Diario quotidiano del 31 agosto 2015: la detrazione spese per interventi edilizi nel piccolo condominio: la detrazione non si perde a condizione che venga richiesta l’attribuzione del codice fiscale “cumulativo”

Pubblicato il 31 agosto 2015

detrazione spese per interventi edilizi nel piccolo condominio; voluntary disclosure: ratificato accordo tra Italia e Svizzera-Principato di Monaco-Santa Sede-Principato del Liechtenstein; no all’accertamento induttivo per la ricarica media del settore difforme; transfer pricing: é possibile finanziare la controllata; voluntary disclosure: nuova circolare delle Entrate; come esercitare l’attività di commercio elettronico diretto con il regime fiscale di vantaggio; patent box, pronto il decreto di attuazione con le modalità applicative; precisazioni dell’INPS sulla procedura di pagamento della NASpI; fatturazione elettronica: dal 2016 software dalle Entrate; aliquota IVA applicabile alla cessione di carni di quaglia congelate

 

Indice:

 1) Detrazione spese per interventi edilizi nel piccolo condominio

 2) Voluntary Disclosure: ratificato accordo tra Italia e Svizzera - Principato di Monaco - Santa Sede - Principato del Liechtenstein

 3) No all’accertamento induttivo   per la ricarica media del settore difforme

 4) Transfer pricing: é possibile finanziare la controllata

 5) Voluntary disclosure: nuova circolare delle Entrate

 6) Come esercitare l’attività di commercio elettronico diretto con il regime fiscale di vantaggio

7) Patent box, pronto il decreto di attuazione con le modalità applicative

 8) Precisazioni dell’INPS sulla procedura di pagamento della NASpI

9) Fatturazione elettronica: dal 2016 software dalle Entrate

 10) Aliquota IVA applicabile alla cessione di carni di quaglia congelate

 

 

1) Detrazione spese per interventi edilizi nel piccolo condominio

Ristrutturazione condomini minimi: il codice fiscale salva il bonus fiscale. Quando i bonifici sono stati effettuati direttamente dai singoli proprietari, la detrazione non si perde a condizione che venga richiesta l’attribuzione del codice fiscale “cumulativo”.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 74/E del 27 agosto 2015, emanata a seguito di una istanza di interpello posta per chiarire la seguente problematica.

Tre fratelli, un edificio con tre appartamenti (ognuno di proprietà esclusiva di ciascuno di essi) e parti comuni, su cui nel 2014 sono stati effettuati interventi di recupero, pagati dai proprietari pro-quota con bonifico bancario. Ma, riguardo a tale tipologia di lavori, già nel 1998, quindi fin dall’entrata in vigore della legge istitutiva (la 449/1997), l’allora ministero delle Finanze aveva precisato che la fruizione dell’agevolazione è subordinata alla circostanza che sia il condominio l’intestatario delle fatture e l’esecutore, tramite l’amministratore o uno dei condòmini, degli adempimenti richiesti dalla normativa.

Nel caso di specie, quindi, l’accesso allo sconto fiscale sembrerebbe precluso. Non è così: la soluzione è nella risoluzione n. 74/E del 27 agosto 2015, dove l’Agenzia delle entrate osserva che, avendo i contribuenti in questione eseguito i pagamenti con la procedura giusta per la fruizione del bonus ristrutturazioni, cioè con apposito bonifico “parlante”, è stato regolarmente rispettato l’obbligo, in capo all’istituto bancario o a Poste, di operare la prescritta ritenuta dell’8% sulle somme accreditate (articolo 25 del Dl 78/2010).

Però, la stessa Agenzia, nella circolare 11/2014, aveva ribadito che, per fruire della detrazione relativa a spese su parti comuni, anche i condomìni minimi, quelli con non più di otto condòmini (che non hanno l’obbligo di nominare un amministratore), devono richiedere l’attribuzione del codice fiscale.

Tanto premesso, appare chiaro che il tassello mancante al buon fine è soltanto il codice fiscale del condominio. Pertanto, entro il termine della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2014, in cui sono state sostenute le spese, è necessario:

- presentare a un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate la domanda di attribuzione del codice fiscale al condominio, tramite modello AA5/6;

- versare mediante F24 (codice tributo 8912), a nome del condominio, con indicazione del cf attribuito, la sanzione minima di 103,29 euro, per omessa richiesta del codice fiscale;

- inviare una comunicazione in carta libera all’ufficio delle Entrate competente in relazione all’ubicazione del condominio.

Nella comunicazione, unica per tutti i condòmini, devono essere specificati, distintamente per ciascuno di essi:

- le generalità e il codice fiscale;

- i dati catastali delle rispettive unità immobiliari;

- i dati dei bonifici dei pagamenti effettuati per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio;

- la richiesta di considerare il condominio quale soggetto che ha effettuato gli interventi;

- le fatture emesse dalle ditte nei confronti dei singoli condòmini, da intendersi riferite al condominio.

Infine, ogni condomino potrà inserire le spese sostenute nel periodo d’imposta 2014 nel modello Unico Pf 2015 da presentare entro il prossimo 30 settembre o, se ha utilizzato il 730, nel modello 730 integrativo da presentare entro il 26 ottobre 2015.

Infine, la risoluzione ricorda che, non essendo necessario nel caso in esame nominare un amministratore, i contribuenti non sono tenuti a compilare l’apposito quadro AC del modello Unico Pf, in cui è prevista l’indicazione, tra l’altro, dei dati catastali degli immobili condominiali: andranno specificati nella comunicazione unica per tutti i condòmini.

 

2) Voluntary Disclosure: ratificato accordo tra Italia e Svizzera - Principato di Monaco - Santa Sede - Principato del Liechtenstein

Ratifica ed esecuzione del Protocollo tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera in materia di imposte su reddito e sul patrimonio (disegno di legge): Il Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, e di quello dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, il 27 agosto 2015, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Protocollo, firmato a Milano il 23 febbraio 2015, che modifica la convenzione tra la Repubblica italiana e la Confederazione svizzera per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio. Con il Protocollo, conforme allo standard Ocse, si