Quando decadono i termini per gli accertamenti sulle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie

I termini per le verifiche fiscali relative all’applicabilità della detrazione IRPEF per le ristrutturazioni edilizie decorrono a partire dall’anno di presentazione della dichiarazione riferita al periodo d’imposta nel quale sono state sostenute le spese agevolabili. Queste le conclusioni a cui giunge la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia con la Sentenza n. 2597 del 16 aprile 2015, che si è pronunciata in merito alle tempistiche di effettuazione degli accertamenti ai fini della detrazione IRPEF per le ristrutturazioni edilizie (nota n. 1). Nel caso di specie, le spese erano state sostenute nel 2002 e 2003, ed indicate nelle dichiarazioni presentate, rispettivamente, nel 2003 e 2004. Gli Uffici avevano notificato gli avvisi di accertamento nel 2011 (cd. “controllo formale”) e 2012 (cd. “controllo sostanziale”), con riferimento al periodo d’imposta 2007, nel quale erano state riportate le corrispondenti rate di detrazione relative alle spese sostenute.

 

Un esame del quadro normativo

La prima disposizione che occorre prendere in considerazione è quella recata dall’articolo 36-ter, comma 2, lettera b) del D.P.R. 600/1973, in base al quale l’Ufficio, senza alcun pregiudizio per l’ulteriore eventuale azione accertatrice, può procedere ad escludere in tutto o in parte le detrazioni d’imposta non spettanti sulla base dei dati che possono essere direttamente dedotti a partire dalla dichiarazione dei redditi ovvero dai documenti che sono stati prodotti dai contribuenti stessi a seguito di specifica richiesta (“Senza pregiudizio dell’azione accertatrice a norma degli articoli 37 e seguenti, gli uffici possono:….b) escludere in tutto o in parte le detrazioni d’imposta non spettanti in base ai documenti richiesti ai contribuenti o agli elenchi di cui all’articolo 78, comma 25, della legge 30 dicembre 1991, n. 413).

Il comma 1, dell’articolo 36-ter del DPR 600/1973 che sopra abbiamo riportato stabilisce inoltre che l’Amministrazione finanziaria ha titolo per procedere al controllo formale entro il termine del 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (“Gli uffici periferici dell’amministrazione finanziaria, procedono, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione, al controllo formale delle dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d’imposta sulla base dei criteri selettivi fissati dal Ministro delle finanze, tenendo anche conto delle capacità operative dei medesimi uffici”). Pertanto, il 31 dicembre del 2012 (anno nel quale ha preso avvio il procedimento sfociato nella sentenza in esame) era scaduto il termine per il controllo formale della dichiarazione dei redditi dell’anno 2009, presentata nel 2010.

 

Gli altri riferimenti normativi che devono essere presi in considerazione ai nostri fini sono quelli contenuti nell’articolo 43, primo periodo, del D.P.R. 600/1973 (nota 2), relativo ai termini di notifica dell’avviso di accertamento (che deve avvenire entro il quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione), e quelli relativi all’articolo 25, DPR 602/1973, comma 1, lettera b) secondo cui la cartella di pagamento relativa al controllo formale della dichiarazione dei redditi deve essere notificata entro il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione stessa. In conclusione, è possibile evidenziare come, dalle norme sopra citate, si può dedurre che l’Amministrazione, nel caso in cui effettui il controllo formale della dichiarazione e verifichi l’esistenza di somme a debito del contribuente e non versate, è tenuta a notificare la relativa cartella di pagamento entro il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui emerge il debito tributario. Nello stesso modo, nell’ipotesi in cui la verifica della posizione fiscale del contribuente avvenga per mezzo delle modalità ordinarie di accertamento (ai sensi dell’articolo 38 e seguenti del D.P.R. 600/1973), anziché…

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