Diario quotidiano del 3 agosto 2015: non è punibile penalmente il contribuente per la mancata esibizione dell’attestato di tenuta delle scritture contabili

Pubblicato il 3 agosto 2015

non può essere revocato il beneficio fiscale sulla prima casa se uno dei coniugi non ha trasferito la propria residenza; termini per la presentazione in via telematica della dichiarazione modello 770/2015 relativa all’anno 2014 in G.U.; falso in bilancio: non sono più punibili le valutazioni dei manager sulle poste contabili; l’imposta evasa anche se poi viene pagata non evita comunque il sequestro per equivalente, tranne che l’istanza sia proposta al P.M.; non è punibile il contribuente per la mancata esibizione dell’attestato di tenuta delle scritture contabili; enti di previdenza: è andato in G.U. il decreto con le modalità applicative del credito d’imposta; versamenti preventivi di Ordini e Collegi, al via dal 15 settembre; anagrafe: accordo tra commercialisti e comune di Milano, al via esperimento pilota; CNDCEC: fisco - bene il rinvio termini a settembre; governo: é ormai certo il raddoppio dei termini soft

 

Indice:

1) Non può essere revocato il beneficio fiscale sulla prima casa se uno dei coniugi non ha trasferito la propria residenza

2) Termini per la presentazione in via telematica della dichiarazione modello 770/2015 relativa all’anno 2014 in G.U.

3) Falso in bilancio: non sono più punibili le valutazioni dei manager sulle poste contabili

4) L’imposta evasa anche se poi viene pagata non evita comunque il sequestro per equivalente, tranne che l’istanza sia proposta al P.M.

5) Non è punibile il contribuente per la mancata esibizione dell’attestato di tenuta delle scritture contabili

6) Enti di previdenza: è andato in G.U. il decreto con le modalità applicative del credito d’imposta

7) Versamenti preventivi di Ordini e Collegi, al via dal 15 settembre

8) Anagrafe: accordo tra commercialisti e comune di Milano, al via esperimento pilota

9) CNDCEC: fisco - bene il rinvio termini a settembre

10) Fisco: é ormai certo il raddoppio dei termini soft

 

1) Non può essere revocato il beneficio fiscale sulla prima casa se uno dei coniugi non ha trasferito la propria residenza

Non può essere revocato il bonus fiscale sulla prima casa per il mancato trasferimento di residenza nel Comune di uno dei coniugi.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16026 del 29 luglio 2015.

                                             Fatto

L’Agenzia delle Entrate Ufficio di Biella, con avviso di liquidazione d’imposta ed irrogazione di sanzioni notificato in data 2/2/2008, accertava che la contribuente E.V. aveva indebitamente usufruito delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della prima casa di cui al DPR 131/1986 in quanto non aveva trasferito la propria residenza nel comune in cui si trovava l’immobile acquistato e, pertanto, procedeva alla revoca delle agevolazioni illegittimamente godute applicando interessi e sanzioni.

Avverso l’avviso di recupero d’imposta la contribuente proponeva ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Biella che lo respingeva con sentenza appellata dalla contribuente davanti alla Commissione Tributaria Regionale della Piemonte.

I giudici di secondo grado respingevano l’appello proposto dalla contribuente ritenendo che la revoca delle agevolazioni era legittima in quanto la V. non aveva partecipato alla stipula dell’atto notarile di acquisto e non aveva trasferito la propria residenza nell’immobile acquistato dal marito D.C. per cui non poteva pretendere di avvalersi delle agevolazioni concesse per la prima casa solo in virtù della circostanza che si trovava in regime di comunione legale dei beni con il coniuge.

Avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte ha proposto ricorso per cassazione la contribuente E.V. con un motivo e la l’Agenzia delle Entrate ha resistito con controricorso.

                                           Decisione

Come afferma la stessa circolare 12/8/2005 n. 38 dell’Agenzia delle Entrate, l’agevolazione fiscale prevista per l’acquisto della prima casa di cui al DPR 131/1986 spetta anche se solo uno dei coniugi ha trasferito la propria residenza nell’immobile acquistato in quanto rappresentante della famiglia intesa come entità autonoma distinta dai coniugi singolarmente.

Per cui la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla contribuente.

A tal fine, viene premesso che la nota 2 bis della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986, nel testo vigente a seguito del D.L. 22 maggio 1993, n. 155, convertito il L. 19 luglio 1993, n. 243, subordina il godimento dei benefici "prima casa", tra l'altro, alle seguenti condizioni: a) che l'acquirente dichiari e si tratta di dichiarazione da rendere a pena di decadenza nell'atto di residenza nel Comune ove è ubicato l'immobile acquistato; b) che l’acquirente dichiari nell’atto di acquisto di non essere titolare, esclusivo o in comunione con il coniuge, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l'immobile da acquistare; c) che l'acquirente dichiari nell’atto di acquisto di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa previste dalla stessa legge oppure da leggi precedenti.

Ciò premesso, in tema di perdita dell’agevolazione fiscale sul pagamento dell’imposta di registro per l’acquisto della prima casa, in fattispecie relativa a coniugi in regime di comunione di beni dei quali uno solo ha trasferito la propria residenza nell'immobile acquistato questa Corte ha affermato che Sez. 5, Sentenza n. 16355 del 28/06/2013 "In tema di imposta di registro benefici per l'acquisto della prima casa, ai fini della fruizione degli stessi, ai sensi dell'art. 2 della legge 4 maggio 1985, n. 118, il requisito della residenza nel Comune in cui è ubicato l'immobile va riferito alla famiglia, con la conseguenza che, in caso di comunione legale tra coniugi, quel che rileva è che l'immobile acquistato sia destinato a residenza familiare, mentre non assume rilievo in contrario la circostanza che uno dei coniugi non abbia la residenza anagrafica in tale Comune, e ciò in ogni ipotesi in cui il bene sia divenuto oggetto della comunione ai sensi dell'art. 177 cod. civ., quindi sia in caso di acquisto separato che in caso di acquisto congiunto del bene stesso.

In particolare, è stato precisato che i coniugi non sono tenuti ad una comune residenza anagrafica, ma reciproca