La fattura elettronica tra privati in attesa dei decreti di attuazione


 

Il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso ha approvato definitivamente il Decreto legislativo che ha quale finalità principale l’incentivazione all’emissione della fattura elettronica tra soggetti “privati”. Al fine di raggiungere tale obiettivo il provvedimento riconosce una serie di vantaggi fiscali in favore dei contribuenti. Ciò anche con l’intento di conseguire una semplificazione del sistema tributario.

In realtà, per comprendere se tale obiettivo possa essere effettivamente raggiunto è necessario attendere il completamento delle disposizioni, quindi l’approvazione delle norme di attuazione.

Il Governo ha recepito la maggior parte delle osservazioni formulate dalle competenti commissioni finanze della Camera e del Senato, che hanno espresso i relativi pareri. In particolare, sono state eliminate una serie di criticità che avrebbe impedito, nella maggior parte dei casi, di fruire degli anzidetti vantaggi fiscali (abrogazione dello spesometro, rimborsi Iva più celeri, etc).

La versione originaria del decreto prevedeva che la possibilità di fruire dei predetti benefici fosse subordinata all’invio telematico all’Agenzia delle entrate di tutte le fatture attive e passive. Conseguentemente, l’invio parziale dei predetti documenti avrebbe vanificato, come ricordato, la possibilità di fruire dei predetti vantaggi. La trasmissione, secondo quanto indicato dal provvedimento, deve essere integrale.

Un sistema così concepito non avrebbe incentivato a sufficienza la diffusione della fattura elettronica. Infatti, la ricezione di una parte delle fatture in formato analogico (cartaceo) avrebbe di fatto ostacolato l’invio di tutti i documenti all’Agenzia delle entrate.

 

Il problema è stato risolto nell’ultima versione del provvedimento che ha recepito, come ricordato, le osservazioni delle Commissioni. La trasmissione di tutte le fatture attive e passive all’Amministrazione finanziaria è stata ora sostituita dalla trasmissione dei dati indicati nelle fatture. Conseguentemente, se il contribuente riceve una o più fatture in formato analogico può trasmettere al Fisco, in luogo delle fatture, i dati ivi contenuti.

La modifica normativa è sicuramente positiva, ma sarà necessario verificare in concreto attraverso quali modalità i contribuenti saranno in grado di trasmettere i dati contenuti nelle fatture. Uno dei vantaggi riconosciuti ai contribuenti a seguito dell’invio telematico dei predetti dati consiste nell’abrogazione dello spesometro. Ora, se l’invio telematico dei dati contenuti nelle fatture, dovesse ricalcare nella sostanza l’invio dei medesimi dati contenuti nel modello di comunicazione previsto dal D.L. n. 78/2010 (modello previsto per lo spesometro), la semplificazione sarà solo teorica. In questo caso il legislatore avrebbe eliminato un adempimento per sostituire lo stesso con un altro adempimento.

Per tale ragione, come già spiegato, sarà necessario comprendere attraverso quali modalità i contribuenti potranno trasmettere all’Agenzia delle entrate i dati contenuti nei documenti analogici. E’ evidente, però, che l’emissione delle fatture in formato elettronico, ovvero la ricezione da parte dei propri fornitori dei documenti emessi nel medesimo formato (elettronico), renderà massimo il beneficio.

In questa ipotesi la trasmissione telematica dei dati all’Agenzia delle entrate risulterà sicuramente più agevole. Inoltre, qualora i contribuenti dovessero avvalersi del Sistema di Interscambio, che sarà messo a disposizione dei contribuenti dall’Amministrazione finanziaria, i dati non dovranno essere inviati al Fisco. In tale ipotesi l’Agenzia delle entrate sarà in grado di acquisire autonomamente dal predetto sistema i dati delle fatture elettroniche senza nessun ulteriore adempimento a carico dei contribuenti. Viceversa se le fatture elettroniche dovessero essere inviate ai propri clienti tramite un canale diverso (rispetto al SDI), i contribuenti per fruire dei vantaggi fiscali dovranno effettuare l’invio telematico al Fisco dei predetti dati. In questo caso l’emissione della fattura elettronica non assicura in sé alcun vantaggio fiscale. I benefici richiedono, come ricordato, un ulteriore adempimento, cioè la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati ivi contenuti.

 

5 agosto 2015

Nicola Forte


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