Diario quotidiano del 4 agosto 2015: la possibilità di compensazione delle cartelle per chi vanta crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione

Pubblicato il 4 agosto 2015



modalità per la fruizione del credito d’imposta per gli enti non commerciali; modalità di compensazione, per l’anno 2015, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti nei confronti della pubblica amministrazione; modalità tecniche di utilizzo dei dati delle spese sanitarie ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata; 730 precompilato: tutelata la privacy; adempimenti per le aziende destinatarie di contratti di solidarietà; CNDCEC: il mancato rispetto dell’obbligo della formazione professionale comporta l’impossibilità di svolgere la funzione di dominus;s oftware mandato professionale gratuito per tutti i commercialisti; precisazioni INPS sulla procedura di gestione delle domande di assegno di natalità; cessazione dei benefici contributivi in favore dei datori di lavoro che assumono lavoratori frontalieri italiani in Svizzera

 

 Indice:

 1) Modalità per la fruizione del credito d’imposta per gli enti non commerciali

 2) Modalità di compensazione, per l’anno 2015, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti nei confronti della pubblica amministrazione

 3) Modalità tecniche di utilizzo dei dati delle spese sanitarie ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata

 4) 730 precompilato: tutelata la privacy

 5) Adempimenti per le aziende destinatarie di contratti di solidarietà

 6) CNDCEC: Il mancato rispetto dell’obbligo della formazione professionale comporta l’impossibilità di svolgere la funzione di dominus

 7) Software mandato professionale gratuito per tutti i commercialisti

 8) Precisazioni INPS sulla procedura di gestione delle domande di assegno di natalità

 9) Cessazione dei benefici contributivi in favore dei datori di lavoro che assumono lavoratori frontalieri italiani in Svizzera

 

 

1) Modalità per la fruizione del credito d’imposta per gli enti non commerciali

La Legge di stabilità 2015 ha modificato il regime di tassazione dei dividendi percepiti dagli enti non commerciali. Il bonus può essere utilizzato in compensazione senza limiti quantitativi a partire dal 1° gennaio 2016 nella misura del 33,33%. Per i soggetti incapienti la quota annuale può essere rinviata al successivo periodo d’imposta.

L’Amministrazione finanziaria chiarisce le modalità di fruizione del credito di imposta per gli enti non commerciali e i trust opachi. La risposta del Fisco scaturisce da un interpello con cui un contribuente chiedeva chiarimenti circa le modalità e i tempi di fruizione dello stesso.

La legge di stabilità 2015 ha, modificato il regime di tassazione dei dividendi percepiti dagli enti non commerciali e dai trust opachi, riducendo la quota esente dal 95 al 22,26 per cento. Tale incremento dell’imposizione mirava a equiparare la tassazione degli enti non commerciali a quella propria delle persone fisiche titolari di partecipazioni qualificate.

Al fine di mitigare gli effetti negativi dell’incremento del regime impositivo per gli utili messi in distribuzione già dal 1° gennaio 2014, è stata pertanto prevista la concessione di un credito di imposta pari alla maggiore imposta sul reddito delle società dovuta, nel solo periodo di imposta in corso al 1° gennaio 2014. In altri termini, è stato riconosciuto un bonus pari alla differenza tra l’imposta dovuta in base al nuovo regime e l’imposta calcolata secondo le previgenti disposizioni.

Tale bonus, ha spiegato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 70/E del 31 luglio 2015, può essere utilizzato in compensazione, senza alcun altro limite quantitativo, a partire dal 1° gennaio 2016, nella misura del 33,33% del suo ammontare, dal 1° gennaio 2017 nella medesima misura e dal 1° gennaio 2008 nella misura rimanente. Qualora non sia possibile utilizzare, per motivi di incapienza, la quota annuale del credito di imposta, o una parte della stessa, questa si andrà a sommare alla quota fruibile nel successivo periodo di imposta

 

2) Modalità di compensazione, per l’anno 2015, delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti titolari di crediti nei confronti della pubblica amministrazione

Vecchie regole per la compensazione delle cartelle esattoriali con i crediti PA. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2015, il D.M. 23 luglio 2015 del Ministero dell’Economia con il quale sono confermate le modalità tecniche di compensazione delle cartelle esattoriali con i crediti vantati nei confronti della Pubblica amministrazione in attuazione delle previsioni contenute nella Legge di Stabilità 2015.

La Legge di Stabilità 2015 ha confermato per i contribuenti la possibilità di compensare le cartelle esattoriali con i crediti vantati nei confronti della Pubblica amministrazione. Nella sostanza, l’intervento normativo ha prorogato per un ulteriore anno il meccanismo di compensazione introdotto dal D.L. 145/2013 limitatamente all’anno 2014.

Per procedere alla compensazione è necessario che i crediti siano certificati secondo le modalità stabilite dai decreti ministeriali 22 maggio 2012 e 25 giugno 2012, a condizione che la somma iscritta a ruolo non ecceda il credito vantato.

La disciplina vigente per la compensazione dei crediti vantati verso la PA (di cui all’art. 28-quater, D.P.R. n. 602/1973) attribuisce un ruolo primario al creditore, il quale deve attivarsi per ottenere la certificazione del credito. A tal fine, è necessario accreditarsi sull’apposita piattaforma gestita dalla Ragioneria Generale dello Stato.

Una volta ottenuta la certificazione, il credito certificato può essere utilizzato (in tutto o in parte) per il pagamento, mediante compensazione, delle somme dovute per cartelle di pagamento e atti di cui agli articoli 29 e 30, D.L. n. 78/2010. Effettuate le dovute verifiche, l’ente pubblico debitore è tenuto a versare all’agente della riscossione l’importo certificato, entro 12 mesi dalla data di rilascio della certificazione.

Vecchie regole confermate: La stessa Legge di Stabilità 2015 attribuiva alla competenza del MEF il compito di definire le regole operative per l’effettuazione delle compensazioni, con decreto ministeriale da emanare entro 90 giorni dall’entrata in vigore.

In definitiva, con il neo decreto ministeriale, il Ministero dell’Economia ha confermato le modalità previgenti, peraltro definite con il D.M. 24 settembre 2014.

 

3) Modalità tecniche di utilizzo dei dati delle spese sanitarie ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata

A partire dal 2016, il “Sistema tessera sanitaria” metterà a disposizione del Fisco i dati sulle spese sanitarie, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione precompilata.

Tali informazioni saranno rese disponibili all’Amministrazione finanziaria entro il 1° marzo di ciascun anno e riguarderanno le spese sanitarie sostenute nel periodo d’imposta precedente e i rimborsi effettuati nell’anno precedente per prestazioni non erogate o parzialmente erogate, con indicazione della data nella quale sono stati versati i corrispettivi delle prestazioni non fruite.

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 103408 del 31 luglio 2015 dispone le modalità di accesso ai dati e il relativo trattamento, tenendo conto delle misure di tutela approntate dal Garante per la protezione dei dati personali, in accordo con il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e con l’Agenzia delle Entrate, per rafforzare la riservatezza dei dati sulla salute utilizzati per elaborare la precompilata.

Dati e tipologie di spese

I dati che saranno resi disponibili dal “Sistema tessera sanitaria” sono: codice fiscale del contribuente o del familiare a carico cui si riferisce la spesa o il rimborso; codice fiscale o partita Iva e denominazione di chi eroga la prestazione; data del documento di spesa; tipologia di spesa (ticket, farmaci, acquisto o affitto di dispositivi medici, servizi sanitari erogati dalle farmacie, farmaci per uso veterinario, visite mediche generiche e specialistiche, prestazioni chirurgiche ricoveri ospedalieri, eccetera); importo della spesa o del rimborso; data del rimborso.

Accesso ai dati delle spese sanitarie

L’Agenzia delle Entrate accederà ai dati delle spese sanitarie e dei rimborsi, tranne quelli per i quali il contribuente abbia inviato formale opposizione tramite l’apposito modulo (vedi più avanti), trasmettendo al “Sistema tessera sanitaria” la lista dei codici fiscali dei contribuenti interessati dalla dichiarazione precompilata e dei familiari a carico indicati nelle Certificazioni uniche ricevute.

Il “Sistema” fornirà, per ciascun soggetto, i totali di spesa e di rimborsi aggregati in base alle tipologie di spesa, esclusi quelli per i quali l’assistito abbia manifestato l’opposizione.

L’Agenzia elaborerà i dati ricevuti, determinando l’importo complessivo delle spese fiscalmente agevolabili, da utilizzare per la precompilata.

Accesso ai dati aggregati

Accedendo alla dichiarazione precompilata, il contribuente potrà visualizzare i seguenti dati (esclusi quelli per i quali ha manifestato l’opposizione), riferibili anche ai familiari a carico: totale delle spese sanitarie automaticamente agevolabili e dei relativi rimborsi aggregati in base alle tipologie di spesa; totale delle spese sanitarie agevolabili solo in presenza di particolari condizioni (acquisto o affitto di protesi che non rientrano tra i dispositivi medici con marcatura Ce, cure termali, prestazioni di chirurgia estetica) e dei relativi rimborsi aggregati in base alle tipologie di spesa.

Se il familiare risulta a carico di più contribuenti, le spese saranno inserite nelle loro precompilate in proporzione alla percentuale di carico.

I rimborsi delle spese sanitarie, dovuti alla mancata prestazione sanitaria ed erogati in un’annualità diversa da quella del pagamento, saranno inseriti nel quadro relativo ai redditi assoggettati a tassazione separata; ovviamente, se la spesa rimborsata non è stata detratta nella dichiarazione relativa all’anno in cui è stata sostenuta, il contribuente potrà modificare la precompilata, eliminando dai redditi a tassazione separata l’importo del rimborso.

Consultazione dei dati di dettaglio

Dal 15 aprile di ciascun anno, il contribuente potrà verificare, nell’area autenticata del sito dell’Agenzia, le informazioni di dettaglio relative a singole spese sanitarie e a rimborsi, anche dei familiari a carico. Questi dati non sono visualizzabili né dai dipendenti dell’Agenzia in sede di assistenza né dai soggetti delegati che accedono alla dichiarazione precompilata.

Opposizione all’utilizzo dei dati

Ogni cittadino può opporsi a che i propri dati relativi alle spese sanitarie sostenute nell’anno precedente e ai rimborsi per prestazioni non erogate siano messi a disposizione dell’Agenzia per l’elaborazione della precompilata. Tale opposizione può essere manifestata, a partire dalla data di pubblicazione del provvedimento:

- nel caso di scontrino parlante, non comunicando a chi emette il documento fiscale il codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria;

- negli altri casi, chiedendo verbalmente al medico o alla struttura sanitaria che sul documento venga annotata l’opposizione (non si applica alle spese sostenute nel 2015).

Inoltre, a partire dal 2016 per i dati relativi al 2015, l’opposizione può essere manifestata, in relazione a ogni singola voce, dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento, accedendo (anche tramite le credenziali Fisconline) all’area autenticata del sito dedicato del “Sistema tessera nazionale”.

In alternativa a questa modalità, per le sole spese sostenute nel 2015, il cittadino, dal 1° ottobre 2015 al 31 gennaio 2016, potrà esercitare l’opposizione a rendere disponibili al Fisco i dati aggregati di una o più tipologie di spesa, comunicando alla stessa Agenzia delle Entrate, oltre alla tipologia di spesa da escludere, l’identificativo della propria tessera sanitaria, il codice fiscale e gli altri dati anagrafici richiesti nell’apposito modello allegato al provvedimento.

La comunicazione potrà avvenire:

Inviando una e-mail all’indirizzo di posta elettronica che sarà pubblicato sul sito

dell’Agenzia telefonando al Centro di assistenza multicanale (848800444 da fisso, 0696668907 da cellulare, +390696668933 dall’estero)

- consegnando personalmente a un qualsiasi ufficio territoriale delle Entrate il modello di richiesta di opposizione.

Nei primi due casi, sarà possibile fornire le informazioni anche in forma libera, oltre che con il modello. Se si utilizza il modello, alla richiesta va allegata copia del documento di identità; nell’ipotesi di richiesta in forma libera, è sufficiente indicare tipo di documento di identità, numero e scadenza.

 

4) 730 precompilato: tutelata la privacy

730 precompilato: parte la fase due con le spese sanitarie. Maggiori tutele per i dati sulla salute dei cittadini. Collaborazione del Garante Privacy con Mef e Agenzia delle Entrate. I dati sulle spese sanitarie dei contribuenti italiani potranno essere utilizzati a partire dal 2016 per il 730 precompilato. Ciò sarà possibile attraverso l’implementazione del Sistema Tessera Sanitaria gestito dal Mef - Ragioneria Generale dello Stato, definita in questi mesi grazie alla collaborazione tra Ministero della Salute,

Regioni, Associazioni di categoria dei farmacisti e Ordine dei medici. I dati tuttavia potranno essere usati solo su base volontaria ed essere trasferiti solo in forma aggregata all’Agenzia delle Entrate. Inoltre gli stessi dovranno essere cancellati se riferiti a cittadini che non utilizzano la dichiarazione precompilata. Queste misure di tutela sono state approntate dal Garante per la protezione dei dati personali, in accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e con l’Agenzia delle Entrate - in due differenti pareri – al fine di rafforzare la riservatezza dei dati sulla salute utilizzati per elaborare la dichiarazione dei redditi precompilata. Dal canto suo, l’Agenzia è già pronta per far partire la seconda fase dell’operazione precompilata in ossequio alle indicazioni del Garante. Con il provvedimento del direttore delle Entrate del 31 luglio 2015 pubblicato il 3 agosto 2015, infatti, vengono definite le modalità di utilizzo dei dati relativi alle spese sanitarie, necessarie per elaborare la dichiarazione dei redditi precompilata.

Il sistema delineato negli atti sottoposti al parere dell’Autorità, uno schema di decreto ministeriale e un provvedimento direttoriale, prevede tre passaggi: i soggetti che erogano servizi sanitari (come medici, ospedali, ambulatori e farmacie) inviano al Sistema Tessera Sanitaria - TS (gestito dal Mef) i dati relativi a tutte le prestazioni erogate (dai dati identificativi dell’utente, alla spesa sostenuta), anche di coloro che non usufruiscono della precompilata. In un secondo momento l’Agenzia delle Entrate trasmette al Mef i codici fiscali delle persone a cui predisporrà la dichiarazione precompilata; a quel punto il Mef renderà disponibili i dati sulle spese mediche, ma solo in forma aggregata, delle persone individuate.

Con il provvedimento direttoriale delle Entrate del 31 luglio 2015 arrivano le istruzioni per l’uso per l’inserimento delle spese mediche nel 730 precompilato. A partire dal 2016, infatti, il sistema Tessera sanitaria metterà a disposizione dell’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle spese sanitarie e ai rimborsi effettuati nel periodo d’imposta precedente, semplificando ancora più la dichiarazione dei redditi per i lavoratori e i pensionati.

I dati che il Sistema Tessera sanitaria fornirà alle Entrate dal 1° marzo di ogni anno sono quelli delle ricevute di pagamento, degli scontrini fiscali relativi alle spese sanitarie effettuate dal contribuente e dal familiare a carico e quelle dei rimborsi erogati. In particolare, tra le spese rientrano i ticket per l’acquisto di farmaci (anche omeopatici) e le prestazioni fornite nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, i dispositivi medici con marcatura CE e i servizi erogati dalle farmacie come per esempio il test per la glicemia. Inoltre, sono inclusi anche i farmaci per uso veterinario, le prestazioni sanitarie quali la visita medica generica, le spese agevolabili solo a particolari condizioni come le cure termali e altre spese.

In considerazione della delicatezza dei dati trattati, che possono rivelare le condizioni di salute di decine di milioni di persone, sono state individuate precise misure a tutela della privacy.

Contribuente informato

Tutte le persone che ricevono una prestazione sanitaria devono essere adeguatamente informate sulle modalità di funzionamento del sistema e sui propri diritti, incluso quello di opporsi al trattamento dei dati riferibili alle spese mediche.

Possibilità di opporsi al trattamento dei dati sulla salute

L’utente può sempre decidere di non rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate ai dati sulle sue spese sanitarie e di non farle inserire nella precompilata.

Oppure può chiedere a chi eroga il servizio sanitario, dal farmacista al medico, di non trasmettere i dati della singola spesa al Mef. Per garantire la libera scelta di ognuno e per tutelare anche situazioni sensibili, il diritto di opposizione può essere esercitato anche dalle persone, come il coniuge o i figli (maggiori di sedici anni), che sono fiscalmente a carico.

Solo dati aggregati

L’Agenzia delle Entrate e gli intermediari abilitati (Caf e professionisti) non possono accedere al dettaglio delle singole spese sanitarie di ogni persona, ma solo ai dati aggregati dal Mef in base alle macro tipologie di spesa.

La consultazione in chiaro delle voci sul Sistema TS è consentita esclusivamente al contribuente.

Cancellazione dei dati

Nel mese di febbraio di ogni anno, il contribuente potrà accedere al Sistema TS per chiedere la cancellazione delle singole spese affinché non siano più inserite nella dichiarazione precompilata.

I dati relativi agli interessati che non rientrano nella platea dei contribuenti interessati dalla dichiarazione precompilata saranno comunque cancellati entro il mese di novembre dell’anno successivo al periodo di riferimento. Infatti i soggetti che erogano i servizi sanitari sono già tenuti, dal mese di gennaio 2015, a trasmettere al Sistema TS i dati delle spese sostenute dagli assistiti, ai fini dell’elaborazione della prossima dichiarazione precompilata. Il diritto di opposizione preventivo potrà tuttavia essere esercitato direttamente presso i soggetti che erogano i servizi sanitari solo a partire dal 1° gennaio 2016. Sarà comunque possibile esercitare il diritto di opposizione con riferimento alle spese per le prestazioni sanitarie relative all’anno 2015, richiedendo - dal 1 ottobre 2015 al 31 gennaio 2016 - via telefono, posta elettronica o direttamente presso gli uffici competenti, che tali dati siano cancellati dal sistema TS e quindi non siano più utilizzati ai fini dell’elaborazione della precompilata.

Sicurezza dei dati e accessi controllati

Per evitare eventuali accessi o trattamenti illeciti, possono consultare i dati solo i soggetti abilitati. Le operazioni effettuate sul sistema sono tracciate. Tutti i dati sono conservati in modo sicuro e trasmessi in forma criptata.

Il Garante della privacy, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate, in considerazione della estrema delicatezza del tema, hanno costituito un tavolo di lavoro per valutare eventuali modifiche o integrazioni che dovessero rendersi necessarie per rafforzare le tutele i dati personali delle persone interessate.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 134 del 3 agosto 2015)

 

5) Adempimenti per le aziende destinatarie di contratti di solidarietà

L’Inps, con il messaggio n. 5100 del 31 luglio 2015, per consentire l’esatto monitoraggio della spesa effettiva relativa alla maggiorazione del 10% della retribuzione persa a seguito della riduzione dell’orario di lavoro, relativamente ai periodi di competenza dell’anno 2015, chiede alle aziende destinatarie di contratti di solidarietà di esporre mensilmente nel flusso UniEmens gli importi riferiti all’anno 2015, secondo le indicazioni precisate nel messaggio stesso.

Il ritardo nell’esposizione dei dati potrà comportare l’impossibilità per l’azienda di ottenere il conguaglio una volta esaurite le risorse finanziarie stanziate.

Le risorse devono essere destinate in via prioritaria ai trattamenti dovuti nell’anno 2015 in forza di contratti di solidarietà, anche di proroga, stipulati nell’anno 2014.

Istruzioni operative

Ai fini della compilazione del flusso UniEmens, i datori di lavoro opereranno come segue.

Per l’esposizione dell’importo dell’integrazione nella misura del 60% della retribuzione persa (da decurtare della percentuale di riduzione 5,84%, ai sensi dell’art. 26 della L. n. 41 del 28/2/1986) si conferma la prassi in uso (codice G603); per la maggiorazione del 10% relativa ai periodi di paga correnti riferiti all’anno 2015, valorizzeranno nell’elemento <DenunciaIndividuale> <CausaleCongCIGS>il codice di nuova istituzione “G707” e nell’Elemento <ImportoCongCIGS> l’importo posto a conguaglio; per l’esposizione della maggiorazione del 10%, riferita a periodi di paga pregressi del 2015, e non conguagliata valorizzeranno nell’elemento <DenunciaIndividuale> <CausaleCongCIGS>il codice di nuova istituzione “G708” e nell’Elemento <ImportoCongCIGS> l’importo posto a conguaglio; per l’indicazione dell’importo dei ratei di competenze annuali o periodiche relative al trattamento straordinario di integrazione salariale, derivante da contratto di solidarietà per l’anno 2015, dovranno valorizzare, nell’elemento <DenunciaIndividuale> <CausaleCongCIGS> il codice di nuova istituzione “F504” e, nell’Elemento <ImportoCongCIGS>, l’importo posto a conguaglio.

In conseguenza del contingentamento delle risorse finanziarie e dell’obbligo di monitoraggio mensile delle stesse, le operazioni di recupero della maggiorazione del 10% riferita a periodi del 2015 antecedenti alla pubblicazione del presente messaggio dovranno essere effettuate con una delle denunce contributive relative ai periodi di “luglio” o “agosto 2015”.

Pagamenti diretti

Circa i trattamenti di integrazione salariale per i quali nel decreto di autorizzazione è prevista la modalità del pagamento diretto ai lavoratori da parte dell’INPS, la liquidazione della prestazione dovrà essere effettuata con due distinti provvedimenti di pagamento relativi, rispettivamente, alla misura ordinaria del trattamento (60%) e all’incremento del 10%, onde consentire, tra l’altro, l’esatta imputazione contabile delle somme erogate secondo la descrizione che segue. Nel pagamento dell’incremento, nel campo “Tipo integrazione” delle mensilità si dovrà indicare il codice 7.

 

6) CNDCEC: Il mancato rispetto dell’obbligo della formazione professionale comporta l’impossibilità di svolgere la funzione di dominus

Il fatto di non avere potuto rispettare l’obbligo della formazione professionale può comportare anche la sospensione dell’esercizio dell’attività di commercialista. Ma non solo, non può neppure di svolgere la funzione di dominus, ovvero di tenere nel proprio studio dei tirocinanti. Tutto questo, invece, non viene precluso se il professionista abbia, invece, ricevuto la censura. Pertanto, a ricevimento della censura, l’iscritto può ancora esercitare la propria attività professionale, e, quindi, può far fare ai praticanti, nel proprio studio, il tirocinio.

(CNDCEC, nota informativa n. 62 del 3 agosto 2015)

 

7) Software mandato professionale gratuito per tutti i commercialisti

Il CNDCEC, aveva promesso, e adesso ha mantenuto la parola, infatti, con la nota informativa n. 63 del 3 agosto 2015, ha comunicato che a partire dal 10 settembre 2015 sarà disponibile sul sito www.commercialisti.it il software “mandato professionale”. In tal modo il contenuto per gli incarichi ricevuti dai clienti sarà uniforme per tutti gli iscritti.

(CNDCEC, nota informativa n. 63 del 3 agosto 2015)

 

8) Precisazioni INPS sulla procedura di gestione delle domande di assegno di natalità

Facendo seguito al Messaggio n.4845 del 17 luglio u.s. con il quale sono state formulate precisazioni e fornite istruzioni operative sull’assegno di natalità, si precisa che nel caso di domande respinte per le seguenti motivazioni: “non è stato reperito un ISEE valido”, “dalla dichiarazione ISEE non risulta convivente con il figlio per il quale è richiesto l’assegno” è prevista, su istanza del richiedente, la possibilità di riesame della domanda respinta presso la Sede competente che avrà cura di effettuare tutte le verifiche necessarie alla definizione della domanda stessa.

Si precisa al riguardo che, ove in tali ipotesi il riesame si concluda con un provvedimento di accoglimento, l’assegno verrà corrisposto con tutte le mensilità arretrate spettanti.

Si informa altresì che, accedendo con il PIN dispositivo sul sito web istituzionale alla stessa procedura di invio delle domande, è a disposizione degli utenti la funzione di comunicazione delle variazioni delle domande già inviate (ad esempio, variazione o correzione del codice iban, variazione della modalità di pagamento, variazione di recapiti eccetera).

In particolare, tale funzione è accessibile seguendo il seguente percorso: -> Servizi per il cittadino -> Autenticazione con PIN -> Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito -> Assegno di natalità – Bonus bebè ->invio comunicazioni.

Con riferimento alle domande da istruire, si rende noto che a breve verrà implementata la procedura di gestione dell’assegno di natalità nell’ambito delle informazioni già presenti sullo “stato della domanda”.

In particolare, saranno visualizzabili i motivi per i quali è necessario un approfondimento istruttorio (ad esempio permesso di soggiorno non trovato,  permesso di soggiorno scaduto, evento adozione).

(INPS, messaggio n. 5145 del 3 agosto 2015)

 

9) Cessazione dei benefici contributivi in favore dei datori di lavoro che assumono lavoratori frontalieri italiani in Svizzera

Della cessazione dei benefici contributivi, connessi all’operatività della legge 5 giugno 1997, n. 147, in favore dei datori di lavoro che assumono lavoratori frontalieri italiani in Svizzera, si occupa il messaggio dell’INPS n. 5147 del 3 agosto 2015.

La legge 5 giugno 1997, n. 147, recante “Norme in materia di trattamenti speciali di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera rimasti disoccupati a seguito della cessazione del rapporto di lavoro”, all’articolo 4 prevede, tra l’altro, la possibilità che detti lavoratori - cui è stato  riconosciuto il diritto al trattamento in questione - possano richiedere l'iscrizione nelle liste di mobilità ex lege 23 luglio 1991, n. 223, con conseguente operatività, in caso di loro assunzione, degli incentivi contributivi previsti dagli articoli 8, c, 2 o 25, c. 9 della medesima legge .

L'Accordo di Berna – da cui traeva origine la disciplina speciale di cui trattasi -  ha cessato i suoi effetti nel giugno del 2009 e il mancato rinnovo ha caducato di fatto gli effetti della legge n. 147/1997.

Va, peraltro, osservato che, in relazione a quanto stabilito dalla decisione dell'Unione Europea n. 1/2012 e dell'adozione  successiva di taluni regolamenti comunitari sul sistema di sicurezza sociale validi anche per la Svizzera, a decorrere dal 1 aprile 2012, la tutela dei lavoratori frontalieri è stata garantita attraverso l’erogazione, fino al 31 dicembre 2012, dell’indennità di disoccupazione ordinaria, dal 1° gennaio 2013, tramite ASpI e mini ASpI e, dal 1° maggio 2015, della NASpI.

In relazione ai citati sviluppi normativi e, in particolare, in conseguenza dell’uscita di scena dell’impianto legislativo di riferimento, che consentiva l’iscrivibilità nelle liste di mobilità dei lavoratori frontalieri titolari del particolare trattamento di disoccupazione di cui alla citata legge 147/97, deve considerarsi esaurita la previsione dell’incentivo connesso al disposto di cui all’articolo 4, c. 4 della medesima legge (benefici contributivi ex lege 223/91).

Parallelamente, non sono più operative le istruzioni contenute nella circolare n. 68 del 23 marzo 1998. 

(INPS, messaggio n. 5147 del 3 agosto 2015)

 

Vincenzo D’Andò