Diario quotidiano del 14 luglio 2015: IVA e imposta di registro nelle locazioni

Pubblicato il 14 luglio 2015



IRAP e costo del personale dipendente: le nuove agevolazioni per il 2015; Iva e imposta di registro nelle locazioni; consorzi per l’internazionalizzazione: pubblicato il bando 2015; iscrizione fisioterapisti all’Albo dei terapisti della riabilitazione non vedenti; procedure per favorire l’emersione spontanea di somme evase: provvedimento delle Entrate per dati da mettere a disposizione del contribuente e della GdF; IMU e tributo per i servizi indivisibili (TASI): immobili utilizzati da enti non commerciali per l’attività di ricerca scientifica; gestione della certificazione di malattia: istruzioni operative e nuove funzionalità a disposizione dei medici delle Strutture territoriali; garanzia dei depositi bancari e risoluzione degli enti creditizi

 

 Indice:

 1) IRAP e costo del personale dipendente: le nuove agevolazioni per il 2015

 2) Iva e imposta di registro nelle locazioni

 3) Consorzi per l’internazionalizzazione: pubblicato il bando 2015

 4) Iscrizione fisioterapisti all’Albo dei terapisti della riabilitazione non vedenti

 5) Procedure per favorire l’emersione spontanea di somme evase: provvedimento delle Entrate per dati da mettere a disposizione del contribuente e della GdF

 6) IMU e Tributo per i servizi indivisibili (TASI): immobili utilizzati da enti non commerciali per l’attività di ricerca scientifica

 7) Gestione della certificazione di malattia: istruzioni operative e nuove funzionalità a disposizione dei medici delle Strutture territoriali

 8) Garanzia dei depositi bancari e risoluzione degli enti creditizi

 

 

1) IRAP e costo del personale dipendente: le nuove agevolazioni per il 2015

L’Accademia Romana di Ragioneria, con la nota operativa n. 9/2015 del 10 luglio 2015, prima riassume le principali agevolazioni che riguardano la deducibilità ai fini IRAP del costo sostenuto per il personale dipendente, poi passa ad illustrare le novità introdotte a partire dal periodo d’imposta 2015.

L’art. 11 del decreto 446/1997 disciplina una serie di deduzioni dalla base imponibile IRAP collegate al costo del personale dipendente. In primo luogo è deducibile, ai sensi del comma 1, lettera a) n. 1, il premio sostenuto per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro (come, ad esempio il contributo annuale versato all’INAIL)

Per usufruire dell’agevolazione, valida per tutti i soggetti passivi Irap, è necessario che tale onere abbia effettivamente contribuito alla formazione della base imponibile Irap. In caso di distacco del personale, inoltre, la deduzione spetta all’impresa che utilizza il personale.

In aggiunta alle precedenti deduzioni, a partire dal periodo d’imposta 2014, è possibile di due ulteriori gruppi di deduzioni, tra loro alternativi. Il primo gruppo ricomprende a sua volta le seguenti deduzioni:

- 7.500 euro per ciascun dipendente a tempo indeterminato (13.500 se il dipendente è di sesso femminile), con esclusione delle imprese che operano in concessione e a tariffa in particolari settori (energia, acqua, trasporti, infrastrutture, ecc.);

- 15.000 euro (21.000 se il lavoratore è di sesso femminile, ovvero di età inferiore a 35 anni) per ciascun dipendente impiegato nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;

- l’intero importo dei contributi assistenziali e previdenziali dei lavoratori a tempo indeterminato.

Il secondo gruppo di deduzioni comprende invece:

- l’intero importo delle spese relative ad apprendisti e disabili.

- l’intero importo dei costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e sviluppo.

- Deduzione pari a 1.850 a dipendente.

Per i soli autotrasportatori di merci è infine deducibile l’indennità di trasferta per la quota che non concorre a formare il reddito del dipendente ai sensi del TUIR.

Novità in vigore dal 2015

Dal periodo d’imposta 2015 entra in vigore la disposizione di cui all’art. 11 comma 4-octies, che si aggiunge a quelle già in vigore.

Ambito soggettivo

I soggetti interessati dalla norma sono:

- società di capitali ed enti commerciali;

- società di persone e imprese individuali;

- banche e società finanziarie;

- imprese di assicurazione;

- persone fisiche, società semplici ed equiparate;

- produttori agricoli titolari di reddito agrario, esclusi quelli con volume d’affari annuo non superiore a 7mila euro, che si avvalgono del regime speciale Iva) del D.Lgs. 446/1997.

Nuovo bonus

La nuova agevolazione consiste nella possibilità di dedurre, dalla base imponibile Irap, la differenza tra le deduzioni spettanti precedentemente esaminate e il costo sostenuto dal datore di lavoro con riferimento ai contratti di lavoro a tempo indeterminato.

Come chiarito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 22/2015 le quote di Tfr maturate a partire dal 1 gennaio 2015 e le rivalutazioni del fondo Tfr rientrano a pieno titolo tra i costi per personale dipendente da prendere in considerazione ai fini del calcolo della deduzione.

Non rientrano invece gli accantonamenti, per eventuali oneri futuri connessi al rapporto di lavoro, effettuati a partire dal 2015 in quanto tali costi assumono rilevanza nell’esercizio in cui si verifica l’evento che ha presupposto lo stanziamento in bilancio.

Attenzione: Come avverte la stessa Agenzia nella suddetta circolare n. 22/2015, le imprese operanti in concessione e a tariffa possono usufruire della nuova agevolazione anche se espressamente escluse da alcune di quelle già in vigore nel 2014.

 

2) Iva e imposta di registro nelle locazioni

L’art. 40 del D.P.R. n. 131/1986 individua il noto principio di alter natività tra l’Iva e l’imposta registro che si applica sui contratti di locazione dei fabbricati.

Ai fini Iva opera la disposizione di cui al n. 8 dell’art. 10 del D.P.R. n. 633/72, peraltro, di recente, modificata dal D.L. n. 83/2012.

Il legislatore ha voluto, in parte, mitigare il principio su cui si basa la disciplina prevista per le locazioni di fabbricati, ovvero il regime di esenzione da Iva.

E’ stato, infatti, estesa la sfera di applicazione dell’imponibilità, dal momento che è stata prevista per il locatore la possibilità di optare per l’applicazione del tributo:

- per le locazioni di immobili abitativi, solo se operate dalle imprese di costruzione o di ristrutturazione che hanno costruito o ristrutturato l’immobile oggetto di locazione;

- per le locazioni di alloggi sociali, da chiunque operate;

- per le locazioni di fabbricati strumentali, da chiunque operate.

Sono quindi sottratte al regime di esenzione le sole locazioni:

- di fabbricati abitativi, effettuate dalle imprese che li hanno costruiti o che hanno realizzato sugli stessi interventi di cui all’art. 31 co. 1 lett. c), d) ed e) della L. 5.8.78 n. 457, in presenza di opzione per l’imposizione espressa in atto;

- di alloggi sociali (ex DM 22.4.2008), da chiunque effettuate, in presenza di opzione per l’imponibilità;

- di fabbricati strumentali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni, in presenza di opzione per l’imposizione.

Tali principi “base” devono essere coordinati con quanto stabilito dall’articolo 40 D.P.R. n. 131/1986, il quale rispettivamente:

- al co. 1 sancisce il principio di alternatività Iva-registro, in virtù del quale l’imposta di registro si applica in misura fissa alle operazioni soggette ad Iva;

- al co. 1-bis esclude l’alternatività in relazione alle locazioni riguardanti immobili strumentali, le quali scontano l’imposta di registro proporzionale anche se assoggettate ad Iva.

Assodato ciò, emerge prima il principio secondo cui le locazioni di fabbricati poste in essere da soggetti non Iva, essendo fuori dal campo di applicazione di tale tributo, scontano solo l’imposta di registro proporzionale nella misura del 2% o dell’1% e le locazioni di fabbricati poste in essere da soggetti passivi Iva sono, in linea di principio, esenti da Iva, ma in taluni casi è possibile optare per l’applicazione del tributo.

Sulla base di tali disposizioni normative, il citato principio di alternatività tra Iva e registro opera rispetto alle locazioni aventi ad oggetto abitazioni (gruppo A, eccetto A/10) e terreni, le quali scontano l’imposta di registro in misura fissa se il contratto di locazione risulta imponibile Iva; non opera rispetto alle locazioni aventi ad oggetto fabbricati strumentali (gruppi B, C, D, E, nonché gli A/10), per le quali è prevista la contemporanea applicazione dell’Iva e dell’imposta di registro dell’1%.

Riguardo, invece, le locazioni abitative, il principio di alternatività subisce, per certi versi, una parziale deroga, nel caso in cui non trovi applicazione il regime di imponibilità. Infatti, non si considerano “soggette ad Iva”, ai fini dell’applicazione dell’alternatività Iva/registro, (tra le altre) le operazioni esenti ai sensi dell’art. 10 co. 1 n. 8 del DPR 633/72.

Ecco, comunque, di seguito uno schema riassuntivo della particolare disciplina:

Tipologia

Caratteristiche della locazione

IVA

Registro

Fabbricato   abitativo

Locatore   impresa di costruzione

o   ristrutturazione

Imponibile   per

opzione   (10%)

Imposta   fissa

Esente   in assenza di opzione

2%

Locatore   diverso dall’impresa di costruzione

Esente

2%

Locatore   soggetto non Iva

Fuori   campo

2%

Alloggi   sociali DM 22.4.2008

Chiunque

Imponibile   per opzione (10%)

Fissa

Esente   in assenza di opzione

2%

Locatore   soggetto non Iva

Fuori   campo

2%

Fabbricati   strumentali

Chiunque

Imponibile   per opzione (22%)

1%

Esente   in assenza di opzione

1%

Locatore   soggetto non Iva

Fuori   campo

2%

 

3) Consorzi per l’internazionalizzazione: pubblicato il bando 2015

Con Decreto del Direttore Generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi del 1 luglio 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico (come da Decreto interministeriale 7 aprile 2015) ha definito le modalità e i termini per la richiesta e la concessione dei contributi a fondo perduto a favore dei Consorzi per l’internazionalizzazione, finalizzati a sostenere le PMI nei mercati esteri, a favorire la diffusione internazionale dei loro prodotti e servizi, nonché ad incrementare la conoscenza delle autentiche produzioni italiane presso i consumatori internazionali per contrastare il fenomeno dell’italian sounding e della contraffazione dei prodotti agroalimentari.

Le risorse disponibili per la realizzazione di specifiche iniziative promozionali all’estero ammontano, a favore dei consorzi multiregionali, a 3 milioni di euro, per l’anno 2015, stanziate con Legge di stabilità 2015. Con riguardo ai consorzi monoregionali della Valle d’Aosta e della Sicilia, l’erogazione dei contributi è subordinata all’assegnazione nel pertinente capitolo di bilancio dei relativi fondi da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le iniziative promozionali finanziabili, previste nell’art. 4 del sopraindicato Decreto Direttoriale, devono essere strutturate sotto forma di Progetto per l’internazionalizzazione – di valore non inferiore a 50.000 euro e non superiore a 400.000 euro – e devono essere realizzate nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015.

La domanda di contributo, con i relativi allegati, deve essere presentata esclusivamente tramite posta elettronica certificata, firmata digitalmente dal legale rappresentante del Consorzio, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dell’avviso relativo al presente decreto ed entro e non oltre il 1 agosto 2015, all’indirizzo PEC dgpips.consorzi@pec.mise.gov.it, secondo quanto stabilito dall’art. 7 del bando.

 

4) Iscrizione fisioterapisti all’Albo dei terapisti della riabilitazione non vedenti

Il Ministero del Lavoro ha emanato la circolare n. 21 del 24 giugno 2015 con alcuni chiarimenti interpretativi in materia di iscrizione dei fisioterapisti all’Albo professionale Nazionale dei terapisti della riabilitazione non vedenti.

In particolare, essendo confluita la figura professionale del terapista della riabilitazione in quella del fisioterapista, potranno essere iscritti nell’Albo professionale nazionale, di cui alla legge n. 29 del 11 gennaio 1994, i fisioterapisti non vedenti che ne facciano richiesta e precisamente sia i fisioterapisti non vedenti che hanno conseguito il diploma di laurea sia i terapisti della riabilitazione non vedenti, purché abbiano conseguito il relativo titolo prima dell’entrata in vigore della legge n. 42 del 26 febbraio 1999.

 

5) Procedure per favorire l’emersione spontanea di somme evase: provvedimento delle Entrate per dati da mettere a disposizione del contribuente e della GdF

Ecco come contribuente e Guardia di Finanza vengono avvisati, questo per favorire l’emersione spontanea di somme non dichiarate al Fisco.

Il contribuente viene avvisato tramite PEC oppure per posta ordinaria. La GdF riceve, invece, le informazioni tramite strumenti informatici. L’obiettivo è quello di incrementare la procedura del ravvedimento operoso.

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 94624 del 13 luglio 2015 disciplina, infatti, le modalità con cui l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente e della Guardia di finanza elementi e informazioni al fine di introdurre nuove e più avanzate forme di comunicazione tra il contribuente e l’Amministrazione fiscale, anche in termini preventivi rispetto alle scadenze fiscali, finalizzate a semplificare gli adempimenti, stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili - disposizioni di attuazione dell’articolo 1, commi da 634 a 636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

L’articolo 1, comma 636, della legge 23 dicembre 2014 n. 190 prevede che con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate siano individuate le modalità con le quali gli elementi e le informazioni, di cui ai commi 634 e 635 del medesimo articolo, sono messi a disposizione del contribuente e della Guardia di Finanza.

In particolare, con il presente provvedimento sono dettate le disposizioni concernenti le modalità con le quali sono messe a disposizione del contribuente e della Guardia di Finanza, anche mediante l’utilizzo di strumenti informatici, informazioni derivanti dal confronto con i dati comunicati dai clienti del contribuente all’Agenzia delle entrate ai sensi dell’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 e successive modificazioni, da cui risulterebbe che lo stesso abbia omesso, in tutto o in parte, di dichiarare i ricavi conseguiti, ovvero informazioni riguardanti possibili anomalie, presenti nelle dichiarazioni dei redditi, relative alla corretta indicazione dei compensi certificati dai sostituti d’imposta nei modelli 770, quadro “Comunicazione dati certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi”, con causale A (prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale) ovvero M (prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente).

Gli elementi e le informazioni contenute del presente provvedimento forniscono al contribuente dati utili al fine di porre rimedio agli eventuali errori od omissioni, mediante l’istituto del ravvedimento operoso.

Tale ultimo istituto è stato, infatti, profondamente rinnovato dall’articolo 1, comma 637, della legge 23 dicembre 2014 n. 190, proprio al fine di garantire al contribuente la possibilità di effettuare le opportune correzioni ed i connessi versamenti delle somme dovute, usufruendo della riduzione delle sanzioni applicabili, graduata in ragione della tempestività dell’intervento correttivo.

Tale comportamento potrà essere posto in essere a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata ovvero che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, delle quali i soggetti interessati abbiano avuto formale conoscenza, salvo la formale notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento e il ricevimento delle comunicazioni di irregolarità di cui agli articoli 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 settembre 1972, n. 633 e degli esiti del controllo formale di cui all’articolo 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

Nel provvedimento sono altresì indicate le modalità con le quali i contribuenti possono richiedere informazioni o comunicare all’Agenzia delle entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti.

 

6) IMU e Tributo per i servizi indivisibili (TASI): immobili utilizzati da enti non commerciali per l’attività di ricerca scientifica

Gli immobili posseduti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività di ricerca scientifica, sono esenti dall’IMU e dalla TASI. Tutte le condizioni richieste dalle norme che disciplinano la materia risultano soddisfatte sia per il CNR sia per l’ENEA, pertanto, lo svolgimento delle attività di ricerca scientifica, effettuate con modalità non commerciali, comporta per tali enti l’applicazione dell’esenzione dall’IMU e dalla TASI.

Lo ha precisato il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la risoluzione n. 7/DF del 13 luglio 2015.

La legge (art. 7, comma 1, lettera i, D.Lgs. n. 504/1992) prevede l’esenzione dall’IMU e dalla TASI per “gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'articolo 73, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, fatta eccezione per gli immobili posseduti da partiti politici, che restano comunque assoggettati all'imposta indipendentemente dalla destinazione d'uso dell'immobile, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive […]”.

Il CNR e l’ENEA, secondo quando viene ora affermato dal MEF, possono beneficiare dell’esenzione dall’IMU e dalla TASI, dal momento che per gli stessi sussistono contemporaneamente i requisiti soggettivo e oggettivo nonché quelli generali e di settore che qualificano le attività di cui alla citata lettera i) come svolte con modalità non commerciali.

Per entrambi gli Enti, infatti, è soddisfatta la condizione del possesso del requisito soggettivo di cui all’art. 73 TUIR, rientrando entrambi tra gli altri enti e organismi pubblici con finalità non commerciale.

Per quanto concerne, poi, il possesso del requisito oggettivo, le attività di ricerca sono state inserite nel novero delle attività previste dall’art. 7, comma 1, lettera i), D.Lgs. n. 504/1992 a decorrere dal periodo di imposta 2014.

Ai fini della sussistenza dei requisiti generali e di settore, le attività di ricerca scientifica svolte dal CNR e dall’ENEA sono conformi ai requisiti generali previsti dall’art. 3 del regolamento n. 200/2012, dal momento che tali attività sono svolte con modalità non commerciali e sono prive di scopo di lucro e che le prestazioni di servizi, rese per obbligo di legge, hanno carattere non economico di natura interna, i cui proventi sono reinvestiti nell’attività di ricerca e non sono né distribuiti né reinvestibili in caso di scioglimento.

Posto che, sia per il CNR sia per l’ENEA, risultano soddisfatte tutte le condizioni richieste dalla legge, lo svolgimento delle attività di ricerca scientifica, effettuate con modalità non commerciali, comporta per tali enti l’applicazione dell’esenzione dall’IMU e dalla TASI.

 

7) Gestione della certificazione di malattia: istruzioni operative e nuove funzionalità a disposizione dei medici delle Strutture territoriali

A seguito del processo di graduale telematizzazione del certificato medico di malattia (descritto nelle circolari n. 60 del 2010 e n. 113 del 2013), l’Istituto riceve, come è noto, attualmente le suddette certificazioni, attestanti lo stato di temporanea incapacità al lavoro dei lavoratori dei settori pubblico e privato, attraverso il Sistema di accoglienza centrale (SAC).

I certificati dei soli lavoratori del settore privato, aventi diritto all’indennità di malattia, vengono conseguentemente messi a disposizione delle Strutture territoriali competenti sulla base della residenza del lavoratore, registrati negli archivi locali gestionali della certificazione di malattia e resi fruibili per le attività previste dagli specifici flussi di processo.

In particolare, nella procedura di gestione della certificazione di malattia - flusso “certificati ricevuti via internet” - sono state predisposte funzioni per i medici dell’Istituto tenuti ad esaminare e valutare giornalmente i certificati pervenuti per provvedere a tutte le attività connesse – specificate tra l’altro nelle circolari n. 120/2004 e n. 87/2008 - ivi compresa la gestione delle visite mediche di controllo.

In un primo momento, a seguito della predisposizione di uno specifico format per la trasmissione del certificato telematico, si è ritenuto possibile procedere ad una semplificazione dell’interfaccia della procedura a disposizione dei medici Inps nella convinzione alla luce del superamento di alcune anomalie certificative proprie della compilazione cartacea.

Pertanto, il medico della Struttura territoriale visualizzava le sole anomalie di tipo “5” (diagnosi non comprovante l’incapacità temporanea al lavoro) e “A” (anomalia generica con l’obbligo di precisare l’anomalia nella lettera generata dalla procedura).

In realtà, dall’osservazione dei dati inseriti nei certificati telematici, è emerso che persiste da parte di alcuni medici curanti l’abitudine di non valorizzare correttamente il campo note di diagnosi con l’inserimento di una diagnosi comprensibile (nel falso convincimento di preservare la privacy dei propri assistiti) bensì di alcuni caratteri “non senso” che, tuttavia, consentono comunque il soddisfacimento dei requisiti informatici per l’invio del certificato.

Novità procedurali.

Premesso quanto sopra, si è ritenuto necessario procedere ad alcune implementazioni della procedura che di seguito si illustrano.

Reinserimento del codice “3” (diagnosi mancante).

Tale codice consente di semplificare le attività di comunicazione con l’utenza mediante la predisposizione in automatico della relativa lettera, esonerando l’operatore dall’inserimento manuale della precisazione da effettuare in caso di anomalia generica.

Visualizzazione del campo “Emod/grav (E/G)”.

Il campo consente l’inserimento dei valori “E” (emodialisi/cicli di cura ricorrenti) e “G” (malattia connessa allo stato di gravidanza) al fine di consentire al medico di segnalare tali specifiche casistiche presenti nel certificato per le conseguenti attività anche di tipo amministrativo.

In particolare, si ricorda che nel caso in cui la malattia sia causalmente connessa con lo stato di gravidanza e in assenza del provvedimento di astensione anticipata dell’Ispettorato del lavoro o della ASL è necessario escludere il decorrere del periodo massimo di indennizzabilità per anno, come specificato nella circolare 149/1983.

Istituzione del codice di esclusione “E” dalle visite mediche di controllo richieste d’ufficio.

Mediante l’utilizzo di tale codice, il medico dell’Istituto, durante l’analisi del certificato, ha l’opportunità – da esercitare secondo ponderato discernimento clinico e medico legale – di escludere uno specifico certificato dal flusso dell’applicativo Data mining qualora la diagnosi evidenzi una condizione di gravità tale che sconsigli o addirittura controindichi il controllo domiciliare disposto d’ufficio.

Le condizioni patologiche che dovrebbero rientrare in questa casistica sono a titolo esemplificativo: le oncopatie metastatiche, stati terminali, situazioni post chirurgiche di interventi demolitivi, ecc..

Prima di procedere all’esenzione, è tuttavia opportuno che il medico verifichi la storia certificativa pregressa del lavoratore con particolare riguardo al numero di giorni di malattia già fruiti e al numero di eventi correlati, al fine di assumere decisioni consapevoli e non pregiudizievoli sia per il malato e sia per l’Istituto.

La suindicata opportunità di esclusione di un certificato dai controlli medico legali disposti dall’Istituto si affianca alle altre casistiche di esclusione già presenti in SAViO (indicati nel messaggio n. 8537 del 6.11.2014) integrandone le funzioni e completando il sistema degli esoneri ponderati.

In merito alla funzionalità dell’applicativo SAViO e con riguardo alla necessità di un aggiornamento costante del calendario dei medici di lista, si ritiene altresì opportuno raccomandare il corretto utilizzo dei codici indicati con il messaggio n. 3451 del 21.5.2015.

In particolare, si precisa che il codice “R” dovrà essere utilizzato nei soli casi di rotazioni previste sia per il sabato/domenica e festivi sia, in caso di assegnazione del medico di lista ad altra Struttura territoriale con conseguente inserimento dello stesso in altro calendario mensile.

Infine, si precisa che il codice “V” dovrà essere utilizzato per indicare le indisponibilità del medico di lista da giustificare validamente secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Le citate indisponibilità possono essere riferite a periodi di malattia, partecipazioni a convegni o richiesta di periodi di sospensione per ristoro delle capacità psico-fisiche. Si ricorda che tali periodi non possono superare i 150 giorni nell’arco degli ultimi 12 mesi e che si sommano ai 30 giorni di indisponibilità senza giustificazione per un totale di 180 giorni negli ultimi 12 mesi e, comunque, di 365 nell’ultimo quadriennio (circolari n. 4 del 2001 e n. 199 del 2001).

(INPS, messaggio n. 4752 del 13 luglio 2015)

 

8) Garanzia dei depositi bancari e risoluzione degli enti creditizi

L’articolo 7 della legge di delegazione europea stabilisce i criteri di delega per il recepimento della direttiva 2014/49/UE sui sistemi di garanzia dei depositi, che costituiscono un elemento essenziale dell’Unione bancaria. La direttiva intende garantire una maggiore armonizzazione dei sistemi nazionali di garanzia dei depositi bancari, cioè dei sistemi nazionali, finanziati dalle banche, volti ad assicurare il rimborso di una determinata quota dei depositi bancari in caso di insolvenza di un ente creditizio. Tra i criteri direttivi stabiliti dalla delega vi sono in particolare l’individuazione della Banca d’Italia come autorità amministrativa competente e alcuni criteri specifici che il legislatore delegato deve seguire nel determinare le caratteristiche dei depositi che beneficiano della copertura offerta dai sistemi di garanzia, nonché l’importo della copertura (limite di 100.00 euro per ciascun depositante) e la tempistica del rimborso ai depositanti.

L’articolo 8 della legge di delegazione europea prevede la delega al recepimento della direttiva 2014/59/UE sul risanamento e la risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento. Tra i principi e criteri direttivi per l’esercizio della delega viene in particolare stabilito: che le norme sul bail-in, cioè sul meccanismo di svalutazione forzosa delle azioni e del debito dell’ente creditizio sottoposto a risoluzione, si applichino a partire dal 2016; che le scelte opzionali previste dalla direttiva siano esercitate in modo conforme a quanto stabilito nel regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio che fissa una procedura uniforme per la risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento nel quadro di un meccanismo di risoluzione unico e di un Fondo di risoluzione unico; che la Banca d’Italia sia designata come autorità di risoluzione nazionale e che sia assicurato il tempestivo scambio di informazioni con il Ministero dell’economia e delle finanze e l’approvazione di quest’ultimo nel caso di decisioni che abbiamo impatto diretto sul bilancio o implicazioni sistemiche; che sia previsto, ove opportuno, il ricorso alla disciplina secondaria della Banca d’Italia, secondo le linee guida dell’Autorità bancaria europea (ABE).

Vengono inoltre previsti criteri specifici per il recepimento della disciplina sanzionatoria e per l’istituzione di uno o più fondi di risoluzione delle crisi bancarie.

(Assonime. Nota del 10 luglio 2015)

 

Vincenzo D’Andò