20 Agosto 2015: il versamento delle imposte risultanti dal modello UNICO 2015 e degli altri tributi

di Nicola Forte

Pubblicato il 19 agosto 2015



siamo ormai al termine del 20 agosto 2015, la scadenza ultima prevista per il versamento delle imposte risultanti dal Modello Unico 2015; l'appuntamento riguarda imprese e professionisti esercenti un’attività il cui studio di settore è stato approvato. In tale ipotesi opera la proroga che ha differito il termine originario alla predetta data del 20 agosto con la maggiorazione dello 0,40 per cento...

Si avvicina il termine del 20 agosto 2015, cioè la scadenza prevista per il versamento delle imposte risultanti dal Modello Unico 2015. L’appuntamento riguarda imprese e professionisti esercenti un’attività il cui studio di settore è stato approvato. In tale ipotesi opera la proroga che ha differito il termine originario alla predetta data del 20 agosto con la maggiorazione dello 0,40 per cento.

In realtà, tale scadenza riguarda, più in generale, tutte le imposte il cui termine di versamento scade nel periodo compreso tra il 1' ed il 16 agosto, che possono essere tempestivamente versate entro il successivo giorno 20. In tutti questi casi la proroga è automatica in quanto il legislatore ha voluto riconoscere, con una disposizione a regime, quattro giorni di tempo in più per effettuare tutti i versamenti rispetto alla scadenza originaria del 16 agosto (o le precedenti comprese nel mese). Pertanto, anche laddove il contribuente si sia avvalso di un ravvedimento operoso il cui termine di versamento è compreso all’intero di questo arco temporale, la regolarizzazione potrà essere effettuata tempestivamente entro il 20 agosto.

Conseguentemente la predetta scadenza non riguarda solo i tributi risultanti dal Modello Unico 2015, cioè l’Irpef, le addizionali Irpef, l’Irap e l’Ires, ma anche l’Iva, le ritenute, i contributi dovuti alla gestione separata INPS, i contributi dovuti alla gestione artigiani e commercianti, etc.

 

Beneficiano della proroga anche i contribuenti il cui studio di settore è stato approvato, ma per i quali opera una delle cause di esclusione (ad esempio se si tratta del primo anno di esercizio dell’attività), i contribuenti che si sono avvalsi del regime dei minimi o del nuovo regime forfetario previsto dalla Legge di stabilità del 2015 (L. n. 190/2014), i soci di società di persone il cui studio di settore sia stato approvato, etc.

Il termine di versamento è scaduto invece il 16 luglio scorso per i contribuenti esclusi dall’applicazione degli studi di settore in quanto i ricavi hanno superato l’importo di 5.164.569 euro.

La maggiorazione dello 0,40 per cento si applica sull’importo a debito. Pertanto nell’ipotesi di compensazione parziale, il maggior importo deve essere calcolato sulla differenza tra la somma dei tributi complessivamente dovuti al netto del credito utilizzato in compensazione. Tale importo non deve essere versato utilizzando uno specifico codice tributo, ma deve essere sommato ai tributi sui quali è calcolato.

In passato l’Agenzia delle entrate considerava effettuati tardivamente i versamenti nell’ipotesi in cui la maggiorazione dello 0,40 per cento fosse stata calcolata in misura insufficiente. Successivamente tale interpretazione restrittiva ed eccessivamente penalizzante per il contribuente è stata superata. Ora, invece, l’Agenzia delle entrate si limita ad irrogare una sanzione per la tardività del versamento calcolata esclusivamente sulla minore somma versata a titolo di maggiorazione. In pratica l’Amministrazione finanziaria considera insufficiente e non tardivo l’intero versamento.

Nell’ipotesi di compensazione integrale tra debiti e crediti tributari il contribuente non deve calcolare alcuna maggiorazione. Tuttavia, la compensazione non potrà essere effettuata tramite il servizio di remote banking messo a disposizione dal proprio istituto di credito. Sarà necessario l’utilizzo dei servizi telematici messi a disposizione dell’Agenzia delle entrate. La compensazione potrà essere effettuata tramite Entratel (anche avvalendosi di un intermediario abilitato) o anche Fisconline.

 

Nell’ipotesi di mancato versamento entro il 20 agosto, come chiarito dall’Agenzia delle entrate con la Circ. n. 27/E del 2013, il calcolo del ravvedimento operoso dovrà essere effettuato partendo dalla scadenza ordinaria del 6 luglio (già prorogata rispetto al termine precedente del 16 giugno per i contribuenti con studio di settore approvato), ovvero dal 16 giugno per i contribuenti che non applicano gli studi di settore o che non hanno uno studio di settore approvato. L'interpretazione dell'Amministrazione Finanziaria non è condivisibile. Se una disposizione normativa ha prorogato un termine previsto dalla legge per effettuare il versamento, il differimento ha comunque effetto anche nell'ipotesi in cui debbano essere calcolate sanzioni e interessi al fine di fruire del ravvedimento. In questo caso si ritiene più corretto partire non dal termine originario, ma da quello prorogato dal Legislatore. Finora l'esperienza pratica ci dice che non ci sono stati problemi con l'Agenzia per i calcoli di ravvedimento predisposti con data decorrenza 20 agosto; allo stesso tempo occorre considerare che la circolare citata è relativamente recente e che quindi potrebbe essere in arrivo un cambio di rotta; ma allora vi è da considerare anche che sono già arrivati avvisi bonari su UNICO 2014, quello presentato un anno fa, e tale problema non è emerso...

Al fine di fruire del ravvedimento operoso il contribuente non deve aver ricevuto un atto di liquidazione o di accertamento che contesti il mancato versamento. Unitamente al tributo il contribuente deve versare anche le sanzioni ridotte e gli interessi calcolati al saggio legale.

Nicola Forte

19 agosto 2015