Diario quotidiano del 29 luglio 2015: gli sconti Inail per gli artigiani

 

 Indice:
 1) Evasione fiscale: vanno ridotte le sanzioni, lo chiede il CNDCEC
 2) Pausa estiva anche per i processi tributari
 3) Sospensione dei termini processuali: non vale per l’accertamento con adesione
 4) Pagamento delle somme dovute a titolo di rivalutazione delle pensioni per gli anni 2012-2015
 5) Sconti Inail per gli artigiani
 6) Rifiuti, AIA e stabilimenti industriali soggetti a sequestro
 7) F24: i datori di lavoro hanno tempo fino al 20 agosto per effettuare i versamenti contributivi all’Inps
 8) Antiriciclaggio: possibilità di ritrasmettere i dati scartati all’UIF
 

 
1) Evasione fiscale: vanno ridotte le sanzioni, lo chiede il CNDCEC
Vanno ridotte le sanzioni amministrative per omessa e infedele dichiarazione. La richiesta è arrivata dal CNDCEC il 27 luglio 2015, che ha presentato un documento con una serie di proposte di modifica allo schema di decreto sulle sanzioni.
Intanto, secondo i commercialisti, non è stata risolta la crisi del principio di specialità tra la sanzione penale e quella amministrativa – sancito nell’art. 19, D.Lgs. 74/2000 – funzionale ad attuare l’effettiva proporzionalità delle misure sanzionatorie, evitando il cumulo tra sanzione penale e sanzione amministrativa. Viene, pertanto, suggerito di modificare il provvedimento al fine di dare piena attuazione al principio di specialità di cui all’art. 19, D.Lgs. n. 74/2000, presidiando in modo effettivo l’alternativa tra sanzione penale e sanzione amministrativa, anche al fine di scongiurare il pericolo di implosione dell’intero sistema sanzionatorio per violazione del sovraordinato principio del ne bis in idem “sostanziale”.
Ulteriore questione di ordine generale che lo schema di decreto legislativo pone concerne la decorrenza degli effetti della nuova disciplina sanzionatoria. Sul punto, si ricorda che l’art. 31 dello schema di decreto propone una clausola di diritto intertemporale in forza della quale le nuove disposizioni si applicano a partire dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2017. Nella sostanza, osserva il CNDCEC, il legislatore ha introdotto un impianto normativo temporaneo che, in forza dell’art. 2, comma 5, c.p., impedisce l’applicazione del favor rei.
Su tale punto, spiegano i commercialisti, si oppone, oltre la mancanza della benché minima legittimazione sul piano della legge delega, una giurisprudenza piuttosto consistente ed uniforme anche a livello internazionale che non consente di giustificare una generalizzata irretroattività della lex mitior (da ultimo Corte Cost. 22 luglio 2011, n. 236).
Con riferimento a tale problematica va anche considerato che il principio di retroattività della legge più favorevole non solo è riconosciuto dal diritto internazionale e comunitario, ma su di esso si sono basati recenti arresti della giurisprudenza della Corte di Strasburgo che hanno rivitalizzato la problematica della necessaria efficacia retroattiva delle nuove disposizioni che introducano trattamenti sanzionatori più favorevoli.
Anche sotto il profilo amministrativo, prosegue il CNDEC, la prevista temporaneità degli effetti della disciplina, oltre a comportare una palese violazione della legge delega , contraddice altresì i più elementari principi di civiltà giuridica, in particolar modo in una materia delicata come quella sanzionatoria, per la quale dovrebbe invece essere garantita la massima stabilità nel tempo della disciplina, nonché l’applicabilità incondizionata del principio del favor rei.
Nel dettaglio, per quanto riguarda le sanzioni tributarie amministrative (Titolo II dello schema di DLgs.), i commercialisti chiedono di ridurre, in modo appropriato, quelle per l’omessa e l’infedele …

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