni; le società a responsabilità limitata; le società in accomandita per azioni; le società cooperative; le società di mutua assicurazione; gli enti pubblici e privati aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di un’attività commerciale; le stabili organizzazioni residenti nel territorio dello Stato; le società in nome collettivo in contabilità ordinaria; le società in accomandita semplice in contabilità ordinaria; le imprese individuali in contabilità ordinaria.
 
Non possono applicare l’ACE le società assoggettate a: fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi se viene perseguita la liquidazione della società.
 
TABELLA DEL RENDIMENTO NOZIONALE IN VIGORE
2011-2012-2013 3%
Esercizio in corso al 31/12/2014 4%
Esercizio in corso al 31/12/2015 4,5%
Esercizio in corso al 31/12/2016 4,75%
CALCOLO ACE SOGGETTI IRES
LA PERCENTUALE DI CUI ALLA TABELLA SI APPLICA ALLA DIFFERENZA TRA: PATRIMONIO NETTO ESISTENTE ALLA FINE DELL’ESERCIZIO 31/12/2014(escluso l’utile di esercizio) e il PATRIMONIO NETTO ESISTENTE AL 31/12/2010(escluso l’utile di esercizio).
Se la deduzione ACE supera il reddito complessivo netto può essere riportata negli esercizi successivi senza limiti di temp .
Nel novero dei soggetti Ires a cui spetta l’agevolazione rientrano le società di capitali, gli Enti commerciali residenti in Italia e anche le società in liquidazione volontaria o in concordato preventivo.
Sono invece esclusi gli Enti non commerciali e le società in fallimento, liquidazione coatta o Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi la cui procedura è finalizzata solamente alla liquidazione (spetta l’ACE se lo scopo è il risanamento con la continuità aziendale).
 
GLI INCREMENTI RILEVANTI
Sono rilevanti ai fini del calcolo: i Conferimenti in denaro o rinuncia crediti (dalla data di versamento); gli Utili accantonati a riserva (dall’inizio esercizio in cui si delibera destinazione).
Costituiscono conferimenti anche le rinunce dei soci alla restituzione dei …

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