Diario quotidiano del 27 agosto 2015 tra cui le novità in materia di crisi d’impresa e fallimento, processo di esecuzione e processo telematico

Pubblicato il 27 agosto 2015

Enti non commerciali: la vendita di materiale sportivo ai propri associati è soggetta alla SCIA e al REA; le novità in materia di diritto fallimentare e civile; deducibilità delle perdite derivanti da cancellazione di crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi contabili; uso promiscuo autovetture agenti di commercio: detraibilità parziale Iva; INPS: dal 26 agosto trasmissione domande per sgravi di II livello – anno 2014; beni in lavorazione: recepita la disciplina IVA comunitaria

 Indice:

 1) Enti non commerciali: la vendita di materiale sportivo ai propri associati è soggetta alla SCIA e al REA

 2) Le novità in materia di diritto fallimentare e civile

 3) Deducibilità delle perdite derivanti da cancellazione di crediti dal bilancio operata in applicazione dei principi   contabili

 4) Uso promiscuo autovetture agenti di commercio: detraibilità parziale Iva

 5) INPS: dal 26 agosto trasmissione domande per sgravi di II livello – anno 2014

 6) Beni in lavorazione: recepita la disciplina IVA comunitaria

 

 

1) Enti non commerciali: la vendita di materiale sportivo ai propri associati è soggetta alla SCIA e al REA

La vendita di materiale sportivo ai propri associati è soggetta alla SCIA e al REA. Non occorre, tuttavia, modificare lo statuto dell’ente non commerciale.

Lo ha precisato il Ministero dello Sviluppo Economico con la risoluzione n. 22710 del 2015.

Il chiarimento è scaturito a seguito di una richiesta fatta da un comune che chiedeva se una associazione sportiva dilettantistica, che svolge attività istituzionale nei confronti dei propri associati, e che intende svolgere anche l’attività di cessione di materiale sportivo, accessoria a quella istituzionale, debba presentare la Segnalazione Certificata di Inizio di Attività tramite il SUAP per l’esercizio di vicinato. Chiedendo, inoltre, se nell’atto costitutivo dell’associazione debba essere menzionata tale attività.

Ebbene su tale problematica, il MISE ha risposto che, con riferimento alla specifica richiesta dell’istituto applicabile ai fini dell’avvio dell’attività di cessione di materiale sportivo agli associati, tale attività, potendo ritenersi assimilabile ad una attività rivolta ad una cerchia determinata di soggetti, sia assoggettabile alla SCIA di cui all’articolo 16 del DLgs 31 marzo 1998, n. 114, così come modificato dall’articolo 66 del DLgs 26 marzo 2010, n. 59.

L’associazione in parola, inoltre, esercitando un’attività economica, anche se solo in via accessoria e sussidiaria, deve iscriversi al REA – Repertorio Economico Amministrativo – nell’ambito della provincia nella quale esercita l’attività.

Infine, il MISE ha precisato che l’esercizio di tale ulteriore attività di vendita, in quanto non prevalente e strumentale all’attività istituzionale, non comporta modifiche dell’atto costitutivo.

Normativa fiscale

Viene a tal fine richiamata, in via preliminare, quanto specificato dall’Agenzia delle Entrate con nota del 21 novembre 2013 (consulenza giuridica n. 954-17/2013) con riferimento ad un precedente quesito relativo alla possibilità, per un’associazione polisportiva dilettantistica, di svolgere l’attività di somministrazione di alimenti e bevande anche su aree pubbliche.

Nello specifico l’Agenzia ha evidenziato che: “Sotto il profilo fiscale si segnala, per quanto possa risultare utile, che le associazioni sportive dilettantistiche in via generale rientrano nell’ampia categoria degli “enti non commerciali” (in particolare tra gli enti di tipo associativo) i quali, ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera c), del TUIR, si caratterizzano per il fatto che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale, intendendosi per tale l’attività che determina reddito d’impresa ai sensi dell’articolo 55 del TUIR.

Sono enti non commerciali, pertanto, non soltanto quegli enti che non svolgono affatto attività commerciale, ma anche quelli per i quali l’attività commerciale svolta non è l’attività esclusiva né l’attività principale (cfr. circolare n. 124/E del 12 maggio 1998).

In altri termini gli enti non commerciali possono svolgere anche attività commerciale a condizione che quest’ultima non sia prevalente.

Con specifico riferimento agli enti di tipo associativo viene fatto presente che gli stessi, relativamente alle attività rese all’interno della vita associativa, fruiscono del trattamento fiscale agevolato recato dall’articolo 148 del TUIR e dall’articolo 4, comma 4 del DPR 26 ottobre 1972, n. 6.

Peraltro, ai fini fiscali l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, anche se svolta dalle associazioni esclusivamente o prevalentemente nei confronti dei propri associati, assume in via generale, tranne specifiche eccezioni, rilevanza tributaria sia ai fini delle imposte dirette, sia ai fini dell’IVA”.

Riguardo alle norme citate dall’Agenzia, la scrivente richiama il comma 3, dell’articolo 148 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), il quale dispone, appunto, quanto segue: “Per le associazioni politiche, sindacali e di categoria, religiose, assistenziali, culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica della persona non si considerano commerciali le attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, effettuate verso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscrit