Diario quotidiano del 20 luglio 2015: circolare sulla Voluntary disclosure, una prima valutazione

Pubblicato il 20 luglio 2015

voluntary disclosure: l’emersione riguarda anche le cassette di sicurezza, si può anche fruire del ravvedimento operoso per le violazioni del quadro RW; acquisto studio del professionista in leasing: deduzione delle spese; mini canoni di locazione: anche la norma di salvataggio è incostituzionale; accertamento sintetico: su come difendersi interviene nuovamente la Cassazione; studi di settore per il periodo d’imposta 2014: chiarimenti nella circolare delle Entrate; comunicazioni dei dati relativi ai trasferimenti da o verso l’estero: provvedimento delle Entrate; CNDCEC: fallimentare, il D.L. 83 “ingessa” l’attività imprenditoriale; controlli sulle operazioni Iva del 2011: in arrivo le richieste che incrociano i dati con lo spesometro 2011; bonus del 30% su reddito imponibile per coloro che rientrano in Italia; gestione artigiani e commercianti: avvisi bonari rata con scadenza maggio 2015; rilascio della procedura di gestione delle domande di assegno di natalità

 

 Indice:

 1) Voluntary disclosure: l’emersione riguarda anche le cassette di sicurezza, si può anche fruire del ravvedimento operoso per le violazioni del quadro RW

 2) Acquisto immobile del professionista in leasing: deduzione delle spese

 3) Mini canoni di locazione: anche la norma di salvataggio è incostituzionale

 4) Accertamento sintetico: su come difendersi interviene nuovamente la Cassazione

 5) Studi di settore per il periodo d’imposta 2014: chiarimenti nella circolare delle Entrate

 6) Comunicazioni dei dati relativi ai trasferimenti da o verso l’estero: provvedimento delle Entrate

 7) CNDCEC: fallimentare, il D.L. 83 “ingessa” l’attività imprenditoriale

 8) Controlli sulle operazioni Iva del 2011: in arrivo le richieste che incrociano i dati con lo spesometro 2011

 9) Bonus del 30% su reddito imponibile per coloro che rientrano in Italia

 10) Gestione artigiani e commercianti: avvisi bonari rata con scadenza maggio 2015

 11) Rilascio della procedura di gestione delle domande di assegno di natalità

 

 

1) Voluntary disclosure: l’emersione riguarda anche le cassette di sicurezza, si può anche fruire del ravvedimento operoso per le violazioni del quadro RW

Nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria è possibile fare emergere quanto conservato nelle cassette di sicurezza. Oltre alla voluntary disclosure, il contribuente può scegliere di avvalersi, in alternativa, dell’istituto del ravvedimento operoso.

L’Agenzia delle entrate ha adesso fornito con la circolare n. 27/E del 16 luglio 2015 ulteriori precisazioni per l’applicazione delle misure introdotte dalla Legge n. 186/2014 in materia di emersione e rientro di capitali illecitamente detenuti all’estero. Questo dopo le prime indicazioni che erano già state effettuate con la circolare n. 10/E/2015.

Accesso alla procedura da parte dei procuratori

I delegati che non risultano essere i titolari effettivi delle attività presenti sui rapporti sono tenuti alla disclosure, ma non può essere loro attribuito alcun reddito connesso alle stesse. Non devono, invece, compilare il quadro RW del modello Unico gli amministratori di società di capitali che hanno il potere di firma sui conti correnti della società in uno Stato estero, riportati nelle scritture contabili, e che hanno la possibilità di movimentare capitali, pur non essendo beneficiari dei relativi redditi.

La circolare chiarisce, inoltre, le modalità di accesso agli effetti premiali della procedura per i procuratori che hanno commesso violazioni degli obblighi dichiarativi in materia di monitoraggio fiscale.

Le cassette di sicurezza rientrano nella procedura

Nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria è, dunque, possibile far emergere anche attività conservate nelle cassette di sicurezza. Per i contribuenti che, ad esempio, hanno presentato la dichiarazione per il 2009, non rileva ai fini della procedura di collaborazione volontaria nazionale il denaro contenuto in una cassetta di sicurezza che non sia mai stata aperta dopo il 31 dicembre di quell’anno.

Invece, nell’ipotesi in cui il denaro era già detenuto in un Paese black list in violazione degli obblighi di monitoraggio fiscale, in un periodo d’imposta per il quale non è decaduta la contestazione delle violazioni, questo dovrà essere indicato nella relazione di accompagnamento della procedura di collaborazione volontaria internazionale.

Come funziona il metodo forfetario di determinazione dei rendimenti

Il metodo forfetario di determinazione dei rendimenti di attività illecitamente detenuti all’estero è applicabile quando la consistenza delle attività patrimoniali nel loro complesso, in una singola annualità, non eccede i 2 milioni di euro: in caso di attività cointestate non rileva, quindi, l’ammontare della singola quota riconducibile al contribuente. Anche l’Ivie e l’Ivafe, inoltre, rientrano nella disclosure, permettendo ai contribuenti di accedere ai relativi benefici.

Causa di inammissibilità

Nel caso di un contribuente ignaro della formale conoscenza di una causa di inammissibilità da parte dei soggetti solidalmente obbligati in via tributaria o concorrenti nel reato, sarà l’ufficio a dovere eccepire la causa di inammissibilità all’accesso alla procedura.

Ambiti e benefici della procedura

La disciplina di favore prevista dalla procedura, sia con riguardo al raddoppio dei termini che alla determinazione delle sanzioni, trova applicazione anche nel caso di investimenti e attività finanziarie detenuti a Singapore, così come a Cipro, Malta, San Marino, Lussemburgo e Corea del Sud e comunque nei Paesi dell’Ocse che non hanno posto riserve alla possibilità di scambiare informazioni bancarie (ad esempio, gli Stati Uniti).

La circolare poi chiarisce che i contribuenti possono scegliere in base alla propria valutazione di convenienza legata alle violazioni commesse, se ricorrere alla procedura di collaborazione volontaria o al ravvedimento operoso.

Le violazioni del quadro RW possono essere altresì regolarizzate tramite l’istituto del ravvedimento operoso

La procedura di collaborazione volontaria internazionale riguarda tutte le annualità in cui sono state commesse le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale, per le quali alla data di presentazione della richiesta di accesso non sono decaduti i termini per la contestazione della relativa sanzione. Come viene ampiamente illustrato nella circolare, rientrano quindi nell’ambito temporale della collaborazione internazionale le irregolarità dichiarative riferite al periodo d’imposta 2013, commesse con la presentazione del Modello UNICO 2014.

Le violazioni del quadro RW possono essere altresì regolarizzate tramite l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del decreto legislativo n. 472 del 1997, conformemente ai chiarimenti già resi nelle circolari n. 9/E del 2002, n. 48/E del 2009, n. 11/E del 2010 e n. 38/E del 2013, a condizione che la dichiarazione dei redditi cui la violazione si riferisce sia stata validamente presentata.

Nel caso di specie, il contribuente, presentando il Modello UNICO 2014 per l’anno 2013, ha adempiuto agli obblighi dichiarativi previsti dall’articolo 1 del D.P.R. n. 600 del 1973 e può pertanto integrare il contenuto della dichiarazione presentando il modulo RW e avvalersi ai fini sanzionatori, peraltro, delle disposizioni previste dal sopra citato articolo 13, come modificato dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190.

Alla luce delle caratteristiche proprie della procedura di collaborazione volontaria internazionale e del ravvedimento operoso, l’agenzia delle entrate afferma che il contribuente si può avvalere di entrambi gli istituti messi attualmente a disposizione dal Legislatore. Tuttavia, non è possibile definire prima quale dei due istituti possa considerarsi maggiormente vantaggioso per regolarizzare la posizione fiscale, poiché la valutazione sulla maggiore convenienza dell’una o dell’altra procedura non può prescindere non solo da un’attenta analisi delle violazioni commesse, ma anche dalla stessa valutazione soggettiva del singolo contribuente. Per cui spetta al Commercialista consigliare il proprio cliente su quale delle due procedere sia preferibile scegliere.

 

2) Acquisto immobile del professionista in leasing: deduzione delle spese

Il professionista può dedurre i canoni di leasing immobiliare relativi ai contratti stipulati dal 1° gennaio 2014.

Difatti, in tal senso, si è pronunciata di recente la Direzione Regionale della Lombardia.

Questo anche se la Legge n. 296/2006 limiti tale deduzione ai contratti di locazione finanziaria stipulati dal