Unico 2015: dal 2014 perdite deducibili per crediti cancellati dal bilancio: le condizioni necessarie affinché si possa dedurre fiscalmente la perdita realizzata su un credito

 

L’articolo 101 del testo unico delle imposte sui redditi, rubricato “Minusvalenze patrimoniali, sopravvenienze passive e perdite”, al quinto comma stabilisce quali sono le condizioni necessarie affinché si possa dedurre fiscalmente la perdita realizzata su un credito.

Prima di analizzare la portata delle norma, soffermandoci, in particolar modo, sul concetto di “cancellazione dei crediti dal bilancio”, è bene sottolineare che da un punto di vista civilistico è obbligo dell’organo amministrativo effettuare, perlomeno a fine esercizio, un excursus generale sulla possibilità, o meno, di incassare tutti i crediti iscritti a bilancio.

In ossequio, infatti, al principio della prudenza, l’articolo 2423-bis del codice civile, stabilisce che nella redazione del bilancio “la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell’attività, nonché tenendo conto della funzione economica dell’elemento dell’attivo o del passivo considerato”, e ancora che “si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dell’esercizio”, mentre per quanto riguarda gli oneri di competenza, di essi se ne deve tenere conto “indipendentemente dalla data dell’incassi o del pagamento”. Inoltre, viene stabilito che “si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell’esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo”.

Il principio contabile nazionale, OIC n. 11 “Postulati di bilancio”, proprio con riferimento al principio della prudenza, ha chiarito che esso “si estrinseca essenzialmente nella regola secondo la quale profitti non realizzati non devono essere contabilizzati, mentre tutte le perdite anche se non definitivamente realizzate devono essere riflesse in bilancio…”.

In base a tale principio, nonché in considerazione anche del fatto che l’articolo 2426 sempre del codice civile, al primo comma, n. 8), stabilisce che “i crediti devono essere iscritti secondo il valore presumibile di realizzazione”, è semplice immaginare che, se nulla fosse stato detto da un punto di vista fiscale, facile sarebbe stata l’applicazione di quelle che vengono definite “politiche di bilancio”.

Di fronte, infatti, ad esercizi particolarmente proficui, gli amministratori sarebbero portati a valutazioni, sia in termini di perdite che di svalutazioni su crediti vere e proprie, molto più che prudenti; viceversa, in presenza di esercizi non molto brillanti se non addirittura in perdita, la tendenza sarebbe stata quella di non imputare ulteriori perdite o svalutazioni oltre a quelle strettamente necessarie.

Tale atteggiamento, consistente nel porre in essere politiche di comodo che non riflettono, o riflettono poco, la realtà aziendale, non poteva trovare accettazione da un punto di vista fiscale.

 

L’articolo 106 del Tuir, infatti, per quanto concerne le svalutazioni dei crediti, stabilisce, al primo comma, un doppio limite alla loro deducibilità fiscale: è possibile dedurre una somma pari allo 0,50% del valore nominale di acquisizione dei crediti stessi e la deduzione non è addirittura più ammessa nel momento in cui l’ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti ha raggiunto il 5 per cento “del valore nominale o di acquisizione dei crediti risultanti in bilancio alla fine dell’esercizio”.

Se, quindi, la svalutazione del credito trova dei limiti stringenti, ma di facile applicazione, sul fronte delle perdite sui crediti stessi, diverse sono le considerazioni da porre in essere. In tale caso la norma fiscale, contenuta nel già richiamato articolo 101 del Tuir, al quinto comma prescrive, come regola generale, che la perdita è fiscalmente deducibile quando deriva da elementi certi e precisi ovvero da particolari circostanze menzionate nella norma stessa.

 

Con riferimento a tali particolari circostanze, il Fisco ammette la deducibilità delle perdite su crediti in presenza di una, o più, delle seguenti situazioni:

  • debitore assoggettato a procedure…

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