Diario quotidiano del 27 luglio 2015: è sempre reato non versare le ritenute previdenziali

 

 Indice:
 1) E’ ora proroga ufficiale del Modello 770/2015 al 20 settembre
 2) Ritenute previdenziali: è sempre reato non versarle
 3) Bilancio di esercizio: quando è vietata la distribuzione degli utili
 4) Approvate le norme in materia fallimentare, civile e processuale civile
 5) Gestione Artigiani e Commercianti: ultimata l’elaborazione per la contribuzione 2015
 6) Commercialisti: il provvedimento di sospensione è biennale
 7) Per le abitazioni nessuna tassa sui condizionatori: bollino solo sui condizionatori oltre 12 Kw
 8) Collegio sindacale: AIM Italia, i Commercialisti sull’incarico di revisione
 9) Intervento del fondo di garanzia in caso di apertura della procedura di liquidazione del patrimonio
 10) Procedura di trasmissione domande relative allo sgravio   contributivo
 

 
1) E’ ora proroga ufficiale del Modello 770/2015 al 20 settembre
Rinviata, ora ufficialmente, dal 31 luglio al 20 settembre 2015 la presentazione dei Modelli 770/2015. Lo ha comunicato, il 23 luglio 2015, il sottosegretario al Ministero dell’Economia rispondendo per il Mef a un questionario in commissione finanze della camera. Con il question time in esame, un deputato rilevava l’opportunità, anche per il 2015, di un rinvio al 20 settembre 2015 della scadenza per la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate del Modello 770 da parte dei sostituti d’imposta.
Questa la risposta del citato sottosegretario:
Preliminarmente occorre fare presente che alla trasmissione del nuovo Modello 770/2015 e ai relativi versamenti effettuati tardivamente, si applicano le nuove disposizioni in materia di ravvedimento operoso introdotte dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) in base alla quale sono stati ampliati sia i termini sia le modalità per l’adempimento. Per quanto riguarda la richiesta di proroga al 20 settembre 2015 del termine per la presentazione del modello 770, è in via di ultimazione lo schema di DPCM che disporrà la suddetta proroga. Già da diverso tempo le categorie professionali chiedevano almeno lo spostamento della scadenza, se non è possibile la variazione del termine di scadenza a regime.
 
2) Ritenute previdenziali: è sempre reato non versarle
Per la Suprema Corte la riforma approvata nel 2014 non incide sulla punibilità del moroso. La legge delega sulla depenalizzazione non ha alcun effetto su tali illeciti. Resta infatti reato il mancato versamento delle ritenute previdenziali anche se il debito non supera 10 mila euro. Dunque, la riforma approvata lo scorso anno non incide sulla punibilità dell’imprenditore moroso.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 32337 del 23 luglio 2015, ha accolto il ricorso della procura di Firenze. In particolare il tribunale aveva disposto l’assoluzione del reo invocando la Legge 67 del 2014 e la sentenza n. 139/2014 emessa dalla Corte costituzionale. Decisione secondo cui, a parere del giudice di merito, è stata sottolineata l’utilità del principio generale di necessaria offensività della condotta. Ma la tesi non ha convinto i massimi giudici. Difatti, la Suprema Corte, sezione penale, ribaltando il verdetto di merito, ha sostenuto che la volontà del legislatore non è da intendersi come immediata depenalizzazione del reato di cui si tratta, bensì come conferimento al governo di un potere legislativo di cui regola la durata e le modalità di esercizio, nonché, in certa misura, lo stesso contenuto. Non essendo stato ancora emesso il decreto legislativo riguardante il reato in questione, non è pertanto configurabile allo stato la sua depenalizzazione. In particolare, l’articolo 2 della Legge 67/2014, al primo comma …

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