Controlli formali su unico 2013: per rispondere c'è tempo fino a settembre

 

Durante il mese di luglio, in prossimità dell’inizio delle vacanze estive, numerosi contribuenti hanno ricevuto una sgradita sorpresa: l’Agenzia delle entrate ha inviato migliaia di lettere con la richiesta di esibizione della documentazione relativa a oneri deducibili e detrazioni d’imposta fatte valere in sede di dichiarazione dei redditi.

Si tratta, ad esempio, delle ricevute dei bonifici relativi alle spese di ristrutturazione degli immobili,che danno diritto alla detrazione del 50 per cento, delle fatture attestanti le spese mediche sostenute nell’anno, dei contributi versati per i collaboratori domestici… Le richieste riguardano il Modello Unico 2013, quindi il periodo di imposta 2012.

 

In alcuni casi la documentazione è piuttosto ponderosa e non facile da raccogliere. Se la ristrutturazione dell’immobile è stata impegnativa le fatture da esibire al Fisco, unitamente alla ricevuta di bonifico, sono numerose e l’operazione non è affatto agevole se si considera che le richieste sono pervenute in prossimità dell’inizio delle vacanze estive per milioni di italiani.

La mancata risposta e quindi la mancata presentazione dei documenti richiesti potrebbe costare molto cara. In questo caso l’Agenzia delle entrate, effettuando il controllo formale del Modello Unico 2013, potrebbe disconoscere le detrazioni e gli oneri deducibili non documentati e richiedere, oltre alla maggiore imposta, anche le relative sanzioni e gli interessi.

 

Tuttavia, i cittadini possono tirare un sospiro di sollievo ed il Fisco concederà loro più tempo per fornire le risposte e la relativa documentazione. La possibilità di inviare la documentazione entro il mese di settembre è stata indicata dalla stessa Agenzia delle entrate con la diffusione di una nota. La motivazione è però singolare in quanto il maggior termine non è stato concesso a causa dell’invio delle missive alla fine del mese di luglio. In altre parole il Fisco non si è preoccupato delle difficoltà che avrebbero incontrato i cittadini nel raccogliere la documentazione in prossimità della fine del mese di luglio. Infatti, è stato concesso un maggior termine in quanto questo adempimento avrebbe potuto sovrapposi ad ulteriori adempimenti posti a carico dei contribuenti stessi.

Durante la seconda decade di luglio i contribuenti hanno ricevuto diverse segnalazioni di anomalie da parte del Fisco. Queste anomalie riguardano le plusvalenze, i dati dichiarati ai fini degli studi di settore, e i compensi risultanti dallo spesometro certificati dai sostituti di imposta che hanno operato le relative ritenute d’acconto.

Queste anomalie rappresentano segnali di potenziale evasione e per tale ragione il Fisco invita i contribuenti a verificare la propria posizione e, eventualmente, a procedere con il ravvedimento operoso. Le eventuali risposte a queste anomalie si accavallerebbero con l’invio della documentazione avente ad oggetto le detrazioni e gli oneri deducibili e solo per tale ragione l’Agenzia delle entrate ha inteso concedere più tempo ai contribuenti.

Il realtà le continue richieste di documentazione durante il mese di luglio, cioè il mese più denso di adempimenti, è un problema che si propone ogni anno. La questione è stata affrontata espressamente dal Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti ed esperti contabili che, nel corso di un incontro con il vice ministro dell’Economia Casero, ha chiesto ufficialmente una norma che risolvesse a regime il problema. In altri termini se il Fisco dovesse chiedere ai contribuenti documenti, chiarimenti ed altro, i termini per fornire le relative risposte devono essere molto più ampi. Si dovrebbe prevedere, come già disposto per il contenzioso, l’interruzione dei termini durante il mese di agosto, in modo da poter rinviare le risposte nel corso del mese di settembre.

L’interruzione dei termini dovrebbe essere prevista a regime e non solo in quanto le risposte si andrebbero ad accavallare con ulteriori adempimenti gravanti sui…

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