Diario quotidiano del 16 luglio 2015: commercialista impossibilitato ad esibire la contabilità: le conseguenze per il cliente

Pubblicato il 16 luglio 2015

revisione generale periodica delle macchine agricole/operatrici: decreto in G.U.; mediatore: chiariti i profili dell’incompatibilità; credito d’imposta da indicare in Unico 2015: non ammesse distrazioni; la fattura falsa giustifica il sequestro dei beni del contribuente; enti locali: differito il termine di presentazione del DUP degli enti locali al 31 ottobre 2015; novità in tema di reverse charge; commercialista impossibilitato ad esibire la contabilità: conseguenze per il cliente; principi di revisione: ecco il documento applicativo sullo SA Italia 250B; in crescita le entrate tributarie; accertamento tributario: prelievi e incassi tramite Pos ottimi strumenti per il Fisco


 

 Indice:

 1) Revisione generale periodica delle macchine agricole/operatrici: decreto in G.U.

 2) Mediatore: chiariti i profili dell’incompatibilità

 3) Credito d’imposta da indicare in Unico 2015: non ammesse distrazioni

 4) La fattura falsa giustifica il sequestro dei beni del contribuente

 5) Enti locali: differito il termine di presentazione del DUP degli enti locali al 31 ottobre 2015

 6) Novità in tema di reverse charge  

 7) Commercialista impossibilitato ad esibire la contabilità: conseguenze per il cliente

 8) Principi di revisione: ecco il documento applicativo sullo SA Italia 250B

 9) In crescita le entrate tributarie

 10) Accertamento tributario: prelievi e incassi tramite Pos ottimi strumenti per il Fisco

 

 

1) Revisione generale periodica delle macchine agricole/operatrici: decreto in G.U.

L’obbligo di revisione generale delle macchine agricole viene introdotto a decorrere dal 31 dicembre 2015 e poi ogni 5 anni.

E’ stato, infatti, pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 149 del 2015, il Decreto 20 maggio 2015 che introduce indicazioni sulle modalità e i tempi di revisione delle macchine agricole e operatrici in circolazione.

Viene, quindi, introdotta a decorrere dal 31 dicembre 2015, la revisione obbligatoria delle macchine agricole in circolazione sottoposte a immatricolazione in ragione del relativo stato di vetustà e con precedenza per quelle immatricolate antecedentemente al 1° gennaio 2009.

In particolare, l’art. 1 ha disposto per le macchine agricole (art. 57 del DLgs. 285/1992) la revisione generale, con periodicità di cinque anni. Le macchine in questione sono le seguenti:

- trattori agricoli, come definiti dalla direttiva n. 2003/37/CE del 26 maggio 2003 e sue modificazioni;

- macchine agricole operatrici semoventi a due o più assi;

- rimorchi agricoli aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 1,5 tonnellate e con massa complessiva inferiore a 1,5 tonnellate, se le dimensioni d’ingombro superano i quattro metri di lunghezza e i due metri di larghezza.

Anche per le macchine operatrici (art. 58 del DLgs. 285/1992) è stata disposta la revisione generale, con periodicità di cinque anni (art. 2).

Si tratta di:

- macchine impiegate per la costruzione e la manutenzione di opere civili o delle infrastrutture stradali o per il ripristino del traffico;

- macchine sgombraneve, spartineve o ausiliarie, quali spanditrici di sabbia e simili;- carrelli, quali veicoli destinati alla movimentazione di cose.

I tempi di revisione variano a seconda delle tipologie di macchine agricole e operatrici in circolazione.

I trattori agricoli sono sottoposti a revisione generale a decorrere dal 31 dicembre 2015 e successivamente ogni cinque anni, entro il mese corrispondente alla prima immatricolazione, secondo l’anno stabilito nella tabella “Allegato 1” del decreto e precisamente:

- trattori agricoli immatricolati entro il 31 dicembre 1973: revisione entro il 31 dicembre 2017;

- trattori agricoli immatricolati dal 1° gennaio 1974 al 31 dicembre 1990: revisione entro il 31 dicembre 2018;

- trattori agricoli immatricolati dal 1° gennaio 1991 al 31 dicembre 2010: revisione entro il 31 dicembre 2020;

- trattori agricoli immatricolati dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2015: revisione entro il 31 dicembre 2021;

- trattori agricoli immatricolati dopo il 1° gennaio 2016: revisione al 5° anno entro la fine del mese di prima immatricolazione.

Le macchine agricole operatrici semoventi a due o più assi e i rimorchi agricoli aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 1,5 tonnellate e con massa complessiva inferiore a 1,5 tonnellate, se le dimensioni d’ingombro superano i quattro metri di lunghezza e i due metri di larghezza, dovranno essere sottoposti a revisione generale entro il 31 dicembre 2017. Le macchine operatrici, infine, sono sottoposte a revisione generale entro il 31 dicembre 2018.

Per quanto concerne invece le modalità di esecuzione della visita a revisione, gli artt. 3 e 4 del decreto interministeriale hanno stabilito, rispettivamente, la visita di revisione per le macchine agricole in circolazione e per le macchine operatrici (artt. 111 e 114 del DLgs. 285/1992).

In particolare, l’art. 3 ha stabilito al comma 5 che, per le macchine agricole immatricolate in data antecedente al 1° gennaio 2009, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto, stabilisce procedure semplificate di aggiornamento dei documenti di circolazione.

(Gazzetta Ufficiale n. 149 del 30.06.2015, Decreto 20.05.2015)

 

2) Mediatore: chiariti i profili dell’incompatibilità

Ove sia ravvisata l’incompatibilità dell’avvocato, l’organismo addetto ai controlli deve rifiutare le istanze di mediazione, in particolare, se si profilano ipotesi di incompatibilità di cui all’art. 14-bis del DM 180/2010. Il Ministero della Giustizia, con la circolare del 14 luglio 2015, è tornato sul tema del regime di incompatibilità e dei conflitti di interesse del mediatore di cui al DLgs. 28/2010 (mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali). In particolare, visti i quesiti ricevuti e i principali profili di incertezza applicativa sottoposti, ha specificato che il divieto di cui all’art. 14-bis del DM 180/2010 si applica anche nei confronti del difensore di fiducia della parte chiamata in mediazione, che rivesta al contempo la qualifica di mediatore presso l’organismo adito; inoltre, l’incompatibilità è estesa ai mediatori di altri organismi che lavorano in convenzione. Infine, il Ministero della Giustizia ha anche precisato che le parti non possono derogare consensualmente al divieto di cui all’art. 14-bis e che all’organismo di mediazione è riconosciuto il potere-dovere di rifiutare istanze nelle quali si profilano ipotesi di evidente violazione di tale norma.

La citata circolare esamina, innanzitutto, la ratio dell’art. 14-bis del DM 180/2010 (inserito dall’art. 6, comma 1 del DM 139/2014) che garantisce la sussistenza dei requisiti di terzietà e imparzialità dell’organismo di mediazione e dei suoi mediatori.

Quella della mediazione, infatti, è un’“attività delicata e significativa”, riguardando, nell’ambito di un percorso alternativo alla giurisdizione, la definizione di una contr